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Politica

La Russa “Non mi piacerebbe fare il presidente della Repubblica, chi mi conosce lo sa”

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PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – “Chi mi conosce sa che a me non piacerebbe la presidenza della Repubblica: adesso io faccio bene il presidente del Senato, ho i miei spazi. In quel modo sarei solo, a parte il fatto che non sono così presuntuoso da credere che sarebbe facile trovare il giusto consenso. Giorgia Meloni ha detto una cosa di un’ovvietà incredibile: ‘Spero che prima o poi ci sia un presidente della Repubblica non di sinistra’, ma vi sembra un attentato alla Costituzione pretendere che il presidente della Repubblica non sia di un colore piuttosto che di un altro?”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di Pantelleria – Mediterraneo d’Autore, curata da Myrta Merlino e Valentina Fontana.

“Io non ho molti meriti, ma ho la pretesa e spero di non essere smentito di fare il mio dovere in modo imparziale quando faccio il presidente del Senato. Sono però consapevole che solo a un presidente, perché viene da un’altra storia, cioè dalla destra e non di centrosinistra o di centro, è chiesto di comportarsi come se fosse il presidente della Repubblica senza esserlo. È il presidente della Repubblica che dev’essere al di sopra delle parti in ogni momento della sua vita, il presidente del Senato non lo è mai. Fanfani riuniva la corrente della Democrazia cristiana a Palazzo Madama, anzi a Palazzo Giustiniani. Un presidente del Senato, Grasso, ha fondato un partito mentre era presidente del Senato, due presidenti della Camera, Fini e Casini, hanno fondato due partiti mentre erano presidenti della Camera. La Russa invece non può fare un minimo di presenza politica in una città: credo che come al solito ci siano letture che valgono per quelli di destra e letture che valgono per quelli di là”, ha aggiunto.

“A sinistra hanno la visione di essere tifosi di un presidente degli Stati Uniti piuttosto che di un altro: l’Italia, quanto meno con Meloni e il centrodestra, non ha l’impostazione di scegliere da tifosi un presidente di una nazione alleata piuttosto che di un’altra”. “Noi abbiamo avuto un rapporto uguale con Biden e Trump, poi io personalmente ero contento di alcune posizioni politiche di Trump quando si è presentato. Ha detto basta con il politically correct, basta con il green esagerato; non mi piacciono però il modo in cui lui svolge le proprie battaglie e il tono con cui si rivolge ai suoi interlocutori”, ha aggiunto.

“L’Italia, come ho avuto modo di dire proprio ieri al mio amico ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Fertitta, pretende la pari dignità nonostante siamo consapevoli che ci sono delle differenze di peso, militari, di risorse; dopodiché è giusto che ciascun Paese abbia prima di tutto l’interesse della propria nazione, ma come ce l’ha Trump lo possiamo avere anche noi senza che nessuno si offenda. Gli consiglierei, anche per interposta persona, di argomentare quando parla delle persone solo dopo essersi sforzato di conoscerle: una cosa sono i rapporti tra Stati, un’altra i rapporti tra persone”, ha sottolineato La Russa.

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– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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La Russa “Centrodestra avrà numeri per battere sinistra a prescindere da Vannacci”

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RAGALNA (CATANIA) (ITALPRESS) – “La stella polare della destra deve essere il bene dell’Italia”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nella tappa di Ragalna (Catania) di “Bar Italia”, iniziativa estiva di Fratelli d’Italia.

“Il centrodestra ha sempre saputo fare sintesi, l’unico incidente di percorso è stato sulla legge elettorale, ma recupereremo”, ha spiegato La Russa.

“Sono assolutamente convinto che il centrodestra avrà i numeri per battere la sinistra, a prescindere da Vannacci. Lui ha deciso di uscire dal centrodestra, votando in diverse occasioni con la sinistra”, ha detto ancora il presidente del Senato.

“Il centrodestra deve restare coerente con il proprio progetto. Dobbiamo continuare a mettere a frutto la credibilità internazionale che Giorgia Meloni ha dato all’Italia in questi anni – ha aggiunto -. Non per forza bisogna inseguire le velleità, ma bisogna fare le cose giuste. La coerenza deve essere la nostra strada maestra”.

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– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Papa “Stop alle violenze contro i palestinesi in Cisgiordania”

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ROMA (ITALPRESS) – “Diventano insopportabili le diseguaglianze, le discriminazioni, le barriere che calpestano la dignità di troppi figli e figlie di Dio”. Lo ha detto Papa Leone all’Angelus recitato a Castel Gandolfo. “Siamo Chiesa di Gesù Cristo in un mondo tormentato, un mondo che cerca pace”, ha aggiunto il Pontefice.

Al termine dell’Angelus, interrotto dagli applausi, ha poi detto: “Rinnovo il mio appello affinchè cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania. E chiedo con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura”.

Poi, ha aggiunto: Questa settimana avranno inizio i Giochi del Mediterraneo, che si svolgeranno a Taranto. Essi coinvolgeranno diversi Paesi di Africa, Asia ed Europa che appartengono all’area mediterranea. Auguro che tale evento sportivo sia una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Piantedosi “Revocheremo lo stop Schengen solo con la fine totale dei rischi, da Madrid logica ritorsiva verso l’Italia”

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ROMA (ITALPRESS) – La nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner. È fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna, Paese a noi legato da storici vincoli di amicizia e fratellanza. In realtà è stata una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come del resto avvenuto in tantissimi altri casi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso dell’audizione al comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen su quanto successo a Ceuta.

“Non si può guardare a quanto avvenuto a Ceuta come se fosse qualcosa che non ci coinvolge: ogni ingresso irregolare su quelle coste rappresenta una vulnerabilità per l’intero spazio Schengen” ha aggiunto Piantedosi “proiettando il rischio direttamente all’interno della nostra casa comune. È questa permeabilità dei confini esterni che legittima, e anzi impone, l’adozione di rigorose misure di protezione interna, a tutela della propria sicurezza nazionale”. Per il ministro dell’Interno “un atteggiamento più permissivo sul fronte del contrasto migratorio finisce sempre per alimentare l’illusione, in chi non ne ha diritto, di poter restare in Europa”.

“Quel che ha scelto di fare il governo” sul ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna “è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia. E ribadisco: non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento – ha proseguito Piantedosi Ma voglio sottolineare nuovamente che, mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e l’attività di controllo è focalizzata e modulata in funzione di esse – ha aggiunto Piantedosi – la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro stessa ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva che contrasta con la stessa ratio dell’istituto e con il principio europeo di solidarietà”. 

Vista la possibilità di un nuovo tentativo di ingresso di massa per il prossimo 15 agostostiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal Governo, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia. Nonostante i rimpatri effettuati dalla Spagna negli ultimi giorni, restano i ancora nell’exclave, almeno 6.000 persone (anche se alcune fonti parlano di oltre 11.000) prevalentemente subshariani – ha aggiunto Piantedosi – per le quali non risulterebbero praticabili né la riammissione, né il ritorno in Marocco e che costituiscono un elemento di pressione oggettiva verso il territorio continentale europeo, destinazione ultima invocata dai migranti. Il dato è ancora più preoccupante se ci riferiamo ai minori stranieri non accompagnati che sono oltre 1.300 e che non potranno essere rimpatriati”. 

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“L’Europa dovrebbe rafforzare il principio di condizionalità nei confronti dei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, legando in misura più stringente gli aiuti e le forme di cooperazione alla concreta collaborazione nel contrasto ai trafficanti di esseri umani. Allo stesso tempo, l’Europa deve essere più rigorosa anche nei confronti degli Stati membri che, per scelte politiche o ideologiche, adottano decisioni suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio dell’Unione”, ha aggiunto Piantedosi. “Proteggere le frontiere europee e garantire la tenuta del complessivo sistema di gestione dell’immigrazione è la nostra priorità”.

-Foto ufficio stampa Camera dei Deputati-
(ITALPRESS).

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