Politica
Dieci anni dal sisma del Centro Italia, Castelli “Vogliamo restituire il futuro all’Appennino”
Pubblicato
2 mesi fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi possiamo dire che la ricostruzione ha finalmente compiuto un cambio di passo e che la luce in fondo al tunnel si distingue chiaramente, grazie a un lavoro collettivo che ha coinvolto istituzioni, comunità e professionisti”. Lo dice, in un’intervista esclusiva a Giovanna Ianniello per il Secolo d’Italia, il Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, in vista del decennale del terremoto che ha colpito il centro-Italia. “La mattina successiva alla scossa avvenuta alle 3:36 – ricorda Castelli – ero ad Arquata del Tronto per aiutare il sindaco Petrucci travolto dalla catastrofe. Ho visto i corpi esanimi e respirato la polvere delle macerie. In una parola: ho piena consapevolezza di ciò che ha rappresentato quel tragico evento. Dieci anni sono un tempo lungo, segnato dal dolore e da una ricostruzione complessa, ma anche da una determinazione che non è mai venuta meno”.
La particolare attenzione “dedicata ai tre Comuni martiri del 24 agosto è stata ribadita anche nei giorni scorsi quando, grazie alle misure adottate dal Governo in occasione del Cdm del 4 agosto, per Accumoli, Amatrice e Arquata sono state previste misure dedicate (ZFU e stabilizzazione di personale) mentre, per tutto il cratere, sono state stanziate risorse destinate a programmi di rilancio economico e sociale. È l’ennesimo esempio concreto di un impegno da parte dell’Esecutivo che non è mai venuto meno”.
I numeri “ci dicono che le liquidazioni di Cassa Depositi e Prestiti alle imprese impegnate nella ricostruzione privata superano gli 8 miliardi, con il 69% erogato dal 2023 a oggi. Solo nell’ultimo anno è stato liquidato 1.5 mld di euro. I cantieri autorizzati sono 23.361 e quelli conclusi 14.968, pari a oltre il 64% degli interventi avviati. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, i lavori in corso e le opere concluse rappresentano circa il 40% dell’intera programmazione. Molto è stato fatto, dunque, ma siamo consapevoli che c’è ancora molto lavoro da fare”. Anche per questo “l’anniversario del 24 agosto unisce il ricordo del passato alla tensione verso un nuovo domani: perché restituire futuro all’Appennino significa ricostruire case, ma anche fiducia, economia, servizi, opportunità».
Per Castelli il cambio di passo “è stato il frutto di un’opera costante di semplificazione amministrativa compiuta in questi anni, volta a rimuovere i fattori che causavano ostacoli e rallentamenti. Abbiamo lavorato per ridurre tempi, procedure e sovrapposizioni, e questo ha consentito di rendere più veloce la macchina della ricostruzione. Ma la semplificazione, da sola, non basta: a monte, l’elemento decisivo è stata la sinergia istituzionale, attuata attraverso il modello di una governance multilivello. Governo, Regioni e Comuni hanno operato con spirito di costante collaborazione e unità di intenti, allineando obiettivi, strumenti e priorità”.
Castelli sottolinea che “non basta ricostruire case ed edifici”, ma “abbiamo il dovere e la volontà di contrastare il fenomeno dello spopolamento, ricostruire comunità, relazioni, il tessuto immateriale che dà vita ai nostri borghi”. Si tratta di “quel principio del Right to stay finalmente impresso proprio dall’Unione europea, grazie al prezioso lavoro del vicepresidente Ue e Commissario Raffaele Fitto, che ha posto nella sua agenda il tema del ‘diritto a restare’, soprattutto nelle aree interne. I territori colpiti dal sisma hanno subito una frattura profonda, non solo materiale”.
“Oggi possiamo dire – conclude – che siamo entrati nella fase decisiva del percorso. Molti comuni del cratere stanno vedendo riaprire municipi, chiese, piazze e strade. Altri stanno avviando cantieri particolarmente complessi. Il nostro obiettivo è chiaro: completare la ricostruzione materiale e consolidare quella sociale, affinché ogni borgo possa tornare a essere pienamente vissuto. Non parliamo di un ritorno al passato, ma della costruzione di un futuro più sicuro, più moderno e più coeso”.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).
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Politica
Tajani “Vannacci? Possiamo vincere anche da soli, il voto utile è al centrodestra”
Pubblicato
1 ora fa-
29 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Doveva essere la nostra Sassonia, è stata quella di Vannacci”. Così il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, in un’intervista a La Stampa, dopo l’elezione di Fabio Roscioli alle suppletive a Reggio Calabria. Un successo che per il leader azzurro ha un valore più ampio: ha dimostrato che “per gli italiani il voto utile è per sconfiggere il centrosinistra, è quello per la nostra coalizione. Il centrodestra ha dimostrato di saper vincere autonomamente, con un risultato superiore a ogni aspettativa. È stato Vannacci a candidarsi contro di noi e a cercare di farci perdere, non c’è molto altro da aggiungere. Il voto utile tanto invocato è stato quello alla nostra coalizione, utile per sconfiggere la sinistra. Futuro Nazionale si è schierato contro di noi, ci ha attaccati e insultati, dicendo che sarebbe stata la nostra Sassonia. Alla fine è stata la loro”.
Sul crollo dell’affluenza, “le suppletive hanno fisiologicamente un’affluenza senza bassa, e questo dato è in linea con le precedenti. Contava vincere e lo abbiamo fatto, smentendo anche alcuni sondaggi. Ma questi si sa che non sempre raccontano la realtà. Quella di Roscioli è una scelta fatta con serietà, coinvolgendo un candidato credibile, un avvocato che in questa fase può essere utile alla Calabria”. Vannacci ha preso il 10 per cento e per i sondaggi è sopra FI. “Non mi pare sia così, un solo sondaggio su dieci lo ha dato sopra a FI e Reggio Calabria lo dimostra. C’è chi ci spera, come la sinistra, ma i dati reali sono un’altra cosa”, conclude.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS)
Politica
Dl della PA e degli enti territoriali, via libera della Camera con 133 sì: il testo passa al Senato
Pubblicato
11 ore fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Via libera della Camera dei deputati al ddl recante disposizioni urgenti per la funzionalità della PA e degli enti territoriali. Il testo, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia, è stato approvato con 133 sì, 66 contrari e un astenuto. Il provvedimento passa ora al Senato per la seconda lettura.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Politica
Papa Leone XIV a Metz “No all’illusione del riarmo, servono sforzi creativi per la pace”
Pubblicato
20 ore fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
METZ (FRANCIA) (ITALPRESS) – “È con profonda gioia, ma anche con vivo senso di responsabilità spirituale, che mi trovo oggi tra voi a Metz, città di frontiere e di passaggi, presso il Centro Congressi che porta il nome di Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea. Quest’uomo di fede e di convinzioni seppe trasformare le vecchie linee di frattura in ponti di speranza per tutta l’Europa, diventando un vero ambasciatore dell’unità nella diversità. Seguendo il suo esempio, la nostra responsabilità comune di donne e uomini religiosi, è quella di testimoniare che, al di là dei confini, è sempre possibile incontrarsi, stringere amicizia e costruire la pace”. Lo ha detto Papa Leone XIV, nel corso di un incontro interreligioso a Metz, in Francia. “Dialogare non sminuisce la nostra identità, ma la esprime con semplicità e verità aprendosi alla diversità dell’altro. Come diceva il mio predecessore, Papa Francesco – ha proseguito il Pontefice -: “Il dialogo tra persone di religioni differenti non si solamente per diplomazia, cortesia o tolleranza. […] L’obiettivo è di stabilire amicizia, pace”. Prima di lui, il santo Papa Giovanni Paolo II considerava il dialogo come un’esigenza intrinseca alla natura stessa dell’uomo. Secondo Paul Ricœur, è la via attraverso la quale riconosciamo l’alterità come una promessa e non come una minaccia; è un’arte dell’incontro di cui il nostro mondo ha grande bisogno, agli antipodi dell’aggressività e della violenza”.
“Non si può parlare dell’Europa senza menzionare il cristianesimo”, ha aggiunto Papa Leone nel suo intervento al Centro Robert Schuman di Metz, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron. “Infatti, invocare il nome di Dio per legittimare la violenza o l’oppressione costituisce una profanazione di questo nome. Nulla di ciò che deturpa la dignità umana può rivendicare un’autentica ispirazione divina. Il discorso religioso deve esortare costantemente a disarmare i cuori e le parole. Ciò comporta la responsabilità diretta di ciascuno di noi, in quanto custodi delle nostre rispettive tradizioni – ha sottolineato Papa Leone XIV -. D’altra parte, se la fecondità delle tradizioni religiose si manifesta innanzitutto nel loro servizio alla pace e alla fratellanza, essa si esprime anche nella loro capacità di proteggere, accompagnare e servire la vita. La grandezza di una civiltà non si misura dai suoi successi materiali, ma dal modo in cui circonda, protegge ed eleva la persona umana. Le religioni sono custodi della vita: esse ne affermano il valore sacro. La loro fecondità si manifesta nella presenza amorevole accanto alle persone più vulnerabili e più fragili. Servire la vita significa circondarla di cure, presenza e tenerezza, soprattutto nella prova, fino alla fine. A noi che siamo aperti alla trascendenza, spetta la missione di offrire punti di riferimento solidi, in particolare ai giovani, per costruire una comunione che rispetti e valorizzi la dignità di ogni persona umana”.
“Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo. La ricerca della pace in Europa, così come nel resto del mondo, non deve essere confusa con un ingenuo irenismo”, ha sottolineato il Pontefice. Al contrario, come affermava Schuman, “la pace mondiale non può essere salvaguardata senza sforzi creativi proporzionati ai pericoli che la minacciano. Tuttavia, bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui”. “Oggi bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo “sforzi creativi” per promuovere la pace mondiale, “o se stiamo semplicemente cercando di arginare l’emorragia della guerra” e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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