Politica
Nato, Tajani “Trovare convergenze tra europei e americani a tutela della libertà”
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50 minuti fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo lavorare per fare in modo che europei e americani – visto che si tratta di una alleanza politica e non solo militare – possono trovare delle convergenze a tutela dei valori, soprattutto quelli della libertà e della democrazia, da parte di questa Alleanza”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del seguito dell’audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.
Riguardo al Medio Oriente, “noi intendiamo andare avanti con tutte le azioni a sostegno di un accordo negoziale, oggi dovrebbe esserci una riunione tra i paesi del golfo per vedere come trovare una posizione comune e favorire un dialogo tra Stati Uniti e Iran sulla questione di Hormuz”, ha sottolineato Tajani.
“Finchè non ci sarà un cessate il fuoco duraturo noi non potremmo partecipare ad alcuna missione internazionale – ha aggiunto il vicepremier e ministro degli Esteri -, fermo restando che sono sempre missioni legate ad iniziative internazionali”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Politica
SWG, il 47% degli elettori chiede la difesa dell’identità e il 39% miglioramenti economici
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50 minuti fa-
28 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – SWG ha realizzato un’indagine sul ruolo dell’identità nelle scelte di voto degli italiani, prendendo spunto dai temi affrontati nel libro “La stagione dell’identità – Dalla Brexit a Trump, perché orgoglio e valori contano più di salari e welfare” di Domenico Petrolo. La ricerca evidenzia come, “per una quota significativa di elettori, il riconoscimento e la protezione della propria identità abbiano oggi un peso maggiore rispetto alle proposte economiche”. Negli ultimi trent’anni, le dinamiche del consenso e della comunicazione politica hanno subito significativi mutamenti, con tendenze trasversali a molte democrazie occidentali. Uno dei fattori determinanti di questi cambiamenti “è stata la crescita dell’esigenza di riconoscimento delle diverse identità sociali e politiche”. I risultati mostrano che “il 47% degli elettori, nella scelta di voto, attribuisce maggiore importanza al riconoscimento e alla protezione della propria identità, una quota superiore al 39% che assegna invece maggiore peso alle proposte economiche”. Alla base di questo dato si colloca il fatto che ampi strati di cittadini oggi non si sentano sufficientemente rispettati e, in qualche modo, vivano una sensazione di umiliazione. Il 39% dei cittadini dichiara infatti di “non sentirsi adeguatamente riconosciuto e valorizzato”. Le forze politiche raccolgono quindi consenso quando riescono a esprimere un riconoscimento della dignità degli elettori che si sentono ai margini o non rispettati.
Alcune riescono a intercettare questa domanda più di altre, ma allo stato attuale il 30% dei cittadini non si considera compreso e valorizzato da alcun partito. L’esigenza di protezione dell’identità nasce anche dalla percezione della presenza di fenomeni che la minacciano. Le paure identitarie assumono caratteristiche differenti a seconda dell’orientamento politico. Tra gli elettori di sinistra, che mostrano una maggiore carenza di riconoscimento, “le preoccupazioni si concentrano soprattutto sulla rinascita del fascismo”. Tra gli elettori di destra, invece, “le minacce percepite riguardano principalmente la cultura woke e l’islam”. I risultati “descrivono un tema sociale complesso, che presenta sfide rilevanti per i partiti politici nei prossimi anni”. La capacità di interpretare le richieste di riconoscimento, dignità e appartenenza sarà sempre più centrale nella costruzione del consenso e nella rappresentanza delle diverse identità presenti nella società.
– foto SWG –
(ITALPRESS).
Politica
Alleanza Globale per la Soluzione a due Stati, al via le sessioni tecniche alla Farnesina
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50 minuti fa-
28 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Sul fronte mediorientale, l’Italia svolge un ruolo proporzionato al suo peso politico-militare, e non è un caso che Roma in questi giorni stia diventando capitale della pace, quella di questi due giorni, non è una semplice riunione, è la riunione dell’alleanza globale per l’attuazione della soluzione due popoli due Stati”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del seguito dell’audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Ci sarà un documento finale Italia-Arabia Saudita che prevede, tra l’altro, la condanna di ciò che sta accadendo in Cisgiordania” ha aggiunto Tajani “noi siamo fermamente contrari all’occupazione dei coloni, questa scelta riduce la possibilità di arrivare a una soluzione dei due Stati”.
ALLEANZA GLOBALE PER SOLUZIONE 2 STATI, AL VIA OGGI SESSIONI TECNICHE ALLA FARNESINA
Prenderà avvio oggi pomeriggio alla Farnesina la riunione dell’Alleanza Globale per la Soluzione a due Stati, che proseguirà domattina con un segmento di alto livello co-presieduto dal Ministro Tajani e dal Ministro saudita Faisal bin Farhan Al Saud, e con la partecipazione della Ministra degli Esteri dell’Autorità Palestinese Varsen Aghabekian e del Senior Advisor statunitense del Board of Peace, Aryeh Lightstone. I due giorni di lavori, fa sapere la Farnensina, si concluderanno domani pomeriggio con un segmento a porte chiuse dedicato al dialogo interreligioso. La sessione di oggi pomeriggio vede la partecipazione di circa 30 delegazioni a livello tecnico, inclusi i co-presidenti degli otto gruppi di lavoro della Conferenza di New York e altri Paesi attivi nel dossier. Alla riunione interverrà da remoto l’Alto Rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, che ha il mandato di coordinare la governance transitoria, la ricostruzione e l’attuazione del piano di Pace per Gaza in 20 Punti. La sessione di oggi ha l’obiettivo di fare il punto sui progressi compiuti nell’attuazione della Dichiarazione di New York, studiando nuove sinergie a favore del processo di pace attraverso l’attuazione della Risoluzione ONU 2803 e il Board of Peace. L’Alleanza Globale per l’Attuazione della Soluzione dei Due Stati è stata istituita nel 2024 su impulso di Arabia Saudita, Norvegia e Unione Europea.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Al Senato un confronto su comunicazione politica e astensionismo
Pubblicato
14 ore fa-
27 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Comunicazione politica, partecipazione e crisi dell’astensionismo sono stati i temi al centro del doppio appuntamento promosso dal senatore del Pd Filippo Sensi nella Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama. Due eventi consecutivi, dedicati alla campagna elettorale del candidato sindaco di New York Zohran Mamdani e alla presentazione del libro “Votare” del costituzionalista Francesco Clementi, hanno messo a confronto esperienze e riflessioni sul rapporto tra politica, consenso e cittadini. Il primo incontro ha avuto come ospite principale Anthony Di Mieri, regista e cofondatore dell’agenzia creativa Melted Solids, che ha firmato alcuni dei principali video della campagna elettorale del sindaco di New York Mamdani. Di Mieri ha raccontato come è stata costruita la comunicazione della campagna, spiegando che i social media sono importanti, ma da soli non bastano. Per coinvolgere le persone, ha detto, è necessario trasmettere passione e autenticità, facendo sentire gli elettori parte di un progetto. Da qui il significato dello slogan “People have the power”. Giovanni Diamanti, presidente di YouTrend Strategies, ha ripercorso l’evoluzione della comunicazione politica americana, dalle campagne di Barack Obama fino a oggi. Ha sottolineato il ruolo sempre più centrale dei social media e dell’identità politica, ma ha anche spiegato che l’Italia non può limitarsi a copiare i modelli americani.
“L’Italia progressista può prendere spunto da esperienze come quelle di Obama o Mamdani, ma ogni Paese ha una storia, una cultura politica e una demografia diverse”, ha osservato. Marilisa Palumbo, caporedattrice Esteri del Corriere della Sera, ha invece analizzato il panorama politico americano, soffermandosi sulla crescente influenza del trumpismo e sugli effetti che questo scenario può avere anche sul dibattito del Partito Democratico italiano. Sul tema della partecipazione è intervenuta anche Lia Quartapelle, deputata del Pd, secondo la quale una delle difficoltà della politica italiana è riuscire a mobilitare gli elettori. “In Italia la politica è noiosa”, ha osservato, sottolineando la necessità di trovare linguaggi nuovi per coinvolgere i cittadini. A chiudere il primo incontro è stato il senatore Filippo Sensi, promotore dell’iniziativa, che ha moderato un confronto finale con Anthony Di Mieri e gli altri relatori. Il dibattito si è concentrato sulle prospettive del mondo politico, con particolare attenzione all’area progressista e alle sfide della comunicazione, della partecipazione e della mobilitazione dell’elettorato.
A seguire si è svolta la presentazione del libro “Votare” di Francesco Clementi, ordinario di Diritto pubblico comparato all’Università La Sapienza di Roma. Al dibattito hanno preso parte il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, l’europarlamentare Giorgio Gori, il sindaco di Parma Michele Guerra, la giornalista de Il Domani Daniela Preziosi e il senatore Filippo Sensi. Al centro del confronto il tema dell’astensionismo, che vede ormai oltre la metà degli italiani rinunciare al voto. Clementi ha richiamato un concetto espresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando la necessità di ritrovare il senso del voto. “Il voto è una promessa che c’è un domani. Le democrazie sanno che non c’è un risultato già scritto, a differenza delle non democrazie”, ha affermato. “L’esito non è mai scontato”. Per il costituzionalista il voto costruisce il futuro e rappresenta un gesto attivo che tiene viva la democrazia. Sul rapporto tra cittadini e istituzioni si è soffermato il sindaco di Parma, che ha affrontato il tema delle ragioni che spingono molti elettori a non recarsi alle urne. Secondo Guerra, molti cittadini sono convinti che il loro voto non possa cambiare le cose. Per questo, ha spiegato, soprattutto un sindaco deve mantenere un rapporto diretto e costante con gli elettori.
Preziosi ha invece posto l’accento sulle responsabilità delle istituzioni e della politica nell’aumento dell’astensionismo. Tra le cause ha indicato il comportamento degli eletti, che spesso non rispecchiano le aspettative degli elettori, e la necessità che i politici parlino con sincerità ai cittadini, “senza trattare gli elettori come adolescenti”. La perdita del senso della democrazia, ha osservato, coincide con la perdita della partecipazione. Giorgio Gori ha affrontato il tema della selezione della classe politica e delle preferenze nella scelta dei rappresentanti, indicando nella fiducia tra elettori ed eletti uno degli elementi fondamentali per contrastare l’astensionismo e rafforzare la partecipazione democratica. “L’elettorato, per poter votare, deve soprattutto essere informato”; queste le parole dell’europarlamentare. A chiudere il panel è stato Antonio Decaro, che si è soffermato sull’importanza del voto e sulla responsabilità che ha un politico quando riceve consenso da parte degli elettori. Il tema delle preferenze, anche nel suo intervento, è stato un tema cardine. Secondo Decaro infatti bisognerebbe introdurle anche nel parlamento italiano, essendo queste già presenti in altre istituzioni come Parlamento europeo e municipi. Per quanto riguarda il libro di Clementi, per Decaro “l’astensionismo è legato alla mancanza di fiducia”. I due incontri hanno così offerto uno sguardo complementare sulle sfide della democrazia contemporanea, mettendo in evidenza come una comunicazione politica efficace e il recupero della partecipazione al voto rappresentino elementi centrali per ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
– foto xu1/Italpress –
(ITALPRESS).


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