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Tour de France, Evenepoel batte Pogacar e vince la 15esima tappa. Ritiro per Vingegaard

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PLATEAU DE SOLAISON (FRANCIA) (ITALPRESS) – Remco Evenepoel batte Tadej Pogacar e si aggiudica il successo nella quindicesima tappa del Tour de France 2026, la Champagnole-Plateau de Solaison di 183,9 km.

Il corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe tiene il passo dello sloveno e riesce a spuntarla nella volata finale, assicurandosi la terza vittoria personale nella Grande Boucle. Pogacar, in ogni caso, difende agevolmente la sua maglia gialla; terzo posto per il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates), che guadagna secondi fondamentali per maglia bianca e podio della classifica generale.

Clamoroso colpo di scena per Jonas Vingegaard, il cui Tour si conclude in anticipo e nel modo peggiore: il danese della Visma Lease a Bike cade ai -20 km, riportando una sospetta frattura della clavicola, ed è costretto al ritiro.

Domani il secondo giorno di riposo, martedì ci sarà la sedicesima tappa, la cronometro individuale fra Evian-les-Bains e Thonon-les-Bains di 26,1 chilometri.

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L’ORDINE DI ARRIVO

1. Remco Evenepoel BEL (Red Bull-Bora-Hansgrohe) in 4h23’09”
2. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) s.t.
3. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) a 6″
4. Paul Seixas FRA 58″
5. Florian Lipowitz GER s.t.
6. Lenny Martinez FRA 1’57”
7. Mattias Skjelmose DEN s.t.
8. Juan Ayuso ESP s.t.
9. Adam Yates GBR s.t.
10. Quinn Simmons USA 2’16”

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Scaloni pensa all’addio e Messi in lacrime, ciclone Spagna sull’Argentina

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di Enrico Currò

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Alla fine di una partita che la Spagna ha vinto con merito, inequivocabilmente e impietosamente descritto da tutte le statistiche, il ct argentino Lionel Scaloni ha lasciato intendere che il suo ciclo con la Selección potrebbe essere finito. Durante la conferenza stampa si è commosso: “Mi fa male all’anima, ma bisogna ripartire e non so se ci sono le condizioni per ricreare in fretta un gruppo straordinario come questo”.

L’altro Lionel dell’Argentina, Messi, ha parlato subito con gli occhi. L’immagine più eloquente del dopo partita è stata infatti quella del ballo allegro del giovane Yamal sotto gli occhi tristi del numero 10, dai quali poco più tardi sarebbero scese le lacrime. Occhi tristi, ma non arrabbiati, anche se il pianto è durato a lungo. Perché non è ancora certo che sia stata l’ultima partita del calciatore più forte del mondo: lo deciderà lui, che ha ancora un contratto con l’Inter Miami, con vista sulla Copa America 2028. In questo torneo ha comunque lasciato il segno, anche se è arrivato secondo sia con l’Argentina sia nella classifica cannonieri dietro Mbappé, deluso dallo sfarinamento della Francia sul più bello.

La cosa certa è il passaggio di testimone con Yamal, che certamente ferisce meno Messi di quanto sarebbe accaduto con qualsiasi altro avversario. Era sincero e sentito l’abbraccio del diciannovenne Lamine al trentanovenne Leo, addirittura strofinando a lungo la mano sulla spalla: il nuovo talento del Barcellona consolava il vecchio e in quel gesto spontaneo, accettato senza remore dal destinatario, c’era appunto tutto il senso di un passaggio generazionale.

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Invece nella consegna della coppa del mondo dall’Albiceleste alla Roja campione d’Europa c’era qualcosa di più netto. L’Argentina ha perso anche perché è sembrata sostanzialmente aggrappata a un solo calciatore, il suo campione eterno, che l’ha più volte risollevata dall’orlo del burrone. In finale non si è affacciata quasi mai nella metà campo altrui e lo ha fatto più che altro nel finale, quando ormai era troppo tardi e quando Messi ha cercato ancora di prendere per mano i compagni, che non erano alla sua altezza.

La Spagna ha vinto perché è una squadra nel vero senso della parola, dove i campioni non mancano – lo sono certamente Rodri e Yamal – ma fanno parte dell’ingranaggio e sanno benissimo che tutti sono utili e nessuno indispensabile, tanto è vero che in questo Mondiale le vittorie sono arrivate spesso dal sapiente uso della panchina, da Merino con Portogallo e Belgio all’euforico Ferran Torres (“Dio dà le cose a chi più le merita”) e Nico Williams nella finale.

Il che rimanda oggettivamente al ruolo fondamentale del commissario tecnico Luis De la Fuente. Un ct federale, che ha fatto l’intera gavetta dalle Under. E che oggi, mentre l’Italia ancora non ha scelto il ct della rifondazione, sintetizza perfettamente il percorso vincente di un intero movimento, per nulla casuale. La Spagna ha vinto nel 2008 l’Europeo, nel 2010 il Mondiale, nel 2012 e nel 2024 di nuovo l’Europeo e adesso di nuovo il Mondiale. In mezzo, ci sono state le vittorie del Real Madrid e del Barcellona in Champions, magari raggiunte attraverso filosofie diverse e tuttavia conferme della capacità di rendere il modello spagnolo e la Liga un punto di riferimento costante.

De la Fuente non si atteggia a guru, anche se magari adesso potrebbe. Semmai, spiega e argomenta: “Io sono felice di questa generazione di calciatori, che sono cresciuti credendo in un’idea di calcio e l’hanno resa migliore. Hanno dato l’esempio su che cosa deve essere un gruppo, una famiglia. Sono grandi giocatori, con un talento e un potenziale eccezionali: è un onore averli accompagnati in questo percorso, hanno grandi valori. Abbiamo vinto insieme in tutte le categorie, siamo cresciuti insieme. In più sono ancora molto giovani e hanno ancora molta strada da fare. Ci stavamo chiedendo che cosa possiamo fare, adesso che abbiamo vinto il Mondiale. Beh, sappiate che questi giocatori sono instancabili. Non si vince senza fatica, senza lavoro”.

Tradotto, significa che il ciclo della Spagna, secondo il suo timoniere, non finisce affatto qui. I 44 milioni di euro del premio, in parte destinati alla squadra e allo staff, aiuteranno ulteriormente la crescita. Lo stesso Scaloni, il ct dell’Argentina sconfitta, nel riconoscere l’inappellabilità del risultato ammette implicitamente che la Roja, oggi, è la Nazionale più forte di tutte. Per distacco: “Siamo stati grandi nella vittoria e dobbiamo esserlo anche nella sconfitta. Quando si perde, si perde”.

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– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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L’Argentina cade nei supplementari, Spagna campione del mondo

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia. La finale del MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, premia le Furie Rosse che riescono ad avere la meglio sull’Argentina per 1-0 ai tempi supplementari: la decide Ferran Torres al minuto 106. La Roja torna dunque a sollevare al cielo la Coppa del Mondo dopo la vittoria del 2010. Non riesce a difendere il titolo l’Albiceleste – in dieci dal 93′ per il secondo giallo a Enzo Fernandez – dopo il trionfo del 2022 in Qatar.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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F1, Antonelli trionfa in Belgio davanti alla Ferrari di Leclerc. Hamilton 4°

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SPA-FRANCORCHAMPS (BELGIO) (ITALPRESS) – Andrea Kimi Antonelli trionfa nel Gran Premio del Belgio 2026 di Formula 1 e ritrova un successo che mancava dallo scorso 7 giugno a Monte-Carlo. L’italiano della Mercedes, alla sua settima affermazione in carriera, precede sul traguardo la Ferrari di un ormai ritrovato Charles Leclerc e la Red Bull di Max Verstappen.

L’altra Rossa di Lewis Hamilton chiude in quarta posizione: il britannico paga i 5″ di penalità arrivati in seguito al contatto al primo giro con la Mercedes di George Russell. Quest’ultimo, dunque, incassa uno zero pesantissimo in ottica Mondiale e ora scivola a -50 dal compagno di squadra.

Quinto posto, invece, per la McLaren di Oscar Piastri, che taglia il traguardo davanti ad Isack Hadjar (Red Bull) e Lando Norris (McLaren), autore di una parziale rimonta dalla tredicesima casella.

Completano la top 10 di giornata Gabriel Bortoleto (Audi), Arvidi Lindblad (Racing Bulls) e Franco Colapinto (Alpine). La prossima settimana la Formula 1 farà tappa in Ungheria per l’ultima gara prima della pausa estiva.

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LE DICHIARAZIONI

Kimi Antonelli: “E’ bellissimo tornare sul gradino più alto del podio dopo alcune tappe difficili. È stata una gara molto combattuta, abbiamo perso la prima posizione per la virtual safety car, ma poi siamo riusciti a recuperarla. Leclerc era veloce e abbiamo dovuto tenere duro alla fine. Ho sempre avuto il giusto slancio, ma per vari motivi non ho portato a casa risultati nelle ultime gare. Ora abbiamo recuperato punti, dobbiamo continuare ad ottenere risultati”.

Charles Leclerc: “Ho creduto nella vittoria fino alla fine. Abbiamo avuto fortuna con la safety car, ma il passo era relativamente forte. Abbiamo faticato con le hard per cinque o sei giri, ma poi siamo andati bene. E’ un bel passo in avanti per noi, continuiamo così”.

Max Verstappen: “Le ho provate tutte, il secondo stint è stato un po’ più difficile. Salire sul podio è positivo. Io ho dato tutto quello che avevo, penso che il terzo posto vada bene”.

Frederic Vasseur: “Titolo? Non voglio sognare, bisogna concentrarsi sui risultati veri. Non ci aspettavamo di lottare per la vittoria, è andata piuttosto bene. Nel complesso abbiamo ottenuto un buon risultato per il team. Ci aspettavamo di essere più lenti della Mercedes, ma non c’era un margine enorme quindi possiamo lottare con loro. La prossima pista sarà un po’ più dalla nostra parte Hamilton? Penalità severa, era il primo giro e Russell si stava già girando sulla sinistra, ma non voglio commentare troppo la decisione. Lewis ha fatto comunque un ottimo lavoro”.

George Russell: “Quello con Hamilton è stato un normale incidente di gara. Avrei potuto lasciargli un po’ più di spazio e lui avrebbe potuto frenare un po’ di più, ma se avessi avuto velocità in rettilineo non sarebbe accaduto nulla. Sono molto deluso, ora sono senza parole. Mi sentivo in una buona posizione in curva 1 e all’improvviso sono rimasto senza potenza, da lì è tutto svanito”.

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Lewis Hamilton: “Mi sento ottimista ed entusiasta in vista dell’Ungheria, penso che questa macchina sarà forte. Con un assetto ottimale e senza errori, potremmo lottare per la vittoria. Oggi la mia gara è stata compromessa dalla penalità, penso che sia un incidente di gara. Non siamo stati aggressivi, è stato un episodio sfortunato. In ogni caso sono grato di aver portato a casa dei punti”.

L’ORDINE DI ARRIVO

1. Andrea Kimi Antonelli (ITA) Mercedes in 1h24’42″479
alla media di 218.199 km/h
2. Charles Leclerc (Mon) Ferrari a 1″952
3. Max Verstappen (Ned) Red Bull 11″586
4. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 17″245
5. Oscar Piastri (Aus) McLaren 18″988
6. Isack Hadjar (Fra) Red Bull 23″307
7. Lando Norris (Gbr) McLaren 24″014
8. Gabriel Bortoleto (Bra) Audi 49″140
9. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls 50″406
10. Franco Colapinto (Arg) Alpine 1’16″037

LA CLASSIFICA MONDIALE PILOTI

1. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 204 punti
2. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 159
3. George Russell (Gbr) Mercedes 154
4. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 126
5. Lando Norris (Gbr) McLaren 103
6. Oscar Piastri (Aus) McLaren 92
7. Max Verstappen (Ned) Red Bull 91
8. Isack Hadjar (Fra) Red Bull 60
9. Pierre Gasly (Fra) Alpine 42
10. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls 39
11. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls 22
12. Franco Colapinto (Arg) Alpine 19
13. Oliver Bearman (Gbr) Haas 18
14. Gabriel Bortoleto (Bra) Audi 10
15. Carlos Sainz (Esp) Williams 6
16. Alexander Albon (Tha) Williams 5
17. Esteban Ocon (Fra) Haas 3
18. Fernando Alonso (Esp) Aston Martin 1

LA CLASSIFICA MONDIALE COSTRUTTORI

1. Mercedes 358 punti
2. Ferrari 285
3. McLaren 195
4. Red Bull 151
5. Alpine 61
5. Racing Bulls 61
7. Haas 21
8. Williams 11
9. Audi 10
10. Aston Martin 1
11. Cadillac 0

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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