Seguici sui social

Cronaca

Irpef, un conto da oltre 172 miliardi

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – Il totale dei redditi prodotti nel 2019 e dichiarati nel 2020 ai fini IRPEF ammonta a 884,484 miliardi, per un gettito IRPEF generato di 172,56 miliardi di euro (155,18 per l’IRPEF ordinaria, 12,31 per l’addizionale regionale e 5,07 per l’addizionale comunale). Aumentano dunque, seppur modestamente, sia i redditi dichiarati sia il gettito ma resta quasi invariata – salvo piccoli scostamenti – la percentuale di cittadini che sopporta la gran parte del carico fiscale: al netto del bonus Renzi da 80 euro, il 21,18% dei contribuenti con redditi oltre i 29mila euro lordi corrisponde il 71,64% dell’intera IRPEF. E’ quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali dedicato alle entrate fiscali e al finanziamento del welfare. Presentata al CNEL nel corso di un convegno promosso in collaborazione con CIDA, anche quest’anno tra i sostenitori della ricerca, l’indagine realizza su base annuale un’analisi delle dichiarazioni individuali dei redditi IRPEF, di quelle aziendali relative all’IRAP, delle imposte dirette e indirette. Con l’obiettivo di ottenere indicatori utili a comprendere l’effettiva situazione socio-economica del Paese e a verificare la sostenibilità di medio-lungo periodo del sistema di protezione sociale italiano, che nel 2019 solo per sanità, assistenza sociale e welfare degli enti locali è costato 241,018 miliardi.
«In sostanza, in assenza di contributi di scopo, per finanziare queste tre voci di spesa – ha commentato Alberto Brambilla, curatore del volume insieme a Paolo Novati – sono occorse tutte le imposte dirette, tanto che per le altre funzioni statali, come scuola, sicurezza, e così via, sono rimaste solo imposte indirette, accise e debito. Un onere molto forte che, lungi dal frenare il continuo incremento della spesa assistenziale (tra 2008 e 2019 si è passati da 73 miliardi a oltre 114 miliardi con un tasso di crescita annuo del 4,3%, molto superiore al PIL nominale), pesa sullo sviluppo del Paese, su cui ora incombono oltretutto i pesanti effetti, anche in termini di flussi contributivi e fiscali, della pandemia di COVID-19».
Su 59.816.673 cittadini residenti in Italia al 31 dicembre 2019 sono stati 41.525.982 quelli che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2020 (con riferimento all’anno di imposta precedente). Nonostante l’aumento di oltre 150mila unità dei contribuenti/dichiaranti, i contribuenti/versanti – vale a dire quanti corrispondono almeno 1 euro di IRPEF – sono stati 31.160.957, valore in linea con il 2018 (5.513 in più). Venendo al profilo di distribuzione dei redditi, la pubblicazione rileva come il 78,82% degli italiani dichiara redditi fino a 29mila euro, corrispondendo solo il 28,36% di tutta l’IRPEF: di fatto, un’imposta neppure sufficiente a coprire la spesa per le principali funzioni di welfare.
Nel dettaglio, da 0 fino a 7.500 euro lordi si collocano 9.098.369 soggetti, il 21,91% del totale, che pagano in media 34 euro di IRPEF l’anno. I contribuenti che dichiarano redditi tra i 7.500 e i 15.000 euro lordi l’anno sono invece 8.090.485: in questo caso, l’IRPEF media annua pagata per contribuente è di 454 euro (315 euro per abitante), a fronte – a titolo esemplificativo – di una spesa sanitaria pro capite pari di 1.930 euro. Tra 15.000 e 20.000 euro di reddito lordo dichiarato (17.500 euro la mediana) si trovano 5,553 milioni di contribuenti, che pagano un’imposta media annua di 1.934 euro, che si riduce a 1.343 euro per singolo abitante; seguono da 20.001 a 29.000 euro 9.038.967 contribuenti versanti. Si tratta del 21,77% del totale contribuenti, che versa nel complesso il 19,82% delle imposte, per un’IRPEF media annua di 3.724 euro (2.627 euro per abitante).
Nella successiva fascia di reddito, da 29.001 a 35.000 euro, si trovano 3.303.701 contribuenti versanti, il 7,96% del totale, che corrisponde complessivamente il 12,78% delle imposte. A salire la scomposizione mostra invece il 13,22% dei contribuenti con redditi da 35mila euro in su che, nella sostanza, sostiene il peso del finanziamento del sistema di protezione sociale, versando il 58,86% dell’IRPEF. Più precisamente, esaminando le dichiarazioni a partire dagli scaglioni di reddito più elevato, sopra i 100mila euro, l’Osservatorio individua solo l’1,21% dei contribuenti che tuttavia versa il 19,56% delle imposte. Sommando a questi contribuenti anche i titolari di redditi lordi da 55.000 a 100mila euro (che sono 1.421.036 e pagano il 3,42% dell’IRPEF), si ottiene che il 4,63% paga il 37,22% dell’IRPEF e, includendo infine anche i redditi dai 35.000 ai 55mila euro lordi, risulta che il 13,22% paga il 58,86% dell’imposta sui redditi delle persone fisiche.
In sintesi, dallo studio emerge che sono diminuiti i contribuenti, il reddito e il carico fiscale per gli scaglioni fino a 20.000 euro, mentre le classi di reddito intermedie fra 20.000 e 29.000 e fra 29.000 e 35.000 euro hanno registrato un discreto aumento dei contribuenti (+260mila) e, di riflesso del reddito complessivo, pur rimanendo invariato il versamento medio sia per contribuente sia per cittadino. Per le ultime cinque classi di reddito, infine, il carico fiscale è rimasto in line con lo scorso anno.
Tra i falsi miti sfatati dall’Osservatorio c’è di riflesso anche quello che vuole (tutti) gli italiani tartassati dal fisco e penalizzati delle eccessive imposte: la metà versa poco meno del 3% del gettito IRPEF, pari a 172,56 miliardi di euro al netto di bonus e detrazioni varie: solo per garantire loro l’assistenza sanitaria servono più di 50 miliardi, pagati da altri contribuenti. «Un enorme e costante trasferimento di ricchezza, sotto forma di servizi gratuiti, di cui questa enorme platea di beneficiari non si rende neppure conto – puntualizza Brambilla – davanti alle ripetute promesse (spesso “elettorali”) di nuove elargizioni da parte della politica, all’assenza di seri controlli e alla continua minaccia di abolizione delle tax expenditures per i redditi da 35mila euro in su». Redditi non certo da “ricchi” che, secondo Itinerari Previdenziali, scontano però l’italico paradosso secondo il quale più tasse si pagano e meno servizi si ricevono: ‘una progressività occulta e pericolosa, che incentiva i cittadini a dichiarare meno così da non rinunciare a prestazioni sociali o altre agevolazioni da parte di Stato, Regioni e comunì.
«L’analisi della situazione fiscale fornita da Itinerari Previdenziali – ha commentato il presidente di CIDA Mario Mantovani – quest’anno è particolarmente utile e significativa, perchè si inserisce nel dibattito della riforma fiscale che il Parlamento ha in programma di varare. E’ bene che il “decisore politico” tenga conto delle cifre contenute nell’Osservatorio per un bagno di realismo fondamentale se si vuole mettere mano con equità ad aliquote e scaglioni. La realtà dei numeri ci dice, innanzitutto, che finora le armi per contrastare l’evasione risultano inefficaci e gli interventi per riequilibrare il prelievo inadeguati. Il risultato di questa situazione sta nell’intollerabile pressione sui redditi “noti”, alimentata dalla sempre più evidente difficoltà del sistema fiscale a reperire le risorse necessarie a sostenere le spese sociali ed assistenziali. I dati di Itinerari Previdenziali dimostrano, infatti, che la maggior parte delle spese per il welfare va a finire sulle spalle di chi le tasse le ha sempre pagate, con un aggravio crescente in termini di riduzione del reddito disponibile, di potere d’acquisto, di depressione dei consumi e di minor dinamismo imprenditoriale».
«Certo è – ha commentato Mantovani nel corso della presentazione – che, ormai, gli scaglioni di reddito sui quali grava la maggior parte dell’IRPEF sono ben lontani dall’individuare i “ricchi” sui quali la progressività dell’imposta vorrebbe svolgere l’originaria funzione sociale e riequilibratrice. In realtà, le remunerazioni si sono appiattite verso il basso, le imprese non hanno aumentato le loro dimensioni, il lavoro qualificato non è cresciuto. Ed è da qui che bisogna ripartire con segnali concreti».
«Come CIDA preferiamo concentrarci su quello che conosciamo meglio: le imprese e il lavoro. E’ su questo terreno – ha proseguito Mantovani – che vanno trovate le soluzioni, almeno una parte di queste, visto che la premessa resta sempre quella di far pagare le tasse a chi evade. Il fisco, insomma, non può essere solo un occhiuto guardiano delle entrate, ma deve anche essere un potente stimolo per l’economia reale: la manifattura, il terziario, il digitale in tutte le sue applicazioni e potenzialità. Una realtà produttiva fatta di imprese che devono crescere: in dimensione, in qualità del lavoro e della sua remunerazione, in capacità di attrarre capitali e di competenza nel saperli investire. Il fisco può aiutarle in questo sforzo, ad esempio premiando le aziende che fanno utili, quelle che si aprono in modo trasparente all’ingresso di capitali di rischio, quelle che assumono. Si è tentato più volte, in un recente passato. Ora vanno selezionati gli strumenti migliori e applicati senza attendere, sfruttando il “vento” di ripresa e mettendo a frutto le risorse contenute nel PNRR. Mentre si lavora alla prossima Legge di Bilancio, vorremmo meno promesse e più proposte per far crescere le imprese, il lavoro qualificato, le retribuzioni e consentire ai nostri giovani preparati di trovare occasioni professionali in Italia, con stipendi adeguati e un sistema di welfare che incoraggi la natalità e prepari alla pensione. CIDA ha proposte da fare ed è pronta al confronto con la politica», ha concluso Mantovani.
(ITALPRESS).

Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 24 giugno 2026

Pubblicato

-

RASSEGNA STAMPA, CALDO TORRIDO SULL’EUROPA E NUOVE TENSIONI TRA MELONI E TRUMP

Le prime pagine dei quotidiani di mercoledì 24 giugno 2026 concentrano l’attenzione sul caldo estremo che sta investendo l’Europa, sul confronto politico tra Giorgia Meloni e Donald Trump e sulle tensioni economiche legate ai mercati finanziari, alla difesa europea e alle pensioni. Nello sport dominano il Mondiale, il record di Cristiano Ronaldo e il clamoroso inserimento del Chelsea nella trattativa per Marco Palestra.

CRONACA E POLITICA

Il Corriere della Sera apre sull’ondata di caldo che sta mettendo in difficoltà gran parte del continente. Il titolo parla di caldo torrido che blocca l’Europa, con un focus sulla Francia e sul drammatico bilancio degli annegamenti. In Italia è stato indicato il bollino rosso in sedici città mentre cresce l’attenzione per bambini, anziani e persone fragili. Ampio spazio anche ai rapporti tra Italia e Stati Uniti: Giorgia Meloni ribadisce che le relazioni bilaterali non cambiano nonostante le tensioni con Donald Trump.

La Repubblica sceglie proprio il rapporto con Washington come apertura. La premier si dice colpita dalle parole di Trump ma assicura che l’Italia continuerà a lavorare con gli Stati Uniti sulla crisi di Hormuz. Il giornale dedica spazio anche alla posizione dell’Iran sugli ispettori nucleari, alla richiesta di quattro condanne per la morte di Giulio Regeni e alla liberazione in Libia di due attivisti italiani della Flotilla. In primo piano anche il caldo torrido, con blackout, vittime e disagi in numerose città europee.

La Stampa apre invece sull’ultimatum dell’Unione europea in materia di difesa. Il nodo riguarda i prestiti del programma Safe e una possibile esposizione italiana fino a 15 miliardi di euro. Il quotidiano evidenzia il confronto tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro della Difesa Guido Crosetto. In evidenza anche l’indagine sulla morte dell’agente della Polizia locale di Milano Francesco Imprezzabile, deceduto durante l’inseguimento di un’auto che non si era fermata all’alt.

Advertisement

Il Giornale torna sulle dichiarazioni della presidente del Consiglio dopo lo scontro con Trump. Meloni afferma che la politica estera non può essere ridotta a una dinamica da “Temptation Island” e attacca duramente le opposizioni. Il quotidiano dedica grande spazio anche alla tragedia di Milano, con il ritratto dell’agente morto durante l’inseguimento e la richiesta di maggiore tutela per chi ogni giorno presta servizio nelle forze dell’ordine.

Libero concentra l’apertura sul Piano Casa e sulla lotta alle occupazioni abusive. Secondo il giornale, il Partito Democratico si sarebbe schierato contro la stretta sugli immobili occupati. Anche qui trova spazio la morte dell’agente milanese, presentata come un caso simbolico del rischio affrontato quotidianamente dagli uomini e dalle donne in divisa. Nella parte politica viene ripreso il messaggio di Meloni a Trump con l’invito a riportare i rapporti tra Roma e Washington alla normalità.

La Verità sceglie come titolo principale le parole di Giorgia Meloni al proprio evento politico. La premier sottolinea che i rapporti con gli Stati Uniti non cambiano e rivendica il proprio ruolo nella costruzione di nuovi equilibri europei. Il giornale insiste anche sulla Commissione Covid, sulle polemiche legate alla pandemia e sul caso dell’agente morto a Milano durante l’inseguimento di un uomo che non si era fermato a un controllo.

Il Fatto Quotidiano punta invece sulle tensioni interne alla maggioranza e sul rapporto con gli Stati Uniti. Il titolo principale sostiene che Meloni tema le conseguenze del riarmo e delle pressioni americane, soprattutto alla vigilia del vertice Nato. In primo piano anche la Commissione Covid, con lo scontro tra maggioranza e opposizioni e il confronto tra il presidente del Senato Ignazio La Russa e Fratelli d’Italia.

ECONOMIA

Il Sole 24 Ore apre con l’ondata di vendite che ha colpito i titoli tecnologici e le principali Borse mondiali. Il settore dell’intelligenza artificiale e i titoli legati ai chip hanno trascinato al ribasso i listini, con forti perdite a Seul, Wall Street e Piazza Affari. Il quotidiano economico segnala anche la ripartenza del cartello del cacao tra Ghana e Costa d’Avorio, protagonisti di una quota rilevante della produzione mondiale.

Advertisement

Grande attenzione viene riservata alle pensioni. Secondo i dati Inps, i nuovi assegni liquidati nel 2025 risultano più bassi rispetto all’anno precedente, con un calo medio particolarmente evidente per le donne e per i trattamenti anticipati. Tra gli altri temi compaiono il futuro di Commerzbank, il ruolo di UniCredit e il rischio che eventuali operazioni vengano interpretate come un tentativo italiano di conquista del sistema bancario tedesco.

Il quotidiano affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale applicata alle professioni legali. Una decisione della Cassazione introduce un’aggravante per l’avvocato che utilizza strumenti automatici senza verificare correttamente i contenuti prodotti. Spazio infine agli immobili pubblici inutilizzati e al rischio di sanzioni nei confronti delle amministrazioni che non valorizzano il proprio patrimonio.

Anche La Stampa e il Corriere della Sera mettono in evidenza la fragilità dei mercati. L’attenzione si concentra sul timore di una nuova bolla legata all’intelligenza artificiale e sulla volatilità dei grandi titoli tecnologici. Sullo sfondo resta il confronto europeo sulla difesa, con l’Italia chiamata a decidere quanto investire e con quali strumenti finanziari.

SPORT

La Gazzetta dello Sport apre con Marco Palestra. Il terzino dell’Atalanta, da tempo accostato all’Inter, sarebbe ora vicino al Chelsea, che avrebbe rilanciato con un ingaggio sensibilmente superiore. Il giornale definisce l’operazione una vera beffa per i nerazzurri. In alto trova spazio Antonio Conte, indicato come il commissario tecnico ideale per rilanciare la Nazionale italiana.

Cristiano Ronaldo conquista un’altra pagina di storia. Con la doppietta realizzata dal Portogallo contro l’Uzbekistan, il fuoriclasse raggiunge il record di gol segnati in sei diverse edizioni del Mondiale. La Gazzetta dedica spazio anche all’intervista a Lionel Messi, che parla delle proprie ambizioni e del desiderio di aggiungere un altro titolo a una carriera già straordinaria.

Advertisement

Il Corriere dello Sport celebra Ronaldo con il titolo “CR e 6”. Il Portogallo travolge l’Uzbekistan e il capitano portoghese continua a segnare a 41 anni. L’altro grande tema è ancora Palestra, con il Chelsea pronto a garantire al giocatore un contratto da circa 5 milioni netti a stagione. Il giornale segue inoltre il mercato di Juventus, Milan e Fiorentina.

Tuttosport propone una lunga intervista a Paolo Montero, che invita la Juventus a confermare Dusan Vlahovic e Gleison Bremer. Secondo l’ex difensore bianconero, Bremer è un elemento fondamentale mentre Vlahovic merita fiducia e continuità. Sul mercato viene segnalato anche l’interesse del Torino per il difensore Nelson e il possibile ritorno di fiamma del Milan per alcuni obiettivi offensivi.

Il quotidiano torinese dedica il titolo principale al “mondo ai piedi dei Fantastici 4”, con Messi, Ronaldo, Mbappé e Haaland protagonisti assoluti del Mondiale. Argentina, Portogallo, Francia e Norvegia volano grazie ai propri fuoriclasse mentre l’Italia osserva da lontano una competizione dominata dai grandi campioni internazionali.

I PRINCIPALI TITOLI DE LA PROVINCIA PAVESE

La Provincia Pavese apre sull’emergenza idrica e sulle difficoltà dell’agricoltura. Il titolo principale denuncia la scarsità d’acqua e il costo crescente delle risorse necessarie per irrigare i campi, con il rischio di gravi conseguenze per le aziende agricole della provincia.

A Pavia sono pronti 10 milioni di euro per strade, scuole e per la nuova piscina Folperti. Il giornale segue anche il caso del Consorzio Est Sesia, con lo scontro sulle responsabilità legate agli errori commessi nella gestione delle risorse idriche.

Advertisement

Ampio spazio all’allerta caldo e al piano della Regione per proteggere anziani e persone fragili. Nel capoluogo cresce intanto il commercio online e le Poste annunciano nuove assunzioni, mentre viene raccontato il lavoro del centro di smistamento che gestisce migliaia di pacchi ogni giorno.

A Vigevano finisce in aula il caso delle chat contro l’ex sindaco Andrea Ceffa. Sempre nel Vigevanese si registra una tragedia sul lavoro, con un operaio di 44 anni morto mentre scaricava il camion all’interno di una ditta.

A Voghera il quotidiano segnala disagi nella distribuzione dell’energia elettrica, con interi quartieri rimasti senza corrente durante le ore notturne. Nell’Oltrepò vengono invece raccontate le truffe ai danni delle parrocchie, finite nel mirino di falsi benefattori.

Tra i temi sociali emerge infine la crescente difficoltà delle famiglie nel trovare badanti e collaboratrici domestiche. Il lavoro nero è in aumento mentre molte persone anziane vengono assistite direttamente dai parenti, con un ricorso sempre più frequente al “fai da te” familiare.

L’articolo Radio Pavia Breakfast News – 24 giugno 2026 proviene da Pavia Uno TV.

Advertisement

Leggi tutto

Cronaca

Kane in ombra e l’Inghilterra non segna, 0-0 contro il Ghana

Pubblicato

-

BOSTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’Inghilterra gira a vuoto, ancora una volta (come nel 2022) nel secondo match del girone: finisce 0-0 la sfida contro il Ghana. La squadra di Tuchel non è riuscita a trovare la rete durante una partita bloccata, con pochi spazi. Un punto a testa, ma soprattutto un passo indietro per gli inglesi. Contro Panama servirà un’altra versione di Kane e compagni. Il Ghana fa festa e attende la Croazia, gara decisiva per strappare la qualificazione. Tuchel ha deciso di riconfermare nove uomini rispetto alla sfida contro la Croazia, con Guehi e Spence scelti al posto di Stones e O’Reilly. Il Ghana ha schierato un 4-5-1 abbastanza abbottonato, con Inaki Williams sacrificato sulla corsia destra e Ayew unico riferimento offensivo. Presente anche Thomas Partey, assente contro Panama per via del visto negato dal Canada (nelle prossime settimane l’ex Arsenal verrà processato in Inghilterra per stupro e violenza sessuale, non sono mancati i fischi da parte dei tifosi inglesi). L’Inghilterra ha iniziato a costruire gioco sin dai primi istanti, ma il modulo pensato da Queiroz ha creato parecchie difficoltà alla nazionale dei Tre Leoni, incapace di trovare il varco giusto. Nemmeno la giocata di Madueke a liberare Rice ha permesso all’Inghilterra di sbloccare il punteggio: il colpo di testa del centrocampista dei Gunners è terminato alto sopra la traversa della porta difesa da Asare. Kane si è visto soltanto in pieno recupero, ma il mancino dell’attaccante del Bayern Monaco è stato deviato in corner da Senaya. Nemmeno l’ingresso di Saka al posto di Gordon ha dato quella lucidità necessaria per superare il muro eretto dal Ghana: Kane ha girato a vuoto – debole il diagonale mancino al 25′ -, Bellingham non è mai riuscito ad entrare nel vivo del gioco. Nel finale Adu ha sfiorato il gol colpendo un compagno di squadra. Nel giro di un minuto O’Reilly ha colpito la traversa e sulla respinta Kane si è divorato l’1-0 calciando alto. Per Inghilterra e Ghana quattro punti a testa in classifica.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Cronaca

Doppietta storica di Ronaldo, il Portogallo travolge l’Uzbekistan 5-0

Pubblicato

-

HOUSTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il Portogallo spazza via la delusione del pari contro la Repubblica Democratica del Congo e travolge l’Uzbekistan per 5-0. Grande protagonista Cristiano Ronaldo, tra i più criticati dopo la prima gara, autore di una doppietta nel primo tempo. Dopo neanche due minuti, Bruno Fernandes va vicino al gol quando il suo sinistro ravvicinato viene salvato con il corpo da Abdullaev. Il risultato cambia dopo soli sei minuti. Cancelo crossa dalla destra, Ronaldo attacca bene il primo palo e trafigge Nematov con un destro al volo. Il fuoriclasse ex Real Madrid diventa così il primo calciatore a firmare almeno un gol in sei edizioni dei Mondiali. Il raddoppio giunge al 17′. L’arbitro assegna una punizione dal limite e, mentre tutti si aspettano la conclusione di Ronaldo, a calciare è invece Nuno Mendes che sorprende il portiere sul suo palo e sigla il 2-0. Al 29′ Ganiev riapre la partita con un meraviglioso destro all’incrocio dal limite, ma l’arbitro annulla dopo la revisione al Var per un precedente fallo commesso da Fayzullayev su Cancelo. Passato lo spavento, al 39′ arriva il tris. Bruno Fernandes avanza palla al piede e verticalizza per Ronaldo, che con il piatto destro infila Nematov siglando la doppietta personale. Allo scadere del recupero, Khusanov salva sulla linea un nuovo tentativo di Ronaldo. Pochi istanti dopo, l’arbitro fischia la fine del primo tempo.
La prima chance della ripresa si materializza al 13′, quando Bruno Ferndandes pesca Ronaldo in area con un perfetto schema da calcio piazzato, ma Nematov esce a valanga e riesce a salvare in angolo. Una gioia rimandata di pochi secondi, poichè dal corner seguente nasce una mischia che finisce con un tocco involontario di Khusanov senza che Nematov riesca a pararlo. E’ autogol. Al 28′, Nematov sbaglia maldestramente un rinvio con i piedi ma rimedia poi fermando in tuffo un sinistro del solito Ronaldo. Il 5-0 arriva al 42′. Semedo mette al centro dalla destra, la difesa spazza male e sulla palla si fionda il neo entrato Leao, che con il piatto destro calcia imparabilmente sotto la traversa. Il risultato non cambierà più. I lusitani salgono così in classifica a quota 4, mentre gli uomini di Cannavaro restano a 0. A chiudere la seconda giornata del gruppo K sarà la sfida tra Colombia e Repubblica Democratica del Congo.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.