Cronaca
Intesa Sanpaolo partecipa al viaggio della Fiamma Paralimpica
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5 mesi fa-
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Redazione
VENEZIA (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo, Banking Premium Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, partecipa anche al viaggio della Fiamma Paralimpica attraverso il coinvolgimento come Tedofori di una ragazza e un ragazzo assistiti da due enti del terzo settore con cui collabora a progetti di inclusione sociale: durante il percorso a Venezia si alterneranno nel portare la Fiamma il Chief Social Impact Officer della Banca Paolo Bonassi, per la Fondazione Dynamo Camp, Sofia Brunati, atleta paralimpica di scherma e volontaria con Vito Nigro, Direttore Attività e Programmi e per la Fondazione TOG, Tommaso con la Segretaria Generale Antonia Madella Noja
La Fiamma Paralimpica è stata accesa il 24 febbraio a Stoke Mandeville (Regno Unito), e dopo essere arrivata a Torino è partita per un viaggio di undici giorni attraverso l’Italia verso i Giochi Paralimpici Invernali che si svolgeranno dal 6 al 15 marzo 2026. Sono circa 250 le persone del Gruppo, tra cui membri del top management, che hanno preso parte anche al percorso della Fiamma Olimpica iniziato a Roma lo scorso 6 dicembre.
Il sostegno e tutte le iniziative di Intesa Sanpaolo messe in campo per Milano Cortina 2026 riflettono i valori che guidano quotidianamente il Gruppo: inclusione, sostenibilità, solidarietà e rispetto delle diversità. L’attenzione alle persone, al loro benessere e alle singole specificità, rappresenta un pilastro identitario dell’azienda, che si concretizza in pratiche quotidiane, cultura condivisa e azioni tangibili. Oltre alla visibilità dell’evento, l’impegno rafforza il legame con il territorio e promuove l’identità e l’eccellenza italiana nel mondo.
Il Gruppo guidato da Carlo Messina collabora da tempo tramite Intesa Sanpaolo per il Sociale con Fondazione TOG nell’area progettuale TOG Lavoro, che accompagna i ragazzi con disabilità neurologica complessa nella transizione verso la vita adulta: attraverso workshop, tirocini formativi e attività pratiche, il progetto favorisce lo sviluppo di competenze professionali e l’autonomia, promuovendo inclusione sociale e partecipazione attiva; con Fondazione Dynamo Camp, il Gruppo sostiene il primo Camp di Terapia Ricreativa in Italia, che offre gratuitamente periodi di vacanza e svago a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità, garantendo percorsi di terapia ricreativa con staff formato e assistenza medica qualificata, contribuendo al diritto alla felicità di bambini e famiglie.
Il Gruppo è impegnato a garantire un ambiente di lavoro inclusivo, con oltre 70 Disability Manager distribuiti su tutto il territorio, formati in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che promuovono accomodamenti ragionevoli e valorizzano le competenze di tutti.
L’impegno si estende attraverso programmi aziendali strutturati di Diversity, Equity & Inclusion e con la diffusione di un linguaggio inclusivo grazie al documento “Parole di Tutto Rispetto”. L’attenzione della Banca è rivolta anche esternamente con progetti sull’accessibilità fisica e digitale di filiali, sportelli bancomat e sito web, oltre alla diffusione di una cultura del linguaggio inclusivo grazie al glossario “Le Parole Giuste – Media e persone con disabilità” disponibile sul sito del Gruppo. Inoltre, in occasione dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Intesa Sanpaolo ha realizzato un video, pubblicato sul sito internet di Gruppo, che vuole sensibilizzare sull’importanza del linguaggio quando si parla di sport e diversità attraverso esempi. Il video è realizzato sulla base delle linee guida sviluppate internamente negli anni.
Intesa Sanpaolo considera lo sport uno strumento fondamentale di crescita, educazione e coesione sociale. Valorizzare il talento e il potenziale di ogni persona significa contribuire alla costruzione di una società più inclusiva. Per questo la Banca sostiene progetti che promuovono l’accesso allo sport e ne rafforzano la dimensione sociale, con particolare attenzione alle persone con disabilità.
Tra le iniziative principali.
Trofeo della Mole 2.0: storico torneo di tennis in carrozzina ed evento internazionale di eccellenza; Special Olympics World Winter Games Turin 2025: nel 2025 Intesa Sanpaolo è stata Presenting Partner; Insuperabili Women e Scuole Calcio Insuperabili: dedicate a giovani atleti con disabilità; Campioni di Vita: percorso itinerante con incontri tra giovani e campioni paralimpici; Wheelchair Tennis: esibizione e prova di tennis in carrozzina alla Inalpi Arena durante le Nitto ATP Finals, in collaborazione con la Federazione Italiana Tennis e Padel;
Calcio Champagne: progetto di Olmoponte Santa Firmina per ragazzi con disabilità cognitive.
Le attività culturali del Gruppo, tramite Le Gallerie d’Italia e il Museo del Risparmio, sono progettate per essere accessibili e realizzate in collaborazione con realtà come Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e Ente Nazionale Sordi.
Attraverso Intesa Sanpaolo per il Sociale, il Fondo di Beneficenza, la Fondazione Intesa Sanpaolo Ente Filantropico e partnership con enti del Terzo Settore – tra cui Fondazione TOG, Dynamo Camp, Cometa e Centro HPL – il Gruppo sostiene progetti educativi, di inclusione sociale e occupazionale.
Anche l’Intesa Sanpaolo Innovation Center promuove un approccio di “inclusive innovation”, coinvolgendo persone con disabilità nei propri laboratori per sviluppare soluzioni accessibili “by design” in neuroscienze, intelligenza artificiale e robotica.
– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).
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E’ morto Don Mazzi, fondatore della comunità Exodus
Cronaca
È morto Don Antonio Mazzi, il fondatore di Exodus aveva 96 anni
Pubblicato
60 minuti fa-
31 Luglio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 96 anni, Don Antonio Mazzi. Nato a Verona, è stato educatore e attivista, impegnato in attività per il recupero di tossicodipendenti. Ha fondato la comunità Exodus. Frequentemente invitato da varie reti televisive e radiofoniche in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità, soprattutto tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione, negli anni Novanta ha partecipato regolarmente a molti programmi televisivi italiani, dei quali il più popolare è stato Domenica In.
E’ stata la Fondazione Exodus ad annunciare “con profondo dolore” la scomparsa del suo fondatore e Presidente, don Antonio Mazzi, “avvenuta in data odierna alle ore 17.00 a Milano all’età di 96 anni”. La camera ardente sarà allestita e aperta a tutti presso la storica sede Exodus, Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano, sabato 1 agosto, dalle ore 17:00 alle ore 20:00; domenica 2 agosto dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 20:00. I funerali saranno celebrati il 3 agosto alle 15.00 presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
“Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario… – dichiara Franco Taverna, Vicepresidente Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets. – Un “prete matto, borderline” come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili’ a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all’ultimo giorno”.
“Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d’insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell’intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna – La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale”.
Don Antonio Mazzi lascia un vuoto incolmabile non solo nella grande famiglia di Exodus, ma nell’intero panorama del sociale italiano. È una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, Don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un’avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la “Carovana Exodus”, diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un’opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall’emarginazione.
Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, Don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile. “Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme” dichiarano i ragazzi e gli Educatori di Fondazione Exodus, che negli anni gli sono stati vicino e hanno condiviso con lui tante battaglie. “Ci diceva sempre che ‘i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere’. Oggi quel fuoco è affidato a noi. Piangiamo un padre straordinario, burbero solo all’apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita. Il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi”.
Frequentemente invitato da varie reti televisive e radiofoniche in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità, soprattutto tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione, negli anni Novanta ha partecipato regolarmente a molti programmi televisivi italiani, dei quali il più popolare è stato Domenica In. Fondazione Exodus, si legge in una nota, “vuole esprimere profonda gratitudine e ringraziare tutta l’Equipe medica, infermieri e personale specializzato del Centro Cardiologico Monzino di Milano e dell’Ospedale Alto Vicentino di Santorso, che nel corso degli anni lo hanno accompagnato, per la straordinaria competenza e professionalità con cui hanno seguito don Antonio in questi anni e per la pazienza e l’umanità dimostrate ogni giorno”.
MILANO, PROCLAMATO LUTTO CITTADINO PER LUNEDÌ 3 AGOSTO
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, in occasione delle esequie del fondatore della comunità Exodus, Don Antonio Mazzi, che si svolgeranno alle ore 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. Lo rende noto il Comune di Milano, aggiungendo che nella stessa giornata, quale ulteriore segno di cordoglio e di partecipazione della comunità milanese, la bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali.
LE REAZIONI
“Don Mazzi veniva da Verona, la mia stessa città e l’ho conosciuto quando ero poco più che bambino. Ha sempre avuto uno spirito ribelle ma sincero. Conservo nel cuore il ricordo del nostro ultimo incontro, a Peschiera del Garda in occasione del quarantesimo di Exodus e del suo compleanno per i 95 anni, dove a sorpresa venni travolto dall’abbraccio e dal canto commovente di centinaia dei suoi ragazzi. Buon riposo Antonio, grazie di tutto”. Lo ha dichiarato in una nota Gianmarco Mazzi, Ministro del turismo.
“Con la scomparsa di Don Antonio Mazzi l’Italia perde un gigante dell’impegno sociale. Ha dedicato la sua vita agli altri, cercando di far intraprendere una strada alternativa a migliaia di giovani vittime della tossicodipendenza. Li accompagnava verso il futuro e la dignità. La sua forza e la sua dedizione restano un esempio straordinario per tutta la Nazione. Le mie più sentite condoglianze alla sua comunità e ai suoi cari”. Così in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
“La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Oggi non perdiamo soltanto il fondatore di Exodus, ma un uomo straordinario che ho avuto la fortuna di conoscere, stimare e chiamare amico. Nel corso degli anni il nostro rapporto è cresciuto attraverso tanti incontri, confronti ed esperienze condivise. Ho sempre ammirato la sua capacità di guardare oltre le difficoltà, di non arrendersi mai e di restituire speranza a chi la vita aveva messo più duramente alla prova”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta la scomparsa di don Antonio Mazzi, a 96 anni. “Con lui – prosegue – abbiamo portato avanti iniziative importanti, unite da un’idea semplice ma potente: nessuno deve essere lasciato solo. Don Antonio ha dedicato l’intera esistenza agli ultimi, ai giovani, alle persone più fragili, senza mai giudicare nessuno e tendendo sempre una mano. Il suo esempio, la sua forza e la sua umanità resteranno un patrimonio prezioso per tutti noi”. “Ciao, don Antonio. Grazie per la tua amicizia, per i tuoi consigli e per tutto il bene che hai seminato. Alla Comunità Exodus e a tutti coloro che gli hanno voluto bene – conclude Fontana – rivolgo, a nome della Regione Lombardia e mio personale, il più sincero e affettuoso abbraccio”.
“Don Mazzi ha sempre rappresentato una delle anime di Milano, quella attenta al prossimo, vicina ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà. Al nostro Paese mancheranno la grinta e la determinazione con cui ha portato avanti importanti battaglie sociali. E a me mancherà un vero amico”. Lo scrive sui suoi social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.
“La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Se ne va un sacerdote capace di camminare accanto agli ultimi, di abbracciare le fragilità senza giudicarle e di riconoscere una speranza anche nelle esistenze più ferite. È stato uno dei primi sacerdoti a entrare nelle case degli italiani attraverso la televisione, utilizzando un linguaggio diretto, umano, a volte provocatorio, ma sempre autentico. Non cercava la visibilità: cercava le persone, soprattutto quelle che si sentivano sole, perdute o dimenticate. Con Exodus ha restituito una strada, una famiglia e una possibilità a migliaia di giovani. Ci ha insegnato che ogni vita vale, anche quando sembra spezzata, e che il dolore e la sofferenza non sono una condanna senza fine. “Non permettiamo che vinca il pessimismo”, diceva. Oggi queste parole diventano la sua eredità più preziosa e il modo migliore per salutarlo: continuare a credere nelle persone, non arrendersi dinanzi alle loro cadute e non considerare mai nessuno irrecuperabile. Alla famiglia, alla comunità religiosa, alla Fondazione Exodus, ai suoi ragazzi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo il cordoglio e l’abbraccio più sincero della Regione Lazio. Grazie, don Antonio, per avere trasformato la fede in una carezza concreta e la speranza in una possibilità di rinascita”. Così, in una nota, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
La Voce Pavese – Siccità, risaie al limite: a rischio 100 milioni di euro
Pubblicato
1 ora fa-
31 Luglio 2026di
Redazione
Ancora una settimana d’acqua, forse meno. Poi per migliaia di ettari di risaie pavesi e lomelline potrebbe diventare impossibile continuare a irrigare.
La siccità sta mettendo in ginocchio uno dei comparti agricoli più importanti del territorio. Secondo le stime di Confagricoltura Pavia, almeno 45mila ettari di riso rischiano danni irreversibili, con perdite che potrebbero raggiungere i 100 milioni di euro. Significa che più della metà degli 80mila ettari coltivati a riso potrebbe andare perduta.
L’allarme è stato confermato sia dal Tavolo idrico convocato dalla Regione Lombardia a Milano, sia dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di bacino del fiume Po e riunito a Parma.
La situazione più critica riguarda proprio il riso, una coltura che non può fare a meno di un apporto costante d’acqua. Le riserve disponibili, però, sono ormai ridotte al minimo e potrebbero garantire l’irrigazione soltanto per pochi giorni.
«Stiamo cercando di gestire al meglio la poca acqua che abbiamo», ha spiegato l’assessore regionale Massimo Sertori. Il primo raccolto è stato portato a termine, ma ora restano forti preoccupazioni per le risaie, che dipendono dall’acqua proveniente dal lago Maggiore e dal Piemonte.
Il lago è in grande sofferenza e la Regione ha chiesto un aiuto anche alla Svizzera, dove si trovano centrali idroelettriche a monte e ai concessionari italiani, in particolare a Enel. L’obiettivo è ottenere nuovi rilasci e contenere almeno in parte i danni.
Ma il tempo stringe. Senza piogge significative o nuovi apporti idrici, la Lomellina e il Pavese rischiano di vedere compromessa una parte enorme del raccolto, con conseguenze pesanti non soltanto per gli agricoltori, ma per l’intera economia del territorio.
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L’articolo La Voce Pavese – Siccità, risaie al limite: a rischio 100 milioni di euro proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
L’Italia sospende l’accordo Schengen con la Spagna
Pubblicato
1 ora fa-
31 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna.
La decisione è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale.
Inoltre, a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nunez, è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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