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E’ morto Oscar, la “mano santa” che fece grande Caserta. Lula “Idolo assoluto del basket brasiliano”

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ROMA (ITALPRESS) – È morto a 68 anni, dopo una lunga battaglia per un tumore al cervello, l’ex cestista brasiliano Oscar Schmidt. Dal 2013 nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, deteneva il record mondiale assoluto di punti segnati in carriera (49.737) fino a quando venne superato da LeBron James il 22 novembre 2024. Alto 2,05 m per 110 kg, Oscar giocava nel ruolo di ala, guadagnandosi il soprannome di “mano santa” per la sua precisione al tiro. Ha avuto una carriera agonistica lunghissima, durata 26 anni. Ha partecipato a cinque edizioni delle Olimpiadi, da Mosca 1980 a Atlanta 1996, recordman di presenze dei cestisti (assieme al portoricano Teo Cruz, all’australiano Andrew Gaze, allo spagnolo Juan Carlos Navarro, all’argentino Luis Scola ed alla statunitense Teresa Edwards). Ai Giochi detiene diversi altri record, tra i quali: totale dei punti segnati (1093); punti segnati in un solo incontro (55 contro la Spagna a Seoul nel 1988); media punti più alta in una edizione: 42,3 punti a partita (Seoul 1988, 338 punti in otto incontri). Con la nazionale brasiliana ha disputato 326 incontri (tra il 1977 e il 1996), con una media realizzativa 23,6 punti a partita.

Durante la sua carriera italiana si guadagnò il primo posto nella classifica assoluta di punti realizzati nel campionato italiano, venendo scalzato successivamente da Antonello Riva che però giocò quasi il doppio delle partite del brasiliano. Con i suoi 13 957 punti rimane comunque il giocatore straniero che segnò di più, con una media complessiva di 34,6 punti per gara e picchi di oltre 60 punti, il primo dei quali si registrò nel 1984. Analizzando i cestisti con almeno 100 presenze nel campionato italiano, è il giocatore che più volte ha superato quota 50 punti segnati in una sola gara, nello specifico 28 volte su 403 gare disputate (circa 7%), davanti ad altre due leggende come Dra en Dalipagic (15/241 pari al 6,2%) e Joe Bryant (14/247, circa il 5,7%). La Juvecaserta ritirò la sua maglia numero 18, giocò anche a Pavia.

“Oscar Schmidt, il ‘Mão Santa’, è stato il più grande idolo della storia del basket brasiliano e uno dei più grandi cestisti della disciplina. Esempio di ostinazione, talento e di amore per la maglia della Seleçao”. Inizia così il post con cui il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, ricorda Oscar Schmidt. La moglie Maria Cristina e i due figli, Felipe e Stephanie, dell’ex stella della JuveCaserta, ricoverato in “arresto cardio-respiratorio” venerdì mattina e poi deceduto in ospedale, in una nota ringraziano “tutti per i messaggi di sostegno, forza e solidarietà ricevuti in queste ore. L’ultimo saluto si è svolto in forma privata, riservato ai familiari più stretti. Chiediamo rispetto e privacy in questo momento difficile. Grazie per la vostra comprensione”.Per decenni ha unito il Paese attorno ai campi, con tiri indimenticabili e leadership indiscutibile. Ha disputato cinque Olimpiadi e si è laureato il massimo realizzatore nella storia dei Giochi”, continua il presidente Lula nel suo messaggio di addio.

Per la Seleçao il momento più simbolico è arrivato nella finale dei Giochi Panamericani del 1987, a Indianapolis, quando ha guidato il Brasile alla vittoria per 120 a 115 sugli Stati Uniti, la prima sconfitta degli americani in casa nella storia della competizione. Oscar ha anche conquistato il bronzo ai Mondiali del 1978, disputati nelle Filippine. La sua dedizione – prosegue Lula – ha portato in alto il nome del Paese, è stato fonte di ispirazione per generazioni di atleti e appassionati dello sport. In questo momento di cordoglio, porgo la mia solidarietà alla famiglia, agli amici e ai tanti fan che ha conquistato”. In Italia Oscar ha giocato dal 1982 al 1990 alla Juvecaserta e poi per tre anni nella Pallacanestro Pavia ed entrambe le società lo hanno voluto ricordare. “La Juvecaserta piange la scomparsa di Oscar Schmidt, leggenda assoluta della pallacanestro e indimenticato protagonista della storia del basket casertano. Oscar non è stato soltanto un campione straordinario: è stato emozione pura, passione travolgente, talento infinito. Con i suoi tiri impossibili, il suo carisma e il suo amore sconfinato per questo sport, ha fatto sognare generazioni di tifosi, lasciando un segno indelebile a Caserta e ovunque abbia giocato”, scrive il club campano.

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“Chi ha avuto la fortuna di vederlo indossare i nostri colori sa che non era semplicemente un atleta, ma un simbolo, un’ispirazione, un pezzo di cuore bianconero che continuerà a vivere nei ricordi di tutti noi. In questo momento di grande dolore, la Juvecaserta si stringe con commozione alla moglie Cristina, ai figli Felipe e Stephanie, alla famiglia, agli amici e a tutto il mondo del basket. Ciao Oscar, leggenda eterna. Caserta non ti dimenticherà mai”, conclude la nota. “La Pallacanestro Pavia 1933 porge le più sentite condoglianze alla famiglia di Oscar Schmidt. Grazie per aver fatto parte della nostra storia. Grazie per aver scritto la storia di questo sport. Grazie per averlo fatto con la nostra maglia. Riposa in Pace Eterno Campione”, scrive Pavia. Anche il presidente della Fip, Gianni Petrucci, ha voluto ricordare Oscar. “Uno dei più grandi giocatori della storia della pallacanestro, simbolo di talento e passione senza confini. In Italia il campione brasiliano ha scritto pagine memorabili con la maglia di Caserta e Pavia, miglior marcatore straniero del campionato e punto di riferimento per tifosi, compagni e avversari”.

“La presenza di ‘Mano Santa’ ha aiutato il basket italiano a crescere in competitività e visibilità, contribuendo a rendere la Serie A un palcoscenico capace di attrarre fuoriclasse internazionali. Colpito dal grave lutto, il presidente Fip Giovanni Petrucci è vicino alla famiglia di Oscar Schmidt ed esprime il più sentito cordoglio a titolo personale e a nome della pallacanestro italiana”, conclude la nota della Federbasket e del presidente Petrucci. Anche la Lega basket ha ricordato il campione brasiliano. “La Lba si unisce al cordoglio del basket internazionale per la scomparsa all’età di 68 anni di Oscar Schmidt, leggenda brasiliana grande protagonista in Italia dal 1982 al 1990 con la Juvecaserta (con cui ha conquistato anche la storica Coppa Italia del 1988) e dal 1990 al 1993 con la Pallacanestro Pavia. Secondo miglior realizzatore nella storia della Lba con 13957 punti segnati (alle spalle solo di Antonello Riva, a quota 14397) e per 7 anni top scorer del campionato di Serie A, Oscar Schmidt è stato inserito nella Naismith Basketball Hall of Fame nel 2013. Conosciuto con il soprannome ‘Mao Santa’ e l’eterno numero 14 della nazionale brasiliana, è stato una delle figure principali che hanno contribuito a diffondere il basket nel paese. In cinque partecipazioni alle Olimpiadi – Mosca 1980, Los Angeles 1984, Seul 1988, Barcellona 1992 e Atlanta 1996 – ha segnato 1093 punti, diventando il miglior marcatore di tutti i tempi nella storia dei Giochi”, conclude la Lba.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Douvikas risponde a Kamara, Udinese-Como 1-1

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UDINE (ITALPRESS) – La stagione di Udinese e Como parte con un pareggio. I ragazzi di Cesc Fabregas, infatti, non vanno oltre un 1-1 contro i friulani nel match del Bluenergy Stadium, valevole per la prima giornata di Serie A 2026/2027. Dopo un’iniziale fase di studio, al 15′ arriva la prima conclusione verso la porta da parte dell’ex di turno Vojvoda, che sfiora il palo. La risposta degli ospiti arriva al 22′ con un tiro di Jesus Rodriguez, che trova l’opposizione di un attento Okoye. La formazione bianconera appare più determinata, tant’è che al 29′ trova la rete del vantaggio con Hassane Kamara: imbucata di Ekkelenkamp per l’ivoriano, che si presenta davanti a Butez e lo supera con un morbido tocco sotto che vale l’1-0. I biancoblù accusano il colpo, così l’Udinese prova a cavalcare il momento positivo per andare a caccia del raddoppio, ma senza raccogliere i frutti. Al 36′ Butez effettua un lungo lancio che potrebbe mettere Jesus Rodriguez a tu per tu con Okoye, ma lo spagnolo sbaglia il controllo e sciupa una buona occasione. A due minuti dall’intervallo Douvikas impegna Okoye con un insidioso colpo di testa, ma il nigeriano compie un grande intervento e salva i suoi. Dopo i 3′ di recupero, le due squadre tornano negli spogliatoi sul parziale di 1-0.
Nella ripresa il Como torna in campo con un piglio diverso e al 54′ agguanta subito il pareggio con Anastasios Douvikas: Okoye respinge un colpo di testa di Chalobah sugli sviluppi di un corner e il greco si avventa sulla palla vagante e la spinge in rete per l’1-1. Al 65′ Diao si mette in proprio e lascia partire un’insidiosa conclusione, che dà soltanto l’illusione del gol. Tre minuti dopo Gueye spreca un perfetto cross di Vojvoda, mancando lo specchio della porta. Esordio in maglia biancoblù per Mattia Liberali, che crea una doppia occasione, andando vicinissimo al gol. A pochi secondi dal 90′ Bayo si divora la rete della vittoria, calciando alle stelle dal limite dell’area piccola. In pieno recupero, invece, è Ramon a colpire una clamorosa traversa di testa. Udinese e Como, dunque, cominciano la loro stagione con un pareggio per 1-1 e devono accontentarsi di un punto per parte. I lombardi torneranno in campo domenica 30 agosto alle 18.30 al Maradona contro il Napoli; i friulani, dal canto loro, sabato prossimo affronteranno il Monza al Brianteo.
– Foto: Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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L’Inter parte subito forte, travolto il Monza 4-1

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MILANO (ITALPRESS) – Gol e vittoria per l’Inter, che all’esordio in campionato batte 4-1 il Monza davanti a un San Siro sold out. All’iniziale vantaggio interista siglato da Calhanoglu risponde Varela per il momentaneo pari, rotto nella ripresa dalle reti di Zielinski, Esposito e Bisseck.
L’Inter impiega solo sei minuti a sbloccare la gara, grazie alla conclusione potente dalla distanza di Calhanoglu che prende di sorpresa Pizzignacco e porta avanti i suoi. La squadra di Chivu sembra avere in mano il pallino del gioco, ma poco prima della mezz’ora il Monza sfrutta benissimo lo spazio creato da Varela, che dalla destra entra in area e con un diagonale destro batte Martinez. Il pari dei brianzoli frena l’inizio ritmato dell’Inter, che comincia a faticare nel palleggio e nel creare occasioni da gol. Dalla sua il Monza trova spesso lo spunto per ripartire, sfruttando i metri concessi dal centrocampo interista. Nella ripresa però torna avanti l’Inter, con Zielinski che al limite dell’area raccoglie un pallone vagante respinto con i pugni da Pizzignacco e lo scarica nella porta rimasta sguarnita. Colpito a freddo il Monza, che subirà anche il terzo gol, al 55′, con Diouf che dalla destra converge in area e serve l’assist per il tacco vincente di Esposito. Dilaga l’Inter e otto minuti più tardi arriva la gioia anche per Bisseck, che si sgancia in avanti e, dopo aver raccolto una sponda di Esposito, scarica in rete il mancino che vale il 4-1. Gestione totale per i nerazzurri, che colpiscono anche una traversa su corner con Akanji, prima della sua uscita dal campo per l’esordio del neo acquisto Stones. Insieme al britannico spazio nel finale anche per Stankovic e Luis Henrique, che portano così a compimento il successo nerazzurro.
– foto Ipa Agency –
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Pogacar prima maglia rossa alla Vuelta, sua la crono di Monaco

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MONACO (ITALPRESS) – Tadej Pogacar conquista la prima tappa della Vuelta a Espana 2026, una cronometro individuale di 9,4 chilometri con partenza ed arrivo nel Principato di Monaco. Il 27enne fuoriclasse sloveno dell’Uae Team Emirates-XRG, campione del mondo in carica, si è imposto con 9 millesimi di vantaggio sul britannico Ethan Hayter (Soudal Quick-Step), costretto così ad accontentarsi della piazza d’onore; terzo posto a 4″ per un altro britannico, Joshua Tarling (Netcompany-Ineos), mentre è 11esimo e migliore degli italiani Alessandro Romele (Xds Astana) con un ritardo di 13″. La corsa roja è cominciata dunque con una crono dove la conformazione del percorso non ha permesso grandi distacchi: a vincere è stato lo sloveno sul filo di lana, con l’affondo nelle ultime curve che hanno permesso a Pogacar di vestire la prima maglia rossa e mettere in bacheca la 20esima affermazione stagionale, la 128esima in carriera, la prima dal trionfo all’ultimo Tour de France. Domani andrà in scena la seconda frazione, la Monaco-Manosque di 214,3 chilometri, una tappa collinare dove le fughe potrebbero già stravolgere la classifica.
– Foto Ipa Agency –
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