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Cronaca

Milano, Sala “Quella di Majorino sulla cementificazione è una bufala”. La replica del capogruppo Pd: “Sorpreso dalla reazione”

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MILANO (ITALPRESS) – “A me sembra che io sono più un impiccio che un supporto a Majorino. Siccome la cosa più sbagliata è creare ulteriori divisioni nel centrosinistra, io mi faccio da parte, è l’ultimo commento che faccio, non commenterò più nulla, così si sentirà libero di criticare un lavoro di 15 anni. Perché se c’è cementificazione è partita 15 anni fa, 7 anni suoi da assessore. Per cui faccia un po’ quello che vuole, io non voglio creargli disturbi, per cui questo veramente prometto, è l’ultima cosa che dico, perché il termine cementificazione per uno che studia come me è irritante”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine di un evento, commentando le parole del capogruppo Pd in Consiglio regionale, Pierfrancesco Majorino, pronto a candidarsi per le comunali meneghine. Majorino ha detto che a Milano “c’è troppo cemento” e che “la città è in mano ai fondi”.

“Bene che Majorino faccia un passo avanti, ma adesso al di là della continuità e della discontinuità andiamo sui contenuti dei messaggi. Voglio dire a chiare lettere che questa storia della cementificazione è una bufala, non saprei definirla in maniera diversa. Io ho studiato la relazione del professor Salata del Politecnico, ci ha lavorato più di un anno e le conclusioni sono che il volume edificato è aumentato in 10 anni dal 0,37%. Se questo può permettere a Majorino di parlare di cementificazione allora liberi tutti. Se Majorino ha studi diversi o ha fatto lui degli studi, li mostri e ci confrontiamo. Aggiungo che sempre da questo studio del Politecnico, il volume del verde invece è aumentato di molto, addirittura il 20%. Io, come sapete, ho tanti rapporti con i sindaci delle grandi città del mondo, la maggior parte dei quali sono di sinistra, non c’è uno che solleva questo tema della cementificazione – ha proseguito il primo cittadino – Le città sono dense ed è normale che siano dense, occupiamoci di equità sociale, del costo della casa”. Majorino ha anche detto che Milano “è in mano ai fondi” immobiliari.

 “Ne abbiamo parlato anche in questo caso con i grandi sindaci, se noi riteniamo che il pubblico con i suoi fondi possa risolvere il problema dell’abitare della casa, va bene, ma non è quello che penso io”, ha replicato Sala, sottolineando poi: “Se invece la critica è che potevamo fare in maniera diversa, che possiamo ragionare in maniera diversa sugli oneri di urbanizzazione, che con la mia amministrazione sono aumentati in maniera stratosferica, ragioniamo di numeri. Per me una critica su come il pubblico deve gestire il rapporto con il privato ci sta, ne possiamo ragionare, ma non a slogan. Gli slogan non aiutano nessuno”.

MAJORINO “SORPRESO DALLA REAZIONE DI SALA”

“Sono sorpreso dalla reazione di Beppe Sala al mio video. Che si debba investire ancora di più, di quel che abbiamo fatto, in termini di rigenerazione urbana, aree verdi, case per il ceto medio, è ciò che è scritto in praticamente tutti i documenti della giunta comunale. Ed è peraltro un filo che tiene insieme le riflessioni di tante città nel mondo che stanno proprio discutendo su come farle tornare ad appartenere a chi le abita e a chi le manda avanti, alle lavoratrici e ai lavoratori. Il mio è e vuole essere un contributo positivo e costruttivo che guarda al futuro. Son convinto che un dibattito più nel merito sarà utile a tutti, su questo concordo con Sala, soprattutto in un contesto nel quale le politiche di Regione e governo hanno scaricato totalmente il tema dell’emergenza abitativa sulle spalle dei sindaci. Un confronto non banale a partire dalla riflessione, altro tema di interesse mondiale, sul ruolo dei grandi fondi immobiliari”. Lo dice in una nota il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorno

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Cronaca

Caso Garlasco, nella relazione Ris del 2007 nessuna traccia del test negativo al sangue sui pedali della bici di Stasi

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MILANO (ITALPRESS) – Il Tg1 mostra in esclusiva la relazione del 2007 nella quale l’ex capitano del Ris Marino riportò il Combur test, positivo alla ricerca generica di sangue sui pedali della bici di Stasi. Non indicò invece l’Obti, il test specifico per il sangue umano, che aveva dato esito negativo.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Frode Iva transnazionale nel commercio di materie plastiche, sequestro da 25 mln

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TORINO (ITALPRESS) – Una frode all’Iva da circa 25 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Torino e Ancona nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura europea. Diciotto persone sono state raggiunte da misure cautelari: otto sono finite in carcere, tre ai domiciliari e per altre sette sono state disposte misure interdittive. Al centro dell’indagine un sistema di frode fiscale transnazionale nel commercio di materie plastiche, realizzato attraverso un complesso schema di società “cartiere” e “filtro” con ramificazioni in Italia, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e Ungheria. Secondo l’accusa, tra il 2018 e il 2022 sarebbero state emesse e utilizzate fatture per operazioni inesistenti per circa 100 milioni di euro. L’organizzazione, secondo gli investigatori, avrebbe utilizzato società prive di strutture operative e intestate a prestanome per simulare compravendite di polimeri plastici e, in alcuni casi, calzature, consentendo ai destinatari finali di portare indebitamente in detrazione l’Iva. Il meccanismo avrebbe coinvolto complessivamente 56 persone, 34 imprese italiane e 8 società estere. Il Gip di Torino ha disposto anche il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e disponibilità finanziarie fino a 25 milioni di euro nei confronti di 23 persone fisiche e 16 società. Alle operazioni, che hanno interessato Piemonte, Marche, Lazio, Veneto, Lombardia, Puglia e Calabria, hanno partecipato oltre 140 finanzieri, supportati anche dalle unità cinofile “cash dog”. (ITALPRESS).

Foto: Guardia di Finanza

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Cronaca

Qonto lancia Insights, piattaforma gratuita che misura la salute delle PMI europee

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ROMA (ITALPRESS) – Le PMI italiane affrontano una crescente pressione finanziaria: a settembre la durata mediana della liquidità è scesa a 9,5 giorni, mentre i tempi medi di pagamento delle fatture hanno raggiunto 51,2 giorni. Allo stesso tempo emergono segnali positivi sul fronte della competitività, con il 21,3% delle imprese che opera sui mercati internazionali e una diffusione sempre più ampia degli strumenti di intelligenza artificiale. Sono alcuni dei primi dati emersi da Qonto Insights, la nuova piattaforma gratuita lanciata oggi da Qonto, la soluzione di gestione finanziaria per PMI e liberi professionisti con oltre 750.000 clienti in Europa. La piattaforma trasforma i dati aggregati e anonimizzati delle attività delle piccole e medie imprese europee in indicatori aggiornati e facilmente consultabili. Nel dettaglio, a settembre il 28,1% delle fatture delle PMI italiane è stato pagato in ritardo (migliora la situazione in Germania 27,5%, mentre peggiora in Francia 32,4% e Spagna 38,9%) e soltanto il 27,8% delle imprese italiane dispone di riserve di liquidità sufficienti per almeno un mese (contro Francia 42,4%, Germania 41,1% e Spagna 29,6%). Parallelamente, cresce l’attività oltreconfine: le PMI italiane che effettuano transazioni internazionali raggiungono il 21,3%, operando complessivamente con 90 Paesi. Continua inoltre a diffondersi l’intelligenza artificiale, con livelli di adozione che nei servizi professionali e digitali superano il 20% delle imprese nel nostro Paese.
“Ci troviamo in una posizione privilegiata, poichè siamo in contatto diretto con oltre 750mila imprese in otto mercati europei. Con Qonto Insights vogliamo valorizzare ancora di più questo osservatorio unico, analizzando la situazione reale delle PMI europee”, afferma Alexandre Prot, Co-Founder e CEO di Qonto. “Dai ritardi nei pagamenti delle fatture all’adozione dell’intelligenza artificiale, fino alla crescita delle attività internazionali, l’obiettivo è affiancare dati concreti e aggiornati ogni mese a percezioni e ipotesi, offrendo una lettura basata sulla realtà delle aziende. La nuova piattaforma mette a disposizione di giornalisti, decisori pubblici e operatori economici una prospettiva unica sullo stato di salute delle imprese, la vera spina dorsale dell’economia europea, attraverso dati comportamentali affidabili, concreti e più tempestivi che mai”. La spina dorsale dell’economia dell’UE è sempre stata trascurata. Le piccole e medie imprese rappresentano il cuore dell’economia europea: sono oltre 30 milioni e rappresentano il 99% del totale delle aziende, sostengono più di 100 milioni di posti di lavoro e generano due terzi dell’occupazione nel continente. Tuttavia, manca una comprensione concreta e diretta delle loro condizioni operative e finanziarie. Grazie al suo punto di osservazione unico, con oltre 750.000 PMI clienti in Europa, Qonto è il partner bancario delle imprese che può vantare una migliore e più approfondita comprensione delle dinamiche che ne influenzano crescita, resilienza e competitività.
Qonto Insights analizza i dati provenienti dalle transazioni dei clienti business di Qonto in Francia, Germania, Italia e Spagna offrendo una fotografia dinamica dell’economia delle PMI in Europa.
Dalla pressione sulla liquidità ai ritardi nei pagamenti, dall’adozione dell’intelligenza artificiale all’espansione sui mercati internazionali, Qonto Insights è progettato per offrire a decisori, analisti, responsabili politici e media una lettura il più possibile tempestiva delle dinamiche imprenditoriali europee, basata sui comportamenti delle PMI e proposta senza interpretazioni nè commenti. Accessibile gratuitamente dal sito di Qonto, la piattaforma viene aggiornata mensilmente e si articola in quattro indici dedicati che analizzano alcuni degli aspetti più rilevanti per la solidità e lo sviluppo delle imprese: Indice di adozione dell’IA: mostra quante PMI europee investono nell’intelligenza artificiale, quanto spendono per gli strumenti di IA e a quanti strumenti di IA si abbona un’impresa tipo; Indice dei ritardi di pagamento: analizza quante fatture vengono pagate in ritardo, quanto tempo le imprese attendono per ricevere i pagamenti e il valore medio delle fatture insolute; Indice delle transazioni internazionali: mappa quante PMI europee operano oltre confine, in quali mercati svolgono la propria attività e l’importo medio dei flussi di denaro transfrontalieri; Indice della riserva di liquidità: valuta per quanti giorni un’impresa tipo dispone di una riserva di liquidità, la quota di PMI con riserve di cassa sufficienti per almeno un mese e quante registrano un saldo negativo in un determinato momento del mese.
Per approfondire ulteriormente i risultati, la piattaforma ospita anche la sezione “Qonto Insights: Explained”, che propone analisi dedicate ai singoli Paesi, confronti tra mercati e approfondimenti sui trend più significativi emersi dagli indicatori. Qonto Insights è disponibile al link: http://www.qonto.com/it/insights

– Foto ufficio stampa Qonto –
(ITALPRESS).

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