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Informativa di Meloni alla Camera “Il Governo c’è fino alla fine, non scappo. Fango dalle opposizioni”. Schlein “Nessun italiano oggi sta meglio”

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ROMA (ITALPRESS) – “Voglio ringraziare il Parlamento per questa opportunità, considero importante il confronto con le Camere a seguito dell’esito referendario”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso dell‘informativa alla Camera. “La nostra coscienza è a posto, perché la riforma costituzionale della giustizia era uno degli impegni presi con gli italiani quando ci siamo presentati al loro cospetto. Come moltissime altre cose, lo avevamo detto in campagna elettorale e lo abbiamo fatto una volta al governo” “Perché è questo il modo in cui concepiamo la politica. Onorare il significato profondo della parola ‘responsabilità’”, le parole della premier.

Il referendum ha visto una “grande partecipazione e una altrettanto grande polarizzazione, un confronto serrato, non sempre sul merito, ma con un esito chiaro. Noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani anche quando non coincide con le nostre opinioni”, ha detto.

“Rimane rammarico per aver perso un’occasione storica di modernizzare l’Italia, ma la riforma della giustizia rimane una necessità, auspico che il cantiere di quella riforma non venga abbandonato perché i problemi rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti ideologici”.

“Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato. Non servono nuove linee programmatiche perché sono già scritte nel programma”, ha spiegato.

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“Il governo c’è, è nel pieno delle sue funzioni ed è intenzionato a fare ancora meglio fino all’ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo e non faremo pagare ai cittadini giochi di palazzo”, ha sottolineato. “Vi sfido sulla politica, sulla vera politica, vi sfido a un dibattito nel merito”. “Ho letto bizzarre ricostruzioni sulle conseguenze del voto, di dimissioni del governo, di rimpasti, di fase due. Sono alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze, altri partiti, un mondo distante anni luce da noi e in cui non intendiamo far ripiombare Italia”.

“Io ho moltissimi difetti, tranne uno. Non sono una persona abituata a scappare. Non scappo da missioni sconsigliabili per ragioni di sicurezza, non scappo davanti ai problemi, non scappo di fronte alle mie responsabilità. Sono abituata a mettere la faccia su quelle responsabilità”.

Il focus si sposta poi sul conflitto in Medio Oriente: “Condanniamo con fermezza qualsiasi violazione del cessate il fuoco. Se l’Iran dovesse riuscire a ottenere la facoltà di extra dazi sullo stretto di Hormuz questo porterebbe maggiori conseguenze economiche. Interesse dell’Italia è che la libertà di navigazione venga ripristinata alle condizioni precedenti al 28 febbraio”, aggiunge.

“La storia bussa e l’Europa è chiamata a non fallire a questo banco di prova, deve anteporre il principio di realtà a strutture burocratiche e dogmi ideologici”, è uno dei passaggi del discorso della premier.

Lo Stretto di Hormuz “non deve essere soggetto a nessuna forma di restrizione, come invece sembra essere accaduto nelle ultime ore. Questo rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell’accordo perché, se l’Iran dovesse riuscire a ottenere la facoltà di applicare extra-dazi ai transiti nello Stretto, questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche e di orientamento dei flussi commerciali, al momento, imponderabili”, ha detto Meloni. “È quindi interesse prioritario dell’Italia, e dei suoi partner europei e occidentali, che la libertà di navigazione venga pienamente ripristinata alle condizioni precedenti al 28 febbraio, in modo da poter normalizzare la situazione di tensione sui mercati energetici, delle materie prime critiche, dei fertilizzanti e di altri prodotti essenziali per la nostra economia – aggiunge -. Su questo punto siamo già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz promossa dal Regno Unito, alla quale partecipano oltre 30 Paesi, per provare a costruire condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione e di approvvigionamento. Un contributo che, crediamo, sia importante in questa fase negoziale”.

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“Nella notte tra martedì e mercoledì è stato concordato un temporaneo cessate il fuoco tra l’Iran, gli Stati Uniti e i rispettivi alleati nel conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione”, ha sottolineato. “L’Italia esprime il proprio plauso al Presidente del Pakistan Sharif, che si è fatto carico di questo difficile negoziato, con il sostegno di altri attori regionali. Ora ci auguriamo che i colloqui di pace che prenderanno il via tra poche ore a Islamabad possano rafforzare i punti generali dell’accordo e in essi possano trovare spazio le priorità che l’Italia, insieme ai suoi partner europei, ha sostenuto fin dal primo giorno”, prosegue.

Quella in Iran è “un’operazione militare che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato emerso in tutta la sua concretezza con la vicenda di Sigonella, nella quale l’Italia si è, ovviamente, attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Stati Uniti. Circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato ascoltata anche in queste settimane”, ha affermato Meloni.

E per quanto riguarda il rapporto con gli Stati Uniti: “La collocazione internazionale dell’Italia, che non ha inventato questo Governo, è la stessa da circa ottant’anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al Presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa’”. “Anche qui, spiegherò di nuovo il mio punto di vista, ma approfitto per chiedere a mia volta qualche chiarimento. Perché la posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l’Europa si intenda davvero l’Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l’Europa – spiega -. Perché temo che le due cose non stiano insieme. Attendo fiduciosa una risposta”.

“Per stare insieme bisogna volerlo in due. Ed è per questo che, nel rapporto con gli Stati Uniti, dobbiamo essere chiari. Lavorare per tenere insieme le due sponde dell’Atlantico; lavorare per rafforzare la NATO, che rappresenta da un lato il luogo politico nel quale gli interessi di America e Europa trovano la loro composizione, e dall’altro uno strumento geostrategico e militare imprescindibile, in cui l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità e costruire con coraggio il pilastro europeo dell’Alleanza, per garantire in primis la propria sicurezza. Ma dall’altra parte, come è normale tra alleati, bisogna dire con chiarezza anche quando non si è d’accordo”, ha rivendicato. “Come abbiamo fatto in passato con i dazi, che abbiamo molte volte definito una scelta sbagliata che non condividevamo. Come abbiamo fatto per difendere l’onore dei nostri soldati in Afghanistan, che erano stati definiti ‘inutili’ in modo inaccettabile. Come abbiamo fatto sulla Groenlandia, partecipando a ogni documento europeo di difesa dell’integrità del suo territorio e della sovranità del suo popolo, e sull’Ucraina di fronte alle proposte di negoziato che non consideravamo sostenibili. E, da ultimo – osserva -, come abbiamo fatto con la guerra in Iran, un’operazione militare che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato”.

Meloni cita poi Schlein: “Continuo a credere nella necessità di lavorare per garantire l’unità dell’Occidente, argomento che sostengo con forza fin da quando alla Casa Bianca sedeva ben altra amministrazione. Mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara all’onorevole Schlein, che noi siamo ‘testardamente unitari’. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo. Siamo ‘testardamente occidentali’, perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli”.

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“Abbiamo sostenuto il governo libanese, la sua sovranità territoriale, il suo impegno per disarmare le milizie terroriste di Hezbollah e per questo abbiamo a più riprese chiesto a Israele di fermare l’escalation militare, garantire la sicurezza del personale della missione Unifil a cui l’Italia fornisce da decenni il proprio insostituibile contributo, consentire il rientro di un numero ormai esorbitante di sfollati, anche per evitare il rischio di flussi migratori in ripresa verso l’Europa”, ha detto Meloni in riferimento al rapporto con Israele e al caso dell’attacco all’Unifil in Libano. “Con la stessa franchezza abbiamo difeso il diritto delle comunità cristiane in Terra Santa di poter celebrare i riti pasquali con il pieno accesso al Santo Sepolcro, luogo sacro della nostra civiltà e pilastro della nostra identità. Con fermezza ancora maggiore ci siamo espressi di fronte ai fatti inaccettabili accaduti ieri ai danni del nostro personale UNIFIL, a cui rinnoviamo la solidarietà nostra e dell’intera nazione”.

“Qualche giorno fa mi sono recata, prima tra i leader UE e G7, in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, paesi che dallo scorso 28 febbraio, sono stati sottoposti a un’aggressione ingiustificata da parte dell’Iran. Ho voluto esprimere loro la solidarietà e la vicinanza dell’Italia, ma ho anche lavorato per assicurare gli approvvigionamenti energetici, in particolare di petrolio, indispensabili da un’area che garantisce circa il 15% del nostro fabbisogno nazionale”. Queste le parole in merito all’approvvigionamento energetico. “Con lo stesso spirito, mi ero anche recata in Algeria per rafforzare con il Presidente Tebboune la partnership strategica che lega le nostre Nazioni, e concordare con le autorità di Algeri l’aumento delle forniture di gas naturale verso l’Italia. E così farò recandomi, presto, anche in Azerbaijan, ma anche sostenendo lo sviluppo di risorse energetiche assieme ai partner del continente africano”, sottolinea.

“Era nostra responsabilità intervenire con un corposo decreto che ponesse le basi per ridurre in modo strutturale il costo dell’energia, iniziativa che nessuno prima di noi aveva avuto il coraggio di adottare, che ha scontentato le grandi aziende energetiche ma è stata accolta con grande favore dal mondo produttivo. Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante: lo abbiamo fatto con un primo provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo anti-speculazione che sta funzionando. Lo abbiamo fatto, inizialmente, per 20 giorni, in attesa degli sviluppi della crisi, e con il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso lo abbiamo rifinanziato e prorogato fino al 1° maggio. Una scelta che rivendico, anche alla luce delle novità di queste ore, e che moduleremo man mano che i negoziati di pace andranno avanti e ci daranno una prospettiva temporale chiara degli interventi richiesti”.

“Se la crisi in Medio Oriente dovesse conoscere una nuova recrudescenza, dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia. In quel caso, riteniamo che non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Non una deroga per singolo Stato Membro, ma un provvedimento generalizzato”. 

“Abbiamo combattuto, come nessun altro, l’evasione fiscale. Smentendo, anche qui, chi diceva che questo sarebbe stato il governo ‘amico degli evasori e dei furbi’. In tre anni abbiamo raccolto oltre 100 miliardi di euro: risorse preziosissime, che ci aiutano a tenere i conti in ordine e ci permettono di finanziare interventi a favore delle famiglie e delle imprese”. “E non abbiamo intenzione di fermarci: compatibilmente con il quadro della finanza pubblica, continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese. Perché questo avevamo promesso, questo abbiamo fatto e questo continueremo a fare anche anche con la prossima legge di bilancio”, aggiunge.

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“Sull’immigrazione avevamo promesso un cambio di passo. E certamente il cambio di passo c’è stato, anche se non ci basta. Grazie all’Italia è cambiato l’approccio dell’intera Europa al governo dei flussi migratori: oggi abbiamo una lista europea di Paesi sicuri di origine e una nuova definizione di Paese terzo sicuro, che consentiranno di applicare procedure di frontiera accelerate; abbiamo una copertura giuridica ancora più chiara a sostegno delle cosiddette soluzioni innovative, a partire da quegli hub per i rimpatri in Paesi extra-Ue sul modello del protocollo Italia-Albania; e un nuovo regolamento europeo sui rimpatri sta per essere finalizzato proprio per renderli sempre più effettivi”, ha detto Meloni sull’immigrazione. “Ora è necessario consolidare questo approccio, e renderlo stabile e strutturale. E, ora che la campagna referendaria è alle spalle, voglio rinnovare il mio appello affinché tutti i poteri dello Stato facciano la loro parte per garantire il rispetto di queste norme. Spetta alla politica scrivere norme chiare ed efficaci, spetta alle forze dell’ordine – a cui va il nostro plauso e il nostro ringraziamento – verificarne le eventuali violazioni, e spetta in ultimo alla magistratura assicurarne l’effettiva applicazione. È questo che fa chi rispetta la separazione tra i poteri dello Stato scritta nella nostra Costituzione”, auspica.

“A chi ci guarda con scetticismo risponderemo con i fatti. A chi spera nel nostro fallimento, risponderemo con la determinazione. A chi getta fango, risponderemo con l’orgoglio di chi può ancora permettersi di guardare gli altri, tutti gli altri, negli occhi. E a chi, invece, crede in questa Nazione diciamo: ricordatevi che non siete soli. Il governo c’è, e farà la sua parte, ogni ora di ogni singolo giorno, fino all’ultimo. E quando quel giorno arriverà, se avremo agito così, non avremo alcuna ragione di temere il giudizio del Popolo Sovrano”, ha rivendicato.

“Sarò felice di ascoltare le proposte che certamente le forze di maggioranza, ma anche quelle di opposizione, vorranno fare in quest’aula per aiutarci ad affrontare questa difficile congiuntura della storia. Ogni buona idea sarà vagliata senza pregiudizi e magari attuata, se ce ne saranno le condizioni. Se invece i partiti di opposizione vorranno usare il tempo a loro disposizione per inveire contro chi sta governando durante la tempesta, ce ne faremo una ragione”, ha detto Meloni rivolgendosi alle opposizioni.

“Intendiamo andare avanti anche sulla proposta di legge a prima firma della Presidente della commissione antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi, tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e con i fatti all’ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata, che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata tirando in ballo un padre, morto peraltro, che non vedo da quando avevo undici anni”. “Vi sfido anche su questo. Non sono solita ingerire nel lavoro delle commissioni parlamentari d’inchiesta, ma mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, Fratelli d’Italia compreso – aggiunge -. Mentre alcuni usano il tema per fare propaganda contro gli avversari, a me interessa costruire gli anticorpi a un fenomeno che ci riguarda tutti. Non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per gli interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992, e non accetto lezioni su questo tema. Sui rapporti tra questo governo e la criminalità organizzata parlano i fatti”, ha attaccato.

“Purtroppo, oggi il problema dell’accesso alla casa riguarda una quantità sempre maggiore di cittadini. Anche in vista della ricorrenza del Primo Maggio, il Consiglio dei Ministri approverà, finalmente, i provvedimenti necessari alla realizzazione, in Italia, di quel vasto Piano Casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, imponente, strutturale. Che ha come obiettivo quello di rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, oltre 100 mila case nei prossimi 10 anni”, ha aggiunto.

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“Come avete notato, non ho annunciato misure roboanti tipo ‘daremo a tutti uno stipendio senza lavorare’ o ‘potrete ristrutturare la vostra villa a spese dello Stato’”. “Avrò probabilmente deluso chi immaginava di rivedere lo stesso schema che abbiamo visto tante, troppe volte, in passato. Cioè, quello di governi che in vista delle elezioni davano vita a misure puramente demagogiche, e devastavano i conti pubblici nel tentativo disperato di raccogliere consenso facile, scaricando sui giovani il costo di bonus e privilegi. Ma il costume di quei politici che invitano tutti a bere al bar gratis, e lasciano ad altri il conto da pagare, non ci apparteneva ieri e non ci apparterrà domani – assicura -. Per questo tipo di scelte bisogna rivolgersi ad altri. Noi scegliamo la serietà e non rinunciamo a convincere con risposte concrete e di lungo periodo, una strategia chiara, continuità nelle scelte che hanno funzionato, riforme coraggiose, verità in luogo delle menzogne e tanto, tanto lavoro”.

“Nei giorni scorsi ho chiesto un passo indietro ad alcuni membri del governo che pure nell’esercizio delle loro deleghe avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici né indolori. A maggior ragione per noi, che rimaniamo saldamente garantisti, ma abbiamo voluto ancora una volta anteporre l’interesse della nazione a quello di partito, perché non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose che nulla hanno a che fare con l’azione di governo, che finiscono per oscurarla, che spostano cioè il dibattito dalle soluzioni necessarie per i cittadini alle polemiche utili per i partiti”, è il commento sulle recenti dimissioni interne alla maggioranza.

Attendiamo “con serenità il giudizio sul nostro lavoro e sui risultati che ha prodotto. Sappiamo che la situazione oggi è migliore di quando ci siamo insediati, ma sappiamo anche di dover riuscire a fare di più, e meglio. E lo faremo, perché siamo abituati a rimboccarci le maniche, non conosciamo la rassegnazione, non siamo abituati a gettare la spugna. Tutt’altro”. “L’ultimo anno di questa legislatura non sarà un tempo di attesa. Sarà un tempo di lavoro, di scelte, di risultati. Non un tempo per costruire consenso facile, ma un tempo per rafforzare una direzione solida. E la nostra direzione è chiara: difendere l’interesse nazionale italiano, sostenere chi produce e lavora, rafforzare la presenza dello Stato dove serve e alleggerirla dove è troppo invasiva – prosegue -. Sostenere le famiglie, quelle presenti e quelle future, e dare risposte ai tanti giovani che rischiano di cercare quelle risposte nella dipendenza dall’intelligenza artificiale o dai social media. Continuare a restituire fiducia, costruire opportunità, rendere questa Nazione più giusta, più meritocratica, più forte, più libera”, ha concluso.

SCHLEIN “HAI GIA’ PERSO LA SFIDA”

“Avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne, avete molta voglia di tornare all’opposzione e vi accontenteremo”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, alla Camera, dopo l’informativa del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Se non è troppo impegnata con gli scandali ogni giorno dei suoi ministri, vorrei mandarle una cartolina dal paese reale, quel paese in cui negli ultimi quattro anni gli stipendi reali si sono abbassati mentre il carrello della spesa aumentava, con gli stessi stipendi di prima in tasca “ha aggiunto Schlein “gli italiani non riescono più a fare la stessa spesa di prima, abbiamo la crescita a zero, abbiamo un calo di produzione industriale che dura da tre anni, se non ci fosse stato il Pnrr che voi non avevate nemmeno votato saremmo già in recessione, ci lasciate con la crescita zero, la guerra illegale di Trump e Netanyahu ha peggiorato questa situazione e voi? In questi giorni avete sfornato il record dei decreti che scadevano e il giorno dopo erano già superati dai fatti, non avete saputo mettere in campo uno straccio di politica industriale, per quattro anni avete pasticciato su transizione 5.0 e gli incentivi”. Schlein ha attaccato: “se andiamo a vedere come stanno oggi gli italiani non ce n’è uno che può dire di stare meglio di prima, se non forse i più ricchi o quelle che avete deciso di aiutare voi”.

– foto screenshot Youtube Palazzo Chigi –

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Decimo anniversario del sisma di Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli, domani Meloni alla cerimonia di commemorazione

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ROMA (ITALPRESS) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, attraverso l’agenda pubblicata sul sito di Palazzo Chigi, ha comunicato che domani pomeriggio alle 16,30 parteciperà alla cerimonia di commemorazione per il decimo anniversario del sisma di Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli. La cerimonia è in programma ad Amatrice, in provincia di Rieti.

– Foto Ipa Agency –

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Papa Leone al Meeting di Rimini: “Prima dei confini ci sono sempre le persone” / Video

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RIMINI (ITALPRESS) – Papa Leone XIV è arrivato al Meeting di Rimini. 

Il popolo del Meeting di Rimini ha accolto Papa Leone XIV con applausi e cori da stadio, un grande entusiasmo per la prima visita di un pontefice dal 1982. Il Santo Padre è giunto alla Fiera di Rimini in elicottero, e al suo arrivo ai padiglioni è stato accolto tra gli altri dal presidente della Fondazione Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, Bernhard Scholz.

In migliaia dietro le transenne lungo il percorso attraversato da Papa Leone XIV, che prima del suo intervento al Grand Auditorium previsto per le 16 sta visitando due mostre: la prima è “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova – Agostino di Ippona”, allestita nel padiglione C2 e dedicata alla figura e all’esperienza umana e spirituale di sant’Agostino, la seconda è “Léon Harmel, la profezia di un’impresa”, nel padiglione C1.

“Non sapete quanto è bello vedere tutti voi insieme, e siete solo una piccola parte perché dall’altra parte ce ne sono di più. Bravissimi. Gli applausi più forti devono essere per Gesù Cristo, siamo tutti discepoli di Gesù”. Così Papa Leone XIV salutando i presenti al Meeting di Rimini.

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“Qui ci sono tante opportunità per riflettere sulla nostra vita, sulla società, sulla fede; ‘se noi vogliamo cambiare il mondo cominciamo da noi stessi’ disse Sant’Agostino’. Il nostro cuore è così grande e capace di amare che non deve essere mai chiuso. Cerchiamo la strada per camminare insieme e per costruire una strada di pace e di amore; continuate questo cammino e vedrete che possiamo costruire un mondo di pace e di amore”, ha aggiunto.

“Cari fratelli e sorelle. Sono felice di incontrarvi a Rimini negli ambienti che vi sono cari per l’impegno, la creatività e il dialogo che il vostro appuntamento di fine agosto da anni è in grado di mobilitare”, ha sottolineato il Pontefice.

“In questo momento storico comprendiamo più profondamente la profezia che quasi mezzo secolo fa venne iscritta nel nome dato a queste giornate: ‘Meeting per l’amicizia fra i popoli’. Come vi disse San Giovanni Paolo II, ‘già solo il pronunciare queste parole rallegra il cuore: Incontro! Incontro di amicizia! Amicizia tra i popoli’! Parole che acquistano un particolare significato in queste ore, spesso drammatiche, della storia del mondo’. Anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi”. 

 “Papa Francesco con l’Enciclica Fratelli tutti ci ha insegnato a coltivare l’amicizia sociale che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità. Riconoscendoci, infatti, nella dignità di figli di Dio, veniamo a contatto con ciò che accomuna originariamente gli esseri umani, al di là di ogni diversità, separazione o conflitto. Possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo: voi lo sapete, perché siete stati educati a leggere il Vangelo come rivelazione di Dio che si fa incontro, avvenimento, sguardo, esperienza, risvegliando in ciascuno il desiderio di essere amato e di amare”, aggiunge il pontefice.

“Non avete fatto del Meeting una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini. Ringraziamo il Signore per questa eredità viva, che vi dà una grande responsabilità storica, nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un’umanità che ha fame e sete di giustizia”, ha detto Papa Leone.

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Come ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, ‘le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore’. Sì, cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura. Le diverse edizioni del Meeting hanno saputo attingere al grande patrimonio del passato le ragioni che vi impegnano oggi nel confronto con l’arte, la musica, la letteratura, la scienza, l’economia e con ogni espressione dell’animo umano. Anche il titolo scelto per questa edizione, tratto dall’ultimo verso della Divina Commedia – osserva – ci sospinge verso la storia di cui Dio è Signore. ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’ non è scomparso, non ha perso vigore, né intensità, sebbene sia un amore che rimane volentieri silenzioso, a differenza delle forze rumorose che sconvolgono la terra, il cielo e tutte le creature”.

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“Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia”, ha detto.

 “Cari giovani, siete tanti qui, parecchi come volontari. Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, ‘l’amor che move il sole e l’altre stelle’ sospinge ancora alla speranza. L’ho avvertito intensamente fra i vostri coetanei in Libano, in Africa e in Spagna. L’amore muove, urge, risveglia dal torpore, suscita nuove vocazioni e chiama a rischiare. Mettetevi in gioco! Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta – prosegue -. Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti! Ad ogni latitudine, in particolare ai margini e fra coloro che soffrono, troverete chi è già pronto a costruire la civiltà dell’amore”.

Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte. A partire dalle organizzazioni che abbiamo generato e nelle quali operiamo, smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti”, ha sottolineato Papa Leone.

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-Foto IPA Agency-
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Schlein “L’Italia è più fragile, deve ricominciare a crescere”

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MILANO (ITALPRESS) – “Il Paese non è più forte di prima ma più fragile, per questo il nostro partito ha un progetto per rilanciare la crescita e il lavoro”. Così in una intervista a Roberto Sommella, direttore di MF Milano Finanza, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, secondo cui “la crescita è a zero nonostante il Pnrr, l’Italia deve ricominciare a crescere. Occorrono con urgenza tre cose che questo governo, nonostante l’ampia maggioranza, non è riuscito a fare: ridurre i costi dell’energia, aumentare i redditi e far ripartire gli investimenti”.

“Innanzitutto – spiega -, serve un piano strategico per le rinnovabili che riduca incertezze e tempi di attesa, come chiede Confindustria, concedendo anche incentivi immediati ai territori che ospiteranno questi impianti. E poi serve una struttura unica di missione, anche con le regioni, che dimezzi i tempi autorizzativi. In Spagna ci mettono 3 anni, da noi 6: è un fallimento di governance”.

In merito al nucleare “siamo contrari non per pregiudizio ma per i tempi e i costi di produzione, incompatibili con le esigenze del Paese. E contestiamo il vuoto del decreto propaganda del governo in questa materia, che nemmeno mette risorse né spiega che fine fanno le scorie. Il costo dell’energia è il più alto d’Europa, pesa su famiglie e imprese”. “Gli operai di Pomigliano d’Arco – rende noto – ci hanno chiesto di intervenire subito sul costo della bolletta perché la pagano tre volte: quando la bolletta arriva a casa, quando vanno a fare la spesa, e quando la loro azienda li mette in cassa integrazione a causa dell’aumento del prezzo dell’energia”.

“Sto girando l’Italia – aggiunge Elly Schlein -. Stiamo seguendo le vertenze complesse al loro fianco, dall’ex Ilva a Stellantis, e recentemente sono andata a incontrare i lavoratori alla Electrolux e la Natuzzi”. “La povertà assoluta – dichiara la segretaria del Pd – ha toccato il record del 9,8% delle famiglie, milioni di persone faticano ad arrivare a fine mese e pagano l’aumento del costo della vita e ora anche il rialzo del carburante che si riflette su tutti i generi alimentari. Gli stipendi secondo l’Istat si sono ridotti del 9% e i beni alimentari sono aumentati del 25%, negli ultimi quattro anni. E la pressione fiscale è salita al 43% mentre la produzione industriale è diminuita per tre anni di seguito. Questo significa che si è ridotto il potere d’acquisto di milioni di italiani”.

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“Proponiamo, anche in Parlamento – aggiunge -, di aumentare la forza e il ruolo dell’Acquirente Unico dell’energia, che tratti grandi volumi con i power puchase agreement, in modo da fornire energia a prezzi stabili alle pmi che spesso pagano il prezzo più alto della crisi. E poi voglio aggiungere che il governo dovrebbe muoversi con più determinazione per ottenere la pace in Medio Oriente e la fine della crisi di Hormuz. Perché sono mesi che non dicono una parola per paura delle sfuriate di Trump”.

“Noi – ricorda Elly Schlein – abbiamo fatto una proposta concreta: serve adottare il sistema delle accise mobili, ma il governo su questo punto non ci sente e la benzina resta sempre sopra i due euro al litro”. Alla domanda se come centrosinistra pensano di potere essere più determinati dell’attuale maggioranza, risponde: “Stiamo lavorando per questo, perché non faremo più il regalo al centrodestra di presentarci divisi alle elezioni”. “L’Alleanza Progressista già governa molte regioni e comuni e governa bene, senza strappi – aggiunge -. Si può allargare ancora, ma non restringere. Da settembre lavoreremo per affinare il programma che non parte da zero ma dalle tante proposte unitarie e poi ci metteremo d’accordo sul resto. Ma prima di tutto viene la battaglia in Parlamento contro una legge elettorale che anticipa il premierato e offre un abnorme premio di maggioranza”. 

“La nostra strategia per la crescita – ribadisce Elly Schlein – si basa su tre punti fondamentali. Prima di tutto, ridurre il costo dell’energia, come ho spiegato prima, far ripartire gli investimenti. Su questo sfido Meloni: con le altre opposizioni abbiamo proposto di estendere l’autorizzazione unica su modello Zes a tutta Italia per gli investimenti nella doppia transizione ecologica e digitale. Uno sportello unico per gli investimenti, 90 giorni per la risposta. Il secondo punto è aumentare i redditi, con il salario minino e la lotta al precariato, perché i bassi salari deprimono i consumi e fanno male a tutta l’economia. Il che si accompagna a un grande piano d’azione per la formazione, ma quella 4.0 il governo ha deciso di cancellarla, così come ha pasticciato con Transizione 5.0 anziché tenere gli incentivi precedenti che funzionavano. Terzo punto: per migliorare la qualità della vita delle persone vogliamo difendere la scuola e la sanità pubblica dai tagli e abbattere le liste d’attesa. E un mese fa abbiamo fatto una proposta di legge che propone un piano per il clima, vera emergenza planetaria che aumenta le disuguaglianze sociali e cui il nostro Paese è molto esposto”.

“A settembre – prosegue – discuteremo di tutto il programma con gli alleati, anche della questione fiscale. Ma non partiamo da zero, insieme abbiamo già proposto il salario minimo e il congedo paritario, abbiamo già proposte comuni su istruzione e politiche industriali, trasporto e sicurezza”.

“Occorre una grande mobilitazione del risparmio nazionale che ancora per 1.700 miliardi è fermo sui conti correnti – sottolinea -. Bisogna costruire incentivi mirati per canalizzare parte di quel risparmio verso l’innovazione delle pmi che sono il cuore della nostra economia. Su tutte queste cose aspetteremo al varco della manovra il governo, presentando le nostre proposte”. E sul risiko bancario, commenta, “a differenza della destra, noi pensiamo che il governo non debba intervenire a gamba tesa. Decida il mercato. E questa posizione resterà tale anche se saremo chiamati a responsabilità di governo. Detto questo il Pd resta attento al territorio e alle sue istanze di salvaguardia dell’occupazione e del radicamento, mentre il governo vuole fare il banchiere e ha sempre avuto un interventismo improprio”.

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“La politica – aggiunge – deve assicurare che tutti rispettino le regole, non favorire cordate. E deve tutelare l’interesse del Paese che è avere un sistema bancario solido che serva gli interessi delle famiglie e delle imprese. Noi questo pensiamo di fare”. “Più volte mi sono rivolta alla Presidente del Consiglio con proposte concrete, ma spesso non veniamo ascoltati, oppure come accaduto sulla legge del consenso votano con noi e poi tornano indietro. E non si spiega perché non fa con noi una battaglia di interesse nazionale”. “Io sono una europeista convinta, federalista – spiega –. Penso che senza un salto in avanti di integrazione europea rischiamo la marginalità. Serve superare l’unanimità almeno con le cooperazioni rafforzate. E occorre un nuovo grande piano di investimenti europei, dopo il Pnrr, per creare un vero progetto industriale, ambientale e sociale europeo, colmando il gap enorme che l’Europa ha, ad esempio sulla AI, con gli Stati Uniti e la Cina. Un piano dell’innovazione e anche della difesa comune, bandendo gli egoismi nazionali che in Europa si stanno pericolosamente diffondendo e che proprio con la corsa al riarmo nazionale diventano un serio rischio per tutti”.

Infine, alla domanda su un bilancio di tre anni da segretaria del PD, risponde: “Dopo la sconfitta del 2022 non c’era più il centrosinistra e il Pd veniva dato per spacciato. E invece abbiamo invertito questa tendenza, siamo cresciuti più di qualsiasi altro partito socialista europeo, abbiamo anche risanato il bilancio del partito, fatto rientrare dalla cassa integrazione dopo otto anni i nostri lavoratori e toccato il record del due per mille, cresciuto oltre il 40%. Abbiamo ridato unità al partito e all’alleanza progressista, ed è tempo di offrire un’alternativa al Paese”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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