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Lombardia

AL POLIAMBULATORIO FONDAZIONE ATM “INCONTRO CON LA TUA SALUTE”, L’EVENTO IL 19 GIUGNO

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Prendersi cura della propria salute è un gesto quotidiano che parte dall’informazione e dalla prevenzione. Per questo nasce “Incontro con la tua salute”, un evento gratuito e aperto al pubblico che si terrà giovedì 19 giugno 2025 presso il Poliambulatorio Fondazione ATM, Via Carlo Farini 9 -I° piano.

Dalle 15.00 alle 19.00 sarà possibile partecipare a mini-consulti gratuiti con medici specialisti in:

Audiologia, Urologia, Odontoiatria, Fisioterapia e Psicoterapia EMDR, interagire con professionisti e realtà del territorio che operano nel campo della salute.

“Incontro con la tua salute” è pensato per offrire uno spazio accessibile dove informarsi, fare domande e prendersi un momento per sé, con il supporto di esperti qualificati.

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L’Ingresso è libero, con prenotazione consigliata per le consulenze.

Alle ore 18.00 sono previsti i saluti istituzionali e dalle 19.30, verrà offerto un aperitivo a tutti i partecipanti che desidereranno fermarsi e visitare la nuova sede sita al I° Piano della Struttura.

I professionisti presenti saranno:

La dottoressa Monica Sommariva, Chirurgo Urologo, specialista nella riabilitazione del pavimento pelvico. Sommariva è stata responsabile della terapia oncologica vescicale e della riabilitazione pelvica perineale, effettuata con metodologia Synergo e della sezione dedicata al dolore pelvico cronico dell’ospedale di Magenta; Il dottor Michele Murelli, Fisioterapista, responsabile della palestra di pediatria presso l’Istituto dei Tumori di Milano nell’ambito del Progetto Sport; Il dottor Fabio Ravisha, Igienista dentale; La dottoressa Anna Giani, Audiologa presso la Società “Audiomedica”, collaboratrice con il Poliambulatorio per gli apparecchi acustici ed infine la dottoressa Ludmilla Soresi, psicoterapeuta.

La storia del Poliambulatorio di Fondazione ATM ha una lunga tradizione e riguarda un periodo basilare della città di Milano, già a partire dal secolo scorso. Il 1920, infatti, vennero fondati due enti: la Cassa di Soccorso e Malattia e la Cassa Speciale di Previdenza dedicati ai tranvieri milanesi.

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Dopo anni di cambiamenti nel 1933 la Cassa di Soccorso costruisce l’Ospedale dei Tranvieri in viale Campania, che, in ossequio ai tempi, viene denominato “XXVIII Ottobre” sino al termine del conflitto mondiale, quando verrà intitolato a Luigi Resnati. Presso questo complesso fanno capo le attività sanitarie sia della Cassa Soccorso e Malattia, sia della direzione aziendale. Il nuovo ospedale dispone di tutte le specializzazioni allora esistenti. Ma nel tempo le situazioni mutano; con l’emanazione della Legge 22 dicembre 1979, n.833 anche la Cassa Soccorso e Malattia dell’ATM viene inglobata nell’Unità Socio Sanitaria Locale.

In previsione di questi cambiamenti strutturali, la Cassa Soccorso e Malattia, nel frattempo, aveva costruito una nuova sede in via Farini. 

Nasce nel 1998 così la Fondazione ATM. Questo Ente, dotato di grande flessibilità, è ora un esempio unico di Welfare Comunitario e contribuisce a generare una concreta solidarietà fra dipendenti, pensionati e cittadini, perseguendo fini assistenziali, di promozione umana, sociale e culturale, con particolare riferimento alla salute.

Oggi il Poliambulatorio vanta circa 30 specialità mediche, diagnostica per immagini e la possibilità di eseguire analisi di laboratorio presso i propri spazi, con tariffe agevolate, a tutti i cittadini e da poco, grazie alla convenzione fra l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e il Poliambulatorio Fondazione ATM, sempre a condizioni agevolate, a iscritti, pensionati, collaboratori e familiari (pure non conviventi) dell’Ordine.   

E’ possibile prenotare la propria consulenza ai link:

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Consulenza Psicoterapia (EMDR): https://calendly.com/convenzioni-poliambulatoriofondazioneatm/screening-audiologico-clone-1

Consulenza Odontoiatrica: https://calendly.com/convenzioni-poliambulatoriofondazioneatm/screening-ortopedico-e-fisiatrico-clone

Consulenza Ortopedica e Fisioterapica: https://calendly.com/convenzioni-poliambulatoriofondazioneatm/screening-urologico-clone

Consulenza Urologico: https://calendly.com/convenzioni-poliambulatoriofondazioneatm/screening-audiologico-clone

Screening Audiologico: https://calendly.com/convenzioni-poliambulatoriofondazioneatm/screening-audiologico

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Per Info: 0237927109 – accettazione@poliambulatoriofondazioneatm

Alessandro Paola Schiavi 

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Cronaca

È morto Don Antonio Mazzi, il fondatore di Exodus aveva 96 anni

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MILANO (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 96 anni, Don Antonio Mazzi. Nato a Verona, è stato educatore e attivista, impegnato in attività per il recupero di tossicodipendenti. Ha fondato la comunità Exodus. Frequentemente invitato da varie reti televisive e radiofoniche in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità, soprattutto tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione, negli anni Novanta ha partecipato regolarmente a molti programmi televisivi italiani, dei quali il più popolare è stato Domenica In.

E’ stata la Fondazione Exodus ad annunciare “con profondo dolore” la scomparsa del suo fondatore e Presidente, don Antonio Mazzi, “avvenuta in data odierna alle ore 17.00 a Milano all’età di 96 anni”. La camera ardente sarà allestita e aperta a tutti presso la storica sede Exodus, Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano, sabato 1 agosto, dalle ore 17:00 alle ore 20:00; domenica 2 agosto dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 20:00. I funerali saranno celebrati il 3 agosto alle 15.00 presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

“Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario… – dichiara Franco Taverna, Vicepresidente Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets. – Un “prete matto, borderline” come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili’ a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all’ultimo giorno”.

“Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d’insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell’intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna – La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale”.

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Don Antonio Mazzi lascia un vuoto incolmabile non solo nella grande famiglia di Exodus, ma nell’intero panorama del sociale italiano. È una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, Don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un’avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la “Carovana Exodus”, diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un’opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall’emarginazione.

Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, Don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile. “Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme” dichiarano i ragazzi e gli Educatori di Fondazione Exodus, che negli anni gli sono stati vicino e hanno condiviso con lui tante battaglie. “Ci diceva sempre che ‘i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere’. Oggi quel fuoco è affidato a noi. Piangiamo un padre straordinario, burbero solo all’apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita. Il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi”.

Frequentemente invitato da varie reti televisive e radiofoniche in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità, soprattutto tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione, negli anni Novanta ha partecipato regolarmente a molti programmi televisivi italiani, dei quali il più popolare è stato Domenica In. Fondazione Exodus, si legge in una nota, “vuole esprimere profonda gratitudine e ringraziare tutta l’Equipe medica, infermieri e personale specializzato del Centro Cardiologico Monzino di Milano e dell’Ospedale Alto Vicentino di Santorso, che nel corso degli anni lo hanno accompagnato, per la straordinaria competenza e professionalità con cui hanno seguito don Antonio in questi anni e per la pazienza e l’umanità dimostrate ogni giorno”.

MILANO, PROCLAMATO LUTTO CITTADINO PER LUNEDÌ 3 AGOSTO

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, in occasione delle esequie del fondatore della comunità Exodus, Don Antonio Mazzi, che si svolgeranno alle ore 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. Lo rende noto il Comune di Milano, aggiungendo che nella stessa giornata, quale ulteriore segno di cordoglio e di partecipazione della comunità milanese, la bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali.

LE REAZIONI

“Don Mazzi veniva da Verona, la mia stessa città e l’ho conosciuto quando ero poco più che bambino. Ha sempre avuto uno spirito ribelle ma sincero. Conservo nel cuore il ricordo del nostro ultimo incontro, a Peschiera del Garda in occasione del quarantesimo di Exodus e del suo compleanno per i 95 anni, dove a sorpresa venni travolto dall’abbraccio e dal canto commovente di centinaia dei suoi ragazzi. Buon riposo Antonio, grazie di tutto”. Lo ha dichiarato in una nota Gianmarco Mazzi, Ministro del turismo.

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“Con la scomparsa di Don Antonio Mazzi l’Italia perde un gigante dell’impegno sociale. Ha dedicato la sua vita agli altri, cercando di far intraprendere una strada alternativa a migliaia di giovani vittime della tossicodipendenza. Li accompagnava verso il futuro e la dignità. La sua forza e la sua dedizione restano un esempio straordinario per tutta la Nazione. Le mie più sentite condoglianze alla sua comunità e ai suoi cari”. Così in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

“La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Oggi non perdiamo soltanto il fondatore di Exodus, ma un uomo straordinario che ho avuto la fortuna di conoscere, stimare e chiamare amico. Nel corso degli anni il nostro rapporto è cresciuto attraverso tanti incontri, confronti ed esperienze condivise. Ho sempre ammirato la sua capacità di guardare oltre le difficoltà, di non arrendersi mai e di restituire speranza a chi la vita aveva messo più duramente alla prova”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta la scomparsa di don Antonio Mazzi, a 96 anni. “Con lui – prosegue – abbiamo portato avanti iniziative importanti, unite da un’idea semplice ma potente: nessuno deve essere lasciato solo. Don Antonio ha dedicato l’intera esistenza agli ultimi, ai giovani, alle persone più fragili, senza mai giudicare nessuno e tendendo sempre una mano. Il suo esempio, la sua forza e la sua umanità resteranno un patrimonio prezioso per tutti noi”. “Ciao, don Antonio. Grazie per la tua amicizia, per i tuoi consigli e per tutto il bene che hai seminato. Alla Comunità Exodus e a tutti coloro che gli hanno voluto bene – conclude Fontana – rivolgo, a nome della Regione Lombardia e mio personale, il più sincero e affettuoso abbraccio”.

“Don Mazzi ha sempre rappresentato una delle anime di Milano, quella attenta al prossimo, vicina ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà. Al nostro Paese mancheranno la grinta e la determinazione con cui ha portato avanti importanti battaglie sociali. E a me mancherà un vero amico”. Lo scrive sui suoi social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Se ne va un sacerdote capace di camminare accanto agli ultimi, di abbracciare le fragilità senza giudicarle e di riconoscere una speranza anche nelle esistenze più ferite. È stato uno dei primi sacerdoti a entrare nelle case degli italiani attraverso la televisione, utilizzando un linguaggio diretto, umano, a volte provocatorio, ma sempre autentico. Non cercava la visibilità: cercava le persone, soprattutto quelle che si sentivano sole, perdute o dimenticate. Con Exodus ha restituito una strada, una famiglia e una possibilità a migliaia di giovani. Ci ha insegnato che ogni vita vale, anche quando sembra spezzata, e che il dolore e la sofferenza non sono una condanna senza fine. “Non permettiamo che vinca il pessimismo”, diceva. Oggi queste parole diventano la sua eredità più preziosa e il modo migliore per salutarlo: continuare a credere nelle persone, non arrendersi dinanzi alle loro cadute e non considerare mai nessuno irrecuperabile. Alla famiglia, alla comunità religiosa, alla Fondazione Exodus, ai suoi ragazzi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo il cordoglio e l’abbraccio più sincero della Regione Lazio. Grazie, don Antonio, per avere trasformato la fede in una carezza concreta e la speranza in una possibilità di rinascita”. Così, in una nota, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Voce Pavese – Siccità, risaie al limite: a rischio 100 milioni di euro

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Ancora una settimana d’acqua, forse meno. Poi per migliaia di ettari di risaie pavesi e lomelline potrebbe diventare impossibile continuare a irrigare.

La siccità sta mettendo in ginocchio uno dei comparti agricoli più importanti del territorio. Secondo le stime di Confagricoltura Pavia, almeno 45mila ettari di riso rischiano danni irreversibili, con perdite che potrebbero raggiungere i 100 milioni di euro. Significa che più della metà degli 80mila ettari coltivati a riso potrebbe andare perduta.

L’allarme è stato confermato sia dal Tavolo idrico convocato dalla Regione Lombardia a Milano, sia dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di bacino del fiume Po e riunito a Parma.

La situazione più critica riguarda proprio il riso, una coltura che non può fare a meno di un apporto costante d’acqua. Le riserve disponibili, però, sono ormai ridotte al minimo e potrebbero garantire l’irrigazione soltanto per pochi giorni.

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«Stiamo cercando di gestire al meglio la poca acqua che abbiamo», ha spiegato l’assessore regionale Massimo Sertori. Il primo raccolto è stato portato a termine, ma ora restano forti preoccupazioni per le risaie, che dipendono dall’acqua proveniente dal lago Maggiore e dal Piemonte.

Il lago è in grande sofferenza e la Regione ha chiesto un aiuto anche alla Svizzera, dove si trovano centrali idroelettriche a monte e ai concessionari italiani, in particolare a Enel. L’obiettivo è ottenere nuovi rilasci e contenere almeno in parte i danni.

Ma il tempo stringe. Senza piogge significative o nuovi apporti idrici, la Lomellina e il Pavese rischiano di vedere compromessa una parte enorme del raccolto, con conseguenze pesanti non soltanto per gli agricoltori, ma per l’intera economia del territorio.

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L’articolo La Voce Pavese – Siccità, risaie al limite: a rischio 100 milioni di euro proviene da Pavia Uno TV.

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Cronaca

Addio a Franco Baresi, leggenda del Milan

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MILANO (ITALPRESS) – Si è spento all’età di 66 anni Franco Baresi, bandiera del Milan che ha cambiato il ruolo del libero. È stato uno dei più grandi difensori della storia del calcio, simbolo del Milan e della Nazionale italiana.

Nato a Travagliato (Brescia) l’8 maggio 1960, ha legato l’intera carriera ai colori rossoneri, dei quali è diventato capitano e punto di riferimento per oltre vent’anni. Entrato nel settore giovanile del Milan da ragazzo, ha esordito in Serie A il 23 aprile 1978, a soli 17 anni. Da allora ha vestito esclusivamente la maglia rossonera, collezionando 719 presenze ufficiali fino al ritiro nel 1997.

Con il Milan ha conquistato sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee e quattro Supercoppe Italiane, contribuendo in modo decisivo ai successi della squadra guidata prima da Arrigo Sacchi e poi da Fabio Capello. Libero moderno, dotato di straordinaria intelligenza tattica, senso della posizione e capacità di impostazione, è stato il leader della celebre linea difensiva composta anche da Mauro Tassotti, Alessandro Costacurta e Paolo Maldini. La sua interpretazione del ruolo ha contribuito a ridefinire il concetto stesso di difensore centrale. Al termine della carriera il Milan ha ritirato la maglia numero 6, riservandogli un omaggio destinato a pochissimi giocatori.

Con la Nazionale italiana ha collezionato 81 presenze e ha partecipato a tre Campionati del Mondo. Ha fatto parte della rosa che ha conquistato il titolo mondiale nel 1982 e nel 1994 ha guidato gli azzurri fino alla finale di Pasadena contro il Brasile. Rientrato in tempi record dopo un intervento al menisco, ha disputato una finale di altissimo livello, conclusasi con la sconfitta ai calci di rigore. Ha preso parte anche ai Mondiali del 1990 e agli Europei del 1988. Dopo il ritiro è rimasto legato al Milan, ricoprendo diversi incarichi dirigenziali e istituzionali fino a diventare, nel 2020, vicepresidente onorario del club. Ha continuato a rappresentare i colori rossoneri in Italia e all’estero, mantenendo un ruolo di ambasciatore della società. Considerato uno dei migliori difensori di tutti i tempi, Franco Baresi ha lasciato un’eredità tecnica e umana destinata a rimanere nella storia del Milan, della Nazionale italiana e del calcio mondiale.

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Nell’agosto del 2025 il club rossonero annunciò: “A seguito di accertamenti di routine, al nostro vice presidente onorario, Franco Baresi, è stata riscontrata la presenza di una nodulazione polmonare, per la quale si è deciso di procedere con l’asportazione mediante intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva”.

Un anno dopo quell’annuncio, la notizia della scomparsa che proprio il Milan ha ufficializzato: “Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima. Ma tutto il Milan e tutti i Milanisti devono provare ad essere all’altezza di Franco Baresi, bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo. Franco ci ha lasciati, dopo averci regalato solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica. Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre”.

FIGC DISPONE MINUTO DI SILENZIO

Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha disposto un minuto di raccoglimento in memoria di Franco Baresi da osservare prima di tutte le gare amichevoli in programma in Italia nella giornata odierna e nel fine settimana.

LE REAZIONI

“Con la scomparsa di Franco Baresi, l’Italia perde non solo uno dei più grandi campioni della sua storia sportiva, ma anche un esempio di lealtà, serietà e dedizione. Capitano del Milan e della Nazionale, ha indossato gli stessi colori per un’intera carriera, vivendo la fedeltà come un valore e la fascia come una responsabilità. Ha dimostrato che si può diventare leggenda senza mai smettere di essere un punto di riferimento, dentro e fuori dal campo. Alla sua famiglia, ai tifosi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il mio più sincero cordoglio”. Così sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Caro Franco, in campo hai ‘domato’ con il talento ogni avversario, nella vita hai lottato con lo stesso spirito fino all’ultimo secondo di una partita ben più complessa. Oggi esci dal ‘campo’ ancora una volta a testa alta e ci lasci con le lacrime, come successe a te nella finale del mondiale americano del 1994. Sei stato un atleta e un uomo esemplare, un simbolo di lealtà, passione e dedizione sportiva, mai sopra le righe, mai una parola fuori posto, con la tua classe, umiltà e riservatezza che ti hanno sempre contraddistinto. Hai ispirato generazioni di atleti e tifosi contribuendo a scrivere pagine indelebili della storia dello sport azzurro e del tuo amato Milan, che hai servito generosamente anche nella sua Fondazione”. Così, su X, il ministro dello Sport e dei Giovani, Andrea Abodi. “Grazie per ciò che sei stato, per aver accettato di fare il tedoforo durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina, un momento emozionante e ricco di significati. Il tuo ricordo resterà vivo nel patrimonio di valori che hai saputo incarnare dentro e fuori dal campo, perché la tua leggenda diventi esempio in un mondo del calcio che vogliamo migliore”, ha aggiunto il Ministro.

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“Il mondo dello sport piange la scomparsa di Franco Baresi, calciatore simbolo del Milan e capitano della Nazionale, che si è spento oggi all’età di 66 anni. Con la maglia azzurra è diventato Campione del Mondo nel 1982 in Spagna, partecipando anche ad altri due Mondiali (1990 e 1994), a due Europei (1980 e 1988), a un’edizione dei Giochi Olimpici (Los Angeles 1984) e totalizzando complessivamente 81 presenze e un gol. In rossonero, la sua seconda pelle, ha vinto sei Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe UEFA e quattro Supercoppe Italiane. Nel 2017 è stato insignito, insieme ai compagni di squadra del 1982, del Collare d’Oro, la massima onorificenza sportiva”. Così il CONI, a proposito della scomparsa di Franco Baresi. Il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, si unisce al profondo dolore dei familiari, intepretando il sentimento di cordoglio dell’intero movimento sportivo. “Ho avuto il privilegio di conoscere Baresi quando gli ho espresso il desiderio di averlo come tedoforo nel suo stadio, a San Siro, nella Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Non era solo un tributo doveroso, ma un’emozione condivisa. Sono rimasto colpito dal carisma, dalla qualità del campione universalmente apprezzato e dalla statura morale dell’uomo. Proporrò al mondo del calcio di ricordarlo in occasione della prima giornata di campionato, per omaggiare la sua memoria e valorizzare un esempio che continuerà ad accompagnarci per sempre”, ha dichiarato Buonfiglio.

“Hai raggiunto il tuo Presidente. 6 per sempre”. Con questo messaggio, accompagnato da due cuori (uno rosso e uno nero), l’ex ad del Milan, Adriano Galliani, ha ricordato Franco Baresi. Nella foto allegata lo stesso Galliani, Fabio Capello, Franco Baresi e Silvio Berlusconi, allora presidente del club rossonero e ora “raggiunto” dal capitano.

“Quanto dolore e quanta tristezza. Ciao Capitano”. Con queste parole e la foto che li ritrae insieme dopo la finale dei Mondiali del 1994, Roberto Baggio ha ricordato Franco Baresi, deceduto oggi all’età di 66 anni.

“Baresi ha esordito giovanissimo come ho fatto io, anche se in un ruolo diverso. Franco è stato bravissimo nell’imporsi come giocatore di livello nella sua posizione. Se meritava il Pallone d’oro? Non conosco i criteri di quegli anni, ma è stato il più grande difensore di sempre in Italia”. Lo ha detto all’agenzia Italpress Gianni Rivera ricordando Franco Baresi, scomparso all’età di 66 anni, che del ‘Golden Boy’ fu compagno di squadra al Milan dal 1977 al 1979.

“Oggi la famiglia rossonera piange la scomparsa del grande Franco Baresi. Per generazioni, Franco ha incarnato i valori, il carattere e l’eccellenza che definiscono questo club. Anche nell’ultimo anno, mentre affrontava la sua sfida più grande, è sempre stato al fianco del Milan, ricordandoci in silenzio cosa significhi rappresentare questi colori. L’eredità di Franco è profonda e durerà per sempre. Il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro nella cui vita ha lasciato un segno”. Così il proprietario del Milan, Gerry Cardinale.

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“Un capitano senza tempo. Una storia senza tempo. Franco Baresi è stato, è e sarà infinito”. Così, su Instagram, il presidente della FIFA, Gianni Infantino.

“Oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader. Lo hai fatto con l’esempio, ogni giorno: poche parole, ma tantissimi fatti”. Così, su Instagram, Paolo Maldini ha ricordato Franco Baresi. “Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare. Un abbraccio affettuoso a tutta la tua famiglia, in particolare a tua moglie Maura e ai tuoi figli, Edoardo e Giannandrea. Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre”, ha aggiunto Maldini.

“I tuoi silenzi gridavano più delle tue parole”. Così, su Instagram, Demetrio Albertini ha ricordato Franco Baresi. A ruota l’ex centrocampista rossonero ha postato un celebre video di Diego Maradona con indosso la maglia numero 6 del Milan, nel quale l’asso argentino affermava: “Franco Baresi è un grandissimo giocatore, è il massimo come difensore. Questa maglia la porterò sempre con me”.

“Una leggenda del calcio non solo italiano ma mondiale, una bandiera vera”. Così Zvonimir Boban, ex fantasista del Milan, ai microfoni di Sky Sport, ricordando l’ex capitano del Milan deceduto oggi all’età di 66 anni. “E’ stato un leader. Era silenzioso, bastava un sguardo per farti capire in cosa sbagliavi”. Sul primo impatto con Baresi: “Quando entrai nello spogliatoio mi fece capire subito che bisognava sudare tanto – ha raccontato -. Non metteva pressione, ma ti faceva capire che dovevi dare tanto per essere da Milan. Avevo un grande rispetto nei suoi confronti. Tutta la sua storia milanista è piena di successi, credo che il Mondiale sia stato molto doloroso per lui non averlo vinto”.

“Grazie per tutto quello che ci hai donato. Immenso Franco, punto di riferimento eterno, riposa in pace Franco Baresi”. Così, su Instagram, Alessandro Nesta. 

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“Sono molto emozionato. Ricordiamo oggi una persona e un uomo che merita il rispetto e il saluto di tutti. Io ho conosciuto sotto vari aspetti il giocatore Franco Baresi e l’uomo Franco Baresi. Tutta Milano deve abbracciarlo, per ringraziarlo per quello che ha dato al Milan e a tutta l’Italia. E’ stato un esempio per tutti. Un uomo onesto e modesto. Trasmetteva a tutti forza e volontà per non arrendersi mai. E’ il classico giocatore che ogni allenatore vorrebbe nelle sue squadre”. Così, ai microfoni di Sky Sport, Fabio Capello. 

“Ho avuto la fortuna di giocare e vivere nello spogliatoio Franco Baresi, ma prima ancora ero un suo tifoso. Se ne va il pezzo più grande del Milan. Per me è il mio capitano, è un giorno di dolore. Ci si aspettava un miracolo, oggi piangiamo tutti. Era un esempio per tutti, un giocatore e una persona unica”. Così Filippo Galli, ex difensore rossonero, ai microfoni di Sky Sport, ricordando l’ex capitano del Milan deceduto oggi all’età di 66 anni. “Lui rappresenta il milanismo, non ha mai lasciato la squadra, anche nei momenti difficili – ha aggiunto -. Credo sia qualcosa di unico. E’ stato il miglio difensore di sempre, uno dei primi che sapeva costruire il gioco dal basso, aveva grande personalità. E’ stato un esempio in campo e fuori”.

“A Parma, tanti anni fa, ho avuto la fortuna di giocare contro di te. Io avevo il 16 e quella partita non sono nemmeno entrato. A fine partita ti ho chiesto la maglia. Tu mi hai guardato e mi hai detto: ‘Ma tu non me la dai la tua?’. Una frase semplice, ma che mi è rimasta dentro per tutta la carriera. Da quel giorno, ogni volta che un giocatore mi ha chiesto la maglia, io gli ho chiesto la sua, proprio come hai fatto tu con me. Che il tuo spirito ed il tuo carisma possano instillarsi nel cuore di tutti noi e nei capitani di domani. Ciao Franco, grazie Cuore Rossonero. Per sempre”. Così Filippo Inzaghi, ex attaccante rossonero, oggi tecnico del Palermo, ricordando sui social Franco Baresi, deceduto oggi all’età di 66 anni.

“Quando i tifosi vengono a mangiare nel mio locale, la domanda più frequente è ‘chi è il giocatore più forte con cui hai giocato con o contro?’ e la mia risposta è sempre la stessa: Franco Baresi, perché niente e nessuno è mai stato sopra di te”. Questo il commosso ricordo, su Instagram, di Pietro Paolo Virdis, a seguito della scomparsa di Franco Baresi. “Hai guidato un reparto con poche parole, ma tanta classe e carisma… Sei nell’esiguo numero di persone in cui il ruolo sostituisce il nome senza bisogno di pronunciarlo: l’Avvocato, il Presidente, il CAPITANO… il mio, il nostro capitano… Sei stato tutto ciò che il calcio aveva di bello: la passione, la morale, l’ideale”, ha aggiunto Virdis. “Una maglia che è pelle e non un indumento che cambia a seconda degli zeri che la accompagnano. Sei stato esempio per noi ‘coetanei’ e scuola per i giovani che via via arrivavano, indipendentemente dal ruolo. Nelle scuole calcio andrebbe raccontata la tua storia, mandando in loop filmati che raccontino chi sei e cosa resterai: per me è come la fine di un’era”, ha scritto ancora Virdis. “Nonostante la fatica del percorso non hai mollato di un millimetro la speranza e la convinzione di vincere anche se ai supplementari o ai rigori… e per me comunque hai vinto… non certo questa battaglia contro un avversario troppo forte e subdolo… troppo forte anche per uno come te… ma per me hai vinto l’immortalità che è dei grandi… dei numeri 1… anzi del numreo 6 PER SEMPRE… CIAO MIO CAPITANO”, ha concluso l’ex compagno di Franco Baresi.

Franco Baresi “era un ragazzo silenzioso, che ha sofferto da piccolo per la perdita dei genitori. È arrivato in un college senza l’affetto della famiglia, ma come spesso ha detto anche lui, il Milan è stato la sua famiglia. Era di pochissime parole, ma in campo dava ordini anche a Rivera, e io ne ero testimone”. Così Fulvio Collovati, ai microfoni di Italpress, ricordando Franco Baresi, scomparso questa mattina all’età di 66 anni. “Arrivò a Milanello giovanissimo e andammo subito in camera insieme per sei anni – racconta l’ex difensore di Milan e Inter, campione del mondo con l’Italia nel 1982 -. Abbiamo sofferto i primi anni calcisticamente, prima di vincere lo scudetto nel 1979. Liedholm lo fece giocare titolare a 18 anni e vincemmo il titolo: era facile vedere in lui le qualità del fuoriclasse”. Poi conclude: “Lui era un campione di umiltà assieme al fratello. La vita lo ha fatto soffrire fin da piccolo, ma gli ha dato tanto da calciatore”.

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“Con la scomparsa di Franco Baresi, il calcio italiano perde una delle sue più grandi leggende. Bandiera del Milan e protagonista indimenticabile della Nazionale, ha rappresentato un esempio di talento, lealtà e amore per la maglia. Alla sua famiglia, all’AC Milan e a tutti i suoi cari rivolgo, a nome mio e del Senato della Repubblica, le più sentite condoglianze”. Così sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

“La scomparsa di Franco Baresi mi addolora profondamente. È stato uno dei più grandi protagonisti del calcio italiano. La sua è stata una storia fatta di passione e assoluto attaccamento alla maglia. Il suo stile e i valori che ha incarnato resteranno nella nostra memoria. Ai familiari, al Milan e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo le mie più sentite condoglianze”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

“Purtroppo è stato ufficializzato ciò che tutti abbiamo sperato non fosse vero. Franco Baresi. Piscinin. Kaiser Franz. Un simbolo. Uno dei più grandi difensori di sempre. Eroe rossonero, per me eri e resterai il vero Milan, il vero calcio. Sei per sempre Capitano. Vola con la tua curva. Sei stato e resterai la nostra bandiera”. Così sui social il vicepremier e ministro Matteo Salvini.

Ciao Franco Baresi. L’Italia perde uno dei calciatori più forti di sempre, una leggenda che resterà per sempre nella memoria di tutti noi, che rimanevamo a bocca aperta per i suoi anticipi e le sue progressioni epiche. Ci stringiamo forte attorno al dolore dei suoi cari”. Così, sui social, il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Con la scomparsa di Franco Baresi il calcio italiano e quello mondiale perdono una delle figure più grandi e amate”. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ricorda così l’indimenticabile capitano rossonero, “lombardo doc”, nato a Travagliato e scomparso questa mattina a 66 anni.

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“A nome di tutta la città di Milano esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi. Non solo una bandiera del Milan, ma un simbolo di dedizione e lealtà che ha reso grande questa città e l’Italia nel mondo. Milano lo ricorderà”. Così, su X, il sindaco di Milano, Beppe Sala.

IL CORDOGLIO DA PARTE DI FEDERAZIONI E CLUB

“Il presidente della FIGC Giovanni Malagò, il direttore tecnico e presidente del Club Italia Claudio Ranieri e il Ct Roberto Mancini piangono la scomparsa di Franco Baresi, tra i più grandi calciatori italiani di tutti i tempi morto oggi all’età di 66 anni. Candidato per sette volte al Pallone d’oro, piazzatosi secondo nel 1989 alle spalle di Marco van Basten, l’ex difensore del Milan e della Nazionale occupa il 33° posto nella classifica dei migliori calciatori del ventesimo secolo stilata dall’IFFHS. Dal 2013 è anche nella ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’”. Questa la nota emessa oggi dalla FIGC. “Il calcio italiano perde una delle sue leggende – dichiara il presidente federale Giovanni Malagò – un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra”. “Una scelta romantica, che lo ha fatto entrare di diritto nel cuore dei tifosi e di milioni di italiani. Lo ricorderemo come merita in occasione delle prossime partite della Nazionale, quella Nazionale per la quale ha sempre dimostrato un attaccamento eccezionale diventandone uno dei simboli più gloriosi”, aggiunge il numero uno della FIGC.

“Franco Baresi, leggenda del Milan e dell’Italia, è morto a 66 anni. Uno dei più grandi difensori del calcio, Baresi ha vinto tre Coppe dei Campioni e due Supercoppe UEFA, rappresentando l’Italia in 81 occasioni. I nostri pensieri sono con la sua famiglia, gli amici e i suoi ex compagni di squadra”. Così, su X, la UEFA ha ricordato Franco Baresi.

“Addio a Franco Baresi, protagonista delle grandi sfide del Derby di Milano e una delle figure che più hanno definito la storia della rivalità. Capitano, uomo squadra e bandiera del Milan, ha vissuto ogni confronto con l’Inter tra competizione e rispetto, dentro una sfida che ha scritto pagine indimenticabili del calcio italiano”. Così, sui social, il club nerazzurro. “Il Presidente Giuseppe Marotta e tutta l’Inter si stringono attorno alla famiglia Baresi, al fratello Beppe e al Milan in questo momento di dolore”, aggiunge la società nerazzurra. “Bandiera, Capitano, Leggenda: 6 per sempre! Buon viaggio, Franco”, scrive poi, su X, il vicepresidente ed ex capitano dell’Inter, Javier Zanetti.

“Ci sono persone che, con il loro talento, entrano nella storia. E altre che, con la loro umanità, vi restano per sempre. Franco Baresi è stato entrambe le cose. Classe, stile, leadership e rispetto dentro e fuori dal campo. Un esempio per generazioni di calciatori e tifosi, amato e stimato da tutti gli appassionati di calcio. Il suo ricordo vivrà per sempre. La Juventus si stringe attorno alla famiglia Baresi e al Milan in questo momento di profondo dolore”. Questa la nota del club bianconero.

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“La Roma si unisce al cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, che con la sua carriera ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio. Il club si stringe al dolore della sua famiglia e dei suoi cari”. Così la società giallorossa, a proposito della scomparsa di Franco Baresi. “La Lazio si unisce al cordoglio dei familiari per la scomparsa di Franco Baresi, indimenticato baluardo difensivo della Nazionale Italiana e del Milan”, questo invece il messaggio della Lazio.

“Il Presidente Aurelio De Laurentiis, mister Allegri, i dirigenti e tutto il Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, bandiera e leggenda del Milan e dell’intero panorama calcistico italiano. Alla sua famiglia la più sincera vicinanza da parte di tutto il club azzurro”. Questo il cordoglio del club azzurro.

“L’ Udinese piange la scomparsa di Franco Baresi. Campione assoluto, ha vinto tutto nella sua carriera ed è stato uno dei più grandi difensori di tutto il panorama europeo. Uomo dai grandi valori e dall’enorme spessore umano lascia un vuoto che non sarà mai colmato”. Così, su X, il club friulano.

“L’Atalanta si unisce al cordoglio del mondo del calcio per la scomparsa di Franco Baresi, indimenticato campione che ha scritto pagine importanti della storia del calcio italiano. Il club partecipa al dolore dei familiari e dei suoi cari rivolgendo le più sentite condoglianze”. Questa la nota della società orobica.

“Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino, profondamente commossi per la tristissima notizia, si stringono con affetto attorno alla famiglia Baresi per la scomparsa di Franco Baresi, leggenda del calcio italiano e mondiale, colonna della nostra Nazionale, indomito capitano e bandiera del Milan, magistrale esempio di classe e senso di appartenenza. Con Franco Baresi ci lascia un gigante del nostro sport, un campione che ha sempre saputo essere un grande signore: dopo le vittorie più entusiasmanti così come dopo le sconfitte più cocenti. Mancherà a tanti, ma il suo ricordo resterà vivo in tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato”. Così, su X, la società granata.

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“La Fiorentina esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, autentica leggenda del calcio italiano. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutto il mondo rossonero giungano le più sincere condoglianze. Il suo ricordo resterà indelebile nella storia di questo sport”. Così, su X, la società viola.

Il Como “desidera esprimere le più sentite condoglianze per la scomparsa di Franco Baresi, una leggenda del Milan, della Nazionale italiana e un’icona del calcio. Grazie al suo talento, classe e valori, in campo e fuori, ha contribuito a plasmare la storia del gioco e ha lasciato un’eredità indimenticabile. L’intero club porge le più profonde condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari, nonché all’intera famiglia del Milan”.

“Il Cagliari esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi. Un campione che ha scritto la storia del calcio con personalità e classe. Alla sua famiglia e a tutti coloro che lo hanno amato le più sincere condoglianze”. Così, su X, la società sarda.

“Il Genoa si unisce al dolore della famiglia, del mondo del calcio e del Milan per la scomparsa di Franco Baresi, colonna portante e leggenda del calcio mondiale. Riposa in pace, Franco”. Così, su X, il club ligure.

“Il Lecce si unisce al dolore del mondo del calcio per la scomparsa di Franco Baresi, indimenticabile icona dello sport italiano. Alla sua famiglia arrivino le più sincere condoglianze da parte di tutto il club giallorosso”. Questa la nota emessa dalla società salentina.

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“Il Monza si unisce al cordoglio della famiglia e di tutti i suoi cari per la scomparsa di Franco Baresi, icona del calcio italiano e mondiale. Ci lascia uno dei più forti difensori in assoluto, riconosciuto e rispettato da tutti come un esempio. Franco, per sempre con noi”. Così, su X, il club brianzolo.

“Il Bologna si unisce al cordoglio di tutto il mondo del calcio per la scomparsa di Franco Baresi, indimenticabile Bandiera del Milan e della Nazionale. Alla famiglia e al Milan vanno le nostre più sentite condoglianze”. Così, su X, il Bologna. “Il Parma esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, autentica leggenda del calcio italiano e simbolo indiscusso del Milan, al quale ha legato indissolubilmente la propria vita e la propria straordinaria carriera”, questo invece il messaggio, sempre su X, del Parma. “Il Presidente Kyle J. Krause, il CEO Federico Cherubini e tutta la famiglia gialloblù si stringono con affetto al dolore della famiglia Baresi, del Milan e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e ammirarlo, porgendo le più sentite condoglianze in questo momento di immenso dolore”, scrive ancora il Parma.

“La Lega Nazionale Professionisti Serie B, con il presidente Paolo Bedin, il Consiglio direttivo e tutte le società associate, esprime il più profondo e sentito cordoglio per la dolorosa scomparsa di Franco Baresi. Il calcio italiano perde oggi una delle sue icone più leggendarie, un uomo diventato esempio intramontabile di lealtà, leadership e professionalità per intere generazioni di atleti e tifosi. In questo momento di immenso dolore, la Lega Serie B si stringe in un caloroso abbraccio alla famiglia Baresi e si unisce al lutto di tutto il mondo del calcio”. Questa la nota della Lega di Serie B in ricordo di Franco Baresi.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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