Politica
Nordio incontra il commissario Ue per la giustizia McGrath, “confronto costruttivo” sullo stato di diritto
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1 mese fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro Nordio ha incontrato oggi, su suo invito, Michael McGrath, Commissario europeo per la democrazia, la giustizia, lo stato di diritto e la tutela dei consumatori. In continuità con un rapporto di collaborazione ormai consolidato, il Ministro Nordio ha avuto un confronto costruttivo con McGrath sui temi che occuperanno la prossima relazione sullo Stato di Diritto, edizione 2026, di imminente pubblicazione a luglio. In occasione dell’incontro, il Ministro ha ricordato come la lotta alla corruzione sia una priorità politica dell’azione di Governo, confermata da interventi già adottati in questi ultimi anni e da ulteriori iniziative in cantiere, anche per rafforzare ulteriormente le indagini della magistratura. I casi di corruzione sono complessi e richiedono la gestione di grandi volumi di materiale probatorio, inclusi i dati digitali ottenuti tramite ordini di autorizzazione da fornitori di servizi Internet e di telecomunicazioni: ecco perché si sta investendo in progetti che permetteranno un’analisi integrata tra registri e fascicoli digitali, offrendo ai procuratori un set di strumenti investigativi significativamente più solido. Su questo sfondo, Nordio ha aggiornato il Commissario McGrath sui progressi ulteriormente compiuti nel campo della digitalizzazione della Giustizia, dando atto, in particolare, dello stato (e della qualità) della interoperabilità tra i registri giudiziari e i database investigativi, centrale anche nella strategia italiana anticorruzione. Ha pure dato atto dei progressi compiuti nella trasformazione digitale della giustizia penale dove grazie allo strumento informatico adottato – la “APP” penale – si sta pervenendo ad un una completa integrazione digitale dei procedimenti di secondo grado e ad una completa interoperabilità con la Corte di Cassazione.
Con riferimento al tema della libertà di stampa, pure centrale nella Relazione sullo Stato di Diritto, il Ministro Nordio ha informato McGrath sui progressi dei lavori parlamentari in corso che si stanno concentrando su una riforma del quadro giuridico esistente per affrontare sia l’estensione delle norme vigenti alle pubblicazioni online sia l’abolizione delle pene detentive per il reato di diffamazione della stampa. A conclusione dell’incontro, McGrath e Nordio hanno ricordato il prossimo appuntamento nell’agenda europea, occasione da sfruttare per poter proseguire il confronto costruttivo: il Consiglio UE Giustizia in programma a Dublino, nel prossimo mese di luglio.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Politica
Approvato in CdM il ddl sull’impunibilità dei minori, Meloni “Chi sbaglia paga, anche a 15 o 16 anni” / Video
Pubblicato
19 ore fa-
23 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Non abbiamo abbassato l’età per l’imputabilità della persona. Rimane quella dei 14 anni. Non abbiamo inasprito le pene. La novità riguarda la presunzione di imputabilità”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito al ddl approvato dal Consiglio dei Ministri in materia di imputabilità del minore.
“Oggi la imputabilità del minore deve essere accertata positivamente caso per caso, perché vi è una sorta di presunzione di non imputabilità, cioè di incapacità di intendere e di volere da parte del giovane tra i 14 e 18 anni – ha aggiunto -. Con questa norma invertiamo l’onere della prova: diamo per presupposta la capacità di intendere e di volere, salvo la prova contraria che può essere trovata a seguito di indagini che possono essere disposte dal pm o dal giudice nei casi di competenze. Non vi è un abbassamento di età dell’imputabilità e non c’è un inasprimento delle pene”.
A una domanda sulla ratio politica del provvedimento, Nordio ha risposto così: “È il tassello finale di tutta una serie di provvedimenti, a cominciare dal dl Caivano, a seguito della recrudescenza della delinquenza minorile. Si tratta di una sorta di facilitazione del processo” rispetto a norme precedenti, risalenti anche al codice Rocco, “quando i parametri anche psicologici sull’età erano ben diversi da quelli di oggi”.
MELONI “PRINCIPIO È CHE CHI SBAGLIA PAGA, ANCHE A 15 O 16 ANNI”
“Oggi il governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minori. Comincia da un principio che noi stiamo cercando di affermare in ogni ambito: chi aggredisce, chi rapina, chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video sui social, in merito al ddl approvato dal Consiglio dei Ministri. “Per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire: arresto per i minorenni sorpresi con un’arma, norme severe contro la diffusione dei coltelli, pene più dure per i danneggiamenti di gruppo e oggi un passo ulteriore. Il nostro ordinamento prevede attualmente che un minore tra i 14 e i 18 anni risponda del reato solo se un giudice accerta che fosse capace di intendere di volere – spiega il premier -. Con questo provvedimento quella capacità si presume sempre, significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia. Prima si presumeva l’incapacità, oggi si presume la responsabilità. Questa norma colpisce soprattutto chi pensa di essere intoccabile, sfrutta i minori come manovalanza per i propri affari, ma serve anche a punire quei ragazzi che pensano di poter fare come vogliono perché sanno che tanto non accadrà a loro nulla”.
“E’ chiaro, la norma da sola non risolve il problema, né quando si parla di giovanissimi si può ragionare solo sul piano della repressione. Questo provvedimento è un tassello in un percorso molto più difficile, spesso silenzioso, perché un ragazzo di 15 o 16 anni che diventa violento, commette reati, quasi mai ci arriva da solo – sottolinea Meloni -. Molto spesso c’è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un quartiere dove la sera non c’è nulla, un adulto che ha approfittato del vuoto. Riempire quel vuoto richiede molto lavoro. Sostegno alle famiglie, scuola, formazione, lavoro, centri sportivi, spazi di aggregazione, lotta al degrado, presidi nelle aree più difficili. E noi stiamo lavorando su tutti questi fronti perché tutto si tiene insieme. La fermezza senza alternative non basta, ma le alternative senza fermezza non risolvono il problema. Alcuni risultati si iniziano a vedere e per questo vogliamo insistere, perché uno Stato giusto ha il coraggio di cambiare le regole quando non funzionano e ha il dovere di essere severo con chi sbaglia, ma anche presente con chi rischia di perdersi, perché non c’è vera libertà senza responsabilità”, conclude il presidente del Consiglio.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS)
Politica
Dalla Camera via libera alla stretta sulla sicurezza delle piscine
Pubblicato
1 giorno fa-
23 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Via libera all’unanimità, in aula alla Camera a un emendamento dei relatori al decreto Sport che, con un articolo aggiuntivo, introduce l’obbligo di sistemi di sicurezza che impediscano l’aspirazione dei capelli da parte dei bocchettoni per il ricircolo dell’acqua “nelle piscine pubbliche o private destinate ad una utenza pubblica”, prevedendo la “chiusura immediata” dell’impianto. Per le spese sostenute per l’adeguamento degli impianti pubblici è previsto un fondo da 4,7 milioni.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Politica
Caso Roggero, Tajani “Le leggi attuali garantiscono la legittima difesa”
Pubblicato
1 giorno fa-
23 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Mario Roggero “è colpevole, ha sbagliato” perché “c’è stato un eccesso di legittima difesa” quando “ormai i malviventi erano in fuga”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a “Non stop news” su Rtl 102.5.
“Le leggi attuali garantiscono la legittima difesa”, che “esiste nel momento in cui c’è il pericolo. Nel momento in cui non c’è più il pericolo, non c’è più la legittima difesa, c’è un eccesso di legittima difesa”, spiega Tajani.
La grazia? “Spetta al Capo dello Stato, questo deve essere chiaro. Il Ministro della Giustizia prepara l’istruttoria con la magistratura competente, però non c’è nulla di male a dire ‘io sono favorevole alla grazia’, non significa tirare per la giacchetta il capo dello Stato. Non so contestando la sentenza, né chi l’ha formulata: dico soltanto che è giusto un perdono sociale per una vicenda come quella che ha visto protagonista di questo gioielliere”, conclude Tajani.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).


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