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Usa, Meloni “Dette alcune cose non corrette, l’Italia ha sempre mantenuto gli impegni in ambito Nato” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – “Non so dire che cosa accadrà. Come ho detto tante volte, noi sappiamo che da tempo gli Stati Uniti discutono di un loro disimpegno dall’Europa. È la ragione per la quale penso che noi dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e dobbiamo crescer nella nostra capacità di dare risposte da questo punto di vista. Dopodiché, chiaramente, è una scelta che non dipende da me e che personalmente non condividerei”. Così il premier Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa a margine del Vertice della Comunità Politica Europea, a Yerevan in Armenia, rispondendo a chi le chiede se sia preoccupata per la minaccia del presidente Usa Donald Trump su un disimpegno dal sostegno militare all’Italia.

“Ma una cosa ci tengo a dirla: l’Italia ha sempre mantenuto i suoi impegni. L’Italia ha mantenuto tutti gli impegni che ha sottoscritto, lo ha sempre fatto – ha aggiunto –. Lo abbiamo fatto particolarmente in ambito NATO, anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti. Lo abbiamo fatto in Afghanistan, in Iraq. E quindi alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette, anche perché a livello di Patto Atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”.

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MELONI CONFERMA “DALLA SVIZZERA STOP ALL’INVIO DELLE FATTURE MEDICHE”

“Ho avuto un incontro con il presidente della Svizzera” Guy Parmeline “sulla questione annosa delle fatture ospedaliere” per i feriti dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. “Ho avuto per ora intanto la garanzia che non saranno inviate fatture alle famiglie, e poi vediamo come gestire la questione sul piano bilaterale”, ha detto la premier.

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MELONI SULL’IMMIGRAZIONE “COOPERAZIONE E DIALOGO CON AREA MEDITERRANEO”

Sappiamo che i flussi migratori incontrollati mettono a dura prova la sicurezza dei cittadini e possono persino compromettere la stabilità degli Stati. Ma colpiscono anche l’economia, mettendo a dura prova le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Indeboliscono la competitività, aumentando l’incertezza e le tensioni sociali. Sono inoltre collegati all’energia, perché dobbiamo anche considerare che molti flussi provengono da regioni instabili, fondamentali per il nostro approvvigionamento energetico. In definitiva, tutti questi fattori influenzano la qualità delle nostre democrazie”. Così Meloni durante la sessione plenaria dell’8° vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan in Armenia. “Quindi non si tratta solo di migrazione. Si tratta di economia, di democrazia, di competitività, di energia; di sicurezza”, ha aggiunto.

“In primo luogo – ha spiegato la premier – non possiamo affrontare solo un aspetto di questa policrisi. In secondo luogo, la migrazione è parte integrante della policrisi. In terzo luogo, nessuno può affrontarla da solo. Quindi la cooperazione in questo ambito è una condizione preliminare. Negli ultimi anni abbiamo fatto passi avanti importanti a livello dell’Unione Europea, dove ora abbiamo un nuovo patto sull’asilo. Abbiamo una nuova definizione di paesi terzi sicuri. Stiamo andando verso una nuova normativa sui rimpatri. Abbiamo fatto dei passi avanti a livello del Consiglio d’Europa. Quindi stiamo facendo un ottimo lavoro. Dobbiamo concentrarci molto di più sulla nostra strategia a lungo termine, sul nostro vicinato mediterraneo. Ora, a mio avviso, la sfida è ampliare questo approccio, per unire sicurezza, sviluppo ed energia nella nostra cooperazione con i paesi vicini. Perché questo è il modo migliore che abbiamo per rispondere a una crisi che non è una sola crisi, ma un insieme di molte crisi”, ha concluso Meloni.

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COLLOQUIO MELONI-CARNEY SU PIANO D’AZIONE PER COOPERAZIONE RAFFORZATA

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un colloquio con il primo ministro del Canada, Mark Carney, a margine del vertice della Comunità Politica Europea di Yerevan in Armenia. L’incontro ha permesso di verificare lo stato di attuazione del piano d’azione per la cooperazione rafforzata Italia-Canada, con particolare attenzione ai settori dell’innovazione tecnologica, della sicurezza e della difesa. Nel corso del colloquio, è stata ribadita la piena sintonia sulle priorità in ambito G7, a partire dalla resilienza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici e dal contrasto al traffico di migranti su cui i due leader hanno concordato di restare in stretto contatto in vista del Vertice di Evian. Meloni e Carney hanno, infine, approfondito i principali dossier dell’agenda internazionale, riaffermando il comune impegno per una pace giusta in Ucraina e condividendo l’urgenza di una soluzione per la necessaria stabilità del Golfo e la tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

L’energia “è sicuramente centrale nel dibattito che stiamo portando avanti in queste settimane a livello soprattutto di Consiglio Europeo. Ma credo che anche iniziative come questa, che allargano il concetto d’Europa e i confini propri dell’Unione Europea, siano utili”, ha detto Meloni. “Ho avuto un bilaterale con il primo ministro Carney – ha aggiunto –. Con il Canada, sia in termini di energia, ma ancora di più in termini di materie prime critiche – che è un altro elemento essenziale della sovranità e dell’autonomia strategica – abbiamo discusso molto e stiamo facendo importanti passi avanti. Sicuramente bisogna costruire una strategia nuova, ma questo si fa soprattutto parlandosi, e allargando la propria cooperazione al proprio spazio geografico, ai paesi, si dice like-minded, cioè ai tanti amici che continuiamo ad avere”. “Chiaramente l’Italia cerca di fare la sua parte, sto per recarmi in Azerbaigian, dove c’è un altro partner strategico per quello che ci riguarda nell’approvvigionamento tanto di gas quanto di petrolio, dopo il viaggio in Algeria e quello nel Golfo – ha sottolineato Meloni -. Chiaramente anche questo fa parte di una diplomazia dell’energia che serve a difendere i nostri interessi, ma non a farlo semplicemente sul piano episodico, ma strutturale e di lungo termine. Cerchiamo di fare la nostra parte”.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Piantedosi “Revocheremo lo stop Schengen solo con la fine totale dei rischi, da Madrid logica ritorsiva verso l’Italia”

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ROMA (ITALPRESS) – La nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner. È fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna, Paese a noi legato da storici vincoli di amicizia e fratellanza. In realtà è stata una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come del resto avvenuto in tantissimi altri casi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso dell’audizione al comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen su quanto successo a Ceuta.

“Non si può guardare a quanto avvenuto a Ceuta come se fosse qualcosa che non ci coinvolge: ogni ingresso irregolare su quelle coste rappresenta una vulnerabilità per l’intero spazio Schengen” ha aggiunto Piantedosi “proiettando il rischio direttamente all’interno della nostra casa comune. È questa permeabilità dei confini esterni che legittima, e anzi impone, l’adozione di rigorose misure di protezione interna, a tutela della propria sicurezza nazionale”. Per il ministro dell’Interno “un atteggiamento più permissivo sul fronte del contrasto migratorio finisce sempre per alimentare l’illusione, in chi non ne ha diritto, di poter restare in Europa”.

“Quel che ha scelto di fare il governo” sul ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna “è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia. E ribadisco: non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento – ha proseguito Piantedosi Ma voglio sottolineare nuovamente che, mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e l’attività di controllo è focalizzata e modulata in funzione di esse – ha aggiunto Piantedosi – la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro stessa ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva che contrasta con la stessa ratio dell’istituto e con il principio europeo di solidarietà”. 

Vista la possibilità di un nuovo tentativo di ingresso di massa per il prossimo 15 agostostiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal Governo, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia. Nonostante i rimpatri effettuati dalla Spagna negli ultimi giorni, restano i ancora nell’exclave, almeno 6.000 persone (anche se alcune fonti parlano di oltre 11.000) prevalentemente subshariani – ha aggiunto Piantedosi – per le quali non risulterebbero praticabili né la riammissione, né il ritorno in Marocco e che costituiscono un elemento di pressione oggettiva verso il territorio continentale europeo, destinazione ultima invocata dai migranti. Il dato è ancora più preoccupante se ci riferiamo ai minori stranieri non accompagnati che sono oltre 1.300 e che non potranno essere rimpatriati”. 

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“L’Europa dovrebbe rafforzare il principio di condizionalità nei confronti dei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, legando in misura più stringente gli aiuti e le forme di cooperazione alla concreta collaborazione nel contrasto ai trafficanti di esseri umani. Allo stesso tempo, l’Europa deve essere più rigorosa anche nei confronti degli Stati membri che, per scelte politiche o ideologiche, adottano decisioni suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio dell’Unione”, ha aggiunto Piantedosi. “Proteggere le frontiere europee e garantire la tenuta del complessivo sistema di gestione dell’immigrazione è la nostra priorità”.

-Foto ufficio stampa Camera dei Deputati-
(ITALPRESS).

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Meloni “Avanti con le espulsioni per gli immigrati irregolari, proseguiremo su questa strada”

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ROMA (ITALPRESS) – “Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post su Instagram.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Ruffini “Serve un nuovo Ulivo, il 10 ottobre lanceremo il nostro progetto politico”

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TORINO (ITALPRESS) – Ha voglia di “provare a unire e dialogare” ma solo “con chi ci starà”. Così, Ernesto Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, dichiara in un’intervista a La Stampa di voler scendere in campo per le prossime elezioni politiche. Il 10 ottobre, “lanceremo il nostro progetto politico, riunendo tutti i comitati di ‘Più uno’. Serve un nuovo Ulivo”, spiega Ruffini.

“Sono passati quattro anni di governo Meloni e ora vedo che i leader del centrosinistra rimandano a settembre il momento della sintesi: questo mi sorprende e mi dispiace”, aggiunge.

L’opposizione “doveva spendere meglio il suo tempo, piuttosto che criticare solo la destra o chiedere a Meloni di riferire in Aula”, attacca l’ex manager pubblico. Il problema all’interno del centrosinistra, secondo Ruffini, è anche che “sono tutti concentrati nell’affermazione della leadership personale”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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