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Cronaca

Tajani “I sovranisti di Afd sono nemici dell’Italia, noi diversi dalla Lega”

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ROMA (ITALPRESS) – “Voglio dirlo a chi nel nostro Paese coltiva sogni sovranisti: il sovranista tedesco è il peggior nemico dell’Italia. Ricordo che al tempo della crisi dell’euro, Alternative fur Deutschland nacque proprio per avere una linea dura nei confronti dei Paesi del Sud e in particolare dell’Italia”. Lo dichiara il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista al Corriere della Sera, definendo la recente affermazione elettorale di AfD in Sassonia e Turingia come una “pessima notizia” perchè “si tratta di una forza antitetica ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia“.

Il segretario azzurro esclude qualsiasi parallelismo all’interno della maggioranza, marcando nettamente le distanze politiche dall’alleato leghista: “Noi e la Lega siamo due partiti diversi. Forza Italia è un partito cristiano, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista. Io non condivido quello che dice la Lega su questi temi, così come non condivido quello che dice AfD o il Rassemblement national, che pure hanno posizioni diverse”.

Sulla stabilità dell’esecutivo, tuttavia, Tajani rassicura: “Quella che conta è la linea del governo su questi temi. Il presidente del Consiglio non è certamente antieuropeista e antiatlantico. Se fosse così non staremmo al governo”.

(ITALPRESS)

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Foto: Ipa Agency

Cronaca

Mini celebra 25 anni in Italia, oltre 480mila vetture vendute dal debutto

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ROMA (ITALPRESS) – Dal debutto ufficiale dell’8 settembre 2001, sotto la gestione del BMW Group, MINI ha superato le 480mila unità consegnate in Italia, con circa 350mila ancora oggi in circolazione. A 25 anni dall’arrivo in Italia, il marchio celebra un percorso che ha trasformato MINI in un’icona dello stile urbano, capace di unire heritage e modernità e di conquistare generazioni di automobilisti, entrando nella quotidianità degli italiani con grinta, ironia e una personalità unica.
Dalla sua presentazione, in soli quattro anni l’auto ha superato quota 86.000 unità vendute nel Paese, eleggendo l’Italia subito tra i mercati di riferimento a livello globale, grazie all’apprezzamento per il design e la guida sportiva. Alle classiche versioni Hatch, si sono affiancati successi strategici come la MINI Countryman, che ad esempio rappresenta il 48% delle vendite totali del marchio in Italia.
Negli ultimi anni (2024-2026), MINI ha rinnovato profondamente la propria gamma ampliando l’offerta di motorizzazioni elettriche (prima con l’arrivo della Cooper SE e in tempi più recenti della Countryman a zero emissioni e della MINI Aceman), registrando un forte apprezzamento del pubblico italiano con una percentuale di vendita di modelli puramente elettrici del 10%.
Anche la gamma John Cooper Works, fiore all’occhiello e simbolo dell’anima sportiva del brand MINI, è molto apprezzata dal pubblico italiano, rappresentando quasi il 10% dei volumi totali dal 2001 ad oggi.
A distinguersi è anche il profilo dei clienti MINI, che conferma la forte affinità tra il marchio e uno stile di vita attivo e contemporaneo. La clientela italiana è composta in prevalenza da uomini (63%), con una significativa presenza femminile (37%), a testimonianza dell’ampia capacità del brand di attrarre target diversi grazie a un’identità distintiva e trasversale.
Ma la storia di MINI parte da lontano: dalla visione di Sir Alec Issigonis nel 1959 al rilancio sotto il BMW Group, che nel 2001 ha riportato in vita il mito con la prima MINI moderna uscita da Oxford. Da allora il marchio ha saputo fondere heritage e innovazione, regalando a ogni guida il caratteristico “gokart feeling” e un’estetica che parla immediatamente al cuore.
Un nuovo capitolo cruciale è iniziato con l’acquisizione del marchio da parte del BMW Group: la prima MINI moderna è uscita dalla linea di produzione dello stabilimento di Oxford il 26 aprile 2001, avviando la produzione della MINI contemporanea che fonde il carattere storico con tecnologie e qualità premium.
Il debutto italiano dell’8 settembre 2001 è stato accompagnato da campagne di comunicazione immediate e riconoscibili, che hanno
trasformato la vettura in un simbolo di personalità e lifestyle.
Fin dalle prime apparizioni, MINI ha scelto di parlare alle emozioni. La storica campagna ‘IS IT LOVE?’ ha catturato lo spirito del brand: un messaggio semplice e potente, che invitava a guardare oltre l’aspetto funzionale dell’automobile per scoprirne il potere evocativo. Del resto, anche lei, la MINI, non aveva certo voglia di essere un’auto seriosa, con la sua vasta gamma di colori sgargianti, le “bonnet stripes” (le caratteristiche strisce sul cofano) e le diverse bandiere per il tetto. Di tipologie differenti anche la lunga lista di cerchi in lega. Configurare la propria MINI doveva essere divertente quasi come guidarla, perchè una volta in strada sfoggiava la stessa grinta e la precisione dell’antenata. La Nuova MINI piaceva e piace tutt’ora per il suo stile British, trendy e ricercato, capace di esprimere la personalità del proprietario.
In Italia ha scelto la città come palcoscenico naturale: boutique popup in quartieri creativi, collaborazioni con designer e brand di moda, installazioni artistiche e eventi esclusivi hanno trasformato il veicolo in un accessorio di stile.
MINI è diventata simbolo di individualità per chi cerca un oggetto bello da vedere e emozionante da vivere. Collaborazioni con mondi creativi come moda, design, musica e cultura urbana e la partecipazione a eventi dedicati hanno rafforzato l’immagine del marchio presso target urbani e attenti al design, contribuendo a rendere MINI parte integrante della scena culturale italiana.
Un elemento chiave del successo è stato l’impegno nelle attività sul territorio, insieme alla rete di partner: roadshow, test drive esperienziali, eventi popup hanno permesso al pubblico italiano di vivere l’esperienza MINI in prima persona. Queste attività hanno creato relazioni dirette con la community, generato passaparola positivo e trasformato il rinnovato interesse in fedeltà al brand.
Più di un’auto, un’icona culturale che ha ridefinito cinema, musica e moda.
Ci sono automobili che segnano un’epoca e altre che la creano. Fin dal suo debutto nel 1959, MINI si è imposta non solo come miracolo di design ingegneristico, ma come un vero e proprio fenomeno di costume globale. Capace di abbattere ogni barriera sociale, il marchio britannico ha attraversato i decenni da protagonista assoluto, esercitando un’influenza profonda e duratura sui territori del cinema, della musica e della moda.
Nel mondo del cinema, MINI ha ridefinito il concetto stesso di vettura cinematografica, trasformandosi da comparsa a vera e propria star di Hollywood.
Altrettanto indissolubile è il legame con la musica e lo spirito della Swinging London. Negli anni ’60, MINI è diventata il manifesto su ruote della gioventù ribelle e creativa: tutti i membri dei Beatles ne possedevano una.
Ma è forse nella moda che il brand ha lasciato l’impronta più rivoluzionaria. La stessa Mary Quant ha dichiarato che la minigonna, simbolo di emancipazione femminile, deve il suo nome proprio alla MINI, accomunate dalla stessa filosofia: eliminare il superfluo per dare spazio alla libertà. Un dialogo con l’haute couture proseguito negli anni attraverso collaborazioni storiche, come l’indimenticabile signature a strisce multicolore firmata da Paul Smith.
Oggi MINI continua a proiettare nel futuro questa straordinaria eredità.
Coniugando lo storico spirito ‘Go-Kart feeling’ a una visione pionieristica della mobilità sostenibile e del design urbano Gamma, personalizzazione e innovazione prodotto. In 25 anni MINI ha saputo evolversi costantemente, ampliando la propria offerta e rafforzando il posizionamento premium e lifestyle del marchio. Dalla MINI Hatch alle versioni John Cooper Works, fino ai più recenti modelli elettrici, la gamma si è arricchita per rispondere a esigenze sempre più diversificate, mantenendo intatti i valori distintivi del brand: design iconico, piacere di guida e forte carattere. Nove famiglie di prodotto presentate hanno visto susseguirsi 19 generazioni complessive.
Il rilancio della MINI moderna all’inizio degli anni 2000 ha unito l’heritage della Mini classica con gli standard qualitativi e le tecnologie tipiche del BMW Group.
La prima MINI moderna uscita dalla linea di produzione di Oxford ha segnato l’inizio di un percorso in cui design iconico, gokart feeling e qualità premium si sono fusi in un’offerta contemporanea pensata per la città e per chi cerca personalità nel quotidiano.
Dalle versioni urbane alle proposte ad alte prestazioni firmate John Cooper Works, fino alle varianti a zero emissioni, la gamma oggi risponde a esigenze di stile, performance e sostenibilità, offrendo opzioni di propulsione diverse e soluzioni pensate per contesti differenti.
La personalizzazione è diventata un tratto distintivo di MINI: colori, stripe sul cofano, tetti multicolore e numerose opzioni di finitura permettono a ogni vettura di riflettere la personalità del proprietario. Le edizioni speciali e le tecniche produttive innovative, come i tetti a tre colori realizzati nello stabilimento di Oxford, hanno rafforzato la dimensione esclusiva e fashion del brand.
L’integrazione delle motorizzazioni elettriche ha rappresentato una tappa strategica nell’evoluzione di prodotto: le varianti a batteria crescono in importanza nella gamma, rispondendo alla domanda di soluzioni di mobilità più sostenibili senza rinunciare al carattere MINI.
La transizione verso propulsioni pulite si inserisce nella più ampia strategia di innovazione del marchio.
L’esperienza e le competenze del BMW Group hanno favorito l’introduzione di tecnologie avanzate nelle MINI moderne: interfacce utente aggiornate, funzioni di assistenza alla guida e sistemi di sicurezza di ultima generazione. Le generazioni più recenti della famiglia MINI hanno ottenuto valutazioni elevate nei crash test Euro NCAP, a testimonianza dell’alto livello di protezione offerto ai clienti.
Il design iconico e l’estetica ricercata sono tra le caratteristiche maggiormente apprezzate, insieme a performance, comfort e facilità di guida. I clienti del brand mostrano inoltre una spiccata propensione per il viaggio, lo sport e le attività outdoor, confermando il ruolo di MINI come espressione di individualità e compagna ideale per vivere esperienze dentro e fuori dalla città.
“Celebrare 25 anni di MINI in Italia significa raccontare una relazione unica ed autentica – dichiara Federica Manzoni, Head of MINI -. In questi anni MINI è entrata nell’immaginario italiano con un’identità capace di evolvere senza perdere il proprio carattere: dal design iconico al go-kart feeling, dalla libertà di personalizzazione alla capacità di dialogare con la moda, il design, la musica e la cultura urbana”.
“Fin dall’esordio, con ‘IS IT LOVE?’, MINI ha scelto di andare oltre l’automobile per costruire un legame emotivo e un mondo di esperienze. E’ questa capacità di trasformare la mobilità in qualcosa di personale, riconoscibile e sorprendente ad aver reso il brand parte della vita di generazioni di clienti. Questo anniversario rappresenta l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno scelto MINI e per guardare al futuro con la stessa curiosità, creatività e capacità di sorprendere che ci hanno accompagnato in questi 25 anni”.
Verso i prossimi 25 anni Guardando al futuro, MINI conferma il proprio impegno nel coniugare innovazione, sostenibilità e libertà di espressione. Forte di una community appassionata e di una gamma completamente rinnovata, il brand si prepara ad affrontare i prossimi 25 anni continuando a ispirare nuove generazioni di clienti attraverso esperienze, prodotti e iniziative capaci di lasciare il segno.

– Foto ufficio stampa Mini Corporate –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Zverev elimina Darderi in tre set, nessun italiano ai quarti agli Us Open

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’Italtennis non avrà nessun rappresentante in singolare ai quarti di finale dello Us Open. Anche Luciano Darderi, ultimo azzurro rimasto in corsa nel tabellone maschile, esce di scena agli ottavi di finale, battuto dalla prima testa di serie Alexander Zverev. Il tedesco, protagonista nei primi due turni di altrettante battaglie al quinto set, vince nuovamente in tre parziali come aveva fatto con Tabilo ai sedicesimi, imponendosi con il punteggio di 6-2 6-2 7-6(3) in due ore e 31 minuti. Un avvio complicato quello dell’italo-argentino, numero 22 del ranking Atp e 21esima testa di serie, entrato in partita soltanto nel terzo parziale, quando la situazione era ormai complicata da risollevare. “Lui è stato bravo, ha giocato una grande partita e ha sempre servito bene – le parole di Darderi a Supertennis -. Io invece ero un pò teso: era la prima volta che giocavo di sera, in un palcoscenico diverso, tanta gente in movimento e non sono riuscito a giocare sciolto”. Poi, parlando della stagione americana appena conclusa, aggiunge: “Penso sia stata una buona trasferta: tanti punti, tante partite giocate. Ho perso con giocatori forti, e sono convinto di avere ancora tanto da migliorare”. Con questa vittoria, Zverev, n.2 del mondo e primo favorito del seeding, diventa l’unico uomo ad aver raggiunto i quarti di finale in tutti gli Slam nel 2026, anno in cui è arrivato il primo titolo Major di sempre al Roland Garros. “Sono contento di essere arrivato ai quarti di finale e di aver giocato in questo modo – afferma il tedesco -. Rispetto alle prime due partite, il mio livello è aumentato”. Ai quarti, Zverev se la vedrà con l’olandese Botic van de Zandschulp (70 Atp), protagonista di una vittoria in rimonta al quinto set con il lucky loser francese Arthur Gea, che cede dopo cinque ore e 13 minuti per 3-6 6-7(0) 7-6(7) 7-6(3) 6-4. Successo sudato anche per Karen Khachanov (50 Atp), uscito vincitore dalla battaglia di tre ore e 50 minuti con Learner Tien (15esimo del mondo e testa di serie numero 14) con il punteggio di 7-5 4-6 6-7(6) 6-1 6-4. Il russo è atteso ora alla sfida con il belga Alexander Blockx (34 Atp e 28esimo favorito), che batte l’argentino Francisco Cerundolo (25 Atp e 24esima testa di serie) per 6-3 4-6 7-5 7-5. Nel tabellone femminile, ok la numero due del mondo e del torneo, la kazaka Elena Rybakina, che stende la giapponese Naomi Osaka (13 del ranking Wta e del tabellone) per 6-1 6-4 in un’ora e sei minuti. Avanza anche Coco Gauff (4 Wta e quarta favorita), vincitrice per 6-1 6-4 con l’altra statunitense Iva Jovic (n.14 della classifica e del seeding).
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 8 settembre 2026

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Il voto tedesco e le sue conseguenze sugli equilibri europei dominano le prime pagine dei quotidiani di martedì 8 settembre. Spazio anche alle nuove rivelazioni sul femminicidio di Firenze, al caso Lavitola-Report e alle condizioni di Emma Bonino. Sul fronte economico preoccupano il nuovo rally delle materie prime agricole e il caro-affitti nelle grandi città. Nello sport torna la Champions League, con l’Inter attesa al Bernabeu, mentre la Juventus fa i conti con una nuova emergenza infortuni.

Cronaca e politica: il voto tedesco scuote l’Europa

È la Germania il grande tema politico della giornata. Dopo l’affermazione dell’AfD in Sassonia-Anhalt, Repubblica apre con “Trionfo AfD, assedio a Merz”: Alice Weidel chiede elezioni anticipate, mentre il cancelliere Friedrich Merz assicura di non volersi dimettere. Il Corriere della Sera sceglie direttamente le sue parole, “Merz: voto choc, non lascio”, sottolineando le preoccupazioni di Bruxelles e la soddisfazione del Cremlino.

Più allarmato il titolo della Stampa, “Rischio Germania per l’Europa”, che lega la crescita dell’ultradestra alle difficoltà economiche tedesche e agli equilibri dell’Unione. Sulla stampa di centrodestra cambia nettamente la lettura: Libero titola “Il vaffa agli eurocomunisti”, Il Tempo parla di “Panico democratico”, mentre La Verità apre con “Gli unici estremisti sono loro”. Il Giornale dedica invece ampio spazio al profilo di Ulrich Siegmund e al fenomeno AfD.

Anche Il Fatto Quotidiano guarda alle ripercussioni europee con il titolo “Ora tremano Meloni, Sánchez e Macron”, immaginando un effetto domino nei Paesi chiamati prossimamente al voto.

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Sul fronte della cronaca giudiziaria, tornano al centro le dichiarazioni di Walter Lavitola sul caso Report e Sigfrido Ranucci. Il Corriere titola sulle sue parole: “Con Ranucci cercavo il mio riscatto social”, mentre Il Giornale presenta la vicenda come “Favola Lavitola: bugie a raffica per coprire Ranucci”. Il tema trova spazio anche su Libero e Il Fatto Quotidiano, con interpretazioni molto differenti.

Nuovi dettagli emergono poi sull’uccisione di Lorena Isceri. La Stampa titola “Lorena gettata viva dal cavalcavia”, mentre il Corriere precisa che, secondo l’autopsia, la donna sarebbe precipitata dal viadotto mentre era ancora in vita.

Preoccupazione infine per Emma Bonino, ricoverata d’urgenza a Roma: la notizia trova spazio sulle prime pagine del Corriere e di Repubblica.

In politica italiana, La Stampa segue Giuseppe Conte, impegnato nella ricerca di consensi nell’area del centrosinistra, mentre Repubblica segnala le tensioni nella Lega con “Il Nord contro Salvini, firme per sfiduciarlo”.

Economia: materie prime agricole da record e stretta sugli affitti brevi

La prima pagina del Sole 24 Ore è dominata dall’aumento dei prezzi delle materie prime agricole: “Materie prime agricole: prezzi record”. Cereali, oli vegetali, zucchero e carni risultano sotto pressione, in un quadro condizionato da clima, guerre e speculazione.

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Sempre il Sole dedica ampio spazio alla casa con “Affitti brevi, le grandi città finiscono nella stretta europea”. Il quotidiano fotografa la pressione abitativa soprattutto nei grandi centri e le possibili nuove limitazioni agli affitti turistici di breve durata.

Dalla Cina arriva invece un piano da 45 miliardi di bond destinato alla ricapitalizzazione di banche e compagnie assicurative. Sul fronte delle grandi aziende italiane, Poste lavora al rilancio della componente cash dell’offerta su Tim, mentre Volkswagen punta ad aumentare la propria quota in Ducati.

Attenzione anche all’internazionalizzazione delle imprese italiane: una missione nei Paesi del Mercosur parte dall’Argentina, con l’obiettivo di rafforzare le opportunità commerciali e industriali.

Repubblica guarda invece all’energia: “Il petrolio sfiora quota 100, a rischio gli sconti sul diesel”. La tensione sui prezzi del greggio torna dunque a minacciare carburanti e costi di trasporto.

Sport: Inter al Bernabeu, Mourinho ritrova i nerazzurri. Juve in emergenza

È la Champions League a prendersi le prime pagine sportive. L’Inter è attesa al Bernabeu e l’incrocio con José Mourinho diventa il filo conduttore dei quotidiani.

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La Gazzetta dello Sport titola “Il rumore dell’amico”, puntando sul rapporto tra Mourinho e Cristian Chivu. Il Corriere dello Sport sceglie “Notte special”, mentre Tuttosport apre con “Inter-Lautaro, esame Real. Mou-Chivu, che scintille!”.

Per la Juventus, invece, si allunga la lista degli indisponibili. Manuel Locatelli deve fermarsi per un problema al menisco e Tuttosport sintetizza la situazione con il titolo “La nuvola di Spalletti”: nove giocatori sarebbero fuori o in condizioni precarie.

Grande spazio anche alla Formula 1 e a Kimi Antonelli, reduce da un fine settimana da protagonista. La Gazzetta celebra il giovane italiano con “Mondiale, ti mangio”, mentre Tuttosport racconta il clima familiare intorno al pilota: “Il nostro bimbo Kimi che unisce tutta la F1”.

Nel tennis, Jannik Sinner torna ad allenarsi a Torino e guarda a Pechino, mentre nel calcio la Lazio vince a Udine e si porta in testa. Il Napoli prepara invece il prossimo appuntamento europeo contro l’Arsenal.

La Provincia Pavese: caldo record in Lombardia, disagi ferroviari e Chiara Ferragni “salva” un cane in Oltrepò

Per La Provincia Pavese, l’apertura è dedicata al clima: “Lombardia, l’estate più calda. Per 75 giorni oltre trenta gradi”. Secondo i dati riportati dal quotidiano, l’estate 2026 è stata la più calda mai registrata in Lombardia dal 1951, con temperature medie superiori alla norma e numerose giornate sopra i 30 gradi.

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In primo piano anche i trasporti: “Treni, lunedì nero. Guasto manda in tilt la linea per Milano”, con pesanti disagi per i pendolari.

Da Pavia arriva la notizia dell’installazione sulla vettura della Polizia locale di un nuovo sistema di controllo: “Ad agosto 60 multe con il nuovo velox ‘Strade più sicure’”.

Sempre nel Pavese, il quotidiano racconta il caso di una tredicenne caduta da cavallo e rimasta semi-sorda, per il quale sarebbe stato riconosciuto un risarcimento di 600mila euro.

La foto centrale della prima pagina è però dedicata a una storia proveniente da Casteggio: “Chiara Ferragni salva un cane in Oltrepò”. L’animale, trovato mentre la influencer si trovava a casa di amici, è stato portato in una clinica veterinaria.

Tra gli altri titoli, spazio all’innovazione con “I laser pavesi nello spazio. Dal Silicon Valley alla Luna”, alla futura scuola per esperti di intelligenza artificiale e, a Voghera, alla Casa di comunità di via Sturla, dove risultano aperti uffici e ambulatori. A Vigevano, infine, il giornale segnala 71 sanzioni per rifiuti e una nuova “Era in buona fede”.

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