Politica
Grillo “Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità e diversità”
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5 minuti fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua “diversità”. Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio”. Così Beppe Grillo in un lungo post sul suo blog dal titolo “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”.
“Eppure, qualcosa deve essere ricordato, il MoVimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo… Era la delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse – prosegue -. Noi avevamo provato a darne alcune, distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione. Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo, sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet”.
“Oggi la crisi del modello occidentale è più profonda, il sistema viene consumato dall’interno e messo sotto pressione dall’esterno; anche il disagio legato all’immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione, è il sintomo di una malattia che la politica preferisce usare anzichè curare. Da una parte si grida all’invasione, dall’altra si finge che il problema non esista, e in mezzo restano i cittadini e gli immigrati, dentro una società divisa – sottolinea il co-fondatore del MoVimento 5 Stelle -. Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo. Il programma dovrebbe partire da qui, dall’ascolto. Le domande riguardano la sicurezza e la salute, l’equità, la partecipazione e l’identità. Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio. Prendiamo il lavoro, se una parte delle attività sarà svolta da intelligenze artificiali e robot, chi riceverà la ricchezza prodotta? Le macchine lavoreranno e gli esseri umani guarderanno? Avremo pochi proprietari degli algoritmi e milioni di persone con un abbonamento mensile alla sopravvivenza? Questo scenario impone politiche sul reddito e sul lavoro, impone anche di ripensare la formazione e l’immigrazione”.
“Persino alcuni protagonisti della rivoluzione tecnologica parlano di reddito universale. Bene! Che comincino a finanziarlo coloro che guadagnano dall’automazione. Non si può privatizzare il futuro e distribuire la disperazione! Prendiamo la sanità, l’intelligenza artificiale cambierà la diagnostica e l’assistenza, inciderà anche sulla ricerca – aggiunge Grillo -. Il problema della salute non può essere ridotto ai costi, dobbiamo domandarci chi controllerà questi strumenti, chi stabilirà le priorità e dove finiranno i dati sanitari. La tecnologia servirà a curare le persone oppure a scegliere quelle considerate convenienti? E poi i nostri i dati, lo ripeto da una vita, viviamo nel capitalismo della sorveglianza, siamo osservati e classificati da società private che conoscono i nostri comportamenti meglio dei nostri familiari, sanno dove siamo, cosa compriamo e cosa desideriamo, cercano anche di prevedere quando cambieremo idea. Quei dati sono nostri, dovremmo poterli controllare e decidere come utilizzarli, anche per rendere la società più sicura e migliorare i servizi pubblici. Abbiamo costruito un mondo in cui un’azienda conosce ogni nostro spostamento, mentre lo Stato spesso non riesce a dirci quando passerà l’autobus. Prendiamo poi la democrazia, la rete permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti, e prima o poi finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza – conclude -. La tecnologia potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni. Ecco, il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere…”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Politica
Tajani “Sui fondi Safe decisione politica a settembre. Prenotati 14,9 miliardi, ne useremo tra i 6 e i 9 nel 2027”
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5 minuti fa-
29 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Per i fondi Safe sulla difesa “abbiamo opzionato 14,9 miliardi. Stiamo decidendo quanti ne prenderemo: direi tra i 6 e i 9 miliardi nel 2027. La decisione politica potrebbe arrivare a settembre”. Lo afferma in un’intervista al quotidiano La Repubblica il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. E a una domanda sulle perplessità della Lega, Tajani risponde così: “Ricordo che a scrivere la lettera per opzionare quei fondi è stato il ministro Giorgetti. Converrebbe utilizzare più quel tipo di finanziamento che i titoli di Stato”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Tajani “Abbiamo deciso di utilizzare Safe per 14,9 miliardi entro fine anno”. Portavoce Ue “Decisione Italia a dicembre non è tempistica adatta”
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14 ore fa-
28 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno, formuleremo la nostra proposta”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del seguito dell’audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. Ad entrare nel dettaglio è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sempre nel corso dell’audizione: “Il Safe, per come è stato impostato, è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo, non di quello a bilancio, per cui in Italia è una alternativa al bot, è una scelta tecnica, che il ministro farà entro la fine dell’anno. Non è una scelta politica, una scelta tecnica, la scelta politica sarà lo scostamento di bilancio, che voteremo, se voteremo a settembre, sullo 0,9 sulla difesa e lo 0,6 sull’energia”.
“Dobbiamo lavorare per fare in modo che europei e americani – visto che si tratta di una alleanza politica e non solo militare – possono trovare delle convergenze a tutela dei valori, soprattutto quelli della libertà e della democrazia, da parte di questa Alleanza”, ha detto.
Riguardo al Medio Oriente, “noi intendiamo andare avanti con tutte le azioni a sostegno di un accordo negoziale, oggi dovrebbe esserci una riunione tra i paesi del golfo per vedere come trovare una posizione comune e favorire un dialogo tra Stati Uniti e Iran sulla questione di Hormuz”, ha sottolineato Tajani.
“Finchè non ci sarà un cessate il fuoco duraturo noi non potremmo partecipare ad alcuna missione internazionale – ha aggiunto il vicepremier e ministro degli Esteri -, fermo restando che sono sempre missioni legate ad iniziative internazionali”.
PORTAVOCE UE SU SAFE “DECISIONE ITALIA A DICEMBRE NON È TEMPISTICA ADATTA”
Attendere fino a dicembre la decisione, da parte dell’Italia, sui fondi previsti dal programma europeo per la difesa Safe “non è una tempistica adatta” per l’Unione europea. Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione Ue durante un briefing con la stampa. Il regolamento, ha spiegato, contempla una scadenza che obbliga la Commissione a rilanciare un nuovo bando nel caso l’Italia dovesse chiedere una cifra diversa da quella inizialmente prevista. Quei fondi, ha concluso il portavoce, andrebbero comunque riallocati entro la fine di quest’anno.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Politica
Fontana “Presidente Repubblica? Tanti entrano papi ed escono cardinali”
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16 ore fa-
28 Luglio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Siccome ci sono delle elezioni di mezzo è molto complicato dire cosa accadrà quando si dovrà votare per il Presidente della Repubblica. Quando vedremo come sarà la maggioranza potremmo meglio capire, anche se spesso tanti cardinali entrati in conclave come Papa spesso sono usciti come cardinali, l’elezione del Presidente della Repubblica ha una storia a sè. Non deve essere di destra o di sinistra, deve fare il Presidente e rappresentare tutti gli italiani ed essere un buon arbitro, poi può avere una estrazione politica”, se di destra “perchè no, ma deve e fare il Presidente nel miglior modo possibile. Penso questo sia l’obiettivo che dovrà avere chiunque farà il Presidente perchè è un punto di riferimento per gli italiani”. Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel corso della cerimonia di consegna del Ventaglio da parte della stampa parlamentare, e a chi gli domanda se gli piacerebbe essere il prossimo inquilino del Colle risponde scherzando: “c’è una famosa canzone: non ho l’età, pur volendo ancora non rientro e non posso neppure immaginarlo”. Diversi sono stati gli argomenti toccati nel corso dell’incontro con la stampa parlamentare, dalla legge elettorale alla sicurezza, dalla manovra alle crisi internazionali.
“La legge elettorale non è una tematica che mi appassiona, la maggior parte delle elezioni a cui ho partecipato erano con le preferenze e non mi sono trovato male, ma anche il sistema maggioritario ha caratteristiche che non mi dispiacciono. Tutto questo sta nelle sensibilità di maggioranza e opposizione – prosegue -. La cosa più importante di una legge elettorale è capire chiaramente la possibilità di una maggioranza che possa governare in maniera stabile. Indipendentemente dal governo, la stabilità è necessaria. Sono convinto che serve una rappresentanza forte femminile, spero anche senza le quote perchè a volte questa cosa la vedo un pò sminuente per le donne, ma finchè non ci sarà trovo giusto facilitare l’accesso alle elezioni. In vista della legge di bilancio del prossimo autunno, la terza carica dello Stato spiega che ha “già iniziato a incontrare il Mef per cercare di avere delle tempistiche che possano garantire il più ampio dibattito in Parlamento e, se si potrà, anche fare una doppia lettura. Vorremmo cercare di fare in modo che questa legge di Bilancio, che probabilmente sarà molto impegnativa, possa eventualmente essere affrontare” in questo modo.
“Sulla decretazione d’urgenza mi sono speso già diverse volte e ho cercato di richiamare il governo a invertire la tendenza con risultati altalenanti. Questo principio, secondo il quale sono i governi a dettare i tempi dei parlamenti, non succede solo in Italia e solo con questo governo. Però noi come Camera abbiamo fatto una riforma del regolamento che così importante non c’era da quasi 30 anni e che prevede alternative importanti all’uso dei decreti legge, il regolamento è stato votato senza nessun voto contrario – spiega -. Il regolamento coinvolge tutte le iniziative e i metodi di procedura del lavoro della Camera, mi auguro che si potrà vedere una netta diminuzione della decretazione d’urgenza”. Poi due temi che stanno infiammando il dibattito politico nelle ultime settimane: il caso del gioielliere Mario Roggero e gli scontri con le Forze dell’ordine che hanno visto prima macchiare la manifestazione di Bologna che chiedeva giustizia per Fakir, poi l’assalto dei No Tav al cantiere di Chiomonte. “Mi sembra non ci siano le possibilità giuridiche” di candidare Mario Roggero. Sulla grazia, “avendo un grande rispetto delle prerogative del Presidente della Repubblica, penso sia una cosa che deve valutare la Presidenza. Serve tutelare il diritto a manifestare, è sintomo di una democrazia che funziona, ma non si possono mai attaccare le forze dell’ordine anche perchè spesso anche le ragioni di una buona manifestazione e sfumano. Penso che per tentare di garantire il fatto che le manifestazioni possano essere organizzate e poi svolte in maniera pacifica, di leggi ce ne siano già. Penso che qualsiasi legge che viene fatta, da una parte deve garantire il diritto a manifestare e dall’altra garantire le forze dell’ordine”.
Infine, un passaggio sulla situazione internazionale e sulla difesa. “Sono rimasto stupito dall’azione fatta nei confronti dell’Iran, non perchè condivido le posizioni del regime, ma perchè era abbastanza evidente che difficilmente attraverso dei bombardamenti si sarebbe potuto cambiare un regime o fermare il progetto dell’arma atomica. Mi ha stupito che non si sia riflettuto sulla chiusura di Hormuz che poi è avvenuta. Temo che l’azione militare abbia addirittura rafforzato il regime iraniano e abbia messo in luce la debolezza americana – osserva -. E’ preoccupante, questa situazione internazionale porta i vari Paesi a impegnarsi e puntare molto sul riarmo e più riarmo c’è e più è facile che queste armi vengano utilizzate. Ma un Paese deve assumersi le proprie responsabilità perchè quando tutti intorno a te creano degli eserciti più forti, tu non può non tenerne conto. Mi auguro che l’Italia abbia sempre un esercito efficiente ed efficace che deve guardare al Mediterraneo, ma deve tentare di creare ponti perchè questa è la vocazione dell’Italia, abbiamo sempre avuto la vocazione per la diplomazia”, conclude.
– Foto Camera dei Deputati –
(ITALPRESS).


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