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Confermati i 13 mesi di inibizione, Zappi decade da presidente Aia “Lascio con malinconia, giustizia non di questo mondo”
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4 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Collegio di garanzia dello Sport ha respinto il ricorso dell’ormai ex presidente dell’Aia, Antonio Zappi, confermando i 13 mesi di inibizione comminati dal Tribunale Federale Nazionale per “aver indotto gli ex responsabili della Can C e della Can D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, a rassegnare le dimissioni dai rispettivi incarichi”, come recita la sentenza del Tfn di gennaio. Una decisione, quella arrivata nel terzo grado della giustizia sportiva, che certifica la decadenza della carica di Zappi da numero uno dell’Associazione Italiana Arbitri. Secondo le attuali norme, infatti, è impossibile ricoprire tale carica con un’inibizione superiore a 12 mesi. La speranza di ribaltare le due precedenti decisioni era rimasta in Zappi fino all’ultimo: “Aspettiamo con fiducia, spero nell’ultimo grado della giustizia sportiva”, aveva infatti detto all’uscita dall’udienza. Speranze vane, visto che, due ore dopo il termine dell’udienza, il Collegio ha pubblicato la decisione definitiva che ha messo fine al procedimento, almeno sul piano della giustizia sportiva. La vicenda era iniziata alla fine della scorsa estate quando, in seguito alla segnalazione di un associato, Zappi era finito al centro di un’indagine della Procura Federale.
Il numero uno dell’Aia, eletto a fine 2024 con il 72,3% dei consensi, era stato poi deferito lo scorso dicembre in seguito alla chiusura delle indagini, portate avanti dal procuratore Giuseppe Chinè. Un mese dopo, Zappi è quindi andato a processo al Tribunale Federale Nazionale, che ha accolto la richiesta della Procura condannandolo a 13 mesi di inibizione. Secondo le motivazioni pubblicate dal tribunale lo scorso 22 gennaio, infatti, si definisce come “pacificamente provato” che il presidente dell’Associazione “abbia indotto gli arbitri Pizzi e Ciampi a rassegnare le proprie dimissioni”, poiché risulta che “non vi fosse alcuna valida motivazione, né sotto il profilo comportamentale né sotto il profilo tecnico, per la quale avrebbero dovuto abbandonare il proprio incarico”. Il 19 febbraio è stata la volta della Corte d’Appello della Figc, che ha confermato quanto già stabilito dal Tfn. Se per quanto riguarda la giustizia sportiva la vicenda si chiude oggi, non sarebbero da escludere ulteriori sviluppi. Prima della sentenza, infatti, Zappi aveva menzionato la possibilità, una volta uscite le motivazioni del Collegio, di “provare a verificare se ci possano essere ulteriori margini di impugnabilità e arrivare, eventualmente, anche a un livello risarcitorio”.
LA LETTERA DI ZAPPI AGLI ARBITRI, “LASCIO CON MALINCONIA”
In una lettera inviata agli arbitri, in serata Zappi ha ufficializzato la sua decadenza dalla carica di presidente dell’Aia, a causa dell’inibizione di 13 mesi confermata oggi dal Collegio di Garanzia dello Sport. “Cari amici, scrivo queste righe con un peso nel cuore difficile da esprimere. Lascio il mio incarico con malinconia, ma anche con profondo rispetto per ciò che questa esperienza ha rappresentato nella mia vita, e con sincera gratitudine – le sue parole -. Un pensiero va anche ai giudici: a coloro che, nella ricerca della verità e della giustizia, purtroppo non sono riusciti a trovarle. Evidentemente, parafrasando ironicamente un passaggio evangelico, la giustizia non è di questo mondo. Le decisioni giudiziarie però si rispettano e scelgo di affidarmi ai numerosi attestati di stima e solidarietà ricevuti in questi mesi e in queste ore, che per me rappresentano una chiara assoluzione sul piano umano e morale. Perché chi conosce davvero questa vicenda sa bene cosa è realmente accaduto e comprende quanto essa sia inserita in un contesto ben più ampio e complesso. Lascio il mio ruolo con la consapevolezza di aver contribuito, per quanto possibile, alla crescita dell’Aia”.
“Rivendico con orgoglio: la nomina di organi tecnici di altissimo profilo, dotati di competenze e credibilità riconosciute anche a livello internazionale; il rafforzamento della tutela normativa di contrasto alla violenza a favore dei giovani arbitri, frutto di un impegno istituzionale che ha portato alla modifica del Codice Penale, con l’auspicio che tale norma trovi sempre più concreta applicazione; uno storico e significativo contenimento dei costi di gestione delle designazioni arbitrali riconosciuto nei giorni scorsi dallo stesso Consiglio federale Figc e il rispetto di un budget 2025 Aia assegnato e fortemente ridotto, ottenuto attraverso una gestione attenta, responsabile ed efficiente, nonostante le ingiuste e infondate accuse mediatiche e, purtroppo, anche istituzionali. Non sono invece riuscito a portare a compimento una riforma tecnica e associativa ampia e strutturata, orientata alla progressiva professionalizzazione degli arbitri di vertice e alla ridefinizione dei percorsi per quelli di base. Non per mancanza di progetti e volontà, ma perché ogni cambiamento che si pretendeva di imporre non rispettava la storia e i valori dell’Associazione. Una riforma autentica, in particolare per il livello di vertice, può nascere solo nel rispetto dell’autonomia tecnica dell’Aia e mai contro gli arbitri”, prosegue la lettera di Zappi.
“Purtroppo, il contesto in cui ho operato ha finito per confondere il medico con la malattia: chi cercava di difendere la meritocrazia tecnica dall’ingerenza politica è stato invece interpretato come parte di quelle stesse logiche che intendeva contrastare – continua l’ormai ex presidente dell’Aia -. Solo allora chi non conosce ciò di cui sta parlando può aver confuso avvicendamenti dirigenziali di esclusiva qualità tecnica con spoil system da mero scambio politico. Porterò con me ricordi indelebili: idee diventate realtà, primi obiettivi raggiunti, momenti condivisi intensamente. Ma anche l’amarezza per un percorso interrotto prematuramente, a causa di vicende oscure e difficili da comprendere fino in fondo. Si chiude così un capitolo importante della mia vita, uno di quelli che lasciano un segno profondo. Ora si apre una nuova fase. Mi metterò alla prova in contesti diversi, guidato dal desiderio di continuare a crescere. Un passo necessario verso nuove sfide che affronterò con curiosità e determinazione. Desidero ringraziare sinceramente tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo percorso: il mio Comitato Nazionale, tutti i colleghi, e chiunque abbia condiviso con me responsabilità, sacrifici e soddisfazioni. Senza di loro, nulla sarebbe stato lo stesso. Insieme abbiamo vissuto momenti intensi, fatto scelte difficili, affrontato sfide complesse e costruito anche qualcosa che resterà”.
“Ringrazio i tanti giovani, che ho sempre amato e che ho posto da sempre al centro della mia azione dirigenziale, e che in questi lunghi mesi mi hanno sostenuto nell’affrontare l’ingiustizia con messaggi commoventi di chi si preoccupava anche del mio morale e della mia salute. Ho imparato che, nei momenti in cui si spegne la luce, un ‘come stai’ vale molto più di qualsiasi retribuzione. E non potrò mai dimenticare anche i ‘meno giovani’, i ‘saggi’ dell’Aia, alcuni dei quali per difendermi hanno sfidato anche reprimende e avversità. In questo periodo ho imparato molto: la resilienza nelle difficoltà e l’importanza delle relazioni autentiche. Perché, alla fine, sono sempre le persone a fare la differenza. Porterò con me ogni gesto di fiducia, ogni opportunità di crescita. Rimetto a Francesco, timoniere sicuro nella tempesta, ogni giorno al mio fianco e sostegno incrollabile di un’Aia in difficoltà, a Michele, insieme a lui un faro nel mare agitato e al mio straordinario Comitato Nazionale – dolce nei gesti e roccioso nell’anima – il compito di prendere atto della definitività del giudicato sportivo che mi riguarda e, come qualcuno in passato ha già saputo dire con eleganza, non escludo un ritorno”, conclude Zappi.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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“Stiamo lavorando pancia a terra. Tante cose sono già state fatte, tra cui un grande lavoro sui ragazzi con doppio o triplo passaporto. Su quello, Roberto Mancini e Claudio Ranieri sono una garanzia”.
Il numero uno del calcio italiano ha poi aggiunto a margine che “oggi ci sono molti atleti che giocano il campionato italiano o quello straniero che possono scegliere dove giocare. Credo che sia importante la credibilità anche di chi fa capire che noi siamo disposti a investire su di loro, che c’è un percorso. In queste settimane ci siamo adoperati, devo dire che su questo la credibilità di Roberto Mancini e Claudio Ranieri è valore aggiunto”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Brennan cala il poker e vince la sedicesima tappa della Vuelta 2026, Mas sempre in rosso
Pubblicato
12 ore fa-
8 Settembre 2026di
Redazione
PALOS DE LA FRONTERA (SPAGNA)(ITALPRESS) – Matthew Brennan vince la sedicesima tappa della Vuelta a Espana 2026, la Cortegana-Palos de la Frontera di 181.1 km. Quarta vittoria per il britannico che allo sprint ha anticipato Bryan Coquard (Cofidis) e Vito Braet (Lotto Intermarché). La frazione odierna è stata segnata dalle solite fughe da lontano, a metà tappa sono stati cinque gli uomini che hanno preso il largo ovvero Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates-XRG), Valentin Madouas (Groupama-FDJ United), Simon Dalby (Uno-X Mobility), Jasha Sutterlin (Jayco AlUla) e Roland Thalmann (Tudor). La Visma ha però controllato la corsa senza lasciare andare troppo la fuga, a circa 23 km dall’arrivo il gruppo è tornato compatto. La gara si è decisa allo sprint, per la Visma la sesta vittoria in questa Corsa Roja. Domani altra tappa dedicata ai velocisti, la Dos Hermanas-Siviglia di 185 km. Non cambia nulla per quanto riguarda la generale, Enric Mas rimane in maglia rossa.
L’ORDINE DI ARRIVO
1. Matthew Brennan (Gbr) Visma | Lease a Bike in 3h56’33”
2. Bryan Coquard (Fra) Cofidis s.t.
3. Vito Braet (Bel) (Lotto Intermarché) s.t.
4. Jordi Meeus (Bel) s.t.
5. Magnus Cort Nielsen (Dan) s.t.
6. Wout Van Aert (Bel) s.t.
7. Hugo Hofstetter (Fra) s.t.
8. Vincenzo Albanese (Ita) s.t.
9. Alberto Dainese (Ita) s.t.
10. Cesar Macias Estrada (Mes) s.t.
LE CLASSIFICHE
CLASSIFICA GENERALE (MAGLIA ROSSA)
1. Enric Mas (Esp) Movistar Team in 56h02’29”
2. Felix Gall (Aut) Decathlon CMA CGM Team 2’06”
3. Primoz Roglic (Slv) Red Bull-Bora-Hansgrohe a 2’10”
4. Richard Carapaz (Ecu) 4’24”
5. Oscar Onley (Gbr) 5’44”
6. Jakob Omrzel (Slv) 6’14”
7. Mattias Skjelmose (Dan) 6’49”
8. Cristian Rodriguez (Spa) a 7’01”
9. Clément Berthet (Fra) a 7’19”
10. Sepp Kuss (Usa) a 8’55”
CLASSIFICA A PUNTI (MAGLIA VERDE)
1. Wout van Aert (Bel) Visma-Lease a Bike 282 punti
2. Matthew Brennan (Gbr) Visma-Lease a Bike 189
3. Alessandro Romele (Ita) XDS Astana 153
CLASSIFICA MIGLIORE SCALATORE (MAGLIA A POIS)
1. Santiago Buitrago (Col) Bahrain – Victorious 69 punti
2. Wout van Aert (Bel) Visma-Lease a Bike 40
3. Enric Mas (Esp) Movistar Team 24
CLASSIFICA MIGLIOR GIOVANE (MAGLIA BIANCA)
1. Oscar Onley (Gbr) Netcompany Ineos in 56h08’13”
2. Jakob Omrzel (Slv) Bahrain Victorious a 30″
3. Leo Bisiaux (Fra) Decathlon CMA CGM a 10’41”
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Sport
Sinner al lavoro, test in campo allo Stampa Sporting di Torino
Pubblicato
12 ore fa-
8 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Test in campo, allo Stampa Sporting di Torino, per Jannik Sinner. Il campione azzurro, al momento fuori dal circuito e assente agli Us Open, per via dei noti problemi fisici (tendinopatia extra-articolare al ginocchio destro), dopo la domenica a Monza, al Gran Premio d’Italia di Formula 1, per sostenere ed esultare per l’amico Andrea Kimi Antonelli, è regolarmente iscritto al torneo Atp 500 di Pechino, in scena dal 30 settembre.
In questi giorni Sinner, in vista del ritorno sulle scene, sta proseguendo l’iter riabilitativo al J Medical e sta testando alcuni movimenti in campo con la racchetta. Se l’altoatesino recupererà al meglio dai problemi al ginocchio volerà verso l’Asia e giocherà non solo a Pechino ma anche il Masters 1000 di Shanghai.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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