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Cronaca

Andreani (UILTuCS) “Terziario colpito da fenomeno dell’impoverimento salariale”

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ROMA (ITALPRESS) – Il settore terziario in Italia è “al centro di una stagione” caratterizzata dal fenomeno dell’impoverimento salariale. E’ quanto ha sottolineato in un’intervista all’agenzia Italpress Paolo Andreani, segretario generale della UILTuCS, il sindacato Uil per il turismo, commercio e servizi. “C’è tanta stagionalità, c’è discontinuità lavorativa e ci sono tanti rapporti di lavoro, anche in aumento, ma con poche ore. E questo determina il grande fenomeno del lavoro povero. Il terziario è al centro di questa stagione, una stagione preoccupante di impoverimento salariale”, ha osservato Andreani. Secondo il segretario generale della UILTuCS, “il fenomeno è tale perchè le imprese terziarizzano, e sono le imprese dell’industria, ma anche la pubblica amministrazione, quando deve appaltare. In questa logica degli appalti, dei subappalti e della terziarizzazione, ecco che questo fenomeno si amplifica e diventa molto rilevante”.
Un elemento che contribuisce a questo contesto è quello dei contratti collettivi, la cui tipologia negli anni si è diversificata ed è aumentata di numero, fino a comprendere i cosiddetti “contratti pirata”. “Al Cnel sono depositati oltre mille contratti collettivi e nel terziario ce ne sono molte centinaia. Tra questi ci sono i cosiddetti contratti pirata, ovvero contratti sottoscritti da associazioni che non hanno rappresentanza, datoriali e sindacali, che spesso non hanno trattativa, non hanno delegazioni e che in stanze un pò riservate sottoscrivono dei contratti collettivi. Quel che è grave è che questi contratti impoveriscono il lavoro”, ha spiegato. Facendo un esempio concreto, “ci possono essere due supermercati, l’uno vicino all’altro, con una cassiera che ha lo stesso orario e lo stesso numero di ore, però ci sono 8 mila euro all’anno in meno di retribuzione. E’ un fenomeno che sta diventando rilevante”, ha proseguito. Secondo Andreani, il sindacato da lui rappresentato va in direzione contraria rispetto a questo fenomeno. “Non solo siamo tanti e facciamo le trattative, a volte facciamo anche gli scioperi, e facciamo tanti contratti collettivi, come nel 2024”, ha aggiunto definendo questi contratti “protettivi”, perchè comprendono le condizioni “che riguardano i permessi, le ferie, che riguardano la retribuzione, che riguardano tutti gli aspetti”.
L’obiettivo di UILTuCS è procedere ai prossimi rinnovi senza ritardi sulla tabella di marcia. “Abbiamo una grande occasione perchè siamo riusciti ad allineare le scadenze dei contratti collettivi e quindi tra il 2026, fine ’26 e inizio ’27, scadranno quasi tutti i contratti collettivi. Noi lavoreremo già nei prossimi mesi per costruire le proposte, per poi andare a negoziare il rinnovo”, ha spiegato Andreani. Le proposte riguarderanno un aumento dei salari ma anche “il lavoro domenicale, perchè noi vorremmo fare in modo che sia pagato di più e meglio per chi lavora la domenica, perchè è un sacrificio”, ha detto anticipando la proposta di un 50 per cento di maggiorazione per ogni ora lavorata la domenica.
Un’altra proposta riguarderà il lavoro festivo, con una maggiorazione del 100 per cento, “e poi vorremmo fare in modo che tutti i contratti individuali abbiano un minimo di orario che consenta alle persone di avere la pensione. Ci vogliono 25 ore – 20 nel turismo, 25 nel terziario – perchè, se non ci sono queste ore, di fatto c’è povertà previdenziale”, ha concluso Andreani.
(ITALPRESS).
-Foto Italpress-

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ANVUR, insediato il nuovo Consiglio Direttivo guidato da Venerando Marano

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ROMA (ITALPRESS) – L’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha annunciato l’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo, un momento che l’Agenzia vive con grande partecipazione e rinnovato senso di responsabilità verso il sistema dell’istruzione superiore e della ricerca del Paese.
Alla Presidenza è stato designato il professor Venerando Marano, affiancato dai professori Giovanna Cassese, Matteo Lorito, Francesco Priolo e Aurelio Tommasetti, componenti del Consiglio direttivo.
Il Presidente e i Consiglieri, nominati con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, sentite le competenti commissioni parlamentari, resteranno in carica per il quadriennio 2026-2030.
Insediandosi, il nuovo Consiglio direttivo ha assunto le proprie funzioni quale organo di indirizzo strategico dell’Agenzia, cui competono la definizione delle linee guida e delle metodologie delle attività di valutazione, la programmazione delle attività future e l’approvazione dei risultati delle valutazioni e dei bilanci dell’ANVUR. Nell’avviare i propri lavori, il Consiglio ha sottolineato l’importanza di una costante condivisione delle informazioni e di un confronto continuo tra tutti i suoi componenti, elementi ritenuti strategici per rafforzare l’azione dell’Agenzia.
Soffermandosi su quelli che ritiene essere i punti decisivi del suo mandato, il Presidente Venerando Marano ha dichiarato: “Assumo la Presidenza dell’ANVUR con profondo senso delle istituzioni e piena consapevolezza della responsabilità che l’incarico comporta. Insieme ai Consiglieri, che ringrazio per le competenze che portano e il rigore con il quale sono certo svolgeranno il loro incarico, lavoreremo con spirito di ascolto e collaborazione, nel dialogo con il Ministero, con le istituzioni e con l’intera comunità accademica e scientifica, per rafforzare la qualità del sistema universitario e della ricerca italiana. L’Agenzia continuerà a svolgere la propria missione di valutazione con indipendenza a beneficio degli atenei, delle istituzioni AFAM, degli Enti di Ricerca, dei ricercatori e degli studenti. Un impegno, improntato all’autonomia e alla trasparenza, che si tradurrà nel sostegno alle politiche di sviluppo dell’istruzione superiore e della ricerca del Paese”.
-foto ufficio stampa ANVUR –
(ITALPRESS).

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Agroalimentare, Lollobrigida “Controlli e risorse a tutela del grano italiano”

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ROMA (ITALPRESS) – Un confronto con tutte le associazioni di rappresentanza del mondo agricolo “per poter approfondire le criticità del settore cerealicolo che, per l’Italia, è strategico”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sintetizza l’incontro di oggi al ministero con le associazioni del settore. Innanzitutto, “nell’ultimo periodo” i controlli dei grani provenienti dall’estero “sono aumentati in maniera significativa in tutte le vie di accesso, a garanzia dei nostri agricoltori ma anche dei nostri cittadini che devono poter essere certi di mangiare pasta” la cui provenienza, “quando è fatta di grani che vengono dall’estero, è da verificare”, ricorda Lollobrigida.
“Bisogna fare di più: bisogna incentivare i nostri agricoltori, specie in questo momento in cui il grano ha un prezzo a nostro avviso troppo basso, rispetto ai costi di produzione che invece sono aumentati”, sottolinea il ministro.
Tra le azioni a sostegno della filiera del grano, un contributo contro il caro fertilizzanti: la riserva di crisi messa a disposizione dall’Unione europea compensa il settore primario per coprire fino al 50% degli incrementi di costo subiti dai fertilizzanti, sono allo studio misure per aumentare questo contributo per le filiere sensibili come quella del grano duro.
Inoltre il ColtivaItalia, in approvazione alla Camera dei deputati, potrà destinare a partire da gennaio 2027 40 milioni di euro a sostegno della filiera di grano duro. Nella legge che garantisce un miliardo di euro in più al settore primario ci sarà una parte dedicata agli investimenti che ammonta, sommando le varie voci, a 300 milioni di euro che potranno essere destinati anche al settore cerealicolo.
Dal 2022 a oggi i contributi dedicati al settore cerealicolo ammontano a 2,5 miliardi di euro. Queste misure comprendono, oltre ai contributi Pac, gli investimenti garantiti con il Pnrr, 533 milioni di euro ai quali vanno aggiunti i 53 milioni del Piano nazionale complementare, i 64 milioni di euro del Fondo Grando duro e i 21 milioni dei distretti del cibo.
Dal punto di vista delle risorse, spiega Filippo Schiavone della Giunta Nazionale di Confagricoltura, “abbiamo chiesto di intervenire su degli strumenti finanziari, abbiamo chiesto di reintrodurre la cambiale agraria e di bloccare i mutui, abbiamo chiesto l’introduzione di un fondo emergenziale, sembrerebbe che il Ministro sia andato in questa direzione. Ovviamente non abbiamo potuto non parlare dei contratti di filiera: per noi restano uno strumento strategico perchè favoriscono la programmazione dell’industria”, garantendo “una serie di approvvigionamenti costanti”. Dall’altra parte, ricorda poi Lollobrigida, “abbiamo anche ragionato su come comunicare meglio alle persone che vanno a fare la spesa qual è la pasta fatta con grano italiano e quella che è fatta con altri grani, perchè possano scegliere liberamente: non vogliamo influenzarli ma grano italiano è meglio”.
Sul grano, aggiunge Alessandro Apolito, capo del Servizio tecnico di Coldiretti, “abbiamo chiesto controlli straordinari con tecniche innovative – come la risonanza magnetica, la mappatura isotopica, la mappa genomica – che possono dirci con certezza da dove arriva quel grano messo dentro la pasta e che devono valere anche come prova in giudizio. Abbiamo denunciato i ‘trafficanti di granò, quei soggetti che rubano agli agricoltori il valore generato dalla filiera” e “abbiamo chiesto di investire sulla ricerca, sugli stoccaggi perchè stoccare il grano di qualità diventa un impegno fondamentale”. Per Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale della CIA, “bisogna tutelare i consumatori della pasta e del grano”, specificando “sull’etichetta della pasta la provenienza del grano. Se il grano viene dal Kazakistan, deve essere scritto “grano proveniente del Kazakistan”, altrimenti il consumatore non può valorizzare la vera produzione italiana. Lavoreremo in questa direzione, il Ministro ha accolto le nostre sensibilità e domani partirà una petizione online per rafforzare” la tutela dei consumatori. Inoltre, aggiunge Tommaso Battista, presidente di Copagri, “abbiamo chiesto che si arrivi a inserire l’ora di educazione alimentare nelle scuole, perchè così finalmente si possa dare modo ai consumatori di riconoscere il prodotto italiano, le sue qualità e quello che va a garantire il benessere alimentare che noi tutti promuoviamo”.

– Foto Masaf –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Legittima difesa, Salvini “La norma va aggiornata, ne parleremo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ne parleremo. Ci stiamo lavorando da mesi, non da ore, evidentemente. Il tema della legittima difesa e della nuova norma di cui sono orgoglioso che ha evitato processi carcere e sofferenza a tanti cittadini che si sono difesi, però va aggiornato al 2026 tenendo anche in considerazione lo stato mentale di chi viene aggredito, di chi viene minacciato a mano armata e quindi in quei momenti evidentemente non si può chiedere o pretendere totale assoluta lucidità”. Lo afferma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine della cerimonia per il 161º Anniversario del Corpo delle Capitanerie di Porto, rispondendo a una domanda su una possibile nuova proposta della Lega sulla legittima difesa.

“Quindi una comprensione nei confronti di chi viene aggredito a casa sua, nel suo negozio, nella sua azienda, a mano armata, dal punto di vista della norma andrebbe fatta. Venendo all’oggi, ovviamente non può riguardare il caso di Mario Roggero che purtroppo è in carcere – prosegue -. La pena è stata comminata in via definitiva, però si può scontare non solo in carcere, ma anche con riti alternativi. Penso ai domiciliari, penso ai lavori socialmente utili, penso ai servizi a favore della comunità e quindi conto che Mario rimanga il meno possibile in un carcere italiano”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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