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Cronaca

Webuild, a Lane il contratto per progetto autostradale da 509 mln in Florida

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MILANO (ITALPRESS) – Lane, controllata statunitense di Webuild, si aggiudica il contratto “Moving I-4 Forward – Project 2” da USD 582 milioni (509 milioni di euro, al 100% Lane) per la progettazione e la costruzione di un tratto chiave del più ampio programma di ammodernamento della Interstate-4 (I-4), contribuendo a potenziare la connettività in Florida. L’intervento migliorerà un corridoio che attraversa alcuni dei parchi tematici più visitati al mondo e comunità in rapida crescita, sostenendo il grande flusso turistico e commerciale della regione.
Il progetto, commissionato dal Florida Department of Transportation (FDOT), prevede l’ammodernamento e l’ampliamento di circa 5 chilometri (3,1 miglia) di infrastruttura da ricostruire e ripensare integralmente per sciogliere uno dei nodi più critici dell’intero sistema, nel punto in cui la Interstate-4 incrocia la State Road 429, dove il traffico rallenta e spesso si arresta.
L’intervento che sarà realizzato da Lane nel suo complesso garantirà flussi di traffico più scorrevoli e un miglioramento della qualità della vita dei residenti e renderà più efficaci le evacuazioni in caso di emergenza.
La nuova configurazione prevede quattro corsie general-use e due corsie express per direzione di marcia, con connessioni dirette che eliminano intrecci complessi e semplificano la transizione tra la Interstate-4 e la State Road 429.
Uno dei passaggi più delicati sarà l’ampliamento di Old Lake Wilson Road che, da semplice via di collegamento diventerà un asse a misura di uomo, con marciapiedi protetti e piste ciclabili. La mediana della I-4 sarà inoltre predisposta per accogliere, in futuro, un possibile corridoio ferroviario opzionale.
Il piano di potenziamento si inserisce nella “Moving Florida Forward Infrastructure Initiative”, promossa dal FDOT per adeguare la rete viaria alla costante crescita della regione. L’intervento prevede la realizzazione di due nuove corsie express per senso di marcia lungo la Interstate 4 (I-4), tra le contee di Polk e Orange, un’opera fondamentale per ottimizzare i flussi nel quadrante centrale dello Stato.
L’accelerazione impressa al programma permetterà di anticipare sensibilmente l’operatività dell’infrastruttura rispetto alle pianificazioni originarie. Oltre a garantire una drastica riduzione della congestione e dei tempi di percorrenza, il progetto punta a innalzare gli standard di sicurezza e connettività, assicurando una rete resiliente e integrata.
Lane è una realtà profondamente radicata in Florida, dove opera da decenni. Attualmente nello Stato ha 11 progetti attivi e un presidio diretto sulla I-4, lungo la quale ha quattro cantieri attivi entro un raggio di 80 chilometri (50 miglia) dal nuovo segmento. Questa presenza si traduce in un vantaggio concreto per il nuovo progetto, garantendo una conoscenza diretta dei flussi di traffico, una rete consolidata di fornitori e partner, una logistica testata e personale che ha già lavorato sulla stessa infrastruttura.
Il rapporto con Webuild aggiunge alla conoscenza del territorio americano di Lane l’expertise su scala globale di Webuild, che include un track record di oltre 82.700 chilometri (51.387 miglia) di strade e autostrade già realizzate. Il nuovo contratto rafforza inoltre il contributo del Gruppo allo sviluppo infrastrutturale degli Stati Uniti, dove sta già realizzando progetti che spaziano dagli interventi lungo la I-85 in North Carolina, all’ammodernamento della Naval Air Station (NAS) Oceana, una base aerea della US Naval Force in Virginia. In Florida, oltre agli interventi per la riqualificazione delle intersezioni tra la I-4 e Sand Lake Road e tra la I-4 e la State Road 535 nella contea di Orange, i progetti in corso includono anche il Westshore Interchange, la più grande iniziativa del Florida Department of Transportation nell’area di Tampa Bay, e la Seminole Expressway/State Road 417.

– Foto Marvin Classen of Classen Graphics fornita da ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).

Cronaca

Immigrazione, Salvini “Revoca della cittadinanza per chi commette gravi reati”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non bisogna essere di destra o leghisti per chiedere la certezza della pena, per portare, per esempio in aula, tra 10 giorni, una proposta della Lega sulla revoca del permesso di soggiorno o la cittadinanza agli stranieri che commettono gravi reati”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Matteo Salvini, ospite di “Giornale Radio”. “Il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono atti di fiducia, e mi sembra naturale revocarli per chi commette gravi crimini” ha aggiunto Salvini.
“Se l’indicazione amministrativa e politica fosse quella di dedicarsi più alla sicurezza probabilmente ci sarebbero risultati diversi”, ha proseguito. “Domani potremmo raddoppiare i militari occupati nell’operazione strade sicure, non c’è bisogno di una nuova norma subito, possiamo arrivare 10 mila militari, potrebbe essere una forza non indifferente”, conclude Salvini.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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Ex Ilva, sciopero dell’indotto a Taranto. Blocchi stradali contro i licenziamenti

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TARANTO (ITALPRESS) – E’ scattata la protesta dei lavoratori dell’indotto e dell’appalto dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. Le sigle sindacali metalmeccaniche Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato uno sciopero di 24 ore, iniziato alle ore 9:00 di oggi e con termine previsto per le 7:00 di domani. La mobilitazione è stata indetta per contrastare il rischio di licenziamenti collettivi per circa 2.500 lavoratori delle aziende esterne che garantiscono i servizi di manutenzione, logistica e supporto alla produzione.

La situazione dell’appalto si è aggravata in seguito alla decisione della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento entro la fine di ottobre. Subito dopo la proclamazione dello sciopero, i lavoratori hanno presidiato e occupato la strada provinciale per Statte, annunciando contestualmente blocchi della circolazione sulla strada statale in direzione Bari.

Le organizzazioni sindacali chiedono lo stop immediato alle procedure di licenziamento, la concessione di tutele e ammortizzatori straordinari per il reddito, oltre alla presentazione di un piano industriale chiaro per il futuro del sito.

La mobilitazione giunge alla vigilia del tavolo di confronto con il governo previsto a Palazzo Chigi, mentre i sindacati ribadiscono che “il tempo è scaduto”.

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-Foto IPA Agency-

(ITALPRESS).

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Cronaca

Ucraina, Tajani “L’attacco russo al confine con la Polonia è una provocazione”

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ROMA (ITALPRESS) – L’attacco al confine con la Polonia “è un altro segnale della Russia che dice ‘attenzione, non aiutate troppo l’Ucrainà. Poi loro dicono che l’attacco era contro treni che portavano armi. Certamente la Russia manda segnali, fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente. In questo caso bisogna essere sempre fermi, ma senza perdere mai l’obiettività e la capacità di serietà, di mediazione e di dialogo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Radio24.
“Quindi siamo fermi nella risposta e Zelensky e magari con la mediazione americana, o ben diventano anche mediazioni dell’India, della Cina. L’importante è che si raggiunga la pace. Noi intanto continuiamo a sostenere l’Ucraina”, spiega. In ogni caso, “non credo che ci sarà una guerra” tra Mosca e l’Occidente, “non credo che convenga alla Russia” perchè “saprebbe bene di perderla, verrebbe sconfitta”.
“Non credo che gli americani abbiano interesse a una sconfitta dell’Ucraina, giocano una partita cercando di mediare, però certamente l’Ucraina non può cedere i suoi territori, quindi bisogna trovare un altro tipo di compromesso”, prosegue Tajani. “E’ chiaro che gli attacchi alle raffinerie russe provocano danni anche al prezzo del petrolio, ma i danni vengono soprattutto da quello che accade a Hormuz e Bab el Mandeb”. Sull’attacco degli Houthi “noi abbiamo condannato con grande fermezza l’attacco ai sauditi. C’è una missione militare navale europea con una grande presenza italiana, la missione Aspides che serve a proteggere i cargo e le navi mercantili che passano attraverso Suez, attraverso il Mar Rosso per andare verso Oriente e verso il sud, anche verso l’Africa” e che “continuerà ad andare avanti, nella speranza di non dover intervenire, ma ci sarà una close protection, un’azione di forte controllo e protezione ai nostri mercantili, perchè guai a bloccare la libertà di navigazione”, conclude. “Già c’è una situazione complicata a Hormuz, evitiamo che ci sia anche a Bab el Mandeb”.
(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –

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