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Cronaca

PER LE SUE PIAGHE NOI SIAMO STATI GUARITI

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Ospitiamo la riflessione di Don Pietro Sacchi, sacerdote orionino della chiesa di San Pietro Apostolo di Voghera.


Anche quest’anno ci è dato di percorrere i tratti della vita di Gesù attraverso l’anno liturgico, nello scrutare le Sacre Scritture. Esse ci donano il loro lume se diventano vita, riflettendosi nelle sue pieghe, soprattutto le più pesanti e dolorose. Siamo sfiniti dai lutti, dai tradimenti subiti e dai fallimenti. La fatica nelle relazioni, i problemi sul lavoro o con la scuola segnano la nostra condizione interiore, generando la mappa delle nostre cicatrici che raramente mostriamo a qualcuno, affondando un po’ alla volta nelle nostre voragini interiori. Spesso affoghiamo negli eventi edonistici che anestetizzano, coprono e facilitano mille rimozioni di ciò che in noi non è accettabile né affrontabile…

Come capire la follia di un Dio che si incarna ed offre la sua vita per noi in modo così cruento come ha fatto Gesù, aderendo a modelli autocentrati la cui unica preoccupazione rimane la salvaguardia di sé nelle mille scappatoie che la vita offre?

Come far calare questa Parola nella nostra esperienza di vita ferita, che spesso è quella che ci allontana da Lui e da noi stessi? Come comprendere tale linguaggio nel tempo più edonista di sempre: “la tua vita per me vale più della mia”?

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Viviamo in un’epoca in cui la dignità è sostituita da una sorta di “pedigree sociale”, misurabile attraverso parametri dalle diverse sfumature che hanno la pretesa di definirci nel bene e nel male, cucendoci addosso una versione accettabile di noi entro determinati confini, fuori dai quali non esiste più misura né alfabeto per definirci…

Devi poter dimostrare l’efficacia delle tue performance e il guadagno che ne deriva, la tua affermazione nel contesto lavorativo, i tuoi successi-trofeo nelle relazioni affettive, i tuoi passatempi acculturati, tutto in una “sana” competitività vincente, e la stima che gli altri nutrono per te dev’essere quantificabile anche virtualmente… oppure non sei più “visibile”, sei socialmente sfigurato, irriconoscibile. Esiste quindi una soglia che assomiglia all’orlo di una voragine, sul fondo della quale quelli che stanno sopra hanno relegato quelli che stanno sotto, poiché sfuggono a tutti i parametri di valutazione che promuovono l’individuo come efficace e degno di stima. Come unico canale relazionale e comunicativo riservano a loro uno sguardo… che dall’alto è rivolto verso il basso e li raggiunge caricandoli con tutto il suo peso sfigurante. Questo è anche quello che trasmetteva l’immagine prefigurata di Gesù nell’icona biblica del “servo sofferente”: «Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, né splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima» (Is 53,3).

L’immagine stereotipata di un Dio che abita i piani superiori ne resta davvero sfalsata, lasciando spazio invece a una follia d’amore dove le logiche di potere, piacere e arrivismo vengono capovolte. Chi stava davvero “in alto” è sceso dalle sue altezze per calarsi nei nostri inferni, amandoci… non solo facendoci godere di tale beneficio, ma concedendoci di sperimentare il sapore di farlo nella vita degli altri, dandoci la possibilità di cogliere, più che la gratificazione di farlo, l’urgenza della loro condizione di buio.

La Provvidenza mi ha concesso di entrare in punta di piedi in molte di queste voragini: al capezzale di amici malati terminali, per i quali il conforto vero, oltre a ricevere il Signore, era semplicemente esserci e sapere di non essere soli a un passo dalla fine; al fianco dei ragazzi del nostro oratorio e nella succursale del liceo Galilei che popola il nostro istituto Don Orione, i quali lottano per la loro identità e per appartenere a un gruppo; nella vita di detenuti ed ex detenuti che cercano di tornare a far parte di qualcosa; accanto a uomini e donne che abitano la strada e combattono la loro battaglia quotidiana con le dipendenze e l’invisibilità fiscale, che nega loro la sanità assistita (e non solo); e in giovani famiglie con bambini che vivono costantemente alla ricerca di una stabilità abitativa e lavorativa che manca…

Quand’ero piccolo e accompagnavo il mio papà, geometra, nei cantieri tortonesi vicini al torrente Scrivia, scoprii cosa fosse un tremaglio: una grande rete d’acciaio trainata da macchine, che aveva lo scopo di raschiarne il letto, ripulendolo dai detriti per poi deporli sulla riva, una volta sottratti al fondo che li celava. Gesù, salvandoci, è venuto a fare proprio questo partendo dal fondo: è sceso negli abissi delle nostre morti e ci ha agganciato con la sua passione, facendo di quel dono totale di sé il tremaglio capace di restituirci alla luce: «Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti» (Is 53,5).

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Come vivere indifferenti dopo aver ricevuto questo nuovo alfabeto d’amore, rendendo impossibile l’indifferenza verso le tante morti delle sorelle e dei fratelli che giacciono sui fondali dimenticati delle nostre città? Se la Pasqua è amore e non edonismo, la vita che abbiamo ricevuto in dono non possiamo più tenercela per noi. Mi piacerebbe trovarmi al supermercato, nella moltitudine delle piazze, tra i negozi, e incontrare persone, la domenica, che mi dicano non “Buona Pasqua”, ma: “Buon dono di vita!”, poiché è lì che risiede il compimento della salvezza…

Don Pietro Sacchi
Parrocchia di San Pietro Apostolo (Don Orione) – Voghera

L’articolo PER LE SUE PIAGHE NOI SIAMO STATI GUARITI proviene da Pavia Uno TV.

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Cronaca

Hamilton e Antonelli penalizzati di tre posizioni in griglia in Ungheria

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BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Cambia la griglia di partenza del Gran Premio d’Ungheria. Com’era prevedibile, Lewis Hamilton è stato retrocesso di tre posizioni. Il pilota della Ferrari è stato sanzionato per impeding nei confronti di Oscar Piastri, che era nel giro lanciato nel corso dell’ultima manche delle qualifiche. Hamilton scivola così in quinta posizione ma ci sarà comunque una Ferrari in prima fila, quella di Charles Leclerc, che passa da terzo a secondo e affiancherà Lando Norris.
Dovrà scontare tre posizioni in griglia anche Andrea Kimi Antonelli, “colpevole” di non aver rallentato sufficientemente in regime di bandiera gialla. Il pilota italiano della Mercedes, leader del Mondiale, scatterà dunque dalla settima casella.
A beneficiare delle penalizzazioni sono Oscar Piastri e Max Verstappen, che si ritrovano catapultati in seconda fila, con Hamilton in terza ci sarà George Russell mentre Antonelli scatterà con Isack Hadjar accanto.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Subito due argenti azzurri ai Mondiali di scherma, Macchi e Rizzi sul podio

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HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – “E’ stata un’ottima giornata, poteva essere fantastica ma siamo ugualmente felici”. Le parole del presidente della Fis Luigi Mazzone fotografano alla perfezione lo stato d’animo dell’Italscherma al termine della prima giornata di finali ai Mondiali di Hong Kong: brillano i due argenti messi al collo da Filippo Macchi nel fioretto e da Giulia Rizzi nella spada, anche se resta un pò di amaro in bocca per quel che poteva essere e non si è realizzato. In attesa del tifone Noul, la metropoli cinese fa conoscenza con il ‘ciclone azzurrò che si spegne un pò sul più bello ma che lascia decisamente il segno sulle pedane della Asia-World Arena. Macchi e Rizzi, entrambi tesserati per le Fiamme Oro, vivono poi due finali antitetiche: se il 24enne toscano cede di schianto (15-2) di fronte alla lama del ceco Alexander Choupenitch, al suo primo oro in una manifestazione internazionale dopo un bronzo olimpico e due europei, la 37enne udinese lotta con le unghie contro la quotata Song Sera, perdendo per 9-8 alla priorità. Macchi inizia la sua corsa verso la finale piegando il coreano Kim (15-13), poi eliminando il giapponese Saito (15-10) e l’altro coreano Im (15-12), che aveva estromesso Tommaso Martini. In fiducia, nell’incontro che valeva un posto sul podio il pisano accende il pubblico sconfiggendo all’ultima stoccata (15-14) il russo Kirill Borodachev. In semifinale Macchi domina il giapponese Kazuki Iimura (15-6) prima della controprestazione in finale. “Non penso di aver avuto un calo mentale o di adrenalina – l’analisi più a freddo dell’azzurro del ct Simone Vanni, argento olimpico a Parigi – Ero arrivato in finale per dare tutto come sempre ma ho trovato un avversario che mi ha annientato, ho percepito che sapeva cosa fare in ogni stoccata. Nello sport come nella vita ci sono momenti in cui trovi persone più brave e meritevoli, ed oggi lo è stato il mio avversario. Sono stato perfetto fino alla finale, c’è rammarico perchè proprio nell’ultimo assalto non sono riuscito ad esprimere il livello di scherma fatto vedere durante la giornata”. Ottima gara, chiusa ai piedi del podio, anche per Tommaso Marini. Il campione del mondo di Milano 2023 batte il portacolori di Singapore, Loo (15-13), e il francese Anas Anane (15-7), prima di far suo il derby azzurro degli ottavi contro Guillaume Bianchi per 15-7. Lo stop per l’anconetano è arrivato solo nell’assalto per la medaglia, contro il giapponese Iimura (15-11), che ha decretato il suo sesto posto di Marini; decima posizione per Guillaume Bianchi, 34esima per Tommaso Martini. Sofferto e strameritato anche l’argento nella spada di Giulia Rizzi, che inizia col brivido (15-14) contro l’indiana Lohan per poi sfoggiare in pedana una scherma di alto livello: messo in cascina l’assalto con la svizzera Favre (15-11), la friulana piega 13-12, la cinese Yu e conquista un posto nei quarti di finale contro la connazionale Alberta Santuccio. Un derby tra campionesse olimpiche con la squadra a Parigi che Rizzi si aggiudica per 15-7, mettendo così in ghiaccio la sua prima medaglia iridata a 37 anni. In semifinale Giulia Rizzi lasciato scampo alla polacca Barbara Brych (15-6), in finale sventola bandiera bianca di fronte alla coreana Song solo dopo il minuto supplementare (9-8). “Sono un pò amareggiata ma non posso che essere contenta per l’argento mondiale – le parole dell’azzurra del ct Dario Chiadò – Sono felice per la giornata in generale, sono riuscita a risolvere delle situazioni difficili. Quando ripenso all’ultima botta mi brucia tanto, perdere l’oro alla priorità è farsi sfuggire una bella occasione. A parte questo, che mi ha lasciato l’amaro in bocca, sono soddisfatta del mio Mondiale. Già entrando nelle prime quattro mi ero liberata di un peso e con l’età mi sono sentita meno bloccata. Anche se avessi vinto l’oro, però, non sarei mai stata tanto felice come per il titolo olimpico conquistato a Parigi con la squadra”, conclude la poliziotta friulana. Quinto posto per Santuccio, implacabile negli assalti che l’hanno vista battere la rumena Sont (15-11), la polacca Pawlowska (14-10) e la canadese Xiao (15-13), prima di cedere nei quarti a Giulia Rizzi. Santuccio ai piedi del podio, dunque, e prova da applausi anche per Gaia Caforio, 12esima classificata al suo primo Mondiale e protagonista di due bellissime vittorie con la statunitense Van Brummen (15-9) e l’ucraina Maksymenko (11-10), prima dello stop all’ultima stoccata (15-14) contro la cinese Tang. Termina infine 36esima Rossella Fiamingo. Domani, tifone permettendo, ai Mondiali saranno in palio le medaglie individuali di spada maschile e sciabola femminile. Per l’Italia saliranno in pedana gli spadisti Matteo Galassi, Simone Mencarelli e Davide Di Veroli e le sciabolatrici Michela Battiston, Mariella Viale e Manuela Spica. Tutti con la speranza di regalare altre soddisfazioni alla spedizione azzurra.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
(ITALPRESS).

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La Voce Pavese – Pavia Ovest, 700 parcheggi diventano a pagamento: il conto a pendolari e lavoratori

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A Pavia il colore delle strisce cambia, ma a pagare saranno sempre gli stessi. Circa 700 posti auto nella zona ovest della città, soprattutto attorno alla stazione ferroviaria, stanno passando da bianchi a blu. Da ottobre, quindi, lasciare l’auto in sosta costerà come in centro.

Una decisione che rischia di trasformarsi nell’ennesima tassa indiretta a carico di pendolari, lavoratori, studenti e persone che ogni giorno devono raggiungere il Policlinico San Matteo. Persone che spesso non utilizzano l’auto per comodità, ma perché non hanno alternative efficienti o compatibili con gli orari di lavoro e delle visite mediche.

In Consiglio comunale la consigliera della Lega Eugenia Marchetti ha contestato il provvedimento, sottolineando come non tutti possano spostarsi con mezzi diversi dall’automobile. I primi trenta minuti di sosta saranno gratuiti, ma si tratta di una concessione limitata che difficilmente risolverà il problema di chi deve lasciare la macchina per diverse ore.

A sollevare un altro dubbio è stato Nicola Niutta di Fratelli d’Italia. In via Cazzamali, infatti, le strisce blu sarebbero state realizzate sopra stalli bianchi tracciati da pochissimo tempo. Una situazione che, secondo il consigliere, potrebbe persino configurare un danno erariale. Come se non bastasse, in alcune strade gli spazi disegnati risultano troppo stretti rispetto alle dimensioni delle automobili moderne.

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L’assessora alla Mobilità Alice Moggi ha spiegato che la riorganizzazione era stata decisa da oltre un anno per tutelare i residenti, che oggi faticano a trovare posto a causa delle auto di pendolari, universitari e utenti del San Matteo. I residenti senza box potranno acquistare un pass annuale, mentre per i pendolari vengono indicati come alternativa i parcheggi gratuiti di via Flarer, via Aselli e via Moruzzi, oltre alla futura area dell’ex Neca vicino a via Bricchetti.

L’assessora ha assicurato che, qualora il sistema non funzionasse, saranno introdotte modifiche. Ma intanto la certezza è una sola: da ottobre centinaia di posti gratuiti spariranno e la sosta diventerà una nuova voce di spesa quotidiana.

Dal primo al 30 agosto gli stalli blu gestiti da Asm saranno gratuiti. Una parentesi estiva che non riguarda però i parcheggi affidati ai privati in viale Cesare Battisti, nelle vie Trieste, Fabio Filzi e Monti, in piazza Ghislieri, nella zona del Ticinello e al San Matteo.

La questione non è soltanto mettere ordine nelle strade. Una città dovrebbe prima offrire parcheggi scambiatori adeguati, trasporti pubblici frequenti e alternative realmente praticabili. Solo dopo potrebbe chiedere ai cittadini di lasciare l’auto. Fare il contrario significa partire dal pagamento e rimandare le soluzioni.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

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