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Economia

Dalla BEI 100 milioni per lo sviluppo del secondo interconnettore elettrico tra Italia e Malta

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ROMA (ITALPRESS) – La Banca europea per gli investimenti (BEI) sostiene la transizione energetica di Malta potenziando l’infrastruttura elettrica dell’isola, incrementando la sicurezza dell’approvvigionamento e agevolando l’integrazione delle fonti rinnovabili. In tale contesto, il Vicepresidente della BEI Marek Mora e il Ministro delle Finanze maltese Clyde Caruana hanno annunciato oggi la firma di un accordo di finanziamento da 100 milioni di euro per sostenere la realizzazione di un secondo interconnettore elettrico tra Malta e l’Italia (IC2). Il progetto prevede la costruzione di un elettrodotto sottomarino lungo 122 km, con una tensione nominale di 220 kV in corrente alternata, una frequenza di 50 Hz e una capacità di trasmissione di 225 MW. Il cavo collegherà la stazione terminale di Enemalta, situata a Maghtab, Malta, con la sottostazione italiana Terna sita in contrada Cimillà a Ragusa. Il progetto ha inoltre beneficiato della consulenza tecnica offerta dalla BEI nella fase di preparazione del progetto, inclusa la valutazione della sua sostenibilità finanziaria ed economica, contribuendo a garantirne la maturità, l’ammissibilità al finanziamento e la conformità ai pertinenti requisiti dell’Unione europea. Clyde Caruana, Ministro delle Finanze maltese, ha commentato: “Il secondo interconnettore rappresenta un investimento rilevante per la stabilità economica di lungo periodo di Malta. Rafforzando le nostre infrastrutture energetiche, riduciamo la vulnerabilità a shock esterni, miglioriamo la sicurezza dell’approvvigionamento e sosteniamo prezzi dell’energia più stabili per famiglie e imprese”.

L’elettrodotto, la cui entrata in funzione è prevista per il primo trimestre del 2027, aumenterà la capacità di interconnessione elettrica tra Malta e l’Italia, consentendo di importare energia elettrica dal mercato dell’UE e rafforzando la sicurezza di approvvigionamento e la stabilità della rete, anche per far fronte all’aumento della domanda e favorire l’integrazione delle rinnovabili, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione del Paese. Marek Mora, Vicepresidente della BEI, ha aggiunto: “Gli interconnettori elettrici sono essenziali per un sistema energetico europeo sicuro, integrato e decarbonizzato. Sostenendo il secondo interconnettore di Malta con l’Italia, la BEI rafforza la sicurezza energetica, facilita gli scambi transfrontalieri di energia elettrica e l’integrazione delle fonti rinnovabili, garantendo al contempo che la crescente domanda possa essere soddisfatta in modo affidabile e sostenibile. Il progetto riflette il ruolo chiave della BEI nel sostegno alle infrastrutture energetiche strategiche in tutta Europa”.

Il costo complessivo del progetto, stimato in 296,68 milioni di euro, sarà finanziato dall’UE attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale per un importo di 165,78 milioni di euro, e per le restanti somme dal prestito BEI e da risorse proprie della Repubblica di Malta. La Banca dell’UE fornisce inoltre un servizio di advisory mediante JASPERS, un’iniziativa congiunta BEI-Commissione europea volta ad offrire assistenza in materia di progettazione, appalti e attuazione, al fine di garantire la solidità dal punto di vista tecnico e la fluidità della realizzazione di questa infrastruttura strategica. Il governo di Malta manterrà la proprietà dell’opera. Interconnect Malta, società statale al 100%, è responsabile dell’indizione degli appalti, dell’attuazione del progetto e dell’esercizio dell’elettrodotto nel quadro di un obbligo di servizio pubblico. La capacità dell’interconnettore sarà messa integralmente a disposizione di Enemalta, gestore della rete di distribuzione elettrica maltese, nell’ambito di un accordo di capacità con addebito di una tariffa annua per l’utilizzo.

– foto IPA Agency –

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Economia

Bozzetti “Candidatura Unesco dell’arte della Calzatura tutela un sapere autentico del Made in Italy”

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MILANO (ITALPRESS) – “La candidatura dell’Arte Italiana della Calzatura a Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO rappresenta un progetto nazionale per tutelare e valorizzare uno dei saperi più autentici del Made in Italy. Non candidiamo una scarpa, ma le persone, le competenze e le tecniche che da generazioni trasformano il saper fare italiano in cultura. La sfida è far vivere questo patrimonio nel futuro, trasmettendolo alle nuove generazioni e coniugando tradizione e innovazione”. Lo afferma il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, in relazione alla sua nomina come presidente del Comitato Sostenitori per la Candidatura UNESCO dell’Arte Italiana della Calzatura promossa da Assocalzaturifici e dalla sua presidente Giovanna Ceolini, che guida anche MICAM Milano.

– foto ufficio stampa MICAM Milano –

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Economia

MPS, Paparella “Intesa Sanpaolo crea valore per gli azionisti”

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MILANO (ITALPRESS) – Due operazioni che possono sembrare simili perché entrambe puntano a valorizzare gli azionisti, ma che, a guardarle più da vicino, hanno una natura profondamente diversa. È questa la tesi di Franco Paparella, professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, nel quale il confronto tra l’OPAS di Intesa Sanpaolo su MPS e la manovra difensiva proposta da Luigi Lovaglio amministratore delegato della banca senese diventa soprattutto un confronto tra nuovo valore e semplice riallocazione del valore esistente.

Secondo Paparella, l’operazione di Intesa Sanpaolo porta agli azionisti di MPS un beneficio aggiuntivo perché interviene un soggetto terzo disposto a riconoscere un premio. L’OPAS, infatti, incorpora un premio del 12,5% rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio. È valore, sotto forma di contante e titoli, che arriva dall’esterno della banca e che si aggiunge a quello già incorporato nelle azioni.

Diverso, invece, il meccanismo scelto da MPS come risposta alla pressione dell’operazione Intesa. La distribuzione straordinaria, pari complessivamente a 1,208 euro per azione tra componente cash e azioni Generali, secondo l’analisi non crea nuova ricchezza per i soci. La banca, in sostanza, restituisce agli azionisti una parte del patrimonio che già apparteneva loro. Cambia la forma del valore, ma non la sua origine.

Ed è proprio qui che, nella lettura di Paparella, si trova la differenza decisiva. Nel caso dell’OPAS di Intesa c’è un compratore esterno che paga un premio per ottenere il controllo e costruire un’operazione industriale. Nel caso di MPS, invece, le risorse distribuite provengono dal patrimonio della stessa banca. Per il piccolo azionista, dunque, il risultato può apparire generoso sul piano nominale, ma economicamente non equivale a un premio vero e proprio.

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A complicare ulteriormente il quadro c’è poi il fisco. La distribuzione straordinaria viene infatti trattata fiscalmente come nuova ricchezza, nonostante, nella ricostruzione dell’autore, si tratti di patrimonio già esistente. Per un azionista persona fisica residente in Italia l’onere può arrivare al 26% delle somme ricevute. Una tassa che finisce così per incidere su una ricchezza che, prima della distribuzione, apparteneva già agli azionisti attraverso il valore patrimoniale della banca.

La conclusione è quindi netta: le due operazioni non sono assimilabili. L’OPAS di Intesa Sanpaolo trasferisce agli azionisti di MPS un valore aggiuntivo attraverso il premio riconosciuto dall’offerente. La manovra di MPS, invece, redistribuisce una parte di un patrimonio già esistente, con in più una penalizzazione fiscale per i soci. Il punto, insomma, non è quanto viene distribuito, ma da dove arriva quel valore. E, nel confronto tra MPS e Intesa, è proprio questa origine a cambiare radicalmente il significato delle due operazioni.

– foto IPA Agency –

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Economia

Manovra, Giorgetti “Lavoriamo a un fisco agevolato per i giovani”

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ROMA (ITALPRESS) – Con il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce è ancora più importante tenere sotto controllo il debito pubblico. Così, in collegamento con la festa nazionale dell’Udc in corso a Roma, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ricordando che l’aumento si traduce in “maggiori oneri per famiglie, imprese e Stato”. “Occorre avere la fiducia dei mercati e dei risparmiatori”, afferma Giorgetti, aggiungendo che si intende proseguire con interventi “equi e selettivi” per ridurre la pressione fiscale. “Il governo in questi 4 anni ha raggiunto dei risultati in termini di standing internazionale relativamente alla gestione della finanza pubblica, senza fare interventi che vengono chiamati di austerità. Abbiamo ridotto il cuneo fiscale e contributivo, abbiamo promosso gli incentivi alle imprese, però e’ chiaro che oggi, se devo dire, facciamo il punto al 13 settembre, inevitabilmente non posso non considerare le situazioni che si stanno manifestando a livello globale”.

“Penso che gli aumenti stipendiali che potrebbero essere riconosciuti dai datori di lavoro per i giovani sotto una determinata età, potrebbero avere un trattamento fiscale agevolato, io ricordo il grande successo che ha avuto l’iniziativa del Governo di riconoscere sostanzialmente una tassazione flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali dell’anno scorso”, ha detto Giorgetti.“Penso che questo successo possa essere in qualche modo trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche sugli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende, ci vuole la collaborazione, chiaramente, dei datori di lavoro e la disponibilità da parte dello Stato dell’Amministrazione finanziaria di riconoscere questo tipo agevolazione, ma credo che su questo si possa lavorare. E’ uno dei tanti temi che affronteremo nelle prossime settimane”.

– foto IPA Agency –

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