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Si apre l’anno giudiziario, in calo l’arretrato dei processi

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ROMA (ITALPRESS) – “L’analisi della situazione della giustizia in Italia mostra come il Paese nel suo complesso un quadro in chiaroscuro, i dati riportati evidenziano criticità e segni di miglioramento”. Così il presidente della Corte di Cassazione, Pietro Curzio, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sua ultima uscita pubblica del settennato. Periodo che il primo pesidente della Corte ha definito “tra i più autorevoli della storia della Repubblica”. Curzio ha evidenziato che “nel settore civile nell’ultimo anno vi è stato un incremento della definizione dei processi rispetto all’anno precedente, complessivamente la crescita è del 9,8%, le nuove iscrizioni sono anch’esse cresciute ma in modo meno intenso. Il maggior numero di definizioni rispetto all’incremento delle iscrizioni comporta che le pendenze sono diminuite del 6,5% in confronto all’anno precedente. Ma i tempi di definizione dei processi rimangono ancora troppo elevati”.
“La situazione della giustizia penale è in parte analoga – ha aggiunto – la durata dei processi è generalmente in crescita anche se in misura non univoca tra i diversi uffici giudiziari, la tendenza complessiva è di 2,5 milioni di processi con una variazione del 3,8% in meno rispetto all’anno precedente. Il rapporto tra nuove iscrizioni e definizioni è però inverso rispetto al civile, in quanto nel penale la riduzione delle pendenze dipende dalla riduzione delle nuove iscrizioni, mentre le definizioni sono in linea di massima stabili. Le considerazioni più incoraggianti sullo stato della nostra convivenza derivano dai dati sugli omicidi, nel 2021 in Italia sono stati commessi 295 omicidi volontari, uno dei dati migliori tra i paesi europei che a loro volta sono i dati migliori nel mondo. E non era così, non era cosi nel 1991 quando furono quasi 2.000 e sono progressivamente diminuiti. All’interno di questo dato generale vi è però un elemento sconcertante, tra le vittime dei 295 omicidi, 118 sono donne di cui 102 assassinate in ambito familiare ed affettivo e in particolare – ha spiegato il presidente – 70 per mano del partner o dell’ex partner”.
“Questo tipo di suddivisione si inquadra in un preoccupante incremento dei reati della famiglia ed è sintomo evidente di una tensione irrisolta nei rapporti di genere, di una eguaglianza non metabolizzata”. Presente alla cerimonia anche la Guardasigilli, Marta Cartabia, che ha ricordato come l’anno appena concluso sia stato “complesso e difficile, stato segnato da grandi sfide e continui imprevisti ma è stato anche ricco di opportunità e spinte al rinnovamento. Le emergenze si sono susseguite senza interruzione, ogni attività ha richiesto un sovrappiù di responsabilità e impegno in tutti gli uffici giudiziari. Vorrei ringraziare ogni magistrato, ogni avvocato, ogni operatore del mondo della giustizia per aver garantito la continuità di un servizio essenziale”. Poi, ha voluto “rinnovare sentitamente un ringraziamento al presidente della Repubblica per aver sempre, quotidianamente accompagnato il mondo giudiziario senza mai stancarsi di stimolare un profondo processo riformatore”.
(ITALPRESS).

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Giorgetti “Il Pil potrebbe avvicinarsi all’1%, l’Italia si è dimostrata resiliente”

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CERNOBBIO (ITALPRESS) – “L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente nel senso che noi abbiamo fatto delle valutazioni molto prudenziali per quanto riguarda la crescita, tenuto conto sia dell’impatto della guerra commerciale dei dazi sia dell’impatto della crisi del Medio Oriente. Oggi, per ora, abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori potremmo avvicinarsi anche all’1%”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Forum Teha di Cernobbio.

“Sulle retribuzioni” a intervenire “non può essere soltanto il governo. Ci devono essere anche coloro che pagano la retribuzione. Il governo è disposto a fare la sua parte in termini anche di incentivi fiscali o se vogliamo contributivi, però ci devono essere gli imprenditori che devono vedere questa come una delle prime forme di investimento in assoluto per far partire un ciclo positivo”.

“Non avremo fatto i fenomeni, però la barca è rimasta in galleggiamento. E vi posso assicurare che l’Italia è molto più rispettata all’estero che in patria”, ha aggiunto.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Ucraina, Papa Leone XIV “Auspico che gli sforzi per i negoziati portino frutti concreti”

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ROMA (ITALPRESS) – “Con animo addolorato ho seguito le notizie dei violenti attacchi che hanno colpito di recente diverse città e infrastrutture civili in Ucraina provocando la morte di persone innocenti. Il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione che da anni vive nell’angoscia e nella paura Rivolgo un nuovo appello a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione ad aprire i cuori al dialogo e alla pace”. Lo ha detto Papa Leone XIV al termine dell’Angelus.

“Il mio cuore – aggiunge – si unisce alla sofferenza della popolazione che da anni vive nell’angoscia e nella paura. Rivolgo un nuovo appello a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprire i cuori al dialogo e alla pace. Auspico che gli sforzi intrapresi in questi giorni per riprendere i negoziati portino frutti concreti e aprano lo spazio alla diplomazia”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Femminicidi, Meloni “Dobbiamo continuare a cercare soluzioni, continueremo a fare la nostra parte”

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ROMA (ITALPRESS) – “Ho ascoltato l’appello di Franco Isceri, il papà di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e portata sull’A1, dove è stata gettata da un viadotto. Parole segnate da un dolore che è difficile anche solo immaginare. Un padre che chiede alle Istituzioni di non dividersi, di lavorare insieme e di fare tutto ciò che è possibile perché tragedie come quella che ha colpito sua figlia non accadano più”. Lo scrive sui suoi social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“In questa legislatura – prosegue Meloni -, anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere. Abbiamo reso strutturale e potenziato il reddito di libertà, rafforzato uno strumento fondamentale come il ‘Codice rosso’, introdotto tra i primi in Europa il femminicidio come reato autonomo”.

 “Ma davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente – spiega -. Perché ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti. E tutti noi, insieme, dobbiamo saper reagire”.

“Dobbiamo continuare a cercare soluzioni, a migliorare ciò che già esiste, a fare tutto ciò che è possibile per intervenire prima che sia troppo tardi. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che protegge le donne e la loro libertà”, conclude.

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-Foto IPA Agency-
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