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Economia

Elior, Marco “L’Italia mercato strategico, investimenti per 40 milioni in 5 anni”

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ROMA (ITALPRESS) – Investimenti, innovazione, sostenibilità e un modello integrato sempre più orientato al benessere. Nicolas Marco, amministratore delegato di Elior Italia, illustra in un’intervista all’Italpress le strategie della filiale italiana del gruppo Elior, controllato dalla famiglia Derichebourg, attore globale del contract catering e dei multiservizi con oltre 6 miliardi di euro di fatturato e presenza in 10 Paesi. L’obiettivo è rafforzare la leadership nei servizi integrati e nel welfare.
“L’Italia rappresenta per Elior Group un mercato strategico, dove abbiamo costruito una presenza industriale solida e capillare – spiega Nicolas Marco -. Parliamo di circa 7.000 collaboratori, oltre 800 clienti e più di 1.400 punti di servizio attivi sul territorio nazionale. Ogni anno serviamo circa 43 milioni di pasti e generiamo un fatturato di circa 450 milioni di euro, grazie a un modello economico diversificato che integra ristorazione collettiva, travel catering, produzione di piatti pronti in atmosfera protetta e servizi di benessere”.
Per l’Ad la forza di Elior “risiede nella combinazione tra scala industriale e prossimità territoriale. Disponiamo di un’infrastruttura produttiva avanzata – prosegue – con 10 cucine centrali distribuite sul territorio, uno stabilimento all’avanguardia a Zola Predosa per la produzione di pasti pronti in atmosfera protettiva e una piattaforma logistica integrata che garantisce qualità, efficienza e tracciabilità lungo tutta la filiera”.
Il piano di investimenti ammonta a circa 40 milioni di euro nei prossimi cinque anni. “Le direttrici sono chiare – sottolinea l’Ad -: rafforzamento degli asset industriali, crescita operativa ed evoluzione tecnologica. Negli ultimi anni abbiamo già investito circa 10 milioni l’anno, avviando anche un processo di acquisizione di asset strategici, come la sede di Milano e il sito produttivo di Zola Predosa, oltre all’acquisizione progressiva delle cucine centrali e alla valutazione di opportunità di crescita esterna”.
Per Elior il travel catering “è un segmento distintivo – afferma ancora Nicolas Marco -. Attraverso le divisioni Itinere e Polaris gestiamo la ristorazione a bordo e i servizi di oltre 350 treni giorno e notte tra Italia e Francia, servendo circa 30 milioni di passeggeri l’anno”.
Inoltre, il servizio sui treni ad alta velocità italiani “rappresenta oggi uno dei modelli più avanzati in Europa. In particolare, il servizio Executive, sviluppato anche con lo chef Carlo Cracco, unisce alta cucina, nutrizione e qualità del servizio. Le indagini di soddisfazione mostrano livelli elevati”.
Elior sta evolvendo verso un modello da “Welfare Partner”: “Significa offrire un sistema integrato di servizi che accompagna le persone lungo tutto il ciclo della vita: dall’infanzia alla scuola, al lavoro, fino alla salute e allo sport, rendendo la nutrizione parte integrante del benessere complessivo”.
Per Nicolas Marco innovazione e digitalizzazione “sono leve fondamentali. Abbiamo sviluppato piattaforme digitali proprietarie per prenotazioni, personalizzazione dei menu e analisi dei dati. Usiamo anche l’intelligenza artificiale per ottimizzare i processi e ridurre gli sprechi”.
Sul fronte della sostenibilità “abbiamo ridotto lo spreco alimentare di oltre il 40%, anticipando gli obiettivi 2030. Monitoriamo costantemente l’impronta carbonica e sviluppiamo modelli innovativi di economia circolare”.
Il capitale umano è un elemento chiave. “In Italia oltre il 66% dei dipendenti sono donne, con più del 68% in ruoli manageriali e di staff. Investiamo molto nella formazione e nel ricambio generazionale”, spiega Nicolas Marco, che delinea così le prospettive di sviluppo: “Vogliamo rafforzare la nostra posizione come player di riferimento nei servizi integrati, combinando sviluppo industriale, innovazione e impatto sociale positivo”.

– Foto ufficio stampa Elior –

(ITALPRESS).

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Economia

Istat, la retribuzione oraria media nel primo semestre 2026 è cresciuta del 2,6%

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ROMA (ITALPRESS) – Alla fine di giugno, secondo i dati Istat, per l’insieme dei settori economici, i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica sono 50 e riguardano il 69,9% dei dipendenti (circa 9,1 milioni). Tale percentuale sale all’89,3% nel settore privato ed è pari a zero nella pubblica amministrazione, dove tutti i contratti sono scaduti.

Nel corso del secondo trimestre 2026 sono stati recepiti 6 contratti: 1 nel settore agricolo, 1 nel settore industriale e 4 nei servizi privati. A fine giugno i contratti in attesa di rinnovo sono 25 e coinvolgono circa 3,9 milioni di dipendenti: meno di un terzo (1,1 milioni) appartiene al settore privato e il resto (2,8 milioni) alla pubblica amministrazione.

Tra giugno 2025 e giugno 2026, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto è passato da 24,9 a 17,9 mesi. In lieve crescita per il settore privato (da 15,6 a 17,7 mesi) e in decisa riduzione per la pubblica amministrazione (da 34,4 a 18 mesi), grazie ai rinnovi del triennio 2022-2024.

La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-giugno 2026 è cresciuta del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie a giugno aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 2,4% rispetto a giugno 2025; l’aumento tendenziale è stato del 2,4% nel settore privato (3,2% nell’agricoltura, 2,7% nell’industria e 2,2% nei servizi privati) e del 2,3% per la pubblica amministrazione. I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono igiene ambientale (+5,7%), gas e acqua e chimiche (entrambi +5,2%). L’incremento è invece nullo per le farmacie private.

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– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

UniCredit, Accenture e IBM insieme per una piattaforma bancaria europea di nuova generazione

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MILANO (ITALPRESS) – UniCredit, Accenture e IBM hanno annunciato una collaborazione strategica di lungo termine che pone le basi tecnologiche a supporto della crescita di UniCredit nei tredici mercati europei in cui il Gruppo opera. Le aziende collaboreranno alla progettazione di un nuovo modello operativo per la tecnologia bancaria, che consentirà a UniCredit di avere un maggiore controllo sull’evoluzione delle proprie tecnologie, combinando al contempo la resilienza dei sistemi mission-critical con la flessibilità delle moderne piattaforme digitali, favorendo l’innovazione continua. L’accordo rappresenta l’avvio di un programma pluriennale finalizzato al potenziamento dei sistemi core e del modello operativo della banca. “La tecnologia è un fattore strategico abilitante per la crescita e la trasformazione di UniCredit. La nostra partnership con Accenture e IBM segna una tappa importante nella costruzione della nostra piattaforma bancaria di prossima generazione, combinando la resilienza che i nostri clienti si aspettano con l’agilità necessaria per innovare più rapidamente e scalare in modo responsabile l’intelligenza artificiale all’interno del Gruppo”, ha dichiarato Ali Khan, group digital e information officer di UniCredit.

“Insieme stiamo creando le fondamenta tecnologiche che rafforzeranno la nostra competitività, sosterranno una crescita sostenibile e genereranno valore duraturo per clienti, colleghi e azionisti”, ha aggiunto. “Questa partnership dimostra come la tecnologia possa diventare un motore strategico di crescita. Insieme a UniCredit, puntiamo ad accelerare l’adozione di cloud, dati e intelligenza artificiale per sbloccare nuove fonti di valore e generare maggiori benefici per clienti, persone e comunità”, ha affermato Mauro Macchi, chief executive officer di Accenture Emea. “La nostra rafforzata collaborazione con UniCredit, che comprende sia le nostre capacità tecnologiche sia quelle di consulenza, riflette un impegno condiviso verso l’innovazione e la trasformazione. Combinando infrastrutture moderne e competenze in materia di innovazione, in linea con la strategia di UniCredit per il cloud ibrido e l’intelligenza artificiale, contribuiamo a creare una base tecnologica in grado di sostenere la crescita di lungo termine di UniCredit, offrendo al contempo esperienze d’uso migliori ai suoi clienti”, ha dichiarato Ana Paula Assis, senior vice president e chair Ibm Emea e Apac.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Intesa Sanpaolo, Messina “Determinati a portare a termine l’operazione Mps”

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ROMA (ITALPRESS) – “Vogliamo portare a termine l’operazione e faremo tutto il possibile per riuscirci”. Così Carlo Messina, Amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, in un’intervista a Milano Finanza, sull’offerta per Mps. “È molto importante perché consentirebbe di accelerare il nostro piano industriale, anticipandone di circa tre anni gli obiettivi. Con l’acquisizione arriveremo a 2.000 miliardi di patrimoni in gestione. E potremo potenziare le sinergie che già abbiamo nel gruppo, dal momento che grazie agli investimenti in tecnologia siamo in grado di aumentare l’efficienza operativa e ridurre il numero di addetti”, spiega. “Con l’integrazione circa 5.000 persone potrebbero lasciare su base volontaria, favorendo il ricambio generazionale. Riteniamo che l’acquisizione possa creare valore sia per gli azionisti di Intesa Sanpaolo sia per quelli di Mps. L’offerta che abbiamo presentato attribuisce a Mps un multiplo p/e comparabile a quello di JPMorgan, Morgan Stanley e Goldman Sachs. Intesa tratta con un p/e di circa 11 volte, in linea con Unicredit e San-tander, mentre la valutazione implicita di Mps nella nostra of-ferta arriva a 15 volte. Riteniamo quindi di aver formulato una buona proposta. Ma possiamo anche garantire qualcosa che oggi manca in Mps: serenità. In altre parole, un approdo sicuro per gli azionisti”, conclude.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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