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Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l’ora di colpire / di Italo Cucci

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di Italo Cucci

PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Fra 12 giorni comincia il campionato di Serie A e su tutte le partite che si giocano in questa presunta fase di preparazione domina – incontrastata – la partita a chiacchiere. Che ritrovo, immancabile, ogni vent’anni. Quando arriva la crisi. Una volta i dirigenti saggi e competenti risolvevano rapidamente il Calcioscommesse/Totonero dell’Ottanta e la Calciopoli del 2006 pur facendo giustizia sommaria. Dallo scontento nascevano due vittorie Mondiali, nell’82 e nel 2006, mentre la critica “progressista” chiedeva di ritirare le Nazionali e ammainare la bandiera. La lezione di Franchi, Sordillo e Carraro è ignorata. Sui giornaloni parlano Malagò e Maldini ma si tratta di Letture Domenicali. Come il fondo dei direttori, quando agli oneri della carica che li trasformava in capofabbrica sovrapponevano una breve licenza di giornalismo. Prediche inutili, così le intitolava Luigi Einaudi. Grande, piuttosto, la scelta del giornalismo sportivo: il fondo del lunedì, commento critico di fatti, fattacci e numeri incontestabili. Dal quale si apprende sempre chi ha vinto…le elezioni.

Adesso, invece di lavorare sul campo – dove si registrano sfide degne degli estivi tornei dei bar e l’Inter che ha battuto la Juve nel derby d’Australia è già da scudetto – disinteressati alle riforme della FIGC, si gioca con la FIFA di Infantino schierandosi all’unanimità col Ceferin dell’UEFA, dove non contiamo nulla visto che abbiamo soffocato l’unico dirigente italiano rivoluzionario epperciò fastidioso, Andrea Agnelli. Mi ha colpito, nell’interrogatorio di Cazzullo a Maldini, la vivacità dialettica del figlio di Ce-Cesare il Taciturno. Ma una volta offertogli il tema della Nazionale vittima degli stranieri cos’ha risposto? “Una soluzione l’avremmo trovata”. Detesto chi, sollecitato a risolvere un problema pratico immanente, mi risponde: “Stiamo lavorando”. Dal 1995, da quando la Legge Bosman ha stravolto il Campionato mettendolo in mano ai calciatori, al doveroso “nessun dorma” è seguito il grande sonno. Oggi comandano, insieme ai loro procuratori, solo i milionari zuzzurelloni che giocano – vedi per tutti Lukaku – sulla pelle dei club.

Tra vecchi e nuovi arrivi l’ultima ammucchiata esotica di cui si parla? Alajbegovic, Kolo Muani, Castro, Stones, Jones, Goncalo Ramos, Koulierakis, Read, Taylor, Ivanovic, Zirkzee, Akpoguma, Mastantuono, Dovbyk, Amondarain, Dallinga, Winks, Chalobah, Kaiki, Yan Couto, Geubbels e via così. E allora ripeto a Malagò: convochi i maggiori esperti di diritto per studiare insieme una soluzione, per trovare un cavillo magico da portare – dopo essere stati puniti trent’anni fa in Lussemburgo – fino a Strasburgo alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Visto il danno portato ai giovani calciatori italiani dall’invasione di stranieri. Nulla è impossibile, di questi tempi che segnalano il declino delle istituzioni. É il momento di colpire – direbbe Sun Tzu. “Siamo stati a Coverciano – dice ancora Maldini – è una macchina ferma, ci sono tantissime persone che vorrebbero fare. Ma non sanno cosa fare…”. Cosa ci fa il progressista Beretta dopo Baggio e Albertini? Cosa ci fa il rampicante Ulivieri strappato al Vaticano? Con Italo Allodi il Centro Tecnico era diventato l’Università del Calcio; con Valcareggi, Bearzot, Vicini e Maldini il tempio delle vittorie.

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Lì, guarda caso, per ottener credito internazionale, si sono laureati Cesc Fàbregas, Marek HamÜík, Franck Ribéry e Samir Handanovic. Lì lavorano con sottovalutato successo Bollini e Baldini: il primo lo proposi dopo l’uscita di scena di Mancini – prima di Spalletti – allora già col Mancio, oggi richiamato nel suo staff. Il secondo l’ho proposto fino a ieri e resta il mio CT personale. Mi auguro di non doverlo invocare per amore di Patria.

Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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C’è lo Shakhtar per l’Inter, Chivu “Divertiamoci anche nelle difficoltà”

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APPIANO GENTILE (ITALPRESS) – “Io voglio che i giocatori siano consapevoli dell’importanza della partita. Io mi prendo sempre la responsabilità di quello che non faccio, di quello che potrei migliorare, mi preoccupo di come trovare la chiave giusta per far funzionare la nostra identità, il nostro progetto. Anche loro devono prendersi le proprie responsabilità senza però perdere di vista il gioco del calcio: devono divertirsi anche nelle avversità, nelle difficoltà, capirle e reagire. Perchè questo ti da più possibilità di portare a casa la vittoria”. E’ quanto chiede Cristian Chivu ai suoi in vista della gara di domani contro lo Shakhtar Donetsk, terzo impegno nella League Phase di Champions dove finora l’Inter ha raccolto zero punti a causa delle sconfitte con Real Madrid e Bruges. Contro gli ucraini “sarà una partita difficile come lo sono tutte in Champions: troviamo avversari preparati, che sanno giocare, che hanno un certo tipo di ambizione e che vorranno essere protagonisti a San Siro, non hanno tanto da perdere – sottolinea a Sky Sport Chivu – Siamo consapevoli che giocare in Champions non è facile, non lo è nessuna partita, bisogna avere la voglia, la determinazione giusta per conquistare la vittoria”.

Quella che scenderà in campo domani contro lo Shakhtar sarà “a livello di prestazioni una squadra simile a quelle delle prime due partite ma bisognerà togliere i tanti errori che ci sono stati sia a livello individuale che mentale, di concentrazione: se si analizzano i gol presi, il 90% è per errori nostri – sono invece le parole di Alessandro Bastoni – Abbiamo parlato tanto di questo argomento, è una cosa che va corretta e domani sarà un’Inter più concentrata”.

Per il difensore non è questione di cattiveria o superficialità, “sono parole un pò inflazionate, nessuno va in campo con l’intenzione di sottovalutare la partita, ma succedendo ormai da diverse partite è qualcosa che va analizzata. Non è tanto superficialità ma poca attenzione, poca percezione del pericolo, qualcosa su cui migliorare”. Per quanto riguarda lo Shakthar, “ha grande qualità, ci sono tanti brasiliani per cui è una squadra tecnica, che non ha paura di esprimere il suo gioco, Dovremo stare compatti e difendere da squadra come si deve fare in ogni partita”, conclude il difensore nerazzurro.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Esordio vincente per Jasmine Paolini al torneo Wta 500 di Ningbo, Kalinina battuta in due set

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NINGBO (CINA) (ITALPRESS) – Esordio vincente per Jasmine Paolini nel “BNB Ningbo Open”, Wta 500 dotato di un montepremi di 1.206.446 dollari che si sta disputando sui campi in cemento dello Yinzhou International Tennis Centre della metropoli nella provincia dello Zhejiang, in Cina. La 30enne di Bagni di Lucca, numero 35 Wta, ha sconfitto per 6-2 7-5 in un’ora e 40 minuti di gioco l’ucraina Anhelina Kalinina, numero 51 del ranking e ripescata in tabellone come lucky loser. La Paolini, che nel secondo set ha ribaltato la situazione dopo essere andata sotto 5-0, troverà dall’altra parte della rete al secondo turno la giovane statunitense Iva Jovic, numero 12 del ranking e quarta favorita del seeding. La tennista toscana è avanti 2-1 nei precedenti ma nell’ultimo match, al terzo turno degli Australian Open di inizio anno, ha avuto la meglio la Jovic in due set.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Como, Fabregas “Essere in Champions grande passo avanti, col Manchester United gara da sogno”

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COMO (ITALPRESS) – Fare esperienza e godersela. È quello che il Como deve fare in questa Champions, nella sua prima esperienza nell’Europa che conta. I lariani sono partiti bene battendo il Lipsia, poi la sconfitta di Rotterdam col Feyenoord e domani al Sinigaglia arriva il Manchester United. “Dobbiamo affrontare tutto con molta calma – predica Cesc Fabregas in un’intervista a Uefa.com – Per noi essere qui e giocare contro le migliori squadre d’Europa e del mondo rappresenta un enorme passo avanti. Abbiamo davanti un percorso molto difficile per qualificarci alla fase successiva e per noi è un piacere essere qui a competere contro tutte queste squadre, studiandole e analizzandole. Lo facevamo già, ma adesso dobbiamo farlo con l’obiettivo di provare a batterle, il che rende le cose piuttosto complicate. Siamo molto felici e tranquilli e vogliamo goderci il momento, vivere questa bellissima avventura”. Quella contro i Red Devils sarà “una grande partita contro una delle squadre più forti e prestigiose della storia. Penso che sarà una bellissima occasione per tutta la città, per tutto il club, per tutti i tifosi, per i giocatori e per lo staff. È una partita da sogno, ma dobbiamo cercare di fare del nostro meglio per vincere e conquistare i tre punti, che sono sempre la cosa più importante”.

Lo United non sta vivendo un gran momento ma Fabregas non si fida. “Li conosciamo molto bene. Hanno grandi giocatori e un allenatore con molta esperienza che ha fatto molto bene. Dobbiamo capire gradualmente cosa significhi affrontare le squadre più forti e competere con le risorse che hai a disposizione. La nostra forza interiore e la nostra mentalità devono renderci forti e permetterci di credere che possiamo farcela”. Fabregas ha imparato tanto dai grandi allenatori avuti da calciatore ma “alla fine, devi anche essere te stesso, seguire il tuo modo di vedere il calcio. E io mi pongo sempre la stessa domanda: “Come voglio perdere?”. Per me è fondamentale. Dopo una sconfitta voglio tornare a casa sapendo che abbiamo fatto quello che volevamo fare. Non voglio tornare a casa dopo una sconfitta pensando che non siamo stati noi stessi”. Per il tecnico spagnolo è stata anche fondamentale l’esperienza sulla panchina della Primavera del Como. “Ho imparato molto e mi sono divertito parecchio. Poi, in Serie B, allenavo giovani che erano stati miei compagni di squadra. Alcuni erano miei amici e ho dovuto prendere decisioni molto difficili nei loro confronti. Ma poco alla volta abbiamo quindi costruito una squadra stabile e solida, capace di crescere in Serie A, che è un campionato molto competitivo“.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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