Cronaca
Pil a +1,7% nel 2026, industria e Olimpiadi spingono la crescita di Milano
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3 settimane fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Milano è attesa accelerare nel 2026, con il Pil stimato in aumento del +1,7%, sostenuto dal rafforzamento dell’industria e dalla dinamicità dei servizi, grazie anche all’impulso delle Olimpiadi Milano Cortina. I Giochi genereranno sul territorio milanese una produzione complessiva stimata in circa 2,5 miliardi di euro, a cui corrisponde un valore aggiunto pari a 1,045 miliardi. Accanto ai segnali positivi – dall’aumento ancora sostenuto degli studenti internazionali, saliti a 20mila, alla crescita del turismo, che raggiunge il record di 8,7 milioni di arrivi – si confermano tuttavia alcune criticità persistenti, in particolare sul fronte dei talenti e dell’innovazione e si registra una flessione dei nuovi investimenti esteri, complice anche la complessità del contesto geopolitico internazionale. Sono queste le principali evidenze dello studio realizzato da Assolombarda e Milano&Partners e presentato in occasione della quinta edizione di “Your Next Milano”, presso Casa Italia alla Triennale di Milano. Il rapporto, promosso annualmente per alimentare un confronto strutturato sulle performance della città nel contesto internazionale, restituisce l’immagine di una Milano con chiari punti di forza, ma chiamata a sciogliere nodi strategici che ne frenano il potenziale e, anche, per non disperdere l’opportunità rappresentata dal 2026.
La sfida è trasformare la spinta delle Olimpiadi in un nuovo ciclo di crescita strutturale, capace di rafforzare competitività e attrattività nel medio-lungo periodo, capitalizzando la visibilità ottenuta, perseguendo un percorso di rigenerazione urbana coerente con gli investimenti realizzati, facendo leva sulle competenze attivate e sulle capacità organizzative acquisite. ‘Milano sta vivendo una fase positiva: il Pil torna a crescere in maniera sostenuta con un +1,7% stimato nel 2026, i grandi eventi rafforzano la visibilità internazionale della città e il turismo continua a espandersi – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. Sono segnali incoraggianti che dimostrano la capacità di Milano di attrarre e generare valore. Oggi Milano è percepita prevalentemente come città di eventi, commercio e turismo: elementi sicuramente centrali nella crescita del territorio che devono valorizzare maggiormente lo spirito produttivo che ha sempre caratterizzato l’identità di Milano come ‘fabbrica di futuro’, promuovendo la storica vocazione industriale e manifatturiera che ne ha determinato il successo e rafforzando la capacità di attrarre investimenti e talenti. I grandi eventi come le Olimpiadi rappresentano un acceleratore straordinario. La vera sfida è trasformare questa spinta in crescita strutturale, accelerando su innovazione, trasferimento tecnologico, disponibilità di capitali e competenze. In questa prospettiva, è necessario dotare Milano di strumenti adeguati alla sua dimensione internazionale, per semplificare i processi, rafforzare l’efficacia delle scelte e sostenere gli investimenti strategici. Il dibattito sulla legge speciale per Milano va nella giusta direzione: dobbiamo consolidare il posizionamento della città tra le grandi aree metropolitane europee più competitive e dinamiche’.
Nel dettaglio, la città viene confrontata a livello internazionale con dieci centri urbani che risultano rilevanti nel network economico globale: Amsterdam, Barcellona, Berlino, Chicago, Londra, Monaco di Baviera, New York, Parigi, San Francisco, Tokyo. In particolare, ciascuna realtà è esaminata da tre angolazioni differenti: percezione, attrattività, performance economica, a cui si aggiunge, in questa edizione, un focus dedicato ai Giochi Olimpici 2026 per cogliere gli impatti di breve termine, le trasformazioni in corso e l’eredità di lungo periodo della manifestazione, anche sviluppando confronti con le esperienze recenti di mega eventi ospitati da altri centri urbani. L’analisi della percezione internazionale di Milano si basa su 33 ranking globali, selezionati per autorevolezza delle fonti e solidità metodologica. Il capoluogo lombardo figura nell’85% delle classifiche esaminate e si colloca al 24° posto per risonanza complessiva su un campione di 568 aree urbane a livello mondiale, confermandosi tra le città più osservate e riconosciute nello scenario internazionale.
Milano rafforza in particolare le dimensioni che già ne caratterizzavano il posizionamento. La città consolida il proprio ruolo come meta turistica e di eventi, dove si attesta 10ª per posizione media e 4ª tra le città benchmark. Un risultato sostenuto dallo slancio legato alle Olimpiadi e dalla crescente affermazione sul fronte congressuale. Allo stesso tempo, Milano rafforza l’immagine di snodo nelle reti globali e di place for business, collocandosi al 23° posto per posizione media e all’8° tra i benchmark di riferimento. I nodi rimangono gli stessi di quattro anni fa e riguardano, in particolare, la considerazione come città competitiva per talenti e come hub dell’innovazione, ambiti in cui continua a non mostrare significativi avanzamenti (il capoluogo lombardo è rispettivamente 46° e 49°, penultimo e ultimo tra i benchmark). L’analisi restituisce quindi l’immagine di una città pienamente riconosciuta tra i principali centri urbani globali, capace di consolidare la propria reputazione turistica e di città d’affari, ma ancora chiamata a rafforzare le leve strategiche legate a capitale umano e innovazione per compiere un salto di qualità nel confronto internazionale. In un contesto segnato da instabilità geopolitica e incertezza economica, rallentano i flussi globali di investimenti esteri, in calo in tutte le città analizzate e con maggiore intensità in Europa (con l’eccezione di Barcellona).
Secondo i dati preliminari, nel 2025 Milano attrae 47 nuovi investimenti esteri, in diminuzione rispetto ai 59 del 2024 (-20,3%) e sul livello più basso dal 2019, ma comunque superiore alla media del decennio pre-pandemico. Il calo registrato dal capoluogo lombardo è più contenuto rispetto a quello di altre città benchmark, come Berlino (-56,3%), Monaco (-33,9%), Amsterdam (-27,4%), Londra (-25,3%) e San Francisco (-23,6%), ma persiste un differenziale consistente di quantità rispetto a molti peer: i 47 greenfield milanesi si confrontano con i 222 progetti di Londra, i 115 di Parigi, i 101 di New York, gli 80 di Tokyo, i 78 di Barcellona. Milano conferma un’attrattività polisettoriale, concentrata nel terziario innovativo – servizi finanziari (21%), servizi alle imprese (21%), software, IT e comunicazioni (19%) – e mostra segnali di rafforzamento nel comparto macchinari (9%), filiera strategica per il territorio. Sul fronte degli investimenti immobiliari commerciali, i dati JLL evidenziano un mercato in ripresa nel 2025, pur con volumi inferiori alla media dell’ultimo decennio in molte città del benchmark. Milano registra 3,2 miliardi di euro di investimenti, in linea con la propria performance storica, nonostante le criticità urbanistiche abbiano accresciuto il profilo di rischio delle operazioni di sviluppo. Il risultato è superiore a quello di città comparabili come Monaco (2,4 miliardi) e Amsterdam (1,8 miliardi).
Inoltre, il 52% dei capitali investiti proviene dall’estero: una quota leggermente inferiore alla media 2016-2025, ma la seconda più elevata tra le città monitorate dopo Londra (60%). La terza direttrice di attrattività riguarda il sistema universitario. Nell’anno accademico 2024/2025 gli iscritti a corsi di laurea e post-laurea sono circa 236mila. Si osserva tuttavia una divaricazione: gli studenti italiani scendono a 215mila (-0,7% rispetto all’anno precedente, in calo per il secondo anno consecutivo), mentre gli internazionali salgono ancora, a 20mila, compensando la flessione nazionale e mantenendo stabile il totale complessivo. Il dato conferma il riconoscimento internazionale della qualità degli atenei milanesi, ma segnala una minore capacità attrattiva verso il resto d’Italia, elemento che apre a una riflessione più ampia su temi come la qualità della vita, l’accessibilità economica e l’offerta abitativa. Infine, sul fronte turistico, Milano raggiunge nel 2025 il record stimato di 8,7 milioni di arrivi (+9,1% rispetto al 2019 pre-Covid). Alla forte crescita del turismo internazionale – 5,3 milioni di arrivi nel 2024, +17,1% rispetto al 2019 – si affianca una domanda domestica ancora debole, stabile a 2,9 milioni e inferiore del 16,5% rispetto ai livelli pre-pandemici. L’incertezza geopolitica e commerciale che ha caratterizzato gli ultimi anni si riflette anche sulla dinamica economica delle principali aree urbane globali.
Oltre al raffreddamento degli investimenti diretti esteri, il contesto internazionale ha determinato una crescita moderata nel biennio 2024-2025. In questo scenario, Milano mantiene comunque un profilo espansivo, pur in rallentamento. Nel 2025 il Pil milanese cresce del +0,7%, segnando una perdita di slancio rispetto all’anno precedente. Il dato risulta inferiore a quello di Barcellona (+3,1%), Londra (+1,9%), Amsterdam (+1,7%) e Berlino (+0,9%), in linea con Parigi e superiore a Monaco, che registra una contrazione (-0,4%). La dinamica milanese riflette una ripresa ancora debole dell’industria (+0,7%), penalizzata dalla flessione delle esportazioni, una crescita dei servizi inferiore alle attese (+0,6%) e un lieve calo delle costruzioni (-0,3%).
Per il 2026 le previsioni indicano un rafforzamento significativo dell’economia cittadina, con un incremento del Pil del +1,7%. A trainare la crescita saranno il consolidamento del recupero industriale, la rinnovata vivacità dei servizi e l’impulso connesso alle Olimpiadi di Milano Cortina, che si confermano fattore di accelerazione dell’attività economica sul territorio. I Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 rappresentano per Milano un’occasione strategica: oltre alla portata simbolica e reputazionale, costituiscono un potente catalizzatore di visibilità internazionale e un acceleratore della trasformazione urbana. Il budget complessivo dei Giochi supera i 9,4 miliardi di euro: 3,54 miliardi destinati alle infrastrutture previste nel Piano delle Opere Olimpiche, 1,9 miliardi per i costi organizzativi e circa 4 miliardi di ulteriori investimenti infrastrutturali di Regione Lombardia. Sul territorio milanese il budget direttamente connesso ai Giochi ammonta a 735 milioni di euro, di cui 379 milioni per investimenti legati all’evento o alla modernizzazione infrastrutturale e 356 milioni per l’organizzazione. A questi importi si aggiunge la spesa di visitatori e partecipanti. Milano ospita quasi 90 gare delle specialità del ghiaccio indoor e la cerimonia di apertura allo Stadio Meazza. Considerando anche i consumi di atleti e accompagnatori, la spesa diretta stimata sul territorio milanese è pari a circa 1 miliardo di euro.
Includendo gli effetti indiretti lungo le filiere e l’indotto generato a valle, l’impatto complessivo stimato è di circa 2,5 miliardi di euro di produzione sul territorio milanese, corrispondenti a 1,045 miliardi di valore aggiunto. L’effetto complessivo attiva circa 0,4 punti percentuali di Pil nel periodo che va dall’avvio dei lavori all’anno dell’evento. Le ricadute si distribuiscono lungo un’ampia catena di fornitura. Il comparto maggiormente coinvolto è l’ospitalità, con circa 139 milioni di euro (13,3% del totale generato a Milano), seguito da costruzioni (57 milioni, 5,5%) e trasporti (51 milioni, 4,8%). Impatti rilevanti interessano anche il terziario avanzato e i servizi professionali, la metallurgia, il commercio all’ingrosso e l’ICT.
Con riferimento agli investimenti infrastrutturali, tutti gli interventi principali sono stati concepiti nell’ottica del loro utilizzo dopo le Olimpiadi e, guardando al domani, chiamano una regia orientata alla rigenerazione urbana nel lungo termine. La traiettoria degli investimenti olimpici su Milano, in particolare con lo Scalo Romana e l’area di Santa Giulia, si orienta chiaramente verso l’area sud, inserendosi in un disegno territoriale di riequilibrio interno alla città, dopo che nell’ultimo quindicennio lo sviluppo meneghino si è concentrato soprattutto nel quadrante nord-ovest, a partire da Porta Nuova, lungo la direttrice che porta fino all’area MIND. Le aspettative del sistema imprenditoriale confermano l’importanza dell’evento. Dalla survey condotta tra le imprese di Assolombarda alla vigilia della manifestazione emerge che un quarto si attende ricadute economiche “molto significative”, mentre una quota analoga prevede uno stimolo “poco significativo” e solo il 6% non si aspetta impatti. Ancora più positivo il sentiment sull’effetto reputazionale: quasi la metà delle imprese prefigura ritorni “molto significativi” per l’immagine della città, a fronte di un 15% di valutazioni più caute e di un marginale 5% di attese nulle. Per il 50% delle imprese i Giochi rappresentano un’opportunità per nuove infrastrutture e riqualificazione urbana, oltre che un beneficio diretto per l’economia milanese e un volano di visibilità internazionale.
Il 61% sottolinea che il pieno successo dell’evento si misurerà in un orizzonte più ampio, nei tre anni successivi alla manifestazione. Infine, è importante ricordare che alla legacy materiale degli investimenti si affianca anche la legacy immateriale. Le grandi manifestazioni come queste Olimpiadi, nel lungo periodo, possono attirare flussi consistenti di nuovi visitatori. Sono, poi, acceleratori di apprendimento professionale, favorendo l’innovazione nei processi decisionali, il coordinamento istituzionale (nel caso di Milano Cortina 2026 anche tra territori distinti) e la costruzione di alleanze pubblico-private più stabili ed efficaci. Una valutazione indiretta di questa dimensione è rappresentata dalla frequenza e dalla qualità delle manifestazioni sportive ospitate che contribuiscono a potenziare le competenze organizzative delle città. Nel decennio 2016-2025 Milano ha attratto 64 grandi eventi sportivi mondiali, posizionandosi al 5° posto tra le 11 città analizzate, appena sotto Barcellona e davanti a New York, sulla base di un indice che pondera il numero di eventi in funzione del livello di partecipazione, visibilità mediatica e caratteristiche intrinseche. Simulando per Milano l’effetto dei Giochi, esso è valutabile in un significativo aumento dell’attrattività della città nel ranking complessivo, dove salirebbe al 4° posto. L’evento “Your Next Milano” si è aperto con il saluto di Alessandro Picardi, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Olimpiadi Milano-Cortina 2026 ed Eventi culturali.
Sono quindi intervenuti Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato della Repubblica, e Giuseppe Sala, Sindaco di Milano. Dopo il contributo di Giuseppe Notarnicola, Special Advisor Assolombarda Centro Studi e Attrazione Investimenti Esteri, Valeria Negri, Direttore Centro Studi, Territorio e Ambiente di Assolombarda, ha presentato il rapporto sulla città. A seguire, la testimonianza “La voce di Expo 2025” a cura di Diana Bracco, Presidente e CEO Gruppo Bracco. La seconda parte dell’incontro ha visto un confronto tra Giovanni Bozzetti, Presidente Fondazione Fiera Milano; Ezio Indiani, General Manager Hotel Principe di Savoia; Giuseppe Marotta, Presidente FC Internazionale Milano; Maria Porro, Presidente Salone del Mobile Milano; e Paolo Scaroni, Presidente AC Milan. Le conclusioni sono state affidate ad Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, e ad Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda.
– Foto xm4/Italpress –
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Cronaca
La Lazio torna al successo, Marusic beffa il Sassuolo al 92′
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48 minuti fa-
9 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La Lazio torna alla vittoria dopo oltre un mese e lo fa di nuovo in casa: in un Olimpico ancora deserto per la protesta dei tifosi nei confronti della società, gli uomini di Sarri si impongono per 2-1 sul Sassuolo grazie al gol allo scadere di Marusic, dopo che nel primo tempo Laurientè aveva risposto a Maldini. Un successo che porta i biancocelesti a quota 37 punti, uno in meno rispetto agli emiliani.
Sarri conferma lo stesso undici che ha pareggiato in Coppa Italia contro l’Atalanta, con l’eccezione del debutto tra i pali di Motta al posto dell’infortunato Provedel, la cui stagione è finita. Grosso, invece, concede una grande occasione dal 1′ a Nzola, ma i neroverdi approcciano molto male la partita e per la prima metà di primo tempo sono lontanissimi parenti della formazione che ha vinto cinque delle ultime sei partite. Pronti-via, infatti, e al 2′ si sblocca il risultato a favore dei padroni di casa: dalla rimessa laterale di Marusic, un’incomprensione tra Lipani e Muharemovic apre una prateria a Isaksen, che arriva in area e tira trovando il salvataggio di Idzes, ma Maldini è al posto giusto e, dopo aver evitato il ritorno di Garcia, realizza la sua prima rete con la Lazio. I biancocelesti spingono e sfiorano due volte il raddoppio con Isaksen, prima con un tiro strozzato e poi con una deviazione di spalla su calcio d’angolo. Con il passare dei minuti il Sassuolo ritrova le misure: al 27′ Nzola impegna Motta da posizione molto defilata ed è poi protagonista dell’azione che al 35′ porta al pareggio di Laurientè su assist di Thorstvedt. Poco dopo, la Lazio perde Cataldi per un problema all’inguine: al suo posto entra Patric. A inizio ripresa i ritmi sono bassi e le occasioni latitano, ma è comunque la Lazio a farsi preferire. Per vedere una vera occasione da rete, però, bisogna aspettare il 78′, quando Gila recupera palla e inventa un filtrante perfetto per Isaksen, che però sbaglia la misura del pallonetto. Il Sassuolo risponde con i tentativi di Laurientè e Doig, con Motta che, in qualche modo, respinge in entrambi i casi. Per i biancocelesti è molto positivo l’ingresso di Matteo Cancellieri, che si procura anche lo spazio per un tiro ben parato da Muric. Nel finale, dopo un colpo di testa di Provstgaard alto, arriva il gol tanto cercato: al 92′ Cancellieri mette la palla in mezzo per la testa di Marusic, che insacca il gol della vittoria sfruttando anche la pessima uscita di Muric.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Per il 2026 e per gli anni a venire la Cina punta a “crescita di qualità”
Pubblicato
3 ore fa-
9 Marzo 2026di
Redazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha fissato un obiettivo di crescita economica del 4,5-5 % per il 2026, puntando a un buon avvio del nuovo piano quinquennale che traccia il percorso per uno sviluppo di alta qualità e offre una certezza quanto mai necessaria a un’economia mondiale in difficoltà.
L’obiettivo di crescita del PIL è ben allineato con gli obiettivi di lungo periodo della Cina fino al 2035, ed è nel complesso coerente con il potenziale di crescita a lungo termine dell’economia cinese, riporta un rapporto di lavoro del governo presentato al massimo organo legislativo del Paese per la deliberazione.
L’obiettivo di crescita economica della Cina per il 2026 è proattivo e pragmatico, e riflette una valutazione complessiva delle condizioni interne e dei cambiamenti del contesto esterno, ha dichiarato Shen Danyang, a capo del gruppo responsabile della stesura del rapporto di lavoro del governo di quest’anno.
Il ritmo previsto sarebbe inoltre tra i più elevati a livello globale tra le principali economie, ha dichiarato Shen.
‘Il segnale che questo obiettivo invia alla comunità internazionale è chiaro: la Cina non si limita più a perseguire la velocità della crescità, ha riferito a Xinhua Zhang Ying, preside associato della Guanghua School of Management della Peking University. ‘L’obiettivo di quest’anno riflette il fermo impegno della Cina per uno sviluppo di alta qualità’.
Il Paese ha chiarito che si impegnerà a migliorare nella pratica per quanto riguarda l’obiettivo di crescita di quest’anno, e che esistono condizioni favorevoli per raggiungerlo, secondo il rapporto.
Il rapporto di lavoro del governo ha delineato i principali compiti di quest’anno, tra cui la costruzione di un mercato interno solido, la promozione di nuovi motori di crescita a un ritmo più rapido e l’accelerazione nel raggiungimento di una maggiore autosufficienza e forza in campo scientifico e tecnologico.
Per raggiungere questi obiettivi, la Cina continuerà ad attuare una politica fiscale più proattiva e ad applicare una politica monetaria adeguatamente accomodante. Questi orientamenti sottolineano la continuità delle politiche e offrono un’ulteriore garanzia a un’economia globale turbata dalle tensioni commerciali e geopolitiche.
Il peso economico globale della Cina fa sì che le sue mosse di politica economica siano decisive per l’economia mondiale. Durante il periodo del 14esimo Piano quinquennale (2021-2025), il Paese ha visto la propria economia crescere a un ritmo medio annuo del 5,4 %, ben al di sopra della media globale, contribuendo per circa il 30% alla crescita mondiale.
Il Paese è rimasto il secondo maggiore importatore mondiale per 16 anni consecutivi, consolidando la sua posizione di maggiore commerciante mondiale di beni e diventando un importante partner commerciale per oltre 160 Paesi e regioni.
Il peso di questo ruolo può solo aumentare. Secondo una previsione della Banca mondiale, la crescita globale dovrebbe rallentare al 2,6 % nel 2026. Se la previsione sarà confermata, gli anni ’20 del Duemila saranno sulla buona strada per diventare il decennio più debole per la crescita globale dagli anni ’60.
‘Quanto abbiamo ottenuto nel 2025 è stato conquistato davvero con faticà, si legge nel rapporto di lavoro del governo. ‘Raramente in molti anni abbiamo incontrato uno scenario tanto grave e complesso, in cui shock e sfide esterni si intrecciavano con difficoltà interne e dure scelte politichè.
In un segnale di rassicurazione di più lungo periodo per l’economia globale in difficoltà, la Cina giovedì ha presentato una serie di priorità di sviluppo per il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030).
Il 15esimo Piano quinquennale fissa un chiaro caposaldo: raddoppiare entro il 2035 il PIL pro capite della Cina del 2020, così da raggiungere il livello di un Paese moderatamente sviluppato. Per arrivarci, sarà necessario attraversare una fase intermedia che la Cina ha scelto di non prescrivere in modo eccessivo, poichè gli obiettivi annuali di crescita saranno fissati anno per anno, una flessibilità che riflette sia fiducia nella traiettoria sia consapevolezza delle incertezze che ci attendono.
Il 15esimo Piano quinquennale segna una fase cruciale nella spinta cinese alla modernizzazione, e le sue ambizioni vanno ben oltre gli indicatori della crescita interna. Convogliando capitali verso tecnologie di frontiera, approfondendo i legami commerciali e di investimento e promuovendo lo sviluppo verde, questo piano è destinato a incidere sull’economia globale su più livelli, dal ritmo della transizione energetica alla geografia della manifattura avanzata nel mondo.
Simon Smith, presidente e direttore generale di Taikoo Engine Services (Xiamen) Co., Ltd., ramo ingegneristico della multinazionale Swire, ha affermato che la chiarezza delle politiche di lungo periodo cambia il calcolo per le multinazionali che operano in Cina.
‘Il piano quinquennale trasforma le decisioni di investimento da scommesse probabilistiche a un posizionamento strategico calcolatò, ha riferito Smith a Xinhua in un’intervista. ‘Senza il piano, l’azienda potrebbe esitare su una specifica espansione di capacità o su un determinato investimento, incerta sul fatto che si concretizzeranno o meno sostegno normativo, disponibilità di manodopera qualificata o domanda della clientelà.
Questo posizionamento strategico si accompagna a una tabella di marcia concreta. Secondo l’agenda tecnologica della Cina, il Paese coltiverà settori emergenti e industrie del futuro. Nel periodo 2026-2030, la Cina favorirà nuovi motori di crescita economica come la tecnologia quantistica, la biomanifattura, l’idrogeno e l’energia da fusione nucleare, le interfacce cervello-computer, l’intelligenza artificiale incarnata e le comunicazioni mobili 6G.
Hu Jinbo, consigliere politico nazionale e responsabile dello Shanghai Institute of Organic Chemistry, ha affermato che i prossimi cinque anni rappresentano una finestra cruciale per la transizione economica della Cina da una crescita ad alta velocità a uno sviluppo di alta qualità, e che l’innovazione scientifica e tecnologica fungerà da motore centrale di questa trasformazione.
Mentre la Cina continua a compiere progressi nell’innovazione scientifica e tecnologica, i Paesi in via di sviluppo possono attingere all’esperienza cinese per accelerare la propria industrializzazione, mentre anche i Paesi sviluppati godranno di opportunità più ampie di collaborazione nella manifattura avanzata e nelle tecnologie di frontiera, ha dichiarato Hu.
Per il resto del mondo, nel più lungo periodo ciò che potrebbe contare maggiormente non è il ritmo della crescita, ma la sua struttura. La Cina ha fissato l’obiettivo esplicito di aumentare nei prossimi cinque anni il peso dei consumi delle famiglie sul PIL.
Per un’economia globale affaticata dal peso delle tensioni commerciali, della frammentazione geopolitica e della debole crescita, i due impegni della Cina – sostenere una propria espansione stabile e aprire ulteriormente il suo vasto mercato al mondo – offrono una rara dose di prevedibilità.
Un’economia cinese più equilibrata, sostenuta da una domanda interna più forte, produrrebbe effetti di ricaduta di vasta portata a livello globale, secondo un recente articolo di Bloomberg che cita Robin Xing, capo economista per l’area Cina presso Morgan Stanley.
‘Sia le aziende cinesi che quelle estere beneficerebbero della profondità e della portata del mercato cinese, due fattori che contribuirebbero ad attutire le sfide geopolitiche di oggì, riporta l’articolo citando Xing.
Secondo il rapporto di lavoro del governo, la Cina quest’anno approfondirà la riforma del quadro istituzionale per la promozione degli investimenti esteri. Si aprirà maggiormente al mondo esterno, compiendo sforzi per ampliare l’accesso al mercato e aprire più settori, in particolare nel settore dei servizi.
Zhang Ying ha evidenziato tre aspetti delle opportunità offerte dalla Cina agli investitori globali: un enorme mercato unificato con crescente potere d’acquisto dei cittadini, catene di fornitura altamente efficienti e convenienti, e un contesto normativo sempre più aperto e favorevole agli investimenti.
‘In un contesto di volatilità globale e venti macroeconomici contrari, questi fondamentali offrono un’attrattiva significativa per investitori internazionali e impresè, ha dichiarato Zhang.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-
Cronaca
L’Atalanta si prepara per il Bayern, Palladino “Vogliamo un’altra notte magica”
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3 ore fa-
9 Marzo 2026di
Redazione
BERGAMO (ITALPRESS) – “Per noi domani sarà una notte magica, bellissima, che vogliamo goderci. E’ un sogno essere agli ottavi e affrontare una squadra così forte, una delle più forti al mondo e forse la più in forma in Europa. Conosciamo la loro forza ma i sogni esistono per viverli e noi vogliamo viverlo a occhi aperti. Vogliamo giocarcela, essere competitivi, metterli in difficoltà. Siamo in casa nostra e vogliamo ripetere la prestazione vista col Borussia Dortmund”. Raffaele Palladino prova ad alleggerire la tensione alla vigilia dell’andata degli ottavi di Champions che vedrà domani l’Atalanta ospitare il Bayern Monaco.
La Dea è l’ultima italiana rimasta in corsa in Champions “ed è motivo di grande orgoglio, una bella soddisfazione. Tiferanno tutti per noi? Speriamo che questa spinta porti bene. Non vogliamo porci limiti – assicura Palladino – Vogliamo giocarcela sapendo che loro sono una squadra veramente forte, l’abbiamo studiata ed è stato anche bello farlo”.
Il tecnico sa che il Bayern “ha pochi punti deboli, sarà una partita dove curare tutti i dettagli. Hanno grandi individualità, davanti attaccano la profondità ma non ci dobbiamo snaturare, dobbiamo essere noi stessi, senza mai abbassare il ritmo ma alzando l’intensità: è la nostra forza, il nostro Dna. E’ una partita da mission impossibile ma bella da affrontare, ho visto i ragazzi concentrati ma tranquilli nel preparare la gara – continua – Mi sarebbe piaciuto essere qui con tutti a disposizione, in attacco senza Raspadori e De Ketelaere ci manca qualcosa, Ederson e Scalvini sono fondamentali per noi ma non sono abituato a lamentarmi, non guardo a chi manca ma a chi c’è e sono sicuro che daranno tutto per questa maglia”.
E sul fatto che l’Atalanta si sia un pò distratta in campionato in vista della Champions, Palladino ribatte: “Non abbiamo staccato la spina, c’è stato il passo falso col Sassuolo ma con l’Udinese abbiamo fatto una grande rimonta”.
Nelle grandi sfide sa esaltarsi Mario Pasalic, fra i protagonisti della rimonta contro il Borussia Dortmund. “Sappiamo di affrontare una delle migliori squadre al mondo, fra le favorite per vincere la Champions. Cercheremo di mettere tutto quello che abbiamo per fare un’altra impresa, vogliamo vivere un’altra notte magica. L’abbiamo preparata bene, anche loro hanno qualche punto debole e cercheremo di sfruttarlo – aggiunge il centrocampista croato – Dobbiamo essere coraggiosi e giocare le nostre carte. Sono 180 minuti, domani è il primo tempo e dovremo mettere le basi per poi fare un’altra impresa al ritorno”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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