Seguici sui social

Economia

Damiano “Difendere il potere d’acquisto e la stabilità dell’occupazione”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Fornire un contributo per riposizionare la sinistra intorno ai temi della riduzione della disuguaglianza e all’affermazione di una nuova generazione di diritti sociali. Parte da queste premesse il libro “L’Italia che non arriva a fine mese” – edito dalla Fondazione Feltrinelli – scritto da Cesare Damiano insieme a Mimmo Carrieri e Agostino Megale. Il volume nel sottotitolo riporta quello che può essere letto come un invito: “Lavoro e salari: una questione di sinistra”. Spiega l’ex ministro e sindacalista della Cgil: “Sappiamo che la sinistra si è sempre identificata nel lavoro. Allora la domanda che noi ci siamo posti è come mai oggi, secondo le statistiche, i lavoratori e soprattutto gli operai non votano più a sinistra, ma votano a maggioranza il centrodestra. Questo vuol dire che anche la sinistra ha commesso i suoi errori. A mio avviso un errore fondamentale è stato, a partire dagli anni ’90, un’idea di globalizzazione dell’economia troppo ottimistica. In secondo luogo aver accettato un’idea non tipicamente di sinistra, quella che ha sostituito inevitabilmente alla persona il mercato con le liberalizzazioni e le privatizzazioni dell’economia”.

“Credo, invece, che lo Stato debba ancora indirizzare la politica industriale di un Paese. Inoltre in alcuni casi, penso al Jobs Act, quando un governo di centrosinistra lancia un messaggio ai lavoratori dicendo ‘renderò più debole la tutela dal licenziamento’, poi non possiamo aspettarci che quei lavoratori pensino di essere tutelati da quel tipo di politica”.

Secondo Damiano il centrosinistra deve attenzionare in particolare due problemi: “Il primo legato al potere d’acquisto e alla stabilità del lavoro. Il secondo è il futuro del welfare, vale a dire lo stato sociale: parliamo di pensioni, di ammortizzatori e di sanità. In Italia ci sono, secondo le statistiche, almeno 3 milioni di lavoratori cosiddetti poveri. La mia generazione alla parola lavoro abbinava la parola benessere, stabilità, futuro. La parola povero non stava insieme alla parola lavoro. Oggi purtroppo, nonostante il fatto che si abbia il lavoro, non è detto che si arrivi a fine mese. Quindi c’è un impoverimento delle retribuzioni. Le retribuzioni del 2024 paragonate a quelle degli anni ’90 – parlando di medie – perdono quasi tre punti percentuali”.

“Se pensiamo alla Francia e alla Germania, vediamo che invece le retribuzioni guadagnano più del 30% del loro potere d’acquisto. Quindi una distanza abissale che ci deve interrogare sul che cosa bisogna fare per ridare fiato alle retribuzioni e alla stabilità del lavoro”. In questo scenario gli obiettivi dovrebbero essere, per quanto riguarda il salario, “diminuire la distanza fra il salario netto e il salario lordo, il cosiddetto cuneo fiscale”, sottolinea Damiano.

Advertisement

Poi, “incentivare i rinnovi dei contratti purché avvengano alla loro scadenza naturale, perchè non farlo nei tempi giusti vuol dire perdita di potere d’acquisto, mentre incentivare il rinnovo significa costi in meno per l’imprenditore e più soldi al lavoratore”. Una terza misura è il salario minimo: “Anziché il muro contro muro, cominciamo da quegli spicchi di lavoro che non hanno una tutela contrattuale, penso ai rider, che sono super sfruttati. In quel caso applichiamo il salario minimo, questi 9 euro lordi all’ora, che andrebbero rivalutati per l’inflazione che c’è stata in questo periodo, e rendiamo per legge non derogabili i minimi contrattuali di tutti i contratti stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”.

Sul terreno della precarietà, Damiano osserva come si deve passare “dalla logica della flexicurity a quella della flexstability”, quindi riconoscere la flessibilità della prestazione all’azienda, ma in cambio il lavoratore deve avere la stabilità del rapporto di lavoro. “In sostanza, non dobbiamo più avere paura di dire che il lavoro a tempo indeterminato è un obiettivo anche per le giovani generazioni. Non è vero che i giovani vogliono saltare da un lavoro all’altro. Lo fanno, in alcuni casi, per migliorare o per costrizione”.

Infine, sul tema delle pensioni, visto che siamo ormai nel sistema contributivo con il quale “tanto versi tanto incassi, fissiamo una soglia, ad esempio 64 anni, a partire dalla quale si può andare in pensione per scelta. È evidente: prima vado meno prendo, vado più tardi e prenderò di più. Distinguendo e facilitando l’ingresso verso la pensione anche prima dei 64 anni, come già capita, a coloro che svolgono i lavori usuranti o gravosi”, conclude Damiano.

-Foto Italpress-
(ITALPRESS).

Advertisement

Economia

Nel 2025 i contact center bancari hanno gestito 50,2 milioni di telefonate in ingresso: i dati dell’indagine condotta dall’Abi

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2025 i contact center bancari hanno gestito 50,2 milioni di telefonate in ingresso, alle quali si aggiungono 9 milioni di chiamate proattive effettuate verso la clientela”. Significativo anche il ricorso ai canali digitali: “sono stati registrati circa 17,2 milioni di contatti via chat e circa 1,6 milioni di interazioni tramite e-mail”. È quanto emerge dall‘indagine annuale dell’Osservatorio sui Contact Center bancari condotto dall’ABI e da ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’Associazione Bancaria Italiana.

Secondo la ricerca, la durata media delle chiamate è di quasi 5 minuti, con circa il 90% delle richieste risolte al primo contatto e un tempo di attesa medio di poco superiore a un minuto. Per le chat, il tempo di attesa si attesta intorno ai 2 minuti e mezzo, con una durata media di 8 minuti e il 72,2% dei problemi risolti nel corso dell’interazione.

La qualità della relazione resta il principale obiettivo dei contact center bancari. Tra le priorità indicate dagli operatori spiccano la soddisfazione della clientela, segnalata dal 92% delle banche coinvolte nell’indagine, e la fidelizzazione, indicata dall’88%. Seguono il supporto alla reputazione aziendale e la promozione dell’utilizzo dei canali digitali, entrambi citati dal 67% degli intervistati. Rilevanti anche le attività legate alla vendita di prodotti (39%) e alla consulenza e al supporto all’acquisto in ambito digitale (35%).

Le persone sono il principale punto di forza del servizio: gli operatori sono 6.551, con una crescita del 17% degli FTE (Full-Time Equivalent – Unità di Lavoro a Tempo Pieno) nel periodo 2021-2025, a testimonianza del valore apportato al canale. Parallelamente, la formazione è oggi fortemente orientata allo sviluppo di competenze digitali, relazionali (soft skill) e legate all’Intelligenza Artificiale.

Advertisement

Il supporto sui canali digitali si conferma la principale motivazione di contatto con i contact center bancari. Un dato che evidenzia come la crescita della relazione online tra banca e cliente proceda in parallelo con il supporto umano garantito dagli operatori: il contact center continua infatti a rappresentare un importante punto di riferimento per la clientela nell’utilizzo dei servizi digitali.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Economia

SACE e Bank of Africa insieme per sostenere nuovi progetti e opportunità di business nel continente africano

Pubblicato

-

CASABLANCA (MAROCCO) (ITALPRESS) – SACE, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e Bank of Africa, tra i principali gruppi bancari del continente africano, hanno sottoscritto oggi a Casablanca un accordo di collaborazione finalizzato a sviluppare nuove opportunità di finanziamento e investimento in Africa e a favorire il coinvolgimento delle imprese e delle filiere italiane nei progetti strategici promossi nel continente.

L’accordo, firmato da Mario Melillo, Chief Network Officer di SACE, e da Khalid Nasr, Direttore Generale per il Marocco – Corporate & Investment Banking Bank of Africa, consentirà di mettere a fattor comune competenze, strumenti e capacità di intervento: da un lato, la presenza capillare di Bank of Africa e la sua conoscenza dei mercati locali; dall’altro, le soluzioni assicurative, finanziarie e di mitigazione del rischio messe a disposizione da SACE per sostenere la competitività, l’export e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

In particolare, SACE e Bank of Africa collaboreranno per individuare e sviluppare nuove operazioni, strutturare soluzioni finanziarie integrate e facilitare l’accesso a finanziamenti competitivi per progetti che prevedano il coinvolgimento di fornitori italiani. L’intesa riguarderà anche iniziative di business matching tra imprese italiane e controparti africane, attività promozionali e di formazione e momenti di confronto dedicati alla conoscenza dei mercati locali, con particolare attenzione ai settori dell’energia, delle infrastrutture, dell’agribusiness, delle risorse idriche, della sanità e dell’istruzione.

L’accordo si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dal Piano Mattei per l’Africa della Presidenza del Consiglio dei Ministri e contribuisce a rafforzare la capacità di individuare, strutturare e sostenere il finanziamento di progetti ad alto potenziale nei principali mercati africani, consolidando il partenariato economico e industriale tra Italia e Africa.

Advertisement

“La firma di questo Memorandum conferma il ruolo del Marocco come partner strategico dell’Italia per lo sviluppo di progetti comuni in Africa. Mettendo a sistema le competenze di SACE e la presenza capillare di Bank of Africa, questo accordo aprirà nuove opportunità per le imprese italiane e contribuirà a promuovere investimenti capaci di generare crescita, occupazione e sviluppo sostenibile nel continente. È un esempio concreto di come la collaborazione tra Italia e Marocco possa tradursi in iniziative di reciproco beneficio, con una forte proiezione africana”, ha dichiarato Pasquale Salzano, Ambasciatore d’Italia nel Regno del Marocco.

“Questa collaborazione rappresenta un passo importante per rafforzare la nostra capacità di accompagnare le imprese italiane verso le opportunità offerte dai mercati africani”, ha dichiarato Mario Melillo, Chief Network Officer di SACE. “La presenza capillare e la conoscenza dei mercati locali di Bank of Africa, unite ai nostri strumenti assicurativo-finanziari e alla nostra capacità di creare connessioni tra imprese e controparti africane, ci consentiranno di individuare e sviluppare una pipeline concreta di progetti, favorendo una partecipazione sempre più qualificata delle filiere italiane. SACE è oggi la prima Export Credit Agency per nuovi impegni in Africa: un posizionamento che conferma la centralità del continente nella nostra strategia e il nostro impegno, in linea con gli obiettivi del Piano Mattei, a costruire partnership di lungo periodo capaci di generare crescita condivisa tra Italia e Africa”.

“Bank of Africa – BMCE Group è un punto di accesso privilegiato ai mercati africani e mette a disposizione la capacità operativa locale necessaria per trasformare le opportunità finanziarie in progetti concreti – ha dichiarato Khalid Nasr, Executive General Manager di Bank of Africa – BMCE Group -. La nostra presenza capillare e il forte radicamento nei tessuti economici locali ci consentono di individuare iniziative solide, accompagnarne lo sviluppo e facilitare il dialogo con i diversi contesti normativi. Alle imprese italiane possiamo offrire accesso alla nostra ampia rete corporate, a infrastrutture di pagamento sicure su scala panafricana e a soluzioni di finanziamento locale su misura. In sinergia con SACE, vogliamo contribuire non solo a rendere possibili nuovi investimenti, ma anche ad assicurarne un’attuazione efficace e una crescita sostenibile nel lungo periodo nei mercati africani”.

– Foto ufficio stampa SACE –

(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Economia

Caro energia, per Confcommercio le imprese del terziario rischiano 150 milioni al mese di rincari

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Le tensioni internazionali e il caldo record stanno facendo impennare i costi di energia e carburanti, con pesanti ricadute sulle imprese del terziario di mercato. E’ quanto evidenzia Confcommercio sull’impatto dei rincari energetici sulle imprese del terziario di mercato. Questa settimana il prezzo dell’energia elettrica è salito a 174,2 euro/MWh, l’8,2% in più della settimana precedente e addirittura il 37% in più rispetto alla media dei primi sei mesi del 2026.

Se questi livelli di prezzo dovessero consolidarsi – osserva Confcommercio -, la spesa energetica per le imprese del terziario aumenterebbe, nei prossimi mesi, di circa il 22% rispetto alla media del primo semestre dell’anno, con un aggravio, complessivamente, superiore ai 150 milioni di euro. A pesare – prosegue – oltre alle tensioni sui mercati internazionali, è anche l’aumento dei consumi dovuto alle elevate temperature, che colpisce in particolare le attività commerciali, del turismo e dei servizi per climatizzazione e refrigerazione. E rimane elevato anche il divario tra il prezzo dell’elettricità e quello del gas, confermando le criticità dell’attuale sistema di formazione del prezzo dell’energia.

E’ quindi urgente intervenire per disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, così da contenere i costi per le imprese e rafforzarne la competitività. A queste criticità si aggiungono i rincari dei carburanti, in particolare del gasolio, che gravano direttamente sull’autotrasporto e, di riflesso, sull’intera filiera della distribuzione.

Il settore continua, infatti, a dipendere quasi esclusivamente dai carburanti tradizionali: nel 2025 in Italia sono stati consumati circa 23 milioni di tonnellate di gasolio e 8,9 milioni di tonnellate di benzina per autotrazione. In questo contesto, e con la crisi che si sta estendendo anche al Mar Rosso, va garantito l’approvvigionamento dei prodotti energetici e va evitato l’aumento dei prezzi che, come nel caso del gasolio, già registrano rialzi che nei prossimi giorni rischiano di tornare ai picchi di marzo. Confcommercio chiede pertanto al Governo misure urgenti per scongiurare nuovi fenomeni speculativi sui mercati dei prodotti energetici ed evitare che le imprese del settore debbano affrontare ulteriori aumenti dei costi, incrementati negli ultimi mesi di circa il 30%.

Advertisement

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.