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Cronaca

Transizione ecologica, nasce la piattaforma SHIFT per fare sistema

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ROMA (ITALPRESS) – Mettere in rete competenze industriali, ricerca e governance territoriale per affrontare in modo sistemico le sfide della transizione ecologica: con questo obiettivo nasce SHIFT, la piattaforma promossa da Gruppo CAP che riunisce operatori industriali, tecnologici, centri di ricerca e soggetti della pianificazione territoriale, con l’ambizione di creare un luogo stabile di confronto e di lavoro comune, capace di elaborare analisi, visioni e proposte utili ad accompagnare l’evoluzione normativa e industriale in corso, sia a livello nazionale che europeo.
Il progetto è stato presentato a Roma, presso la sede dell’Istituto Luigi Sturzo, nel corso di un evento nazionale che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema produttivo e del mondo scientifico.
‘SHIFT – afferma Yuri Santagostino, Presidente Esecutivo di Gruppo CAP – ha un metodo peculiare: far dialogare allo stesso tavolo attori diversi, con interessi differenti. Le sfide del nostro tempo, però, richiedono la massima condivisione. Oggi i servizi pubblici rappresentano un’architrave sociale fondamentale, anche per garantire i diritti delle comunità. Mettiamo insieme imprese, gestori dei servizi pubblici, soggetti privati che supportano le aziende, consulenti, mondo della ricerca e dell’università e società civile: un elemento essenziale per essere il più possibile efficaci e per portare le nostre proposte a livello nazionale ed europeo. Dal punto di vista geopolitico, la situazione cambia purtroppo ogni giorno: si torna a parlare di energia e sicurezza energetica. Sul piano climatico, inoltre, stiamo vivendo una fase di crisi che richiede risposte nuove e innovativè.
La nascita di SHIFT risponde a un’esigenza sempre più evidente nel dibattito europeo e nazionale: affrontare le sfide climatiche, energetiche e industriali non più attraverso interventi settoriali e isolati, ma costruendo sinergie tra filiere diverse e competenze complementari. In questo scenario, le infrastrutture ambientali – acqua, energia, rifiuti e recupero delle risorse – diventano un asset strategico per la competitività e la resilienza dei territori.
‘Per i temi legati all’ambiente e alla sicurezza energetica – afferma Fabrizio Penna, Capo dipartimento Unità di missione per il PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – è fondamentale creare tavoli di confronto tra istituzioni, imprese, cittadini, stakeholder e liberi professionisti. Le questioni da affrontare sono rilevanti, spesso delicate e talvolta controverse. Abbiamo obiettivi comuni da raggiungere: dalla decarbonizzazione alla gestione di una fase geopolitica complessa, che incide direttamente sui costi per cittadini e imprese. Dobbiamo affrontare il tema del prezzo dell’energia, della sicurezza energetica e dell’indipendenza.
Tavoli di confronto come quello avviato oggi con SHIFT vedono il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica pienamente coinvolto. Siamo interessati a portare il nostro contributo, ma soprattutto ad ascoltare, per costruire insieme strategie efficaci a livello europeo e globalè.
L’acqua, così come l’energia, non è solo un tema ambientale, ma un fattore chiave per il sistema economico e produttivo del Paese: fino al 20% del PIL nazionale è infatti riconducibile alla disponibilità della risorsa idrica. La filiera estesa dell’acqua genera inoltre un valore economico significativo lungo tutta la catena, con un moltiplicatore pari a 2,8, a dimostrazione dell’effetto leva sugli altri settori produttivi.
SHIFT nasce con una missione chiara: favorire la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, promuovere l’innovazione tecnologica e costruire nuovi modelli di integrazione tra servizi ambientali, contribuendo allo sviluppo di soluzioni scalabili per la transizione ecologica.
L’attività della piattaforma si sviluppa attorno a tre pilastri strategici. Il primo riguarda la transizione climatica, con particolare attenzione alle Nature-Based Solutions, allo sviluppo delle tecnologie Aquatech e ai percorsi di neutralità energetica delle infrastrutture ambientali.
Il secondo è dedicato alla bioeconomia, con iniziative orientate al riuso e alla qualità delle acque reflue e alla valorizzazione delle matrici organiche, in una prospettiva di gestione circolare delle risorse.
Il terzo ambito riguarda la sinergia tra acqua e rifiuti, con l’obiettivo di sviluppare modelli di integrazione tra Servizio Idrico Integrato, sistemi energetici, reti di teleriscaldamento e filiere della gestione dei rifiuti, favorendo una gestione più efficiente e sostenibile delle infrastrutture ambientali.
Attraverso questi ambiti, SHIFT punta a diventare uno spazio permanente di confronto e co-progettazione, capace di mettere a sistema esperienze industriali, innovazione tecnologica e visione strategica dei territori.
Con la nascita di SHIFT, Gruppo CAP conferma il proprio impegno nel promuovere alleanze tra industria, ricerca e istituzioni, con l’obiettivo di trasformare le infrastrutture ambientali in motori di innovazione, sostenibilità e sviluppo per il Paese.
Per Carmelina Cicchiello, responsabile del Dipartimento Patrimonio, Politiche Abitative, Ciclo Integrato dei Rifiuti, Infrastrutture, Strade, Porti e Aereoporti, Demanio dell’Anci
‘la partnership pubblico-privato è indispensabile per affrontare queste sfide e trasformare le criticità, come la gestione dei rifiuti, in opportunità per il territorio, migliorando al contempo la gestione ambientale e la consapevolezza nell’uso delle risorse. Le risorse naturali, infatti, non sono illimitate e devono essere gestite in modo responsabile, soprattutto in un Paese come il nostro, povero di materie primè.
Il debutto operativo della piattaforma coincide con la presentazione del primo Policy Brief, focalizzato sulle opportunità di integrazione tra infrastrutture idriche e sistemi energetici urbani. Il documento analizza il potenziale di recupero dell’energia termica presente nelle acque reflue, mostrando come i depuratori possano diventare vere e proprie “miniere energetiche”.
Le reti del ciclo idrico mantengono infatti una temperatura stabile tra 10 e 20°C durante tutto l’anno: una risorsa ancora poco valorizzata che, attraverso pompe di calore industriali, può alimentare le reti di teleriscaldamento urbano. L’integrazione tra Servizio Idrico Integrato e teleriscaldamento rappresenta un esempio concreto di come le infrastrutture ambientali possano evolvere da sistemi settoriali a piattaforme energetiche urbane.
Per rendere scalabili questi modelli, SHIFT sottolinea la necessità di aggiornare il quadro normativo nazionale, superando le attuali barriere economiche. Il Policy Brief propone l’equiparazione normativa tra calore recuperato ed elettricità ai fini dei target ambientali UE al 2045, oltre alla defiscalizzazione dell’energia elettrica utilizzata per il recupero termico.
Parallelamente, viene richiesto il riconoscimento della strategicità delle opere di integrazione tra infrastrutture, insieme a una semplificazione degli iter autorizzativi: passaggi indispensabili per ammortizzare gli elevati costi di posa delle reti e garantire la realizzazione degli interventi entro le scadenze del PNRR.
La solidità di SHIFT risiede nella sua natura multi-stakeholder e nella capacità di mettere in relazione competenze diverse lungo l’intera filiera della transizione ecologica. Il progetto coinvolge realtà come Utilitalia, Fondazione Utilitatis e Aqua Pubblica Europea, insieme a partner tecnologici e di pianificazione quali A2A Calore e Servizi, ALA, Gruppo Allevi, Aquanexa, Bioforcetech, Isle Utilities, Tecno Habitat, LAND, Ordine degli Ingegneri di Milano, Politecnico di Milano, Rice House, ARS Ambiente e Ascolto Attivo.
Questa pluralità di attori consente a SHIFT di proporsi come abilitatore di sistema, offrendo al decisore pubblico analisi tecniche e proposte operative per una transizione ecologica basata su una visione integrata dello sviluppo delle infrastrutture ambientali e urbane.
-foto xi2/Italpress-
(ITALPRESS).

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Ue, Meloni “La risposta sul costo dell’energia deve essere coordinata e rapida”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sono sempre più numerose e complesse le scelte che l’Ue è chiamata a compiere per difendere la capacità di restare competitiva e sicura”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo.
“La questione che pesa più di tutto sulla competitività è il costo dell’energia, non possiamo chiedere alle imprese europee di competere e, allo stesso tempo, accettare che paghino l’energia più dei loro concorrenti. La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione, a maggior ragione in questo quadro geopolitico”, ha aggiunto il premier, per cui la risposta sul costo dell’energia “deve essere coordinata e rapida”.
“C’è un principio sul quale insistiamo fin dall’inizio: se una regola produce conseguenze che non erano state previste o aggravano situazioni di rischi, quella norma va corretta perchè noi dobbiamo difendere i cittadini da regole sbagliate. Si può fare, grazie all’Italia è accaduto diverse volte”, ha proseguito.
“Continuo a ritenere che questo stallo sia l’unico strumento per portare la Russia su un tavolo negoziale serio. Tutti vogliamo che si arrivi alla pace, ma il sostegno all’Ucraina non è un’alternativa alla pace, ma ciò che la rende possibile perchè se l’aggressore può puntare sulla resa dell’avversario che bisogno ha di negoziare? Ma la resa è conquista. Se l’Ucraina smettesse di difendersi non avremmo la pace, discuteremmo dell’occupazione di una nazione europea e del ritorno di un imperialismo sovietico. Solo una pace giusta può durare e mettere al sicuro l’Europa e i suoi interessi, la posizione del governo non cambia”, ha sottolineato Meloni.
“La guerra in Ucraina continua, con un crescente coinvolgimento di obiettivi civili. L’instabilità in Medio Oriente produce conseguenze che vanno ben oltre i confini della regione. La competizione economica globale è sempre più serrata – ha aggiunto -. Le tensioni geopolitiche incidono sulla sicurezza delle nostre catene di approvvigionamento, sul costo del carburante e su quello della vita, sulla capacità delle nostre imprese di competere. E poi le minacce ibride, le pressioni migratorie, una instabilità crescente e la conseguente necessità di rafforzare la sicurezza e la difesa europea. Sono dossier diversi, naturalmente. Ma hanno una cosa in comune: ci ricordano quanto quello che accade fuori dai nostri confini incida sempre più sulla nostra vita quotidiana e metta alla prova la capacità della nostra Nazione di difendere la propria prosperità e la propria sicurezza”.
Per Meloni “in un momento così complesso, in cui tante variabili sfuggono al nostro controllo, c’è almeno una cosa che dipende da noi: fare in modo che l’Europa non resti a guardare. Perchè le condizioni di una pace che riguarda il nostro Continente, e quindi la nostra sicurezza, non possono essere scritte senza di noi. Per questo continuo a chiedere che i Ventisette individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell’Europa. E se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse”.
“Se ad esempio Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti – ha proseguito -. Perchè sarò onesta: considero secondario il tema di chi siede a quale tavolo. Mi interessa a nome di chi si siede al tavolo, e per dire cosa. Mi interessa che l’Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola. Perchè un’Europa che si divide sui formati offre un’immagine di sè infantile, ed è l’unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca, di questi tempi, ne sono già stati fatti abbastanza”.
“In questi anni il Governo ha scelto di essere presente e attivo sulla scena internazionale, con continuità e con una linea chiara. Perchè l’interesse nazionale si difende contribuendo a orientare le scelte che ci riguardano, non limitandosi a subirne le conseguenze. Vale in modo particolare in Europa. Ed è con questo spirito che l’Italia ha lavorato anche in vista del prossimo Consiglio Europeo, e che affronterà i principali temi all’ordine del giorno”, ha aggiunto Meloni.
“Dobbiamo considerare anche l’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E’ una scelta che considero molto rischiosa – ha proseguito -. Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l’esigenza di contenere i prezzi dell’energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”.
“Ricordo che la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo – ha detto ancora Meloni -. Tanto più se gli stessi che oggi ci accusano dall’opposizione, quando erano al governo approvavano – in piena pandemia – un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c’era neanche la guerra in Ucraina”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Notte serena per il Papa, rimosso adenocarcinoma polmonare

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ROMA (ITALPRESS) – Notte tranquilla per Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli dopo l’intervento chirurgico di ieri pomeriggio. Il bollettino ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede, diffuso ieri sera, rende noto infatti che al Papa “è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro e che l’esame istologico ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori”.
“Il Santo Padre – aggiunge il Bollettino vaticano – è stato in sala operatoria per circa 90 minuti. L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze. Dopo l’intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al 10 piano dove ha cenato”.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Droga comprata con il reddito di cittadinanza, 24 indagati tra Catanzaro e Vicenza

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CATANZARO (ITALPRESS) – I Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro, coordinati dalla DDA di Catanzaro, hanno eseguito nelle province di Catanzaro e Vicenza un’ordinanza cautelare nei confronti di 24 indagati: 12 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 3 sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le ipotesi di reato riguardano l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, lo spaccio e la detenzione illegale di armi e munizioni. Disposto anche il sequestro preventivo di un’attività commerciale utilizzata come deposito e punto di spaccio, dove sarebbe stato possibile consumare cocaina sul posto. Tra gli elementi emersi figura anche l’utilizzo di carte prepagate collegate al reddito di cittadinanza per pagare gli stupefacenti, con il conseguente impiego di risorse pubbliche nel mercato illecito. L’indagine, denominata “Social Card”, è stata condotta dalla Compagnia dei Carabinieri di Girifalco e ha consentito di ricostruire, nella fase preliminare, l’operatività di un’organizzazione criminale con centro a Cortale, attiva in gran parte della provincia catanzarese, dall’entroterra alla costa ionica. Il gruppo avrebbe operato attraverso una struttura stabile, con ruoli specifici per corrieri, grossisti, spacciatori, staffette e custodi, mantenendo la propria capacità operativa anche dopo precedenti arresti. Le indagini hanno preso avvio dall’analisi del telefono sequestrato a un arrestato per spaccio. Nel corso delle attività sono stati sequestrati oltre 4 kg di cocaina, 6,7 kg di marijuana, 300 grammi di hashish, una pistola con matricola abrasa e 10 proiettili calibro 7,65, per un valore complessivo degli stupefacenti stimato in circa 500.000 euro. (ITALPRESS).

Foto: screenshot video Carabinieri

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