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Cronaca

“Il mondo post globale” in uno studio Centro Einaudi-Intesa Sanpaolo

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MILANO (ITALPRESS) – La sorprendente, contemporanea comparsa di svariate crisi globali, diversissime tra loro, ha reso cruciali i tempi che stiamo vivendo. Quella più immediatamente percepita dai normali cittadini è certamente la pandemia da COVID-19, che ha fatto molto di più che provocare milioni di morti: si è anche rivelata, purtroppo, un efficacissimo catalizzatore dell’inceppamento di un’economia globale già insicura, ulteriore elemento di divario tra (pochi) ricchi e un numero di poveri o quasi poveri in forte aumento, tra giovani senza lavoro a tempo indeterminato e privi di un «piano di vita» e anziani con pensioni basse anche se relativamente sicure. E’ quanto emerge da “Il Mondo Post Globale”, una ricerca a cura di Mario Deaglio con i contributi di Giovanni B. Andornino, Giorgio Arfaras, Angela De Martiis, Giuseppina De Santis, Gabriele Guggiola, Paolo
Migliavacca, Giuseppe Russo, Giorgio Vernoni. Un lavoro frutto della collaborazione fra il Centro di Ricerca e Documentazione “Luigi Einaudi” e Intesa Sanpaolo.
La pandemia è comparsa all’improvviso; da tempo, però, siamo alle prese con una crisi ambientale di ben più lunga durata, nell’ultimo anno acuita da una estrema siccità e che ha a che fare, tra l’altro, con l’uso delle risorse energetiche. Basti considerare che, se il «sistema Internet» fosse una nazione, sarebbe all’incirca al quarto posto nel mondo per consumo di elettricità (dopo Cina, Stati Uniti, India e prima del Giappone) – anche grazie alla comparsa delle criptomonete – con il 7 per cento del consumo mondiale di energia elettrica secondo le ricerche di Greenpeace: il data mining, ovvero l’«estrazione» di risultati da enormi banche dati, si avvia a consumare, entro pochi anni, tanta energia quanta l’estrazione di minerali e metalli.
Come se queste due profonde trasformazioni non bastassero, di altre due dobbiamo assolutamente tener conto.
Crisi pandemica e crisi energetica hanno accelerato la terza trasformazione di cui si tratta in questo studio – rapida con gli occhi della storia, ma sufficientemente lenta se considerata con quelli della politica – che riguarda il modo di lavorare. La pandemia ha accelerato la tendenza, già in atto, al lavoro «da remoto», provocando, tra l’altro, la caduta della domanda di superfici per uffici e l’aumento della domanda di abitazioni più vaste, in grado, appunto, di includere spazi per il lavoro a distanza. Ma anche la riduzione della distinzione tra lavoro e tempo «libero», tra lavoro e «vacanza». Congiunto al mutamento economico-sociale, sta delineandosi un cambiamento finanziario di vastissima portata: si modificano i modi di raccogliere il risparmio e le risorse finanziarie in genere, gli obiettivi di risparmiatori sempre più anziani e anche, sotto la spinta di Internet, le modalità delle transazioni.
La quarta trasformazione riguarda l’ordine geopolitico del pianeta, alla luce della guerra d’Ucraina, ma non solo. Questa guerra, infatti, non rappresenta altro che l’aspetto più drammatico e più acuto del venir meno delle basi dell’ordine mondiale emerso con la fine della Seconda Guerra Mondiale e con la Grande Recessione del 2008-2009. Più tensioni e conflitti quindi, e meno commerci, quasi certamente minore sviluppo, con le relazioni economiche che da globali paiono restringersi in ambiti più angusti, regionali nei migliori dei casi e con crescenti tentazioni autarchiche. Sarà davvero così? Un fattore decisivo è legato al rapporto sino-russo.
Nel 1990, alla fine della Guerra Fredda, Mosca e Pechino generavano rispettivamente il 3,4 e il 2 per cento del PIL mondiale; nel 2021 la loro quota sfiorava il 20 per cento, di cui il 18 per cento cinese. Se, per scelta ragionata o per costrizione prodotta dalle sanzioni politico-economiche occidentali, la Russia approfondisse il «partenariato strategico» con la Cina, finirebbe per diventare il «socio di minoranza» dell’alleanza. Ma il blocco dei Paesi occidentali rischierebbe per contro di scendere sotto il 50 per cento del PIL mondiale.
Tutte e quattro le crisi influenzano un’economia mondiale che sta perdendo rapidamente i suoi caratteri di globalità e riducendo altrettanto rapidamente le proprie capacità di crescita, tanto da indurci a intitolare questa ricerca Il mondo postglobale.
Le criticità politiche ed economico-industriali che stanno emergendo dal conflitto ucraino, accanto alla ricomparsa di dinamiche inflattive, che le economie mature non sperimentavano da decenni, non possono non influire – tra l’altro – sugli obiettivi fissati dalla Recovery and Resilience Facility delineata dalla Commissione europea e di cui l’Italia è la principale beneficiaria.
Anche perchè la nuova inflazione – un mix di problemi tecnici legati al sempre peggiore funzionamento di molte catene globali del valore, da quelle alimentari fino ai microchip – è profondamente diversa dai fenomeni inflazionistici del secolo scorso. Contro di essa le “cure tradizionali”, di carattere fiscale e monetario, si sono rivelate poco efficaci.
L’Unione Europa, con la BCE, sta promuovendo contro la spinta inflattiva risposte di tipo nuovo, piuttosto diverse rispetto a quelle della Fed americana. I “meccanismi” economici di Bruxelles sono considerati normalmente lenti e complicati, tuttavia da un punto di vista storico l’Europa mostra una crescita istituzionale assai rapida se paragonata a quella degli Stati Uniti. Lo conferma il caso della BCE, la Banca Centrale Europea istituita nel 1998, cioè quarant’anni dopo l’entrata in vigore del Trattato di Roma: la Fed, sua equivalente, vide la luce a Washington alla fine del 1913, ossia ben 137 anni dopo la Dichiarazione di Indipendenza del 1776 e senza contare che, nel caso europeo, non c’è stata alcuna guerra civile di mezzo.
Gli avvenimenti recenti, però, hanno purtroppo messo a nudo la vulnerabilità energetica del Vecchio Continente e, di concerto, la difficoltà a realizzare gli «obiettivi verdi», pur culturalmente molto appetibili. E poichè il mondo non aspetta, l’Europa dovrà in tempi brevi occuparsi a fianco di queste tematiche anche di coordinamento sanitario, di supporto alla disoccupazione e ai giovani, di forze armate. E della revisione dei Trattati.
In tale quadro si inserisce un’analisi dettagliata dell’Italia; una economia che esprime ambiti d’eccellenza ma resta gravata – ad esempio – dalla presenza di troppe micro-imprese, perchè i meccanismi regolatori le hanno incentivate a rimanere piccole: il 92 per cento dei dipendenti privati è occupato in aziende con meno di 50 milioni di fatturato. E si avanzano diverse proposte: una riforma fiscale che renda conveniente lavorare e investire, una revisione della disciplina fiscale sulle fusioni che incoraggi le piccole imprese a crescere, l’introduzione del quoziente famigliare nella tassazione diretta e l’introduzione sperimentale della settimana lavorativa di quattro giorni, integrata da attività di formazione a distanza. L’export resta, per l’Italia, un driver essenziale, ma il triangolo industriale ha incominciato a segnare il passo. Se la dinamica delle esportazioni del Nord-Ovest industriale fosse stata la stessa della media di Nord-Est e Italia centrale, l’impulso al PIL italiano sarebbe stato di 6 punti aggiuntivi per ogni decennio; per conseguenza, la distanza media fra la dinamica del PIL europeo e quella del PIL italiano sarebbe stata pari a meno della metà di quella che si è avuta nei fatti.
Per l’Italia e per il resto del mondo, è legittimo domandarsi se ci troviamo di fronte a un cambiamento senza precedenti oppure se qualcosa del genere possa essere già successo nella storia. E per sbirciare il futuro studiando il passato, occorrono pensieri nuovi, nuove analisi e sguardo lungo.

– foto Intesa Sanpaolo –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Iran, Pezeshkian “Mondo sbalordito da nostra resistenza, non siamo il Venezuela”

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TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – “Siamo in una guerra economica, militare e di sicurezza totale, ma non siamo caduti”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un discorso televisivo ripreso dall’agenzia statale Irna, respingendo fermamente i paragoni con altri Paesi in crisi.
“I nostri nemici avevano previsto che l’Iran sarebbe crollato fino a diventare come il Venezuela”, ha sottolineato il leader riformista. “Questo non solo non è accaduto, ma il mondo intero è rimasto sbalordito dalla nostra resistenza, solidarietà e coesione”. “Abbiamo firmato l’intesa perchè crediamo che nulla si possa ottenere con la guerra. Non chineremo la testa davanti al nemico; risolveremo i problemi con la forza, ma guidati dalla logica” ha aggiunto. Pezeshkian ha quindi rilanciato l’appello a porre fine alle ostilità con Washington partendo da una posizione di vantaggio negoziale, garantito dal parziale blocco dello Stretto di Hormuz: “E’ meglio concludere la guerra oggi, mentre siamo al potere e l’America è isolata e odiata a livello internazionale per i suoi attacchi”. (ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

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Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 23 agosto 2026

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Il messaggio di Leone XIV al Meeting di Rimini domina le prime pagine dei quotidiani di domenica 23 agosto. Accanto alle parole del Pontefice trovano spazio la guerra in Ucraina, il caso della bambina morta di difterite a Palermo, il dibattito politico italiano e le prime mosse sulla prossima manovra economica. Nello sport, riflettori sulla partenza della Serie A: Inter subito travolgente, Napoli vincente ma tra le polemiche.

Cronaca e politica: Leone XIV, «le persone prima dei confini»

È il Papa il grande protagonista delle aperture. Il Corriere della Sera titola “Scossa di Leone: no alle guerre” e mette al centro l’appello pronunciato al Meeting di Rimini contro conflitti e ingiustizie: «Prima dei confini ci sono le persone». Il Pontefice invita inoltre a smascherare i poteri ingiusti e a costruire una convivenza liberata dal sospetto.

Sulla stessa linea La Stampa, che sceglie direttamente “Le persone prima dei confini”, sottolineando il richiamo all’accoglienza dei migranti e al rispetto del diritto umanitario. la Repubblica parla di “Migranti, la lezione del Papa”, mentre Il Giornale racconta l’ovazione riservata a Leone XIV a Rimini e Libero evidenzia la partecipazione di circa sessantamila persone al Meeting. Anche Il Sole 24 Ore richiama il discorso pontificio con l’invito a smascherare «i rapporti di potere ingiusti all’origine di povertà e guerre».

Resta molto alta anche la tensione sul fronte ucraino. Il Corriere della Sera apre uno spazio alla minaccia di Vladimir Putin dopo gli attacchi ucraini in territorio russo: Mosca annuncia raid «distruttivi», mentre Emmanuel Macron promette altre armi a Kiev. la Repubblica sottolinea invece le difficoltà ammesse dal Cremlino e parla di migliaia di russi in fuga. Anche Il Fatto Quotidiano porta in alto le parole di Putin, che accusa Kiev di avere «aperto il vaso di Pandora».

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Tra i fatti di cronaca nazionale torna in evidenza il caso della bambina di quattro anni morta di difterite a Palermo. La Stampa e Il Corriere della Sera riferiscono che i genitori, che non avevano sottoposto la figlia alla vaccinazione, sono indagati per omicidio colposo. Libero e La Verità danno ampio spazio alla stessa vicenda e all’inchiesta avviata dalla Procura.

Si parla molto anche del caso Sigfrido Ranucci e di Report. La Stampa riferisce dell’ipotesi di una sospensione e di una possibile soluzione interna alla Rai, mentre Il Giornale torna sull’indagine relativa alla bomba e sulle conseguenze che potrebbe avere per il conduttore. Il Tempo dedica invece la parte principale della prima pagina alle tensioni politiche attorno allo stesso Ranucci e alle sue possibili mosse future.

Il dibattito politico interno continua soprattutto sul centrosinistra. La Verità apre con le parole di Enrico Mentana sul Pd, mentre Libero evidenzia il suo intervento al Meeting. Il Giornale dà spazio a Matteo Salvini e alla strategia della Lega in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Economia: tasse, data center e grandi manovre bancarie

Sul fronte economico, Il Sole 24 Ore mette in apertura la corsa dei data center italiani: “Data center, più 48% in un anno”. La crescita delle richieste di connessione alla rete elettrica pone però il tema dell’energia necessaria alle nuove infrastrutture tecnologiche: la domanda complessiva continua infatti ad aumentare rapidamente.

Sempre il quotidiano economico dedica grande attenzione al risiko bancario. Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm rappresenta il prossimo passaggio decisivo nella partita che coinvolge Mps, mentre resta sul tavolo l’operazione che interessa anche Banca Generali. Sullo sfondo c’è un settore bancario italiano sempre più coinvolto in fusioni e tentativi di consolidamento.

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Un altro tema pesante è quello del debito pubblico mondiale: per i Paesi del G7, scrive Il Sole 24 Ore, gli interessi arrivano complessivamente a circa duemila miliardi di dollari all’anno.

La prossima legge di Bilancio occupa invece diverse prime pagine. Libero apre con “Tredicesime e Irpef, il piano taglia-tasse”, prospettando interventi sulla tassazione della mensilità aggiuntiva e una riduzione dell’aliquota Irpef per il ceto medio. Anche Il Giornale parla del progetto del governo di alleggerire il peso fiscale sui redditi intermedi.

Sul fronte delle infrastrutture, La Stampa torna poi sul confronto tra Italia e Francia per l’alta velocità Torino-Lione, con Parigi che chiede ritardi più contenuti e tempi maggiormente affidabili.

Sport: Inter travolgente, Napoli vincente tra le polemiche

La nuova Serie A parte subito nel segno dell’Inter. I nerazzurri battono il Monza 4-1 e conquistano le aperture dei tre quotidiani sportivi. La Gazzetta dello Sport titola “Inter che tacco”, celebrando soprattutto la giocata di Pio Esposito. Il Corriere dello Sport sceglie “Il tacco di Pio”, mentre Tuttosport sintetizza con “Il tacco di Pio, l’Inter si esalta”. A segno anche Calhanoglu, Zielinski e Bisseck.

Parte con una vittoria anche il Napoli, che supera il Genoa 2-0. Il Corriere dello Sport parla di “Napoli, subito Allegri”, mentre Tuttosport titola “Veleno Napoli, rabbia Genoa” per le proteste rossoblù sull’azione che ha portato al primo gol. Decisivi nel finale De Bruyne e Vergara.

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Oggi tocca invece alla Juventus, impegnata alle 18.30 a Frosinone. Luciano Spalletti si dice soddisfatto del mercato e assicura che la società non intende spingersi fino a cento milioni per Yildiz. In serata attenzione anche al Milan, atteso dalla trasferta contro il Torino: Massimiliano Allegri e il tecnico granata Ignazio Abate sono già sotto i riflettori.

In Formula 1 il Gran Premio d’Olanda partirà con Norris dalla pole position. Kimi Antonelli scatterà terzo, mentre la Ferrari appare più in difficoltà: La Gazzetta dello Sport parla di una Rossa costretta a inseguire e il Corriere dello Sport di un «passo indietro».

La Provincia Pavese: aggressione omofoba sul Naviglio e dipendenti comunali a Voghera

L’apertura de La Provincia Pavese è dedicata a un grave episodio di violenza: “Lo aggrediscono perché gay e lo lanciano nel Naviglio”. Vittima un giovane di 24 anni, insultato e picchiato da un gruppo di ragazzi e poi gettato nel Naviglio Sforzesco. Sul caso sono in corso le indagini.

In alto trova spazio anche la visita del Papa al Meeting di Rimini, con il titolo “Il Papa ai giovani: ‘Il futuro è una promessa’” e il richiamo alle circa sessantamila persone presenti.

A Pavia, il giornale segnala l’aumento dei costi per il progetto del Waterfront, con circa centomila euro in più destinati a mensa e housing sociale. Sempre dal capoluogo arriva la notizia del nuovo intervento sul Lungoticino, dove saranno sistemate circa seimila piantine nelle aiuole, tra cui lavanda e rosmarino.

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In provincia, spazio a Voghera con il titolo “Dipendenti comunali in fuga, prove di dialogo”, dedicato alla situazione del personale di Palazzo Gounela e al confronto in corso tra amministrazione e rappresentanze dei lavoratori.

Tra gli altri titoli: a Gravellona Lomellina un uomo ha accoltellato il ladro che gli stava rubando l’auto ed è stato successivamente liberato dal giudice; a Pavia si registra inoltre la prima vittima della West Nile, un professore in pensione di 85 anni.

Da Casteggio arriva invece la vicenda di una donna caduta all’interno di una banca e rimasta ferita: dopo il mancato riconoscimento del risarcimento dovrà sostenere circa 39mila euro di spese.

Nelle pagine dedicate all’Oltrepò spicca l’intervista a Dayana Montasani, che gestisce una storica trattoria di Scannaria fondata nel 1954: il titolo è “Anche Clooney tra i miei ospiti in Oltrepò”. A Voghera torna inoltre Oltregusto, presentato come vetrina di vini e piatti gourmet.

Infine lo sport locale: il quotidiano registra il poker dell’Inter al Monza nella prima giornata di Serie A e, per la Serie D, l’esordio del Pavia nella Coppa Italia sul campo del Crema.

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Radio Pavia Breakfast News – 23 agosto 2026

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Il messaggio di Leone XIV al Meeting di Rimini domina le prime pagine dei quotidiani di domenica 23 agosto. Accanto alle parole del Pontefice trovano spazio la guerra in Ucraina, il caso della bambina morta di difterite a Palermo, il dibattito politico italiano e le prime mosse sulla prossima manovra economica. Nello sport, riflettori sulla partenza della Serie A: Inter subito travolgente, Napoli vincente ma tra le polemiche.

Cronaca e politica: Leone XIV, «le persone prima dei confini»

È il Papa il grande protagonista delle aperture. Il Corriere della Sera titola “Scossa di Leone: no alle guerre” e mette al centro l’appello pronunciato al Meeting di Rimini contro conflitti e ingiustizie: «Prima dei confini ci sono le persone». Il Pontefice invita inoltre a smascherare i poteri ingiusti e a costruire una convivenza liberata dal sospetto.

Sulla stessa linea La Stampa, che sceglie direttamente “Le persone prima dei confini”, sottolineando il richiamo all’accoglienza dei migranti e al rispetto del diritto umanitario. la Repubblica parla di “Migranti, la lezione del Papa”, mentre Il Giornale racconta l’ovazione riservata a Leone XIV a Rimini e Libero evidenzia la partecipazione di circa sessantamila persone al Meeting. Anche Il Sole 24 Ore richiama il discorso pontificio con l’invito a smascherare «i rapporti di potere ingiusti all’origine di povertà e guerre».

Resta molto alta anche la tensione sul fronte ucraino. Il Corriere della Sera apre uno spazio alla minaccia di Vladimir Putin dopo gli attacchi ucraini in territorio russo: Mosca annuncia raid «distruttivi», mentre Emmanuel Macron promette altre armi a Kiev. la Repubblica sottolinea invece le difficoltà ammesse dal Cremlino e parla di migliaia di russi in fuga. Anche Il Fatto Quotidiano porta in alto le parole di Putin, che accusa Kiev di avere «aperto il vaso di Pandora».

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Tra i fatti di cronaca nazionale torna in evidenza il caso della bambina di quattro anni morta di difterite a Palermo. La Stampa e Il Corriere della Sera riferiscono che i genitori, che non avevano sottoposto la figlia alla vaccinazione, sono indagati per omicidio colposo. Libero e La Verità danno ampio spazio alla stessa vicenda e all’inchiesta avviata dalla Procura.

Si parla molto anche del caso Sigfrido Ranucci e di Report. La Stampa riferisce dell’ipotesi di una sospensione e di una possibile soluzione interna alla Rai, mentre Il Giornale torna sull’indagine relativa alla bomba e sulle conseguenze che potrebbe avere per il conduttore. Il Tempo dedica invece la parte principale della prima pagina alle tensioni politiche attorno allo stesso Ranucci e alle sue possibili mosse future.

Il dibattito politico interno continua soprattutto sul centrosinistra. La Verità apre con le parole di Enrico Mentana sul Pd, mentre Libero evidenzia il suo intervento al Meeting. Il Giornale dà spazio a Matteo Salvini e alla strategia della Lega in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Economia: tasse, data center e grandi manovre bancarie

Sul fronte economico, Il Sole 24 Ore mette in apertura la corsa dei data center italiani: “Data center, più 48% in un anno”. La crescita delle richieste di connessione alla rete elettrica pone però il tema dell’energia necessaria alle nuove infrastrutture tecnologiche: la domanda complessiva continua infatti ad aumentare rapidamente.

Sempre il quotidiano economico dedica grande attenzione al risiko bancario. Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm rappresenta il prossimo passaggio decisivo nella partita che coinvolge Mps, mentre resta sul tavolo l’operazione che interessa anche Banca Generali. Sullo sfondo c’è un settore bancario italiano sempre più coinvolto in fusioni e tentativi di consolidamento.

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La prossima legge di Bilancio occupa invece diverse prime pagine. Libero apre con “Tredicesime e Irpef, il piano taglia-tasse”, prospettando interventi sulla tassazione della mensilità aggiuntiva e una riduzione dell’aliquota Irpef per il ceto medio. Anche Il Giornale parla del progetto del governo di alleggerire il peso fiscale sui redditi intermedi.

Sul fronte delle infrastrutture, La Stampa torna poi sul confronto tra Italia e Francia per l’alta velocità Torino-Lione, con Parigi che chiede ritardi più contenuti e tempi maggiormente affidabili.

Sport: Inter travolgente, Napoli vincente tra le polemiche

La nuova Serie A parte subito nel segno dell’Inter. I nerazzurri battono il Monza 4-1 e conquistano le aperture dei tre quotidiani sportivi. La Gazzetta dello Sport titola “Inter che tacco”, celebrando soprattutto la giocata di Pio Esposito. Il Corriere dello Sport sceglie “Il tacco di Pio”, mentre Tuttosport sintetizza con “Il tacco di Pio, l’Inter si esalta”. A segno anche Calhanoglu, Zielinski e Bisseck.

Parte con una vittoria anche il Napoli, che supera il Genoa 2-0. Il Corriere dello Sport parla di “Napoli, subito Allegri”, mentre Tuttosport titola “Veleno Napoli, rabbia Genoa” per le proteste rossoblù sull’azione che ha portato al primo gol. Decisivi nel finale De Bruyne e Vergara.

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Oggi tocca invece alla Juventus, impegnata alle 18.30 a Frosinone. Luciano Spalletti si dice soddisfatto del mercato e assicura che la società non intende spingersi fino a cento milioni per Yildiz. In serata attenzione anche al Milan, atteso dalla trasferta contro il Torino: Massimiliano Allegri e il tecnico granata Ignazio Abate sono già sotto i riflettori.

In Formula 1 il Gran Premio d’Olanda partirà con Norris dalla pole position. Kimi Antonelli scatterà terzo, mentre la Ferrari appare più in difficoltà: La Gazzetta dello Sport parla di una Rossa costretta a inseguire e il Corriere dello Sport di un «passo indietro».

La Provincia Pavese: aggressione omofoba sul Naviglio e dipendenti comunali a Voghera

L’apertura de La Provincia Pavese è dedicata a un grave episodio di violenza: “Lo aggrediscono perché gay e lo lanciano nel Naviglio”. Vittima un giovane di 24 anni, insultato e picchiato da un gruppo di ragazzi e poi gettato nel Naviglio Sforzesco. Sul caso sono in corso le indagini.

In alto trova spazio anche la visita del Papa al Meeting di Rimini, con il titolo “Il Papa ai giovani: ‘Il futuro è una promessa’” e il richiamo alle circa sessantamila persone presenti.

A Pavia, il giornale segnala l’aumento dei costi per il progetto del Waterfront, con circa centomila euro in più destinati a mensa e housing sociale. Sempre dal capoluogo arriva la notizia del nuovo intervento sul Lungoticino, dove saranno sistemate circa seimila piantine nelle aiuole, tra cui lavanda e rosmarino.

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Tra gli altri titoli: a Gravellona Lomellina un uomo ha accoltellato il ladro che gli stava rubando l’auto ed è stato successivamente liberato dal giudice; a Pavia si registra inoltre la prima vittima della West Nile, un professore in pensione di 85 anni.

Da Casteggio arriva invece la vicenda di una donna caduta all’interno di una banca e rimasta ferita: dopo il mancato riconoscimento del risarcimento dovrà sostenere circa 39mila euro di spese.

Nelle pagine dedicate all’Oltrepò spicca l’intervista a Dayana Montasani, che gestisce una storica trattoria di Scannaria fondata nel 1954: il titolo è “Anche Clooney tra i miei ospiti in Oltrepò”. A Voghera torna inoltre Oltregusto, presentato come vetrina di vini e piatti gourmet.

Infine lo sport locale: il quotidiano registra il poker dell’Inter al Monza nella prima giornata di Serie A e, per la Serie D, l’esordio del Pavia nella Coppa Italia sul campo del Crema.

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