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Cronaca

Gruppo CAP con Anaci per un servizio idrico più efficiente nei condomini

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MILANO (ITALPRESS) – Gruppo CAP, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, e ANACI Milano – Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari – hanno siglato un protocollo d’intesa con l’obiettivo di rafforzare in modo strutturato la collaborazione tra il gestore del servizio idrico, gli amministratori di condominio e i cittadini che vivono negli edifici amministrati.

L’accordo, della durata di 48 mesi, riconosce il ruolo strategico degli amministratori di condominio come punto di raccordo tra il gestore e migliaia di utenti. Attraverso strumenti operativi dedicati, momenti di formazione e una comunicazione più diretta, l’intesa punta a semplificare la gestione delle forniture idriche nei condomìni, migliorare i tempi di risposta alle richieste e rendere più chiaro e immediato il rapporto tra Gruppo CAP e gli utenti finali. L’obiettivo è costruire un dialogo più efficace tra chi gestisce il servizio idrico, chi amministra gli edifici e chi vive quotidianamente il servizio, favorendo una gestione più semplice, trasparente ed efficiente delle forniture nei contesti condominiali. Uno strumento di collaborazione che non sostituisce i canali ufficiali previsti dalla normativa di settore ma li affianca, rendendo più fluido il rapporto tra gestore e cittadini.

“L’accordo tra Gruppo CAP e ANACI Milano rappresenta un riconoscimento concreto del ruolo strategico degli amministratori, quali interlocutori qualificati tra gestore e cittadini – ha dichiarato Leonardo Caruso, presidente Anaci Milano – Grazie a una collaborazione strutturata e a canali dedicati, sarà possibile garantire risposte più rapide e una gestione del servizio idrico più efficiente, trasparente e sostenibile, a beneficio diretto dei condomìni e della collettività. Non è solo un accordo tra enti, ma un impegno concreto per migliorare la qualità del servizio e rafforzare la tutela del cittadino”. “Con questo accordo vogliamo rafforzare il dialogo con una categoria professionale che svolge un ruolo centrale nel rapporto tra gestore e cittadini – ha dichiarato Yuri Santagostino, presidente esecutivo di Gruppo CAP -. Gli amministratori di condominio sono spesso il primo interlocutore per le famiglie su temi legati al servizio idrico. Mettere a disposizione canali dedicati, strumenti operativi e momenti di confronto significa migliorare l’assistenza e rendere più semplice la gestione delle forniture per migliaia di utenti”.

Uno degli elementi centrali dell’accordo è l’attivazione di strumenti operativi riservati agli amministratori associati ANACI, pensati per rendere più rapida ed efficace la gestione delle richieste legate alle forniture idriche condominiali. Gruppo CAP metterà a disposizione un canale telefonico prioritario all’interno del proprio call center, con un’opzione specifica nel sistema di risposta vocale, e un servizio di call back che, in caso di attese superiori agli standard previsti, garantisce all’amministratore di essere richiamato entro quattro ore. Le richieste provenienti dagli amministratori potranno così essere gestite con maggiore rapidità, con benefici concreti anche per i condòmini che attendono risposte o interventi relativi alla propria fornitura. L’intesa prevede anche un impegno congiunto sul fronte della formazione e della prevenzione delle criticità attraverso due sessioni di aggiornamento all’anno su tematiche di interesse per gli amministratori, come il regolamento del servizio idrico, le responsabilità connesse alla gestione degli impianti interni e le buone pratiche tecniche. A queste si affiancheranno contenuti on demand, consultabili su una piattaforma dedicata. Gruppo CAP e ANACI lavoreranno inoltre alla redazione di un manuale operativo sul controllo dei sistemi idrici condominiali e di linee guida condivise sulla gestione del contratto idrico nei condomìni. Documenti che, condivisi con tutti gli associati ANACI, forniranno indicazioni tecniche e operative per una gestione più efficace del rapporto con il gestore e per la corretta manutenzione degli impianti. Con lo stesso obiettivo gli amministratori aderenti all’Associazione riceveranno comunicazioni periodiche sulle iniziative e sui materiali informativi messi a disposizione da Gruppo CAP.

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Il protocollo rappresenta un passo ulteriore nel rafforzamento della collaborazione tra Gruppo CAP e il mondo dell’amministrazione condominiale, con l’obiettivo di rendere sempre più semplice il rapporto tra il gestore del servizio idrico e i cittadini. Attraverso strumenti condivisi, formazione e canali di comunicazione dedicati, l’intesa punta a costruire un modello di collaborazione stabile tra il gestore, gli amministratori e gli utenti finali, contribuendo a migliorare la qualità del servizio e la gestione delle forniture idriche nei condomìni del territorio.

– foto ufficio stampa Gruppo Cap –

(ITALPRESS).

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Cronaca

A Webuild contratto da 803 milioni per il Tunnel Subportuale di Genova

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MILANO (ITALPRESS) – Il Gruppo Webuild rafforza il suo impegno in Liguria aggiudicandosi un contratto da 803 milioni di euro per la realizzazione della sezione centrale del Tunnel Subportuale di Genova, commissionato da Autostrade per l’Italia. L’intervento, realizzato da Webuild (con una quota del 90%) e dalla sua controllata SELI Overseas (10%), riguarda il tratto più complesso dell’opera, il Lotto B, che si sviluppa in sotterraneo sotto il bacino portuale e il tessuto urbano. L’opera rappresenta un elemento chiave per migliorare la mobilità cittadina e rendere più efficienti i collegamenti tra la città e il porto, uno dei principali hub logistici del Mediterraneo. L’intero tracciato sarà lungo circa 4,2 km, di cui 3,4 km in galleria, con due tunnel paralleli separati, uno per ogni senso di marcia. Il tunnel collegherà San Benigno, a ponente, con Viale Brigate Partigiane, nel quartiere Foce, passando sotto il bacino portuale, dove raggiungerà la quota minima di oltre 40 metri, per poi risalire al di sotto della collina di Carignano.
Lo scavo sarà affidato a una talpa meccanica (TBM) di quasi 16 metri di diametro, tra le più grandi per diametro mai impiegate in Italia, che scaverà in totale circa 7 km. Webuild dispone già oggi di una delle flotte di TBM più estese al mondo, con circa 65 macchine, tra quelle operative, in montaggio e ordinate su scala globale, di cui 40 destinate a progetti in Italia, a testimonianza di una consolidata leadership nelle opere in sotterraneo. Il nuovo tunnel permetterà di separare il traffico urbano da quello portuale e logistico, che oggi si sovrappongono, migliorando i flussi e riducendo congestione, emissioni e rumore. I benefici più evidenti si vedranno in superficie: lo spostamento di una parte significativa del traffico sottoterra consentirà di liberare spazio urbano, migliorare i collegamenti tra i quartieri e rendere più vivibili alcune delle aree oggi più congestionate della città. Per la realizzazione di questo progetto si prevede saranno creati fino a oltre 700 posti di lavoro, tra personale diretto e di terzi. Il progetto integra anche interventi di rigenerazione del territorio: dalle sistemazioni paesaggistiche previste agli imbocchi del tunnel fino alla realizzazione del Parco della Lanterna, che sarà alimentato in parte dai materiali di scavo, in un’ottica di economia circolare e riduzione delle movimentazioni di cantiere.
Dal punto di vista tecnico, l’opera presenta sfide significative: lavorazioni sotto il livello del mare, attraversamento di terreni geologicamente complessi e attività di cantiere in un contesto urbano e portuale sempre operativo. Con quest’opera, Webuild consolida un presidio industriale che a Genova negli ultimi anni ha assunto un valore strategico. Il Gruppo è infatti impegnato nella realizzazione della Nuova Diga Foranea, destinata a ridefinire la capacità e la sicurezza dello scalo, e nel Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova, l’asse ferroviario ad alta capacità e alta velocità che collegherà la città a Milano. Insieme, queste tre infrastrutture contribuiscono a trasformare il ruolo della città, integrando porto, rete ferroviaria e viabilità urbana in un sistema più efficiente e connesso anche nell’ambito del Corridoio Reno-Alpi, uno dei corridoi TEN-T che collega le regioni europee più densamente popolate e a maggior vocazione industriale.

– Foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

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Maxi operazione antidroga in Friuli, 24 misure cautelari

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TRIESTE (ITALPRESS) – Vasta operazione di polizia giudiziaria contro il traffico di sostanze stupefacenti condotta dalla Guardia di Finanza di Udine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste. L’operazione, denominata Change the Music, ha visto l’impiego di oltre 180 militari e ha portato all’esecuzione di 24 misure restrittive della libertà personale (9 in carcere, 14 agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e una con obbligo di dimora) emesse dal GIP del Tribunale giuliano. Altre 8 persone erano già state arrestate in precedenza.
L’organizzazione, di struttura piramidale, era capeggiata da un cittadino sloveno con gravi precedenti penali per omicidio e droga, attualmente detenuto all’estero. La gestione sul territorio nelle province di Trieste, Udine e Gorizia era affidata a tre italiani ventenni che guidavano i rispettivi gruppi, avvalendosi di giovanissimi spacciatori e di figure dedicate al taglio “chimico”, alla pesatura e alla custodia della droga. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati circa 11 kg di hashish, 17 kg di marijuana, oltre 6 kg di cocaina (bianca, rosa e nera), sostanze sintetiche, scanner anti-intercettazione e un vero e proprio arsenale composto da revolver con silenziatori, pistole a salve, katane, machete, taser e una balestra.
Dalle intercettazioni è emerso uno smercio stimato in oltre 800 kg di sostanze stupefacenti per un giro d’affari di decine di milioni di euro. Gli indagati mantenevano un tenore di vita sproporzionato, ostentato anche con la pubblicazione di video musicali trap esplicitamente inneggianti alla violenza, all’uso delle armi e alla droga.

– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Furti d’auto e riciclaggio, 13 misure cautelari nel foggiano

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FOGGIA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di 13 persone, indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato di autovetture, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale dauno su richiesta della locale Procura della Repubblica, prevede gli arresti domiciliari per 10 indagati, un divieto di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri due soggetti.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia, ha permesso di disarticolare una struttura criminale ben organizzata, divisa tra le piazze di Bitonto (BA) e Cerignola (FG). Il gruppo barese era specializzato nell’esecuzione dei furti d’auto con il metodo della “spintarella” e nel successivo smontaggio rapido dei mezzi in aree rurali isolate. La fazione cerignolana gestiva invece la logistica, lo stoccaggio dei pezzi smontati e la consegna a demolitori compiacenti per alimentare il mercato nero dei ricambi.
Dall’inchiesta è emerso inoltre che i proventi illeciti venivano in parte auto-riciclati dal promotore dell’organizzazione attraverso l’acquisto di nuove vetture destinate formalmente al noleggio, così da reintrodurre i capitali nel circuito economico legale.

Foto: repertorio ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

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