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Cronaca

Privacy e competizione, le sfide per Autorità e Governi

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ROMA (ITALPRESS) – “La privacy sarà al centro dell’agenda europea” nel 2022, continua così “inesorabile l’azione volta al contenimento del potere delle Big Tech, che hanno ormai la capacità di categorizzare algoritmi che a loro volta si nutrono di insiemi di dati in grado di processare testi e discorsi, di rilevare e computare facce e oggetti di qualsiasi tipologia, e sempre di più di modellare predizioni commerciali e politiche”. E’ quanto scrivono Ivana Bartoletti e Lucia Lucchini, esperte di privacy, in una riflessione per agendadigitale.eu in cui fanno il punto sul legame tra privacy e competizione “per affermare che seppur sia vero che una sinergia tra le due è essenziale, la situazione attuale richiede un’affermazione chiara e intransigente sulla prima, incluso nelle sue accezioni più moderne”.
“Forse, anche – evidenziano – è arrivato il momento di definire la privacy come il filo conduttore tra tutte le iniziative del digitale, dalla competizione alla governance piuttosto che come una disciplina separata”. Analizzando le scelte di alcuni Paesi europei come Austria e Olanda, Bartoletti e Lucchini sottolineano come “l’Unione Europea ha in programma un vero e proprio tsunami regolamentare, che passa dal Digital Services Act e dal Digital Markets Act e dal tema della concorrenza, arrivando poi all’Artificial intelligence Act, che regolamenta l’intelligenza artificiale laddove sia considerata più rischiosa per i diritti fondamentali delle persone”.
“Questo tsunami legislativo e regolamentare – scrivono – è importante e risponde all’esigenza di limitare il potere delle Big Tech e ampliare la presenza europea nel settore delle nuove tecnologie e nell’economia dei dati”. Un potere che richiede “di guardare al ruolo della competizione sul mercato di queste aziende, creando un nesso tra privacy e competizione”. Da Amazon a Google, passando per Facebook si parla di “capitalismo delle piattaforme”, un concetto che “si riferisce a una struttura virtuale in grado di operare sia come attore commerciale che come infrastruttura economica”.
Pertanto, sono le conclusioni dei due esperti, “la privacy è un diritto umano, la competizione un tema che ha a che fare con il comportamento dei mercati e la necessità che regole chiare possano garantire maggiore efficienza. Semmai, si tratta di valutare qualora la privacy oggi abbia una dimensione più collettiva che individuale, o qualora la privacy abbia sempre più a che fare con l’autonomia di scelta e agency nel contesto della governance algoritmica. O qualora ci sia merito nella decisione indiana di mettere insieme dati personali e non personali data l’impossibilità, spesso, di porre un confine serio tra i due”.
(ITALPRESS).

Cronaca

Oggi in edicola – 12 gennaio 2026

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La mattina di Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 si apre con la rassegna stampa di Emanuele Bottiroli. Un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono iniziare la giornata informandosi in pochi minuti, dando una occhiata ai titoli dei principali quotidiani nazionali e locali mentre fanno colazione e si preparano a lavoro e studio. Oggi in edicola, ogni giorno alle 7.30 del mattino, su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24, la tv per tutti.

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Cronaca

Inter-Napoli 2-2, McTominay riprende due volte i nerazzurri

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MILANO (ITALPRESS) – Polemiche e nervi tesi come all’andata. Stavolta, dopo il 3-1 partenopeo del primo atto del “Maradona” di ottobre, il big match tra Inter e Napoli, a San Siro, termina senza vincitori. Il finale è un 2-2 che non fa da spartiacque e che tutto sommato non scontenta nessuno, nemmeno Antonio Conte, espulso nel secondo tempo per proteste dopo la concessione di un calcio di rigore, realizzato da Calhanoglu per il momentaneo 2-1. Due volte va avanti la squadra di Chivu nel punteggio (la prima con Dimarco), per due volte è arrivata la risposta di McTominay. Una doppietta pesante che impedisce la fuga dell’Inter, capolista ora a quota 43, con tre lunghezze di vantaggio sul Milan e quattro punti in più dei partenopei. L’ex United gioca più di un’ora di gioco sontuosa, dopo aver però iniziato nel peggiore dei modi. Al 9′ una sua palla persa su pressione dell’ex Zielinski porta al vantaggio nerazzurro: il polacco serve Thuram, che a sua volta innesca Dimarco, autore di un diagonale letale per Milinkovic-Savic. McTominay si fa perdonare al 26′, chiudendo con una deviazione vincente in anticipo su Akanji una splendida azione partenopea rifinita da Elmas con un cross da sinistra. La prima frazione di gioco si chiude sull’1-1 e ad inizio ripresa è il Napoli a partire forte. Al 48′ Akanji sbaglia i tempi dell’anticipo, spalancando una prateria per Hojlund che si invola verso l’area e calcia in diagonale scheggiando il palo alla sinistra di Sommer.
Due minuti dopo altra chance: cross da sinistra di Spinazzola, Di Lorenzo colpisce di testa da buonissima posizione ma sbaglia la misura. E’ l’ingresso di Mkhitaryan al posto di Zielinski a restituire geometrie all’Inter. Ed è proprio l’armeno a guadagnarsi il calcio di rigore che riporta avanti l’Inter nel punteggio: l’ex Roma anticipa Rrahmani che in area frana sul piede dell’avversario nel più classico degli step on foot. L’arbitro Doveri lascia giocare, ma viene richiamato al Var. Poi concede il penalty ed espelle Antonio Conte per le proteste veementi del tecnico partenopeo. Dagli undici metri va Calhanoglu che spiazza Milinkovic e realizza il 2-1. Il Napoli però resta in partita. E all’81’ arriva il pareggio: Lang trasforma in assist una palla che sembrava destinata sul fondo, McTominay colpisce al volo e batte per la seconda volta Sommer. Nel recupero c’è spazio anche per un palo colpito da Mkhitaryan. E’ l’ultima emozione di un match che non sancisce la fuga scudetto dell’Inter, al primo pareggio in questo campionato.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Schlein “Meloni in difficoltà, la partita è aperta”

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MILANO (ITALPRESS) – “Meloni è in difficoltà. Lo è da quando abbiamo riunito una coalizione progressista che per la prima volta dopo 20 anni si è presentata in tutte le regioni al voto e abbiamo avuto delle vittorie nette ed importanti. Che la partita fosse aperta non abbiamo bisogno che ce lo dica Giorgia Meloni, è già aperta. Quello che ci dice il suo intervento è che sta finalmente riconoscendo che la tanto sbandierata stabilità di questo governo è data semplicemente dal fatto che alle scorse elezioni politiche il nostro campo si sia presentato diviso, sbagliando. Oggi che abbiamo finalmente con fatica messo insieme le nostre differenze e riunito una coalizione hanno cominciato a dire che questa legge elettorale che li ha resi così stabili non rende più così stabili”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ospite della trasmissione “In Onda” su La7.

foto: IPA Agency
(ITALPRESS).

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