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Vasseur in osservazione in ospedale, non sarà presente nel paddock Ferrari per il sabato di F1 a Montecarlo

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MotoGp, Marc Marquez in pole in Ungheria. In prima fila Acosta e Aldeguer

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BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Marc Marquez conquista la pole position al Gran Premio di Ungheria, ottavo appuntamento del Mondiale di MotoGp. Il pilota spagnolo della Ducati, rientrato una settimana fa al Mugello dopo la doppia operazione a spalla e piede, firma il crono di 1’36″785, e partirà nella Sprint Race delle 15 e nella gara di domani in prima fila con la Ktm di Pedro Acosta e la Ducati Gresini di Fermin Aldeguer. Apre la seconda fila Fabio Di Giannantonio (Ducati Vr46), quarto davanti a Pecco Bagnaia (Ducati) e Marco Bezzecchi (Aprilia), leader del Mondiale. Partirà dalla settima casella in griglia Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse), che precede in terza fila Jorge Martin (Aprilia) e Luca Marini (Honda).

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Inter, Marotta “Accordo raggiunto per il rinnovo di Chivu, a breve l’ufficialità”

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PARMA (ITALPRESS) – “Rinnovo Chivu? Posso dire che abbiamo raggiunto un accordo, sarà certificato quando tornerà da una brevissima vacanza, non c’è nessun problema”. Lo ha dichiarato il presidente dell‘Inter, Giuseppe Marotta, intervenuto durante il Festival della Serie A, a Parma, in merito al rinnovo del tecnico nerazzurro Cristian Chivu.

“La scelta di Chivu? In quel momento dovevamo capire ciò che stava avvenendo, eravamo reduci da una debacle, era preventivato l’addio di Inzaghi, con una persona che aveva dato molto. Dovevamo trovare una soluzione, ma abbiamo deciso nel giro di poche ore. È stato un atto coraggioso, ma la consapevolezza era capire il momento e, nonostante le pressioni, andare avanti per la nostra strada”. “L’allenatore in una squadra di calcio è il leader – ha proseguito -, condividiamo un percorso, lui si è identificato. Lui dalla sua ha molto entusiasmo, ha davanti degli obiettivi da raggiungere un avvenire che vuole essere pieno di vittorie. Sta crescendo di giorno in giorno”.

“Chivu dice che la Champions non deve essere un’ossessione? È una scelta prudente, giustamente. Io dico che l’asticella va sempre alzata, in qualsiasi attività sportiva a cui si partecipi. Non è sinonimo di arroganza, ma nello sport bisogna essere ambiziosi. Avere davanti alti obiettivi è da stimolo anche nel quotidiano”, è il commento sull’andamento altalenante in Europa. “Cosa manca per la Champions? Intanto va detto che il campionato e la Champions sono due cose diverse – ha aggiunto –. Il campionato è una corsa a tappe e alla lunga vince assolutamente la squadra migliore, la Champions è come se fosse la Milano-Sanremo. Non sempre vince il più forte, perché per esempio si passa da un sorteggio: puoi averlo più facile o più complicato. E poi la Champions non ha una linearità”.

“Palestra? Per un ragazzo di 21 anni non è facile stare tutti i giorni sui giornali: lui, come Pio Esposito, rappresentano il futuro, ma io voglio essere prudente, il cammino da fare è molto lungo. Pio Esposito è a costo zero perché viene dal nostro settore giovanile, Palestra è un giocatore di proprietà dell’Atalanta e ha un valore di mercato giusto e logico, appetibile da tantissimi club, posso dire che è un giocatore che piace a tante squadre“, ha ammesso.

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“Oggi San Siro, che è un’icona, rappresenta uno stadio datato, non ti dà quel confort che poi puoi trasformare in vantaggio economico. Il Real Madrid, col nuovo Bernabeu, genera mezzo miliardo, noi 90-100 milioni in base al cammino della Champions League, questo porta già un gap“, ha detto sul nuovo stadio. “Avere uno stadio di proprietà non è una mancanza di rispetto verso San Siro. Lo stadio nuovo è un’esigenza, ma siamo in Italia, la burocrazia è molto lenta, per un momento ci siamo arenati. Dal punto di vista emozionale è chiaro che avere una propria casa sviluppa un concetto molto forte, ovvero il senso di appartenenza, quella forza in più che ti porta a raggiungere qualche punto più in classifica”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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La finale del Roland Garros sarà Cobolli-Zverev, Arnaldi si ritira senza giocare per un virus

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Flavio Cobolli direttamente in finale del Roland Garros. Ritiro per Matteo Arnaldi, che a causa di un virus non giocherà la semifinale prevista oggi alle 19.00 sul Philippe-Chatrier. Cobolli affronterà Zverev nella finale di domenica alle 15.00. 

ARNALDI “NON MI SONO SENTITO BENE NELLA NOTTE”

È difficile essere qui, non è ciò che volevo fare ma l’ultima notte ho iniziato a non sentirmi bene. Ieri stavo bene e mi sono allenato. Dopo cena mi sono sentito un po’ così, ma pensavo di non aver digerito. All’una di notte ho iniziato a vomitare. Poi ho provato a dormire, poi ho vomitato di nuovo alle 7 di mattina”. Così Matteo Arnaldi, in conferenza stampa, dopo il forfait annunciato per la semifinale del Roland Garros contro Flavio Cobolli. “Non ho dormito. Ho chiamato il dottore. Speravo potesse essere qualcosa che rientrava, ma non migliorava, non potevo mangiare. Ritirarsi dalla prima semifinale Slam è qualcosa che non auguri a nessuno. Ho provato a vedere se potevo giocare, ma ogni volta che mi alzavo mi sentivo male. Credo sia una sorta di virus, perché sentivo freddo. Penso di aver avuto febbre durante il giorno”, aggiunge Arnaldi.

COBOLLI “ARNALDI UN ESEMPIO, SAREBBE STATA UNA BATTAGLIA”

Volevo in primis ringraziare Matteo (Arnaldi ndr.) per quello che ha fatto in queste due settimane. Ha lottato per tante ore in campo, dimostrando il suo vero valore. Gli auguro il meglio per come è andata, sono sicuro che sarebbe stata una grande battaglia come siamo abituati a fare. Spero e sono sicuro ci sarà un’altra occasione”. Così Flavio Cobolli, in conferenza stampa, dopo l’annuncio del forfait di Matteo Arnaldi per la semifinale del Roland Garros 2026. “Allo stesso tempo sono molto felice per il risultato ottenuto questa settimana. Io e il mio team ci siamo abbracciati per la top 10, ogni volta che faccio un best ranking ci abbracciamo. Adesso sono felice e triste allo stesso tempo”, prosegue il romano, che a fine torneo entrerà per la prima volta in carriera in top ten.

ZVEREV SCONFIGGE IN QUATTRO SET MENSIK

Il 29enne tedesco, seconda testa di serie, ha messo fine alla corsa di Jakub Mensik, numero 26 del seeding, per 7-5 6-2 3-6 6-3 dopo tre ore di gioco. Zverev proverà dunque a sfatare il tabù Slam dopo aver perso tre finali: agli Us Open 2020 per mano di Thiem, al Roland Garros 2024 contro Alcaraz e agli Australian Open 2025 di fronte a Sinner. Campione olimpico a Tokyo, il 29enne di Amburgo disputerà la sua 42esima finale nel circuito maggiore: 24 finora i titoli conquistati, l’ultimo dei quali oltre un anno fa a Monaco di Baviera mentre in questa stagione è uscito battuto dalla finale di Madrid contro Sinner.

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“Mensik nelle ultime due settimane ha giocato in maniera incredibile, sapevo che sarebbe stata la sfida più dura ma l’ho gestita, l’ho vinta e sono felice”. Così Alexander Zverev dopo la vittoria che gli ha spalancato le porte della finale del Roland Garros. “Spero di giocare un altro grande match domenica – ha aggiunto il tedesco – Qui l’atmosfera è sempre fantastica, ogni punto va giocato come se fosse l’ultimo”.

BOLELLI E VAVASSORI ELIMINATI IN SEMIFINALE DI DOPPIO

Simone Bolelli e Andrea Vavassori si fermano in semifinale nel torneo di doppio del Roland Garros 2026. Il duo azzurro – accreditato della quinta testa di serie del tabellone – si arrende in due set alle prime teste di serie Marcel Granollers e Horacio Zeballos con il punteggio di 7-6(4) 6-4. Non al meglio Bolelli, che sul 4-3 nel primo set ha rimediato una storta alla caviglia destra che lo ha costretto a giocare con una vistosa fasciatura per il resto del match.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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