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Cronaca

Trump “Iran decimato, vittorie decisive e travolgenti”

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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivendicato “vittorie rapide, decisive e travolgenti” nella guerra contro l’Iran, facendo il punto sull’operazione militare “Epic Fury” in un discorso alla nazione pronunciato dalla Casa Bianca, nella Cross Hall, a 32 giorni dall’inizio del conflitto al fianco di Israele. Nel suo intervento televisivo, durato meno di 20 minuti, Trump ha tracciato un bilancio fortemente positivo dell’azione militare, sostenendo che le capacità operative di Teheran sono state drasticamente ridotte. “La capacità dell’Iran di lanciare missili e droni è drammaticamente diminuita, le loro fabbriche di armi vengono distrutte, la loro marina è sparita e la loro forza aerea è in rovina”, ha dichiarato, aggiungendo che i vertici del Paese “sono ora morti” e che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche “è stato decimato”.
Il presidente ha definito le operazioni militari “veloci, letali e rispettate in tutto il mondo”, sostenendo che “mai nella storia della guerra un nemico ha subito perdite così chiare e devastanti in poche settimane”. Secondo Trump, gli Stati Uniti sono “molto vicini” al raggiungimento degli obiettivi strategici e “sulla buona strada per completare tutti gli obiettivi militari a breve”. Nonostante non abbia fornito una tempistica precisa per la conclusione del conflitto, Trump ha indicato nelle “prossime due o tre settimane” una fase decisiva, minacciando nuovi attacchi: “Li colpiremo molto duramente. Li riporteremo all’età della pietra”. Allo stesso tempo ha lasciato intendere che contatti diplomatici sarebbero in corso, mentre Teheran continua a negare l’esistenza di negoziati.
Il capo della Casa Bianca ha ribadito che l’intervento non è motivato da interessi economici o energetici, sottolineando l’indipendenza energetica americana: “Non abbiamo bisogno del loro petrolio, non abbiamo bisogno di nulla di quello che hanno. Siamo lì per aiutare i nostri alleati”. In questo quadro, ha invitato i Paesi maggiormente dipendenti dal petrolio che transita nello Stretto di Hormuz a “prendersi la responsabilità” della sicurezza della rotta, da cui passa circa un quinto dell’offerta mondiale di greggio. Trump ha inoltre attribuito all’Iran la responsabilità dell’impennata dei prezzi energetici, definendola una conseguenza “a breve termine” degli attacchi del regime contro petroliere e Paesi vicini. Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, i prezzi della benzina negli Stati Uniti sono saliti da una media di 2,46 dollari al gallone a oltre 4 dollari, mentre il petrolio ha registrato un forte rialzo: il greggio statunitense è passato da circa 98 a quasi 104 dollari al barile, e il Brent da 99 a 106 dollari.
Parallelamente, i mercati finanziari hanno reagito negativamente al discorso presidenziale: i futures sull’S&P 500 hanno perso lo 0,75%, quelli sul Nasdaq circa l’1% e i futures sul Dow Jones oltre 300 punti. L’andamento dei listini riflette le preoccupazioni degli investitori per un possibile prolungamento del conflitto e per le ripercussioni sull’economia globale, in particolare sul fronte energetico e dell’inflazione. Nel suo intervento, Trump ha anche ripercorso i principali conflitti del passato per invitare gli americani alla pazienza, ricordando la durata della Prima e della Seconda guerra mondiale, nonchè gli impegni in Corea, Vietnam e Iraq. In confronto, ha sottolineato, l’operazione in Iran “è durata appena 32 giorni” ed è stata “così potente e brillante” da neutralizzare una delle principali minacce globali.
Il presidente ha poi rinnovato le critiche all’accordo sul nucleare iraniano dell’amministrazione Obama, sostenendo che avrebbe consentito a Teheran di sviluppare un vasto arsenale atomico. Ha ribadito la sua linea dura: “Non permetterò mai che l’Iran ottenga un’arma nucleare”, definendo il regime iraniano “il più violento e teppista della Terra”. Ha inoltre ricordato come, secondo le valutazioni dell’intelligence statunitense precedenti al conflitto, Teheran non avesse ancora avviato un programma nucleare militare vero e proprio, pur avendo compiuto progressi significativi nell’arricchimento dell’uranio. Nel discorso non sono emersi dettagli su un eventuale impiego di truppe di terra nè riferimenti operativi alla NATO, mentre resta alta la tensione internazionale anche sul piano geopolitico ed energetico. Trump ha però accennato indirettamente al ruolo degli alleati, lamentando in precedenza una scarsa partecipazione europea alla gestione della crisi, in particolare per quanto riguarda la sicurezza delle rotte marittime.
Il presidente ha inoltre sottolineato la forza della produzione energetica americana, rivendicando livelli record e affermando che gli Stati Uniti producono più petrolio e gas di Arabia Saudita e Russia messe insieme. Un elemento, secondo Trump, che consente a Washington di affrontare con maggiore resilienza le conseguenze economiche del conflitto e di proporsi come fornitore alternativo per i Paesi in difficoltà. Infine, Trump ha toccato anche altri scenari internazionali, citando il Venezuela come esempio di operazioni militari “rapide ed efficaci” e parlando di una nuova fase di cooperazione energetica con Caracas. Il presidente ha descritto il Paese sudamericano come un partner con cui gli Stati Uniti stanno collaborando per la produzione e la vendita di petrolio e gas, in un’ottica di rafforzamento della sicurezza energetica globale. Il quadro delineato dal presidente evidenzia quindi una strategia che combina pressione militare, deterrenza nucleare e leva energetica, mentre resta incerta la durata effettiva del conflitto e il suo impatto a lungo termine sugli equilibri internazionali.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Milano, crolla improvvisamente un grosso ramo di un albero in Piazza Risorgimento: 3 persone ferite

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MILANO (ITALPRESS) – Tre persone sono rimaste ferite a seguito dell’improvviso crollo di un grosso ramo da un albero in Piazza Risorgimento a Milano. Due di esse sono state trasportate in codice giallo al Policlinico mentre la terza, di 41 anni originario del Bangladesh ancora sotto osservazione da parte dei sanitari del 118, versa in condizioni più critiche.

I vigili del fuoco di Benedetto Marcello giunti sul posto hanno provveduto a rimuovere il grosso ramo staccatosi improvvisamente senza dare scampo ai tre passanti, e a mettere in sicurezza l’area. Sul posto anche la polizia locale.

-Foto Vigili del Fuoco-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Sinner resta in vetta al ranking Atp, Rybakina nuova regina mondiale

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ROMA (ITALPRESS) – Jannik Sinner continua a guidare la classifica Atp nonostante sia ancora ai box. L’altoatesino, che ha saltato gli Us Open, precede proprio il trionfatore di New York, il tedesco Alexander Zverev, in testa alla Race, e lo spagnolo Carlos Alcaraz. Per quanto riguarda la Top 10, le principali novità riguardano Ben Shelton e Frances Tiafoe, protagonisti del terzo derby USA in una semifinale Slam in singolare maschile negli anni 2000. Entrambi hanno raggiunto il nuovo best ranking: Shelton sale al numero 4, Tiafoe all’8. Il russo Daniil Medvedev guadagna due posizioni ed è sesto, Flavio Cobolli ne perde una e si attesta settimo. Il serbo Novak Djokovic è fuori per la prima volta fuori dai primi 10 da luglio 2018. In chiave azzurra, restano otto i tennisti tra i top 100. Lorenzo Musetti scivola di sei gradini ed è 20esimo, Luciano Darderi è stabile in 22esima piazza, Matteo Arnaldi è 37esimo (-1), Matteo Berrettini 43esimo, Lorenzo Sonego 86esimo (+3) e Mattia Bellucci 90esimo (+5). Best ranking per Federico Cinà (168esimo, +13): il giovane siciliano è salito in quarta posizione nella Next Gen Race, la classifica basata sui risultati stagionali degli Under 20, ed è dunque tra i favoriti per la partecipazione alle Next Gen ATP Finals organizzate quest’anno a Reggio Calabria.
Alcune variazioni in chiave tricolore nella classifica mondiale femminile pubblicata stamane dalla Wta dopo la conclusione a New York dello Us Open, l’ultimo Slam dell’anno. Anche questa settimana sono sempre due le azzurre tra le prime cento. Leader tricolore è ancora Jasmine Paolini: la 30enne di Bagni di Lucca, uscita a fine maggio dalla top ten, rientrata a Flushing Meadows dopo quasi due mesi di stop per il problema al piede destro (battuta al terzo turno da Cirstea), guadagna una posizione e risale al numero 20. Stabile Elisabetta Cocciaretto, 60esimo, costretta nelle ultime settimane a fare i conti con il riacutizzarsi del problema al ginocchio sinistro. Grazie al secondo turno allo Us Open (stoppata da Paolini) partendo dalle qualificazioni, posizione immutata anche per Lucrezia Stefanini, sempre al numero 119. Alle sue spalle risale otto gradini Lucia Bronzetti, 127esima: ne scende invece sette, Lisa Pigato, 137esima. Rispetto al ranking precedente posizione invariata per Tyra Caterina Grant: la 18enne romana è sempre 149esima. Diversi cambiamenti nella top ten mondiale dopo la conclusione dell’ultimo Slam dell’anno. A cominciare dalla vetta dove, grazie al trionfo newyorkese (ma in effetti le bastava già solo la semifinale), c’è una nuova regina, Elena Rybakina, 30esima numero uno dell’Era Open. La kazaka scavalca Aryna Sabalenka, stavolta “solo” finalista allo Us Open, che abbandona lo scettro mondiale dopo novantanove settimane consecutive (107 quelle complessive): la 28enne bielorussa, che negli ultimi mesi non ha mostrato la stessa forma smagliante di inizio stagione, è ora staccata di 2.026 punti dalla rivale. Sul terzo gradino del podio è stabile la statunitense Jessica Pegula, in quarta posizione, a soli 21 punti, c’è la connazionale Coco Gauff, che precede la 19enne russa Mirra Andreeva, anche lei sempre in quinta piazza. Posizione immutata anche per un’altra campionessa Slam, Linda Noskova, sesta, davanti all’ucraina Elina Svitolina, settima, con due posti in più rispetto a quindici giorni fa grazie al terzo turno a New York. Di conseguenza scendono di un gradino sia l’altra ceca Karolina Muchova, ottava, che la polacca Iga Swiatek, nona. A chiudere l’elite mondiale c’è una new entry, l’ucraina Marta Kostyuk, che grazie agli ottavi allo Us Open guadagna una posizione ed è decima siglando il best ranking.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 14 settembre 2026

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Apriamo da Milano, dove il turismo estivo registra una frenata dopo anni di crescita. Secondo le stime di Confcommercio, nel centro città tra giugno e agosto si sono contate circa 1,85 milioni di presenze, un dato che riporta Milano vicino ai livelli pre-Covid e segna un’inversione di tendenza rispetto al boom degli ultimi anni.

Sempre a Milano, il futuro di San Siro resta uno dei dossier più caldi. Il Meazza compie cento anni proprio mentre si attende il progetto del nuovo stadio firmato Foster e Manica. La tabella di marcia punta all’avvio dei lavori nella seconda metà del 2027, con l’obiettivo di arrivare pronti agli Europei del 2032.

Sul fronte della cronaca, proseguono le indagini sull’incendio doloso di Pero, dove un’autorimessa è stata devastata dalle fiamme. Distrutte una ventina di vetture, tra cui Porsche e Ferrari. Le telecamere avrebbero ripreso tre persone incappucciate mentre appiccavano il fuoco.

Si chiude invece l’emergenza ambientale del Naviglio Grande. Dopo lo sversamento di idrocarburi iniziato il 4 settembre, le operazioni di bonifica hanno portato alla raccolta di circa 550 tonnellate di rifiuti liquidi e solidi. La Procura indaga per inquinamento ambientale e l’ipotesi è ormai quella di uno sversamento doloso.

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A Milano entra sempre più nel vivo anche la corsa verso Palazzo Marino. Da una parte Mario Calabresi ha ribadito alla Festa dell’Unità la propria vicinanza al centrosinistra e ha elogiato le amministrazioni Pisapia e Sala; dall’altra Matteo Perego ha lanciato la propria campagna per il centrodestra mettendo al centro sicurezza, verde e periferie.

Passiamo alla provincia di Pavia.

Oggi è il giorno del ritorno a scuola per migliaia di studenti. La Provincia Pavese racconta anche la storia di quattro sorelline pakistane ospitate con la famiglia dalla parrocchia della Sacra Famiglia di Pavia, che proprio dai banchi di scuola iniziano un nuovo percorso di integrazione.

Sul fronte dei trasporti scolastici emergono però già i primi problemi: a Calignano, alcuni studenti diretti al Cardano di Pavia sono stati lasciati a terra perché l’autobus extraurbano aveva già raggiunto il numero massimo di passeggeri.

A Broni, invece, il rientro al liceo Golgi resta accompagnato dalle preoccupazioni legate all’amianto. Il comitato “Nuovo Liceo – Zero Amianto” chiede alle istituzioni controlli dell’aria, protocolli chiari e tempi certi sulla sicurezza dell’edificio.

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A Pavia continua anche l’attenzione sulla sicurezza. Un uomo di 45 anni è stato arrestato per spaccio nel parcheggio della Maugeri: nella sua auto la polizia ha trovato oltre 28 grammi di cocaina, parte dei quali nascosti all’interno di confezioni di caramelle.

Sul fronte sanitario, il territorio continua a fare i conti con la crisi della medicina di base. In quattordici anni i medici di famiglia in provincia sono diminuiti del 25 per cento e circa 350 persone risultano ancora senza un proprio medico.

Novità anche sul fronte ambientale e faunistico: dal 15 novembre al 31 gennaio 2027 sarà possibile il prelievo in deroga dell’ibis sacro, specie ritenuta invasiva e particolarmente diffusa nelle risaie di Pavese e Lomellina.

A Pavia il nuovo palazzetto dello sport di via Treves è stato intitolato alle “Piccole Pavesi”, le dodici giovani ginnaste che conquistarono l’argento alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928.

Infine, a Voghera torna a far discutere il futuro dell’ex pesa pubblica di Porta Garibaldi. La struttura, che avrebbe dovuto diventare un infopoint turistico, non ha mai realmente svolto quella funzione e oggi i Civici chiedono chiarimenti sul suo destino.

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