Economia
È morta a 87 anni Maria Franca Ferrero
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Redazione
ALBA (CUNEO) (ITALPRESS) – È morta all’età di 87 anni Maria Franca Fissolo, vedova di Michele Ferrero, che ha guidato per decenni l’omonimo gruppo dolciario. Il 19 dicembre scorso era stata nominata all’unanimità dall’assemblea straordinaria presidente onorario della Ferrero International.
Maria Franca Ferrero è morta questa mattina all’età di 87 anni, nella sua abitazione sulle colline di Alba, in provincia di Cuneo. Era presidente onoraria della holding Ferrero International S.A. e della Fondazione Ferrero. Classe 1939, per tutta la vita insieme al marito Michele Ferrero aveva guidato il celebre gruppo dolciario, prima di cederne la conduzione al figlio Giovanni. Il matrimonio con Michele Ferrero avvenne nel 1962, unione da cui l’anno successivo nacque il primogenito Pietro, morto per un malore in Sudafrica nel 2011. Nel 1964 nacque Giovanni, attuale presidente della multinazionale che oggi ha 36 stabilimenti ed è presente in oltre 170 Paesi.
LE REAZIONI
“Un giorno triste. Questa notte ci ha lasciato Maria Franca Ferrero. Maria Franca era una donna unica, straordinaria. Ha accompagnato Michele Ferrero durante tutta la sua vita ed è data partecipe e protagonista della grande avventura industriale ed umana di suo marito”. Così su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “La sua dolcezza, la sua umanità, la sua delicatezza, la sua umiltà rimarranno nei cuori di chiunque l’abbia conosciuta. Maria Franca era una persona unica – prosegue -. Non perché fosse la “signora Ferrero” ma perché lei era Maria Franca, uguale con chiunque incontrasse, che fossero regine od un disoccupato che le chiedeva aiuto per strada ad Alba. Mi mancherà moltissimo la sua abitudine a prendermi la mano ed a tenerla stretta. Negli ultimi anni, quando ci vedevamo non avevamo bisogno di parlare ma ci abbracciavamo e sapevamo che quell’abbraccio lo stavamo facendo a Pietro e Michele. É stata una grande donna di cui in moltissimi sentiremo la mancanza. A Dio Maria Franca”.
“Esprimo il mio più profondo cordoglio per la scomparsa di Maria Franca Ferrero, una figura che ha rappresentato l’eccellenza italiana non solo attraverso la guida di uno dei gruppi industriali più prestigiosi e riconosciuti a livello internazionale, ma soprattutto per la sua straordinaria umanità e dedizione al bene comune”. Lo afferma Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, che prosegue: “Presidente onoraria di Ferrero International e colonna portante della Fondazione Ferrero, Maria Franca Ferrero ha incarnato un modello alto di responsabilità sociale e impegno civile. Il suo motto, “Lavorare, creare, donare”, resta un testamento morale che ci richiama ogni giorno a unire successo e solidarietà, crescita economica e attenzione verso il territorio e le persone più fragili. Con una guida discreta e instancabile ha saputo custodire e valorizzare le radici profonde della comunità di Alba, portandone nel mondo un esempio di impresa capace di unire efficienza e cuore. Alla famiglia Ferrero e a tutti i collaboratori del Gruppo giungano le mie più sincere condoglianze e il mio personale ringraziamento per l’eredità di valori che ci lascia in dono”, conclude il ministro Zangrillo.
“Oggi per il Piemonte è un giorno molto triste. Con la scomparsa di Maria Franca Ferrero perdiamo una figura straordinaria, protagonista e partecipe della visionaria avventura industriale di suo marito Michele e della sua famiglia. Una donna di una sensibilità rara che non faceva mai mancare un sorriso e un gesto di umanità a chiunque avesse a che fare con lei. Attenta, legata alla sua terra e sempre pronta a sostenere concretamente i tanti progetti solidali, sociali e culturali che senza il suo apporto in questi anni non avrebbero potuto vedere la luce. Da albese, poi, nato e vissuto accanto alla Ferrero, per me questa è anche la perdita di una persona cara a cui mi legava un profondo affetto. Per tutti noi albesi la signora Maria Franca era come una persona di famiglia: un riferimento, una sicurezza, una donna a cui abbiamo voluto tutti bene e a cui rimarremo sempre legati. Al figlio Giovanni e a tutta la famiglia le condoglianze mie e della Regione Piemonte. Ci mancherà. Ci mancherà moltissimo”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Economia
Festival dell’Economia di Trento, al via la Call for Ideas “Le Voci del Domani”
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18 ore fa-
11 Febbraio 2026di
Redazione
TRENTO (ITALPRESS) – Torna “Le Voci del Domani”, la Call for Ideas del Festival dell’Economia di Trento che invita i giovani a prendere la parola e a portare il proprio punto di vista al centro del dibattito pubblico. Un’occasione concreta per trasformare idee, visioni e competenze delle nuove generazioni in contributi attivi all’interno di uno dei principali appuntamenti culturali del Paese.
Il XXI Festival dell’Economia, dedicato al tema “Dai mercati ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”, chiama in causa proprio la generazione che oggi vive in prima persona le grandi trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche. L’evoluzione dei mercati, l’emergere di nuovi equilibri di potere, le disuguaglianze, il futuro del lavoro e dell’impresa sono le sfide su cui i giovani sono invitati a intervenire, con idee capaci di leggere il presente e immaginare scenari nuovi.
“Le Voci del Domani” nasce per creare uno spazio di confronto reale, in cui i giovani non siano solo destinatari del racconto, ma protagonisti del dialogo. L’obiettivo è valorizzare sguardi critici e capacità di innovazione, rafforzando il confronto tra generazioni e contribuendo a una riflessione collettiva sul futuro economico e sociale, in Italia e oltre.
La call è aperta a giovani tra i 18 e i 30 anni che vogliano candidarsi con un’idea, una riflessione o un punto di vista in linea con il tema del Festival e con il programma 2026. Per partecipare è necessario inviare un testo di presentazione, di massimo 1.200 caratteri, accompagnato da un video di presentazione (durata 2 minuti), in cui raccontare il tema proposto e le motivazioni della candidatura. Le iscrizioni sono aperte fino all’8 aprile sul sito ilsole24ore.com/vocideldomani.
I giovani selezionati dal Comitato Scientifico del Festival, presieduto dal Direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini e composto dalla professoressa Ericka Costa, associata di Economia aziendale del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento, dal professore Luigi Bonatti, ordinario di Politica economica all’Università di Trento, e dalla storica dell’economia Adriana Castagnoli, diventeranno speaker del XXI Festival dell’Economia di Trento, conquistando spazio per partecipare attivamente al dibattito pubblico: le nuove generazioni entreranno nel programma ufficiale e interverranno nei dibattiti in presenza accanto a economisti, esperti, rappresentanti della business community e del mondo accademico a livello nazionale e internazionale.
Grazie alla Call for Ideas “Le Voci del Domani”, infatti, i giovani selezionati nell’edizione 2025, hanno avuto la possibilità di intervenire al fianco di protagonisti del mondo economico e accademico come gli economisti Giulio Sapelli e Stefano Scarpetta (Ocse), il Rettore Università Bocconi Francesco Billari, la Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, il Segretario Generale CGIL Maurizio Landini, il Direttore Generale Confindustria Maurizio Tarquini. Il Festival dell’Economia di Trento, organizzato per il quinto anno consecutivo dal Gruppo Il Sole 24 ORE e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento e con la collaborazione del Comune e dell’Università di Trento, si terrà da mercoledì 20 maggio a domenica 24 maggio 2026.
– Foto Gruppo Il Sole 24 ORE –
(ITALPRESS).
Economia
Imprese, Urso “L’obiettivo è attrarre nuovi capitali stranieri”
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18 ore fa-
11 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Intendiamo attrarre nuovi capitali stranieri, nel quadro di un sistema che metta in sicurezza le aziende anche attraverso, ove necessario, l’uso sapiente e strategico dei poteri speciali”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al question time della Camera. “Proprio oggi un autorevole osservatorio sull’esercizio della Golden Power evidenzia l’evoluzione dello strumento da passivo ad attivo, finalizzato alla protezione delle filiere strategiche. Questo è corroborato anche dalla nuova legislazione che contrasta le delocalizzazioni: chiunque riceva incentivi pubblici e lascia il Paese dovrà restituire quanto ottenuto nei precedenti 10 anni”, sottolinea Urso.
“La tutela dei marchi storici è una priorità di governo e si inserisce in una strategia più ampia, volta a garantire continuità produttiva, occupazione e radicamento industriale. In questo quadro, l’attenzione non è rivolta al colore dei capitali, ma alla capacità degli investimenti esteri di mantenere vive le imprese e le fabbriche”, ha proseguito.
L’Italia “è l’unico Paese ad aver introdotto una protezione specifica dei propri marchi storici. Siamo ulteriormente intervenuti nella legge sulle piccole e medie imprese approvata pochi giorni fa istituendo un fondo a cui le imprese storiche possono accedere per acquisire altre imprese storiche a rischio, evitando quindi che marchi storici in crisi possano finire nelle mani di soggetti estranei al settore, animati da finalità speculative e, ove possibile, valutiamo con sapienza ed efficacia anche l’utilizzo del Golden Power. Questa politica industriale ha avuto successo: oggi i marchi storici iscritti al registro sono 977 e rappresentano una forza straordinaria che tutti ci invidiano, il cuore storico del Made in Italy che attrae sempre più capitali stranieri”, conclude Urso.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Economia
Nel 2025 per Banca Generali utile netto in aumento del 3,4% a 445,8 milioni
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20 ore fa-
11 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Banca Generali ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto consolidato di 445,8 milioni (+3,4% a/a), il livello più elevato mai raggiunto nella sua storia. Le masse gestite e amministrate per la clientela hanno toccato un nuovo picco a 113,5 miliardi (+9,3% a/a) mentre la raccolta netta del periodo ha superato i 6,8 miliardi (+2,9% a/a). La solidità del risultato emerge anche dalla crescita dell’utile netto ricorrente, salito a 362,5 milioni (+6,8% a/a), un nuovo massimo storico, e in aumento ad un tasso doppio rispetto all’utile complessivo. I profitti ricorrenti rappresentano l’81% dell’utile netto consolidato (79% nel 2024), confermando il continuo rafforzamento della sostenibilità finanziaria della banca. Il margine di intermediazione è salito a 1,03 miliardi (+2,0% a/a) trainato dall’aumento a doppia cifra delle commissioni nette ricorrenti (530 milioni, +11,3% a/a) e dal positivo contributo del margine finanziario (355,5 milioni, +5,0% a/a).
I costi operativi si sono attestati a 361,2 milioni (+22,9% a/a), includendo 38,3 milioni legati al cambio di perimetro e 13,5 milioni (3,6 milioni nel 2024) di spese non ricorrenti principalmente legate a costi relativi all’Ops di Mediobanca, al lancio di progetti strategici e ad iniziative di efficientamento interno. Il Cda ha deliberato di presentare all’assemblea degli azionisti programmata per il 16 aprile, la proposta di distribuire dividendi per 338,9 milioni, pari a 2,90 per azione (al lordo delle ritenute di legge) per ognuna delle 116.851.637 azioni emesse e corrispondenti ad un pay-out totale del 76% dell’utile consolidato dell’esercizio 2025. Al 31 dicembre 2025, il CET1 ratio di Banca Generali si è attestato al 17,1% e il Total Capital ratio (TCR) al 18,9%, inclusivi della proposta di distribuzione degli utili sopra descritta.
Entrambi i coefficienti patrimoniali risultano su livelli ampiamente superiori ai requisiti minimi fissati per il Gruppo da Banca d’Italia (CET1 ratio all’8,7% e Total Capital Ratio al 13,2%) nell’ambito del periodico processo di revisione e valutazione prudenziale SREP per il 2026. Al 31 dicembre 2025, le Masse totali gestite e amministrate per conto dei clienti di Banca Generali hanno raggiunto il nuovo massimo storico di 113,5 miliardi (+9,3% a/a). La raccolta netta totale del 2025 è stata pari a 6,8 miliardi, superiore all’obiettivo di 6,0 miliardi comunicato per l’anno ed in crescita del 2,9% rispetto al 2024.
“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati conseguiti: utili e masse mai così alti, accompagnati da uno sviluppo commissionale in crescita a doppia cifra, confermano la solidità e la sostenibilità del percorso intrapreso. Nonostante l’impatto delle operazioni straordinarie, la banca e le sue persone hanno mantenuto una chiara direzione sugli obiettivi strategici, portando avanti progetti di grande rilievo quali l’integrazione di Intermonte, il lancio dell’insurbanking con Alleanza e lo sviluppo delle piattaforme di intelligenza artificiale a supporto dei banker, che rappresentano pilastri fondamentali per la crescita futura dell’istituto”. Così l’Ad e direttore generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, commentando i dati relativi all’esercizio 2025. “Più in generale – aggiunge –, si percepisce una nuova energia all’interno della banca, dopo aver definitivamente superato una fase caratterizzata da forte incertezza e inaugurato una stagione ricca di prospettive di crescita entusiasmanti”.
“Riteniamo che questo sia il messaggio più significativo per tutti gli stakeholder – in primo luogo dipendenti, consulenti e clienti, ma anche istituzioni e mercati. In particolare, riteniamo essenziale rivolgere un segnale di grande attenzione ai nostri azionisti, attraverso una proposta di incremento costante della cedola e una gestione dei rischi e del business orientata alla creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. Abbiamo iniziato questo nuovo esercizio con il passo giusto e lo affrontiamo con fiducia e ambizione, consapevoli del contesto caratterizzato da crescenti incognite e volatilità, ma forti delle opportunità che ci consentono di rafforzare ulteriormente la distintività del nostro modello di business e del nostro percorso di sviluppo”, conclude Mossa.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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