Economia
Imprese, la Cna punta il dito contro la burocrazia: “La politica intervenga”
Pubblicato
5 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il peso della burocrazia sulle imprese e la necessità di puntare a una semplificazione normativa che favorisca gli investimenti e lo spirito imprenditoariale. Parte da questo assunto il libro “Si fa presto a dire impresa – La gabbia delle regole” a cura della Cna, presentato questa mattina alla Camera di Commercio di Roma.
“Facciamo impresa in un Paese dove abbiamo 150 mila banche dati che non si parlano tra di loro. L’Italia è un paese dove è troppo difficile fare impresa, ci sono troppi personalismi normativi. Quest’anno finalmente registriamo un’inversione di tendenza per la prima volta. Abbiamo presentato 100 proposte al governo, 20 sono state accolte e faranno risparmiare ogni anno 50 ore di burocrazia. Ci aspettiamo che la buona politica si concentri e metta veramente la burocrazia in testa alle proprie priorità”, ha detto il presidente della Cna, Dario Costantini. “E’ giusto che dica ai miei associati che la politica ci tiene a ridurre la burocrazia. I nostri associati si appassioneranno poco delle discussioni sulla legge elettorale, ma sono appassionati di burocrazia,perché è un problema veramente molto grave che sentiamo sulla pelle. Mi permetterò di dire loro che la politica è sul pezzo e mi permetterò di dire alla politica, quando inizierà questa campagna elettorale, che ci aspettiamo una politica forte, che in questa fase storica molto complicata faccia della buona politica e che sia disposta a tirare il freno e a prendere di punta anche le tecnostrutture”.
“Uno degli obiettivi del Pnrr era di modernizzare e rendere più efficiente la pubblica amministrazione. Uno dei bilanci che andrà fatto è se effettivamente, con questa grande opportunità e queste enormi risorse, la pubblica amministrazione si è rinnovata con una efficienza migliore e ha attenuato un rapporto con i piccoli imprenditori”, ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti.
“Questo libro è un grido d’allarme perché segnala almeno tre cose molto reali. Primo, che ogni impresa ha troppi limiti in entrata. Secondo, che crediamo di essere un paese unitario ma nella pratica abbiamo tante discipline diverse sul territorio nazionale. Terzo, che abbiamo dei vincoli orizzontali che vanno a intersecare dei vincoli settoriali e la mistura produce effetti molto negativi”, ha detto Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale.
Per Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici, “il problema è la lentezza della pubblica amministrazione e quanto è difficile interagire con questa. L’eccesso di burocrazia è considerato uno dei principali disincentivi di investimento in Italia”. Inoltre, ha continuato Cottarelli, “ci sono gli effetti collaterali. In un Paese che è molto burocratico c’è tendenzialmente più corruzione. Stesso ragionamento vale per l’evasione fiscale. Quando si parla di lentezza della pubblica amministrazione sono due gli aspetti da considerare: la semplificazione e una PA orientata al risultato”.
– foto xl5/Italpress –
(ITALPRESS).
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Bozzetti “Candidatura Unesco dell’arte della Calzatura tutela un sapere autentico del Made in Italy”
Economia
Bozzetti “Candidatura Unesco dell’arte della Calzatura tutela un sapere autentico del Made in Italy”
Pubblicato
8 ore fa-
13 Settembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “La candidatura dell’Arte Italiana della Calzatura a Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO rappresenta un progetto nazionale per tutelare e valorizzare uno dei saperi più autentici del Made in Italy. Non candidiamo una scarpa, ma le persone, le competenze e le tecniche che da generazioni trasformano il saper fare italiano in cultura. La sfida è far vivere questo patrimonio nel futuro, trasmettendolo alle nuove generazioni e coniugando tradizione e innovazione”. Lo afferma il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, in relazione alla sua nomina come presidente del Comitato Sostenitori per la Candidatura UNESCO dell’Arte Italiana della Calzatura promossa da Assocalzaturifici e dalla sua presidente Giovanna Ceolini, che guida anche MICAM Milano.
– foto ufficio stampa MICAM Milano –
(ITALPRESS).
Economia
MPS, Paparella “Intesa Sanpaolo crea valore per gli azionisti”
Pubblicato
10 ore fa-
13 Settembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Due operazioni che possono sembrare simili perché entrambe puntano a valorizzare gli azionisti, ma che, a guardarle più da vicino, hanno una natura profondamente diversa. È questa la tesi di Franco Paparella, professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, nel quale il confronto tra l’OPAS di Intesa Sanpaolo su MPS e la manovra difensiva proposta da Luigi Lovaglio amministratore delegato della banca senese diventa soprattutto un confronto tra nuovo valore e semplice riallocazione del valore esistente.
Secondo Paparella, l’operazione di Intesa Sanpaolo porta agli azionisti di MPS un beneficio aggiuntivo perché interviene un soggetto terzo disposto a riconoscere un premio. L’OPAS, infatti, incorpora un premio del 12,5% rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio. È valore, sotto forma di contante e titoli, che arriva dall’esterno della banca e che si aggiunge a quello già incorporato nelle azioni.
Diverso, invece, il meccanismo scelto da MPS come risposta alla pressione dell’operazione Intesa. La distribuzione straordinaria, pari complessivamente a 1,208 euro per azione tra componente cash e azioni Generali, secondo l’analisi non crea nuova ricchezza per i soci. La banca, in sostanza, restituisce agli azionisti una parte del patrimonio che già apparteneva loro. Cambia la forma del valore, ma non la sua origine.
Ed è proprio qui che, nella lettura di Paparella, si trova la differenza decisiva. Nel caso dell’OPAS di Intesa c’è un compratore esterno che paga un premio per ottenere il controllo e costruire un’operazione industriale. Nel caso di MPS, invece, le risorse distribuite provengono dal patrimonio della stessa banca. Per il piccolo azionista, dunque, il risultato può apparire generoso sul piano nominale, ma economicamente non equivale a un premio vero e proprio.
A complicare ulteriormente il quadro c’è poi il fisco. La distribuzione straordinaria viene infatti trattata fiscalmente come nuova ricchezza, nonostante, nella ricostruzione dell’autore, si tratti di patrimonio già esistente. Per un azionista persona fisica residente in Italia l’onere può arrivare al 26% delle somme ricevute. Una tassa che finisce così per incidere su una ricchezza che, prima della distribuzione, apparteneva già agli azionisti attraverso il valore patrimoniale della banca.
La conclusione è quindi netta: le due operazioni non sono assimilabili. L’OPAS di Intesa Sanpaolo trasferisce agli azionisti di MPS un valore aggiuntivo attraverso il premio riconosciuto dall’offerente. La manovra di MPS, invece, redistribuisce una parte di un patrimonio già esistente, con in più una penalizzazione fiscale per i soci. Il punto, insomma, non è quanto viene distribuito, ma da dove arriva quel valore. E, nel confronto tra MPS e Intesa, è proprio questa origine a cambiare radicalmente il significato delle due operazioni.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Manovra, Giorgetti “Lavoriamo a un fisco agevolato per i giovani”
Pubblicato
14 ore fa-
13 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Con il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce è ancora più importante tenere sotto controllo il debito pubblico. Così, in collegamento con la festa nazionale dell’Udc in corso a Roma, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ricordando che l’aumento si traduce in “maggiori oneri per famiglie, imprese e Stato”. “Occorre avere la fiducia dei mercati e dei risparmiatori”, afferma Giorgetti, aggiungendo che si intende proseguire con interventi “equi e selettivi” per ridurre la pressione fiscale. “Il governo in questi 4 anni ha raggiunto dei risultati in termini di standing internazionale relativamente alla gestione della finanza pubblica, senza fare interventi che vengono chiamati di austerità. Abbiamo ridotto il cuneo fiscale e contributivo, abbiamo promosso gli incentivi alle imprese, però e’ chiaro che oggi, se devo dire, facciamo il punto al 13 settembre, inevitabilmente non posso non considerare le situazioni che si stanno manifestando a livello globale”.
“Penso che gli aumenti stipendiali che potrebbero essere riconosciuti dai datori di lavoro per i giovani sotto una determinata età, potrebbero avere un trattamento fiscale agevolato, io ricordo il grande successo che ha avuto l’iniziativa del Governo di riconoscere sostanzialmente una tassazione flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali dell’anno scorso”, ha detto Giorgetti.“Penso che questo successo possa essere in qualche modo trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche sugli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende, ci vuole la collaborazione, chiaramente, dei datori di lavoro e la disponibilità da parte dello Stato dell’Amministrazione finanziaria di riconoscere questo tipo agevolazione, ma credo che su questo si possa lavorare. E’ uno dei tanti temi che affronteremo nelle prossime settimane”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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