Economia
Fincantieri, VARD costruirà due unità destinate alla manutenzione di boe e fari per Trinity House
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40 minuti fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – VARD, controllata norvegese del Gruppo Fincantieri e tra i principali costruttori mondiali di navi speciali, ha firmato un contratto per la progettazione e costruzione di due navi multifunzione destinate alla manutenzione di boe e fari (Buoy and Lighthouse Maintenance Vessels) per Trinity House, l’Autorità Generale dei Fari per Inghilterra, Galles, Isole del Canale e Gibilterra. Il valore del contratto è superiore ai 220 milioni di euro.
Assegnato a seguito di una gara pubblica, il contratto rientra nel programma di rinnovo della flotta di tre unità di Trinity House. Le nuove navi sostituiranno le THV Patricia e THV Galatea, rafforzando la capacità dell’organizzazione di garantire servizi di ausilio alla navigazione che siano sicuri, efficienti e affidabili e supportando la manutenzione delle infrastrutture marittime strategiche nelle acque del Regno Unito. Le unità saranno realizzate sulla base del progetto VARD 9 601, sviluppato da Vard Marine in Canada in collaborazione con Vard Design in Norvegia. Ideate come piattaforme multifunzione altamente versatili, le unità combineranno operazioni di manutenzione delle boe, attività di rilievo idrografico e capacità di risposta alle emergenze, supportando Trinity House nello svolgimento della propria missione in qualità di una delle più antiche e autorevoli istituzioni marittime al mondo.
Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha commentato: “L’aggiudicazione di questo contratto rappresenta un importante riconoscimento delle competenze di VARD e della leadership industriale e tecnologica di Fincantieri nella costruzione di navi complesse. Supportare un’organizzazione come Trinity House significa contribuire alla sicurezza, all’affidabilità e alla resilienza dei servizi e delle infrastrutture marittime attraverso soluzioni che coniugano sostenibilità, innovazione e una visione di lungo periodo. Questo programma riflette il nostro impegno nello sviluppo di capacità strategiche che stanno ridefinendo il futuro del settore marittimo, dalla transizione energetica e la digitalizzazione, fino alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture e dei sistemi critici”.
Le unità saranno dotate di sistemi di propulsione ibridi e di sistemi di accumulo dell’energia a batterie progettati per ridurre il consumo di carburante e l’impatto ambientale, consentendo operazioni a emissioni zero durante la permanenza in porto e garantendo una maggiore efficienza nella navigazione e nelle operazioni di posizionamento dinamico. Le navi, concepite per garantire la massima adattabilità futura, saranno inoltre predisposte per una possibile conversione all’alimentazione a metanolo, consentendo un’ulteriore riduzione dell’impronta ambientale durante il loro ciclo di vita.
“Oltre alle elevate prestazioni ambientali, le navi integreranno avanzate capacità digitali e sistemi di cybersecurity progettati per garantire un funzionamento sicuro e affidabile dei sistemi di bordo, in linea con la crescente rilevanza della resilienza informatica nel settore marittimo – si legge in una nota -. Il contratto comprende inoltre una partnership nel campo della formazione che coinvolgerà VARD, Trinity House e Vard Marine in Canada, favorendo lo scambio internazionale di competenze e contribuendo allo sviluppo di professionalità nel settore arittimo attraverso programmi dedicati ad apprendisti e studenti. Le unità saranno costruite facendo leva sul modello industriale integrato di VARD a livello globale. Le consegne sono previste nel secondo e nel quarto trimestre del 2029 da uno dei cantieri VARD in Norvegia. Questo nuovo contratto rafforza ulteriormente la posizione di VARD nel mercato delle navi altamente specializzate e sottolinea il ruolo del Gruppo Fincantieri nel guidare l’innovazione, la sostenibilità e lo sviluppo tecnologico nell’industria marittima globale”.
– Foto ufficio stampa Fincantieri –
(ITALPRESS).
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Rapporto Confcommercio, in Italia -14,4% esercizi al dettaglio tra il 2018 e il 2025 ma cresce il fatturato
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40 minuti fa-
22 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il commercio italiano cambia, si rafforza sul piano economico, aumenta efficienza e produttività, ma perde presenza fisica sul territorio. Tra il 2018 e il 2025, infatti, il numero complessivo delle unità locali del commercio al dettaglio è passato da 666.479 a 570.313, con una riduzione del 14,4%. Il calo riguarda soprattutto gli ambulanti (-27,3%) e i piccoli negozi alimentari (-17,9%). È quanto emerge dal primo Rapporto Confcommercio sul commercio in Italia. Allo stesso tempo, però, gli addetti diminuiscono con intensità molto minore, da 1,905 milioni a 1,871 milioni (-1,8%) e aumenta sensibilmente (dal 12,2% al 17,4%) la quota delle società di capitali nel commercio al dettaglio.
BOOM FATTURATO PER DISCOUNT (+101,1%) ED E-COMMERCE (+41,9%)
Una rete più rarefatta di esercizi al dettaglio ma mediamente più strutturata con un dato rilevante riguardo le performance economiche: il fatturato complessivo del commercio al dettaglio sale da 326,8 a 410,7 miliardi di euro (+25,7%) e il fatturato per addetto passa da 172mila a 220mila euro (+27,9%), un risultato che conferma la capacità del settore di recuperare efficienza, anche in una fase segnata da inflazione, trasformazione dei consumi e crescente integrazione tra canali fisici e digitali.
L’analisi delle formule distributive evidenzia forti differenze con i discount alimentari che registrano la crescita numerica più marcata (+7,4%) e un fatturato più che raddoppiato (+101,1%), confermando la ricerca di convenienza da parte delle famiglie. Cresce anche il numero di attività legate all’aggregato e-commerce, porta a porta e distributori automatici (+13,6%), con un aumento del fatturato del 41,9%, mentre, sempre in termini di fatturato, risultano in difficoltà gli ipermercati (-8,4%) e gli ambulanti (-14,9%).
MENO NEGOZI MA CRESCONO GLI ADDETTI, +8,3 SUPERMERCATI
Il calo delle unità locali non si traduce necessariamente in una contrazione dell’occupazione complessiva; al contrario, in diversi comparti si osserva una crescita degli addetti nonostante il calo dei punti vendita. Ad esempio, nel caso dei supermercati e delle grandi superfici di vendita di articoli tecnologici, che tra il 2018 e il 2025 registrano un incremento degli addetti pari all’8,3%. Analogamente, anche nel segmento degli esercizi specializzati i negozi di abbigliamento, calzature, gioielleria e altre categorie affini mostrano una dinamica occupazionale positiva (+3,4%), pur in presenza di una riduzione del numero complessivo di punti vendita. Ciò conferma come la razionalizzazione della rete distributiva non implichi necessariamente una perdita di capacità occupazionale, ma piuttosto una sua riallocazione verso operatori più strutturati. L’osservazione congiunta delle variazioni delle unità locali e degli addetti consente quindi di cogliere più efficacemente le trasformazioni strutturali in atto nel sistema distributivo. In particolare, emerge una diffusa tendenza all’aumento della dimensione media dei punti vendita, come evidenzia la crescita del numero medio di addetti per unità locale.
I dati mostrano come l’aumento del rapporto sia particolarmente pronunciato proprio nei comparti che hanno registrato le contrazioni più significative del numero di unità locali. Tra gli esercizi specializzati, i piccoli negozi alimentari registrano una crescita negli ultimi sette anni degli addetti per unità locale pari al 13,3%, mentre i negozi di articoli culturali e ricreativi raggiungono un incremento del 21,4%. Un aumento particolarmente significativo si osserva anche nel comparto dell’abbigliamento, delle calzature e delle gioiellerie, dove l’indicatore cresce del 22,4%.
SUD MANTIENE UNA MAGGIORE CAPILLARITÀ COMMERCIALE
Il Mezzogiorno mantiene una maggiore capillarità commerciale rispetto al resto del Paese. Una tenuta legata anche alle minori opportunità di lavoro dipendente, che favoriscono l’autoimprenditorialità, al ruolo degli incentivi e all’aumento dei flussi turistici. Ma questa resilienza può avere una doppia lettura: da un lato rappresenta una ricchezza sociale ed economica, dall’altro potrebbe anticipare un futuro processo di riduzione più rapido dei negozi anche al Sud.
Il Sud, infatti, sembra essere caratterizzato ancora da maggiore capillarità commerciale (densità per 1.000 abitanti) rispetto al resto del Paese, da minori opportunità di lavoro dipendente, che spinge o costringe all’auto-imprenditorialità, dal funzionamento degli incentivi (resto al Sud e ZES), fenomeni che contribuiscono a una tenuta del commercio al dettaglio nel Mezzogiorno. Questo fatto ha una doppia interpretazione: bene la resilienza, ma forse siamo in presenza semplicemente di un ritardo, il numero di negozi potrebbe al Sud presto scendere più velocemente che al Nord solo per un tema di convergenza
Più intrigante è la questione se vi siano ancora spazi profittevolmente occupabili al Sud da parte della grande distribuzione: infatti, nel periodo 2018-2023 sono molto aumentate le unità locali non solo dei supermercati ma, soprattutto, delle grandi superfici di prodotti per la tecnologia; è l’indice di una modernizzazione non del tutto compiuta. Tutto ciò considerato, il Sud presenta negli ultimi anni un miglioramento di efficienza/produttività del commercio al dettaglio ben superiore, in termini dinamici, rispetto alle altre macro-aree: il commercio anche in quest’area recupera prodotto per addetto e per unità locale, il che lo irrobustisce e lo rende meno fragile rispetto a shock avversi, a cominciare dalle oscillazioni della domanda di consumo da parte delle famiglie.
+4,2% FARMACIE, MENO EDICOLE E LIBRERIE
Il calo delle unità locali, che si osserva su tutto il territorio nazionale da oltre un decennio, interessa la maggior parte dei segmenti del commercio, con poche eccezioni, ed emerge con particolare evidenza nel comparto degli esercizi specializzati, che registra una contrazione tra il 2018 e il 2025 del 14,3%, e nel commercio ambulante (-27,3%). Si tratta di una dinamica che colpisce soprattutto le attività di piccole dimensioni e a forte radicamento territoriale, come i piccoli negozi alimentari (-17,9%) e gli esercizi dedicati ai consumi culturali e ricreativi (-21,9%). Tra le poche eccezioni spiccano le farmacie (+4,2%), sostenute dalla natura meno elastica della domanda e dall’ampliamento dell’offerta di prodotti e servizi per la salute e la cura della persona.
La diminuzione di attività quali edicole, librerie, cartolerie, negozi di giocattoli e di articoli musicali, penalizzate anche dalla crescente digitalizzazione dei consumi culturali e ricreativi, deve destare preoccupazione in quanto determina un impoverimento del tessuto urbano. Si tratta infatti di esercizi che, oltre alla loro funzione economica, svolgono un importante ruolo sociale e relazionale, contribuendo alla vitalità dei quartieri.
SANGALLI “PLURALISMO DISTRIBUTIVO È CIFRA DISTINTIVA CONFCOM”
“Il pluralismo distributivo è la cifra distintiva della nostra politica associativa, che fa convivere la piccola, la media e la grande distribuzione. Le nostre imprese interpretano l’economia diffusa, l’innovazione e la responsabilità, creando comunità e lavoro di qualità. E il nostro essere ‘sindacato’ si esprime da sempre con gli stessi contratti collettivi nazionali”. Lo afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in occasione della presentazione del primo Rapporto sul commercio in Italia di Confcommercio. “Il sistema contrattuale di Confcommercio interessa circa 5 milioni di lavoratori. Questi numeri dicono una cosa molto semplice: quando parliamo di qualità del lavoro nel terziario, parliamo di milioni di persone con un sistema di welfare consolidato e innovativo. E proprio sulla qualità del lavoro – spiega – ci siamo impegnati a fondo contro il dumping contrattuale, insieme alle altre parti sociali realmente rappresentative. Il dumping contrattuale riduce la qualità dell’occupazione e, di conseguenza, frena la crescita”.
“Il tema della crescita è decisivo, proprio nel quadro economico che continua a presentare molteplici fattori di incertezza. Le tensioni geopolitiche, le trasformazioni degli scambi internazionali, l’evoluzione delle tecnologie e i cambiamenti nelle abitudini di consumo richiedono alle imprese una capacità di adattamento sempre maggiore. Eppure, proprio in questo contesto, il commercio italiano continua a dimostrare una straordinaria capacità di trasformarsi ed essere competitivo, in termini di fatturato e di produttività”.
“Le aziende commerciali, tra il 2018 e il 2025, hanno reagito ai cambiamenti e li hanno affrontati con responsabilità e capacità imprenditoriale: hanno investito, si sono riorganizzate e hanno innovato. Certo, negli stessi anni, abbiamo perso quasi centomila punti vendita: è il grande problema della desertificazione commerciale. E questo non è soltanto un dato economico, pur importante. È un aspetto che incide sulla qualità della vita delle persone. Perché – come sosteniamo da sempre – dove c’è il terziario di mercato, c’è vivibilità diffusa, sicurezza, relazioni sociali”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Leonardo, Mariani “Nostra supply chain efficace nell’adattarsi al mercato” / Video
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17 ore fa-
21 Luglio 2026di
Redazione
FARNBOROUGH (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – “L’aumento della capacità produttiva rispetto a una domanda accresciuta del mercato è confortato dalla consapevolezza di avere una supply chain in grado di rispondere in maniera dinamica e particolarmente efficace a queste richieste”. Lo afferma l’amministratore delegato e direttore generale di Leonardo Lorenzo Mariani, a margine dell’International Airshow di Farnborough, nel Regno Unito. Un punto di forza di Leonardo è la capacità di adattarsi al mercato, grazie alla flessibilità e alla selezione di staff qualificato: “Siamo riusciti ad adattarci grazie alla capacità di attrarre talenti e di utilizzare al meglio i nostri asset produttivi”, spiega Mariani.
A Farnborough Mariani ha annunciato la chiusura di un contratto per la fornitura di 11 elicotteri alla compagnia saudita The Helicopter Company (THC), per il trasporto privato e servizi di emergenza sanitaria.
Inoltre sono stati conclusi accordi con la Repubblica d’Indonesia per 12 velivoli leggeri multiruolo da combattimento, destinati all’Aviazione del Paese, e per elicotteri destinati alla Marina.
Infine, è stata annunciata la piena operatività della Joint Venture (JV) LBA Systems, in partnership con la compagnia turca Baykar, per entrare nel settore dei sistemi a pilotaggio remoto. Mariani inoltre ritiene che si debba prendere in considerazione una collaborazione con l’industria ucraina: “Non abbiamo obiettivi precisi ma in questi anni hanno acquisito competenze importanti, per cui Leonardo trarrebbe beneficio da tale collaborazione”.
– Foto screenshot video f51/Italpress –
(ITALPRESS).
Economia
50 anni di Fiat in Brasile, Elkann “A Betim il più grande ciclo di investimenti, qui per restare”
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19 ore fa-
21 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Quando siamo arrivati, Betim contava circa quarantamila abitanti. Oggi ne conta dieci volte tanti. E questo stabilimento ha fatto parte di questa trasformazione in ogni fase del percorso. Ma esiste una verità ancora più profonda, che i numeri da soli non possono raccontare. Il Brasile ha insegnato alla Fiat nuovi modi di pensare. Betim ospita oggi uno dei nostri siti industriali più avanzati al mondo: manifattura di ultima generazione, centri di ricerca e sviluppo, laboratori e tecnologie che mettono in connessione persone, macchine e dati. Chi visita Betim oggi fatica a credere che abbia cinquant’anni. Spero di poter dire lo stesso anche di me. Il nostro impegno si misura con i fatti”. Così il presidente di Stellantis, John Elkann, all’evento per i 50 anni di Fiat in Brasile celebrato oggi nello stabilimento di Betim.
“Dopo aver investito 7 miliardi di reais per modernizzare questo stabilimento nell’ultimo decennio, e altri 8,5 miliardi per aumentarne la capacità produttiva e sviluppare nuovi motori e nuovi prodotti, oggi siamo nel pieno del più grande ciclo di investimenti della storia di Betim: 14 miliardi di reais entro il 2030, la quota più consistente dei 32 miliardi di reais che Stellantis investirà in Sud America. Come potete vedere, siamo qui per restare”, ha aggiunto.
“La nascita di questo stabilimento fu resa possibile dalla visione e dall’entusiasmo di mio nonno, Gianni Agnelli, che seppe vedere nel Minas Gerais – e più in generale nel Brasile – ciò che molti altri ancora non riuscivano a vedere. Oggi lavorano qui 19.000 donne e uomini, oltre la metà dell’intera forza lavoro Stellantis in Sud America. E questa famiglia continua a crescere. Abbiamo appena creato oltre 1.200 nuovi posti di lavoro per la produzione di un nuovo modello Fiat. Attorno a questo stabilimento operano oltre 400 fornitori, dando vita a uno dei poli industriali più forti dell’intero continente. Quando cresce Betim, cresce un’intera regione. Il Brasile ha insegnato alla Fiat nuovi modi di pensare”, ha concluso Elkann.
FILOSA “BRASILE HA RUOLO FONDAMENTALE, CONTINUEREMO A INVESTIRE”
“C’è qualcosa di davvero speciale nel rapporto tra la Fiat e il Brasile. Cinquant’anni fa, la Fiat credette nel potenziale di questo Paese grazie alla visione del grande avvocato Gianni Agnelli. In un momento in cui l’industria automobilistica brasiliana, ancora agli inizi, era concentrata nello Stato di San Paolo, la Fiat ebbe il coraggio di rompere gli schemi e di scegliere il Minas Gerais. Nel corso di questi cinque decenni, la Fiat ha contribuito a trasformare l’industria automobilistica brasiliana. E il Brasile ha ricambiato quella fiducia in modo straordinario. Oggi questo è il più grande mercato Fiat al mondo”. Così l’ad di Stellantis, Antonio Filosa
“È qui che il marchio continua a reinventarsi e a ispirare soluzioni per tutta la nostra azienda. Qui la Fiat ha lanciato nuove tecnologie e nuove tendenze, sviluppando una rete di fornitori e concessionari. Ha creato occupazione e formato intere generazioni di professionisti. In questa visione, il Sud America ha un ruolo fondamentale, con il Brasile a fare da guida. Continueremo a investire, a innovare e a dimostrare la forza della Fiat e di tutta Stellantis. Perché quando penso al futuro di Stellantis, ne vedo una parte importante costruirsi proprio qui. Così come è accaduto negli ultimi cinquant’anni… e continuerà ad accadere nei prossimi cinquanta”, ha concluso Filosa.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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