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Cronaca

Women Value Company, premiate donne e imprese che guardano al futuro

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NAPOLI (ITALPRESS) – Dopo Firenze, si è svolto a Napoli presso le Gallerie d’Italia il secondo evento conclusivo del premio Women Value Company Intesa Sanpaolo, organizzato dal Gruppo bancario in collaborazione con Fondazione Marisa Bellisario. Presenti 26 aziende provenienti dalle regioni del Centro Sud Italia (Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia). L’iniziativa, giunta quest’anno alla settima edizione, è riconosciuta come categoria speciale del Premio Marisa Bellisario ed è dedicata alla valorizzazione dell’imprenditoria al femminile e delle aziende che investono sull’uguaglianza di genere e sul welfare aziendale.
Anche quest’anno numerose le candidature pervenute da tutta Italia, oltre 1.200, tra le quali sono state selezionate le due vincitrici del premio nazionale Mela d’Oro Women Value Company Intesa Sanpaolo.
A queste si sono aggiunte le imprese selezionate per le menzioni speciali in ambito “Donne Innovatrici”, “Donne per l’Estero” e “Donne per il Sociale”.
Durante l’evento napoletano sono intervenute Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Virginia Borla, Responsabile Business Governance Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, e Anna Roscio, Responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, oltre all’intervento della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.
Quest’anno il premio Women Value Company Intesa Sanpaolo ha visto la partecipazione più numerosa dal suo esordio, forte di una sempre maggior sensibilità ai temi dell’inclusione e della valorizzazione dell’imprenditoria femminile. Per questo motivo Intesa Sanpaolo e Fondazione Marisa Bellisario hanno voluto organizzare tre momenti di incontro con tutte le 100 aziende vincitrici, oltre a celebrare alcune di esse con una menzione speciale, coerente con le missioni del PNRR ed esempi di eccellenza per cultura aziendale inclusiva, offrendo importanti spunti di riflessione sulle sfide delle strategie aziendali e su misure/strumenti del PNRR per valorizzare l’imprenditoria in rosa.
Dall’analisi della Direzione Studi e Ricerche emerge come nel 2022 l’Italia si collochi all’ultimo posto tra i paesi europei per tasso di attività femminile (56,4%, 13 punti in meno rispetto alla media UE27). Su questo risultato pesano soprattutto i ritardi delle regioni del Mezzogiorno. Se l’Italia si allineasse al valore medio europeo di attività femminile, significherebbe un incremento di 2,4 milioni nella forza lavoro (+10%), con effetti positivi sulla crescita del PIL. Anche le imprese possono contribuire ad aumentare il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro attraverso una serie di interventi e strategie. Le imprese che hanno aderito a questa edizione di Women Value Company hanno mostrato una forte attenzione alla valorizzazione dei dipendenti con un mix articolato di iniziative, con ai primi posti i temi della formazione e della conciliazione tra vita professionale e famiglia. Spiccano per l’adozione di queste iniziative le imprese a guida femminile. Attenzione al capitale umano e alla sostenibilità emergono come due elementi strettamente correlati: le imprese con un profilo più evoluto per la gestione del capitale umano mostrano una maggior propensione a investire in sostenibilità. Le imprese con un’attenzione maggiore a queste tematiche hanno registrato negli ultimi anni una migliore evoluzione in termini di crescita del fatturato ma anche della produttività del lavoro, a dimostrazione di come il capitale umano ed il suo benessere siano sempre di più un fattore strategico vincente.
Tematiche al centro degli eventi di Firenze, Napoli e Milano durante i quali avviene l’assegnazione della Menzione speciale – Donne per l’Estero, della Menzione speciale – Donne per il sociale e Menzione speciale – Donne per l’innovazione.
Gli incontri territoriali seguono la cerimonia nazionale di consegna della «Mela d’Oro» Women Value Company Intesa Sanpaolo avvenuta a Roma in occasione della premiazione della 35^ edizione Premio Marisa Bellisario. Le imprenditrici a cui è stata assegnato il prestigioso riconoscimento sono Nunzia Giunta, Amministratore Delegato di UOMO E AMBIENTE (categoria Piccole Imprese), e a Sabrina Paola Secli, CEO di SPS Manifatture (categoria Medie Imprese).
La discussione “Donne e imprese che guardano al futuro” dedicata ai temi dell’innovazione, supporto della nuova imprenditoria femminile e difesa della parità di genere al centro delle grandi sfide globali, ha offerto l’occasione per sviluppare il tema della diversity. Non solo in termini di genere ma anche di esperienze, e dato spazio a spunti e riflessioni sulle nuove sfide delle strategie aziendali a partire da sostenibilità, digitalizzazione, innovazione tecnologica, capitale umano e formazione come fattori abilitanti alla crescita delle imprese in particolare al femminile, anche alla luce delle missioni e degli strumenti del PNRR destinati all’inclusione e alla coesione sociale, con l’assegnazione di specifici fondi alle politiche per il lavoro e alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile. Per questa ragione, al dibattito è prevista la presenza di imprenditrici che hanno avviato nuove start up innovative, come segnale della capacità di investire in nuove tecnologie orientate in particolare alla sostenibilità, e giovani studentesse che sono pronte ad affrontare nuovi percorsi lavorativi, facendo leva su formazione di alto livello.
Il prossimo incontro territoriale del premio Women Value Company Intesa Sanpaolo si svolgerà a Milano il prossimo 22 novembre e sarà dedicato alle 38 imprese selezionate del Nord Italia.
«Ringrazio ancora una volta Intesa Sanpaolo per aver reso possibile questa splendida iniziativa e le aziende selezionate per il grande contributo che danno all’economia dei loro territori e alla diffusione di una cultura di parità – afferma Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario -. Il loro modello di gestione ci conferma che investire sulle donne, valorizzare le loro competenze, favorire la loro crescita professionale sono tutte scommesse vincenti. Con Women Value Company premiamo l’impegno, l’equità e la lungimiranza di tante piccole e medie imprese italiane perchè il loro modello di crescita inclusiva e sostenibile diventi un esempio per tutte le nostre realtà produttive».
«Condividiamo il progetto Women Value Company con Fondazione Marisa Bellisario ormai da sette anni per essere al fianco di imprenditrici orientate all’equità di genere e alla valorizzazione di talento e merito come leve per il successo della loro azienda – sottolinea Virginia Borla, Responsabile Business Governance Banca dei Territori Intesa Sanpaolo -. A questo tipo di PMI è destinato nuovo credito per un miliardo di euro nell’ambito dei finanziamenti previsti dal Gruppo per le imprese, finalizzati a stimolare ulteriormente l’imprenditoria a guida femminile e facilitarne anche l’accesso ai fondi del PNRR per investire in benessere, welfare e formazione dei propri dipendenti».
Le 100 PMI vincitrici sono per il 70% Piccole Imprese e per il 30% Medie Imprese, distribuite per il 37% nel Nord Italia, il 38% nel Centro e il 25% al Sud. Il 91% ha avviato iniziative volte a conciliare vita professionale e vita personale dei dipendenti (smart working, asili, flessibilità, mensa, permessi, agevolazioni trasporto). L’80% ha attivato iniziative volte ad incrementare il benessere dei dipendenti (premi, benefit, assistenza sanitaria, agevolazioni tempo libero e genitorialità). 15 PMI hanno già ottenuto o fatto domanda per ottenere la certificazione per la parità di genere.
La VII edizione conferma che investire sulle persone e il loro benessere, sul welfare e sulla formazione genera un contesto favorevole per la crescita dell’impresa e del business: il 96% ha stimato il fatturato in aumento o stabile (YoY); il 62% ha avviato e/o consolidato attività di export e internazionalizzazione; oltre la metà (53%) sono PMI costituite dal 2000 in poi (di cui 19 startup o neoimprese); manifatturiero, sanità, commercio e servizi i settori più rappresentati.
L’edizione 2023 di Women Value Company è strettamente connessa alle missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che, nell’ambito degli obiettivi di inclusione, destina azioni e risorse per favorire l’aumento della partecipazione delle donne al mondo del lavoro, in particolare con il supporto all’attività imprenditoriale femminile. Intesa Sanpaolo innalza il plafond a un miliardo di euro di credito per promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile e massimizzare il contributo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese. La Banca supporta le imprese femminili che avviano una nuova attività o che investono nel rafforzamento della propria impresa, agendo sui filoni quali la digitalizzazione, l’innovazione e l’ampliamento delle competenze.
La proposta si aggiunge alle soluzioni già esistenti per promuovere investimenti verso gli obiettivi del PNRR e l’imprenditoria femminile, come il finanziamento a medio lungo termine S-Loan Diversity, che premia con una riduzione di tasso gli sforzi delle imprese nella direzione della parità di genere, nello sviluppo di programmi di incremento del welfare, nell’incremento di nuove assunzioni di dipendenti donne: ad oggi sono stati erogati 97 finanziamenti per 120 milioni di euro.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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Lombardia e Catalogna rafforzano la sinergia industriale tra manifattura, innovazione e politica europea

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MILANO (ITALPRESS) – Nel cuore della manifattura europea si consolida un asse sempre più strategico, quello tra Lombardia e Catalogna. Due regioni leader per produzione industriale, densità di imprese e capacità di innovazione che, negli ultimi mesi, hanno trasformato una collaborazione storica in una vera e propria Alleanza strutturata per il sostegno in settori strategici, come ad esempio quello chimico, pilastro trasversale dell’interno dei due sistemi manifatturieri.

L’incontro di Milano – successivo all’intesa avviata a Barcellona nel novembre 2025 – segna un ulteriore passo avanti in un percorso che intreccia politica industriale, cooperazione istituzionale e posizionamento strategico in Europa. I protagonisti sono l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi e il ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya Miquel Sàmper; un appuntamento che segna un passo decisivo verso una collaborazione sempre più strutturata. Le due istituzioni hanno infatti concordato di intensificare le relazioni tra i rispettivi ecosistemi industriali, promuovere progetti condivisi e rafforzare il coordinamento nei rapporti con l’Unione Europea.

“Lombardia e Catalogna – ha detto Guidesisono due Regioni affini dal punto di vista economico e sociale e contribuiscono in maniera determinante al Pil europeo. Collaborare in modo strutturale significa potenziare il sostegno ai rispettivi comparti della chimica, settore vitale per la manifattura e in generale per la competitività internazionale dei nostri territori. Implementiamo il lavoro già in atto con la rete ECRN a tutela di imprese, occupazione e know-how e quello che svolgiamo sui tavoli del Critical Chemicals Alliance”.
 
“L’intesa con la Lombardia è strategica perché permette di rafforzare le sinergie e di promuovere il settore della chimica, che è di grande importanza per l’economia industriale della Catalogna. E lo è più, in particolare, nell’attuale contesto geopolitico. Dal Governo accompagniamo l’insieme del tessuto economico catalano di fronte al momento di incertezza internazionale che stiamo vivendo, con misure volte a favorire la sua resilienza. L’alleanza con la Lombardia rappresenta un’opportunità per unire gli sforzi tra regioni leader nel settore della chimica”, ha sottolineato il Ministro alle Imprese e al Lavoro della Generalitat de Catalunya, Miquel Sàmper.

Da gennaio 2026 la Catalogna ha assunto la presidenza dell’European Chemical Regions Network (ECRN), raccogliendo il testimone da una Lombardia protagonista negli ultimi due anni. Il passaggio di consegne, formalizzato durante l’assemblea generale di Rotterdam di febbraio scorso, rappresenta un rafforzamento della linea comune. Durante la presidenza lombarda, la rete è cresciuta significativamente: membri raddoppiati (da 10 a 21), rafforzamento del dialogo diretto con la Commissione europea, attivazione di progetti finanziati per circa 19 milioni di euro. Oggi la Lombardia mantiene un ruolo centrale come vicepresidente con delega alle alleanze strategiche, in particolare sulla Critical Chemicals Alliance, confermandosi uno degli attori più influenti nella governance europea del settore.
La Catalogna, dal canto suo, ha assunto la guida con un obiettivo chiaro: accelerare le politiche di competitività e sostenibilità della chimica europea, in un momento in cui il comparto è sottoposto a forti pressioni globali.

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La collaborazione avviata a Barcellona nel novembre 2025 ha definito una cornice operativa concreta: gruppi di lavoro congiunti, incontri bilaterali periodici e priorità condivise su innovazione, sostenibilità e formazione. Non si tratta di una semplice sinergia istituzionale, ma di un’integrazione tra ecosistemi produttivi; la Lombardia, prima regione manifatturiera d’Europa, con circa 45.000 addetti nel settore chimico e un ruolo di primo piano nella chimica fine e specialistica. La Catalogna, uno dei principali poli chimici del Mediterraneo, caratterizzato da una forte concentrazione di imprese e da una solida integrazione tra industria e ricerca. Entrambe condividono una struttura economica basata su distretti avanzati, forte export e una profonda integrazione tra pubblico e privato. Un settore, quello chimico, estremamente importante e strategico per i due territori e i numeri lo dimostrano chiaramente. Lombardia e Catalogna insieme contano oltre 100mila lavoratori con quasi 4000 imprese. In Catalogna la chimica rappresenta il 13% di tutta l’industria spagnola. In Lombardia il settore mediamente fattura 27 miliardi all’anno e rappresenta il 41% della chimica nazionale; inoltre la chimica in Lombardia mostra una grande capacità di attrazione di investimenti esteri: il 50% degli investimenti esteri in Italia si concentra in Lombardia. Regioni estremamente complementari, infatti se in Catalogna si concentra la chimica si base in Lombardia c’é una maggiore concentrazione di aziende di chimica specializzata.

Il punto di contatto più rilevante tra le due Regioni è il ruolo sistemico della chimica. Non un settore verticale, ma una piattaforma abilitante per l’intera industria. In Lombardia, si stima che il 98% dei prodotti manifatturieri abbia una componente chimica, dato che sintetizza l’interdipendenza tra comparti. Dalla farmaceutica ai materiali avanzati, dall’automotive all’edilizia sostenibile, la chimica rappresenta un fattore di innovazione tecnologica, un driver di competitività, un elemento chiave per la transizione ecologica.
La Catalogna è un punto di riferimento nel settore chimico, che rappresenta il principale settore esportatore del paese, e dispone di un ecosistema di primo livello per le aziende di questo ambito. Il settore, rappresenta il 12,5% del PIL catalano.

È su questa consapevolezza che Lombardia e Catalogna stanno costruendo una strategia comune: difendere e rilanciare la chimica europea in un contesto globale sempre più competitivo, segnato da costi energetici elevati e pressione normativa. Inoltre, la cooperazione tra le due regioni si articola lungo tre direttrici: innovazione e ricerca, attraverso la partecipazione congiunta a programmi europei (Horizon, Erasmus+), le due regioni puntano a rafforzare la capacità di sviluppare nuove tecnologie, in particolare nei campi della chimica verde e dei materiali sostenibili; competenze e capitale umano, il gap di competenze rappresenta una delle principali criticità del settore. I progetti comuni mirano a creare percorsi formativi condivisi e a facilitare la mobilità di talenti tra i due territori; transizione ecologica, dalla decarbonizzazione dei processi industriali al riciclo chimico, Lombardia e Catalogna intendono posizionarsi come laboratori europei della chimica sostenibile e competitiva.

Oltre alla dimensione industriale, l’Alleanza ha una forte valenza politica. L’obiettivo è presentarsi in modo coordinato nei confronti delle istituzioni europee, influenzando le politiche su energia, regolamentazione industriale, finanziamenti alla transizione. L’ECRN, in questo senso, è diventato uno strumento chiave, una piattaforma attraverso cui le regioni ad alta intensità chimica possono fare massa critica e incidere sulle decisioni comunitarie.

La sinergia tra Lombardia e Catalogna si inserisce in un quadro più ampio, la necessità per l’Europa di difendere la propria base industriale. In questo scenario, l’asse tra le due regioni può diventare un modello replicabile, integrazione tra territori industriali avanzati, coordinamento politico a livello UE, valorizzazione delle filiere strategiche. Non è solo un’alleanza regionale, ma un tentativo concreto di ridefinire il ruolo della chimica e della manifattura nel futuro industriale europeo.

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La collaborazione tra Lombardia e Catalogna rappresenta una nuova fase della politica industriale europea: più territoriale, più integrata e più orientata alla costruzione di reti e di catene del valore. In un’Europa chiamata a ripensare il proprio modello produttivo, la chimica – e le regioni che la guidano – torna al centro. E l’asse Milano-Barcellona si candida a esserne uno dei principali motori.

– foto ufficio stampa Regione Lombardia –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Cariplo, Azzone “Giovani, bambini, disabili e detenuti: si deve fare di più”

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MILANO (ITALPRESS) – Filantropia significa trasformare i rendimenti dei risparmi storici di una comunità in strumenti concreti di inclusione sociale. E’ questa, nella sintesi di Giovanni Azzone, la missione di Fondazione Cariplo. Il presidente, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy, ha passato in rassegna alcune linee di intervento su cui la Fondazione è al lavoro, con un impegno complessivo per il 2026 di oltre 215 milioni di euro.
Un fronte è quello dei giovani che non studiano, non lavorano e non si formano, i cosiddetti NEET. “Nella nostra area di riferimento, la Lombardia e due province del Piemonte, ne contiamo oltre 150 mila”, ha spiegato Azzone. L’obiettivo dichiarato del progetto “Zero NEET” è ridurre questo numero di almeno 20 mila unità.
Per farlo, Fondazione Cariplo ha costruito una “piattaforma filantropica”: 20 milioni di euro propri a cui si è aggiunta una cifra analoga di Regione Lombardia, con il coinvolgimento di Intesa Sanpaolo con altri 10 milioni di euro e una forte rete di relazioni. Attorno a questo tavolo siedono soggetti molto diversi tra loro: reti di supporto per individuare e ingaggiare i giovani, imprese per favorire l’accesso al mercato del lavoro, pubblica amministrazione per la formazione, terzo settore per la capacità di relazione con le persone.
“Ciascuno porta le proprie competenze”, ha sottolineato Azzone. “La fondazione le risorse e il modello di intervento, il terzo settore l’ingaggio dei giovani, la pubblica amministrazione la formazione, le imprese l’inclusione lavorativa. Serve anche fiducia reciproca: nessuno vuole mettere il cappello sull’iniziativa, tutti vogliamo aiutare le nuove generazioni”.
Un altro programma di Fondazione Cariplo è “Destinazione Autonomia” e punta a favorire 1000 progetti di vita persone con disabilità attraverso diverse leve: formazione, accompagnamento al lavoro, alloggio e occasioni per stare insieme ad altre persone, costruendo relazioni. In particolare “il tema della casa è fondamentale per l’autonomia”, ha osservato Azzone, ricordando come sia sempre più urgente il percorso verso l’indipendenza dai caregiver familiari.
Anche in questo caso la Fondazione ha stanziato 20 milioni di euro, affiancata da Regione Lombardia. Tra i partner anche soggetti specializzati nel settore tecnologico: “Oggi, ad esempio, un’app personalizzata diventa funzionale alla persona e alle esigenze del singolo”. Sul fronte housing, il lavoro riguarda la costruzione di abitazioni sociali progettate sulle necessità concrete delle persone con disabilità.
Il progetto “Anita” ha invece l’obiettivo di contrastare la povertà educativa nella fascia 0-6 anni e creare luoghi e spazi adatti ai bambini e alle loro famiglie. “I deficit educativi della prima infanzia sono quelli più difficili da recuperare”, ha spiegato. Tra le iniziative concrete spicca la “Baby Bank”: non una dotazione standardizzata uguale per tutte le famiglie fragili, ma un modello di “welfare di precisione” che cerca portare quel serve davvero a ciascun nucleo familiare. Chi ha risorse in eccesso può contribuire, chi ha bisogno può ricevere. Un meccanismo di redistribuzione mirata che si affianca allo sviluppo di nuovi asili sul territorio.
Un altro importante ambito di intervento è quello verso le persone detenute, e Azzone lo presenta con dati che da soli giustificano l’impegno: “La recidiva di una persona che vive in carcere senza nessun’altra esperienza è al 70%, cioè torna a delinquere. Se viene accompagnata a un percorso lavorativo, scende al 5%”. Una differenza enorme, che si traduce in inclusione e sicurezza per la società.
A questo si aggiunge il tema del sovraffollamento. Eppure circa un terzo dei detenuti avrebbe già diritto a misure alternative. Quando escono poi, anche in questo caso, il problema è che non trovano un alloggio.
Il modello operativo prevede percorsi di formazione interni alle carceri e un meccanismo innovativo per l’accesso all’affitto: enti non profit fanno da garanti verso i proprietari.
Guardando al futuro, Azzone ha anticipato la nuova sfida che Fondazione Cariplo intende affrontare nel 2026: ragionare sull’intelligenza artificiale non solo come strumento di competitività o produttività, ma come variabile che incide sulla capacità delle comunità di restare coese. “Come cambierà la nostra capacità di essere una comunità? Questo richiede interventi sul sistema formativo, sulla scuola, sull’attività lavorativa – ha sottolineato Azzone -. Se pensiamo all’intelligenza artificiale di tre anni fa, è molto diversa da quella attuale. E sarà diversa quella che ci sarà fra tre anni. Non possiamo aspettare che le cose arrivino: dobbiamo anticipare”.

– Foto Italpress –

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Maxi operazione contro illegalità e degrado a Ostia, 17 arresti e 42 denunce

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ROMA (ITALPRESS) – Un massiccio dispositivo di controllo, coordinato dal Gruppo Carabinieri di Ostia, ha interessato nelle ultime 24 ore il litorale romano e l’intera area nord della provincia capitolina. L’operazione, condotta in linea con le strategie del Prefetto Lamberto Giannini, ha visto l’impiego di oltre 100 militari, supportati da unità cinofile, elicotteri del R.A.C. di Pratica di Mare e del N.E.C. di Roma-Urbe, oltre al personale specializzato del NAS e alle Aliquote di Pronto Intervento (API). Il setacciamento capillare di aree sensibili – tra cui le note piazze di spaccio di Ostia come Piazza Gasparri e via Fasan – ha portato a risultati significativi:
Diciassette le persone finite in manette per spaccio, furto aggravato ed esecuzione di ordinanze di custodia cautelare.
42 le persone denunciate a piede libero per reati che spaziano dalla ricettazione al porto abusivo di armi, fino al furto di energia elettrica. Sequestrati complessivamente 860 grammi di sostanze stupefacenti (hashish, marijuana, cocaina e crack). 60 persone sono state segnalate alla Prefettura come assuntori.
Identificate oltre 900 persone e verificati 500 veicoli. Elevate sanzioni per oltre 60.000 euro; 22 automobilisti sono stati sanzionati per guida in stato di alterazione con conseguente ritiro della patente.
Parallelamente, i Carabinieri della Compagnia Aeroporti hanno presidiato gli scali internazionali di Fiumicino e Ciampino.
Elevate 20 sanzioni (per un totale di circa 36.200 euro) contro l’esercizio abusivo del trasporto pubblico (NCC e Taxi).
Notificato un provvedimento di D.A.C.UR. (Daspo Urbano) nei confronti di un soggetto molesto, in applicazione delle norme del Decreto Sicurezza.
L’attività si inserisce in un piano di contrasto al degrado e alla “mala movida”, volto a garantire la sicurezza di residenti e turisti attraverso un approccio di prossimità urbana.

– Foto: Ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

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