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Cronaca

Malattie respiratorie croniche, accesso alle cure e liste d’attesa sfide del SSN

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ROMA (ITALPRESS) – Garantire un accesso equo alle cure resta una delle sfide più complesse per il Servizio Sanitario Nazionale. Le disuguaglianze territoriali continuano a pesare sulla possibilità, per i pazienti, di accedere a percorsi diagnostico-terapeutici appropriati. In questo contesto, rafforzare l’integrazione tra i diversi livelli assistenziali e ridurre le disparità regionali diventa decisivo per migliorare la qualità dell’assistenza e assicurare una presa in carico più uniforme.
Parallelamente, assume un ruolo sempre più centrale il tema delle liste d’attesa. Da anni al centro dell’attenzione delle Istituzioni e degli operatori sanitari, incide in modo particolare nell’ambito delle malattie croniche, che richiedono un monitoraggio continuo, interventi tempestivi e una presa in carico strutturata e multidisciplinare nel tempo. Ridurre i tempi per visite ed esami non è solo una questione organizzativa, ma un elemento chiave per migliorare la qualità della vita dei pazienti e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche.
In questo scenario, Tiziana Nicoletti, Responsabile del Coordinamento delle Associazioni dei malati cronici e rari di Cittadinanzattiva ha commentato: “In Italia la principale emergenza sanitaria non riguarda la qualità delle cure, ma la possibilità stessa di accedervi. Sebbene si comincino ad intravedere alcuni effetti delle riforme in corso – in merito a tempi di attesa, assistenza territoriale, aggiornamento dei Lea, ampliamento degli screening e del calendario vaccinale – le liste d’attesa, la carenza di personale e la disomogeneità territoriale nell’erogazione dei servizi sanitari mettono ancora a rischio l’effettività del diritto alla salute”.
“Tutto ciò – ha aggiunto – delinea in modo sempre più evidente, le problematiche che si sono radicate nel tempo per i pazienti cronici e per le loro famiglie, impedendo loro di accedere pienamente e in maniera uniforme alle cure. Piani e norme non mancano e, in genere, ben definiscono i diritti delle persone con malattia cronica e rara. Ma, troppo spesso, restano sospesi: nelle more delle decisioni, negli ostacoli che le Istituzioni tendono a frapporsi, nella insufficiente partecipazione dei cittadini e delle associazioni. Su questo chiediamo la piena attuazione del nuovo Piano Nazionale della Cronicità 2024 e il monitoraggio costante degli obiettivi previsti. La necessità di prevedere politiche pubbliche efficaci, e l’urgenza di un Patto rinnovato fra le Istituzioni, soprattutto nel rapporto fra Stato e Regioni, per accelerare i tempi di esigibilità dei diritti e dar loro attuazione in modo equo a tutti i cittadini in tutto il Paese”.
Tuttavia, la gestione di queste patologie rimane complessa, e ciò è dimostrato dalla presa in carico dei pazienti con BPCO che in Italia sono oltre 2 milioni. Il percorso assistenziale, in questi casi, necessita di sinergia tra i professionisti sanitari, quali specialista pneumologo e medico di medicina generale, che ricoprono ruoli diversi ma equamente importanti. Rafforzare questa integrazione rappresenta quindi una leva strategica per migliorare gli esiti assistenziali per i pazienti già diagnosticati, evitare riacutizzazioni e, conseguentemente, ottimizzare l’utilizzo delle risorse sanitarie.
Su questo tema si è espresso Raffaele Scala, Presidente Nazionale Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO): “La presa in carico dei pazienti con patologie respiratorie croniche, in particolar modo la BPCO, presenta ancora delle criticità che sono legate alla tempestività di identificazione della patologia, alla prevenzione della stessa, al monitoraggio di essa in tutte le sue fasi e al trattamento delle riacutizzazioni, soprattutto quando la patologia è avanzata. Gli elementi di miglioramento del percorso sono quelli legati alla maggiore integrazione tra lo specialista pneumologo e il medico di medicina generale, e tra specialista pneumologo e altri professionisti ospedalieri, anche attraverso gli strumenti che abbiamo già in atto e che solo in parte sono sviluppati, come quelli della telemedicina, che consentono soprattutto di accorciare le distanze tra specialista e medico di medicina generale e tra diversi specialisti per poter così dare subito una risposta al paziente con sospetta o conclamata malattia respiratoria sia in fase di stabilità che di acuzie”. “E’ chiaro – ha evidenziato – che tutto questo deve essere associato a un’azione di squadra, che coinvolge associazioni dei pazienti, Istituzioni e stakeholders privati.
Solo in questo modo si può costituire un modello applicativo che consenta un’equità delle cure in tutte le Regioni e si basi sul concetto di reti cliniche integrate e strutturate. Il primo anello di questa catena gestionale è proprio l’integrazione tra il medico di medicina generale e lo specialista pneumologo: è così che il paziente entra subito all’interno della rete per presa in cura. Le altre componenti del modello riguardano la integrazione ospedaliera e inter-ospedaliera basata sulla Rete Regionale e Interregionale che deve lavorare secondo la logica Hub & Spoke, laddove viene gestita sia la parte acuta, ad alta complessità diagnostica e terapeutica, e sia le successive complicanze delle patologie respiratorie. All’interno di questa rete Hub & Spoke, i nodi vengono gestiti attraverso una comunicazione tra le diverse strutture ospedaliere. In questo modello, le UTIP, unità di terapia intensiva pneumologica, ricoprono un ruolo cruciale di cerniera tra la fase dell’attacco respiratorio acuto e la transizione a domicilio di pazienti con sviluppo di dipendenza da ossigeno e supporti di ventilazione meccanica. E’ chiaro che sotto un punto di vista di strategia operativa, la gestione delle patologie respiratorie sia acute che croniche non deve prevedere un trattamento solo ospedaliero, ma deve privilegiare quando possibile il trattamento territoriale e per questo motivo all’interno di questa Rete vanno incluse le Case di Comunità nelle quali lo specialista pneumologo lavora a contatto con il medico di medicina generale per poter gestire insieme per la prima volta questi pazienti e ridurre il ricorso alle strutture ospedaliere”.
“Solo in questo modo – ha concluso – potremmo superare queste barriere, che impediscono al momento di poter diagnosticare le patologie respiratorie, come BPCO e asma, in fase precoce, laddove i trattamenti che abbiamo a disposizione, che sono particolarmente attivi, sono sicuramente più efficaci, e al tempo stesso potremmo prenderci carico delle persone in fase avanzata di malattia con dipendenza da supporti per la respirazione con l’obiettivo di ottenere un prolungamento e soprattutto un miglioramento della qualità di vita”.
La direzione è tracciata: rafforzare l’assistenza territoriale e l’integrazione tra i diversi livelli di cura per costruire un sistema più equo, efficiente e capace di rispondere ai bisogni dei pazienti.

– foto ufficio stampa Esperia –
(ITALPRESS).

Cronaca

Papa Leone al Meeting “E’ l’ora della responsabilità, servono pionieri coraggiosi”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Qui ci sono tante opportunità per riflettere sulla nostra vita, sulla società, sulla fede; “se noi vogliamo cambiare il mondo cominciamo da noi stessi” disse Sant’Agostinò. Il nostro cuore è così grande e capace di amare che non deve essere mai chiuso. Cerchiamo la strada per camminare insieme e per costruire una strada di pace e di amore; continuate questo cammino e vedrete che possiamo costruire un mondo di pace e di amore”. Con queste parole Papa Leone XIV ha aperto la sua visita alla 47^ edizione del Meeting di Rimini. Ad accoglierlo in Fiera, tra cori e applausi, circa 60 mila fedeli. Si tratta di una visita storica, infatti, sono passati 44 anni dall’ultima volta in cui un Papa, Giovanni Paolo II nel 1982, ha partecipato all’evento di Comunione e Liberazione.
“In questo momento storico comprendiamo più profondamente la profezia che quasi mezzo secolo fa venne iscritta nel nome dato a queste giornate: “Meeting per l’amicizia fra i popoli”. Come vi disse San Giovanni Paolo II, ‘già solo il pronunciare queste parole rallegra il cuore: Incontro! Incontro di amicizia! Amicizia tra i popoli”! Parole che acquistano un particolare significato in queste ore, spesso drammatiche, della storia del mondò. Anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi – ha proseguito -. Come ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”. Sì, cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura”.
Leone ha citato, inoltre, i suoi predecessori: San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, che “hanno tutti indicato la misericordia divina come punto di impatto tra il Vangelo e le “cose nuove” di quest’epoca drammatica e meravigliosa. Seguire Gesù Cristo dopo le tragedie e le ripartenze del XX secolo implica, infatti, una lucida consapevolezza: il male non si combatte col male. Come in cielo, così in terra l’amore è la legge della vita, il metodo della redenzione, del Messia crocifisso. Papa Francesco con l’Enciclica Fratelli tutti ci ha insegnato a coltivare l’amicizia sociale che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità. Riconoscendoci, infatti, nella dignità di figli di Dio, veniamo a contatto con ciò che accomuna originariamente gli esseri umani, al di là di ogni diversità, separazione o conflitto. Possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone – ha osservato il pontefice -. Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perchè una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia”.
Il Santo Padre ha esortato poi a liberare “la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte. A partire dalle organizzazioni che abbiamo generato e nelle quali operiamo, smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti. Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità. Il peccato esiste, certo – ha evidenziato -, ma più forte è l’amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti – ogni aspetto della vita – da tutto ciò che la cultura della potenza ha inquinato”.
Infine, un pensiero rivolto ai tanti giovani presenti in Fiera. “Siete tanti qui, parecchi come volontari. Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, “l’amor che move il sole e l’altre stelle” sospinge ancora alla speranza. L’ho avvertito intensamente fra i vostri coetanei in Libano, in Africa e in Spagna. L’amore muove, urge, risveglia dal torpore, suscita nuove vocazioni e chiama a rischiare. Mettetevi in gioco! Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta – ha concluso -. Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti! Ad ogni latitudine, in particolare ai margini e fra coloro che soffrono, troverete chi è già pronto a costruire la civiltà dell’amore”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Norris in pole al Gp d’Olanda, Antonelli 3°, Ferrari in terza fila

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ZANDVOORT (OLANDA) (ITALPRESS) – Lando Norris torna a fare la voce grossa e conquista la pole position nel Gran Premio d’Olanda, valido per il Mondiale 2026 di Formula 1. Il britannico della McLaren, iridato in carica, realizza un ottimo 1’11″163, che gli vale la 18esima pole in carriera, rifilando un gap di +0″102 al connazionale George Russell (Mercedes), vincente nella Sprint Race. Terzo tempo, nonostante delle difficoltà, per il leader della classifica piloti, il bolognese della Mercedes Andrea Kimi Antonelli (+0″133), che tallona il compagno di squadra. Deludono le Ferrari di Lewis Hamilton (+0″331) e Charles Leclerc (+0″395), che non vanno oltre rispettivamente una quinta e sesta posizione: scatteranno, dunque, dalla terza fila alle spalle della McLaren di Oscar Piastri. Il padrone di casa Max Verstappen, invece, è soltanto settimo davanti all’altra Red Bull di Liam Lawson. Completano la top 10 Gabriel Bortoleto (Audi) ed Arvid Lindblad (Racing Bulls). Domani alle 15 l’appuntamento con la gara lunga sul tracciato di Zandvoort.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Cina valuta modifica a norma per potenziare i servizi legali rivolti all’estero

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I legislatori cinesi esamineranno una bozza di emendamento alla legge sugli avvocati volta a rafforzare i servizi legali relativi all’estero. Lo ha dichiarato ieri un portavoce.
La bozza mira a migliorare la formazione degli avvocati specializzati in affari legali internazionali, ha affermato Huang Haihua, portavoce della Commissione per gli affari legislativi del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo (NPC), durante una conferenza stampa.
Il progetto sostiene inoltre gli studi legali nel miglioramento dei servizi relativi all’estero e incoraggia maggiori scambi e cooperazione internazionali, ha affermato Huang.
La bozza sarà sottoposta a una seconda lettura durante una sessione del Comitato permanente dell’NPC che si terrà dal 25 al 28 agosto.
Il progetto consente inoltre ai professionisti del settore legale della regione amministrativa speciale (RAS) di Hong Kong e agli avvocati abilitati della RAS di Macao che superino l’esame di abilitazione alla professione della Greater Bay Area di Guangdong-Hong Kong-Macao e ottengano l’abilitazione all’esercizio nella Cina continentale di fornire servizi legali, nell’ambito previsto, nelle nove città della Greater Bay Area situate nella Cina continentale.
La bozza incoraggia e sostiene gli studi legali e gli avvocati a partecipare ai servizi legali di interesse pubblico, ha affermato Huang.
Promuove inoltre la piena rappresentanza legale da parte di avvocati nei procedimenti penali.
Secondo Huang, il progetto è stato sottoposto a consultazione pubblica dal 26 giugno al 25 luglio e ha ricevuto numerosi contributi da parte dei cittadini e dei deputati dell’NPC. Alcuni dei suggerimenti sono stati recepiti nelle disposizioni pertinenti.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

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