Cronaca
Epatocarcinoma, parte da Napoli il roadshow promosso da Roche
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4 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Fare il punto sullo stato dell’arte della presa in carico del paziente con epatocarcinoma in Campania, evidenziare l’importanza del lavoro sinergico dei team multidisciplinari, individuare le zone d’ombra e le aree di miglioramento, confrontarsi sulle soluzioni per migliorare la conoscenza e l’informazione sulla patologia e sulle innovazioni diagnostiche e terapeutiche disponibili: sono questi gli obiettivi della tappa di Napoli di “Uniti e Vicini ai Pazienti con Epatocarcinoma”, il roadshow promosso da Roche con il patrocinio di EpaC Onlus.
L’epatocarcinoma (HCC) è uno dei tumori più aggressivi e una delle prime cause di morti oncologiche nel mondo. In Italia, nel 2020 i nuovi casi stimati di tumori epatici sono stati 13.000 e l’epatocarcinoma rappresenta il 75-85% dei casi. Oggi, grazie ai progressi scientifici e alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche, la prognosi della patologia è in miglioramento, ma questo si accompagna ad una maggiore complessità della sua gestione, che pone alcune sfide sia dal punto di vista clinico che organizzativo.
La presa in carico del paziente con epatocarcinoma, infatti, deve essere guidata da un team multidisciplinare, composto da epatologi, chirurghi, oncologi e radiologi interventisti e altri specialisti che, lavorando in sinergia fin dal momento della diagnosi, possa individuare il miglior trattamento possibile per il paziente e indirizzarlo verso strutture di eccellenza e ad alta specializzazione, con la garanzia di accesso ai migliori percorsi di diagnosi e cura. Il team definisce il trattamento personalizzato sul paziente, in base alle patologie esistenti o pregresse, alle condizioni e alla morfologia del fegato e del tumore, alle comorbidità, alle riserve funzionali epatiche, alla rapidità di crescita dalla diagnosi, con il supporto di Linee Guida e PDTA regionali.
“L’epatocarcinoma è una patologia di complessa gestione perchè di solito insorge in pazienti affetti da cirrosi. L’Italia è il Paese europeo con maggiore incidenza di epatocarcinoma e la Campania è la regione con il più elevato numero di casi: infatti, su circa 10.000 casi all’anno per epatocarcinoma in Italia circa 1.000 si verificano in Campania, rappresentando una vera e propria emergenza sanitaria. – ha detto Giovan Giuseppe Di Costanzo, Responsabile U.O.C. Epatologia ed Unità Pancreas, A.O.R.N. Cardarelli -. L’istituzione di GOM, Gruppo Oncologico Multidisciplinare, per questa patologia ha reso più snella la fase di studio del paziente e della stadiazione del tumore. Il paziente inserito nel GOM viene seguito nel percorso diagnostico e stadiativo ed è sottoposto alle opportune indagini, accorciando così i tempi di attesa tra diagnosi e trattamento. Sicuramente l’estensione della rete regionale faciliterà la collaborazione tra centri Hub e Spoke migliorando ulteriormente l’assistenza e la gestione del paziente indirizzato nel miglior percorso di cura”.
L’epatocarcinoma si sviluppa prevalentemente in persone che soffrono di cirrosi a causa di epatite cronica (B o C) o di abuso di alcool, sindromi dismetaboliche, e tipicamente si manifesta in stadi ormai avanzati. La prognosi per le forme non resecabili di HCC è infausta, con poche opzioni di trattamento sistemico e il tasso di sopravvivenza ad un anno minore del 50% dal momento della diagnosi della forma avanzata.
“Nel corso degli ultimi anni in Italia e nel mondo occidentale, è cambiata l’epidemiologia dell’epatocarcinoma: stanno diminuendo i casi legati alle infezioni virali, in particolare l’epatite B e C, per effetto del vaccino e dei farmaci antivirali. Al contrario, sono aumentati gli epatocarcinomi associati alla steatosi epatica, in rapporto all’aumentata incidenza di obesità, diabete, cattiva alimentazione e abuso di alcol. Purtroppo, la popolazione dei pazienti con sindrome metabolica e steatosi epatica da monitorare e da sottoporre a controlli periodici è molto ampia e sfugge alla sorveglianza: per questo l’epatocarcinoma viene diagnosticato in uno stadio già avanzato- ha spiegato il professor Bruno Daniele, Direttore U.O.C. di Oncologia, Ospedale del Mare -. In Campania esistono già gruppi multidisciplinari per la gestione dell’epatocarcinoma nei vari stadi di evoluzione, all’interno delle aziende della Rete Oncologica, ma dovrebbe essere potenziata la presenza dei medici trapiantologi per garantire a tutti i pazienti che ne hanno i requisiti l’opzione di trapianto. Dovrebbe anche aumentare la sinergia tra i medici di medicina generale e i gruppi multidisciplinari. Questo eviterebbe il fenomeno dell’emigrazione sanitaria, assolutamente non necessaria dal momento che in Campania abbiamo tutte le risorse e le competenze per affrontare i casi nel modo migliore”.
Il PDTA regionale si prefigge di fornire un percorso di riferimento unico per il paziente con epatocarcinoma, ottimizzare i tempi di diagnosi e di trattamento, implementare sistemi informatici comuni di raccolta dei dati, fruibili dai professionisti ospedalieri che operano lungo il percorso e integrare le diverse competenze specialistiche che concorrono alla gestione del paziente con epatocarcinoma assicurando la multidisciplinarietà e la disponibilità al dialogo tra operatori ospedalieri ed il medico di medicina generale.
“Nel triennio 2016/2018 sono stati trattati chirurgicamente per epatocarcinoma, esclusi gli interventi finalizzati a trapianto epatico, 348 pazienti residenti in Campania; di questi, 208 sono stati trattati in 18 diverse strutture regionali di diagnosi e cura e 140 (40.2 % della casistica) sono stati trattati in ulteriori 30 diverse strutture extraregionali – ha affermato Maria Rosaria Romano, Dirigente UOD 04 Assistenza Ospedaliera della Direzione Generale per la Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario, Regionale Campania -. La Rete Oncologica Regionale ha decretato un PDTA Regionale specifico per la gestione dell’epatocarcinoma e del colangiocarcinoma sul territorio regionale; è di imminente definizione la mappa delle strutture regionali da abilitare all’ingresso in Rete per la chirurgia di entrambi i tumori. Per una corretta applicazione del PDTA è necessaria la partecipazione in piena collaborazione di tutte le professionalità coinvolte e, con la redazione dello stesso PDTA, s’intende fornire un riferimento operativo. In particolare, si punta ad organizzare la presa in carico del paziente nella sua globalità ed accompagnarlo in ogni fase del percorso diagnostico, stadiativo e terapeutico, garantendogli la continuità assistenziale necessaria per il raggiungimento della migliore cura”.
L’epatocarcinoma ha un effetto importante sui pazienti e sulle loro famiglie che hanno necessità di avere informazioni chiare e precise sui percorsi di cura, sui trattamenti e sulle strutture in grado di seguire al meglio il loro percorso diagnostico-terapeutico.
“L’epatocarcinoma è una patologia che ha un impatto significativo, sociale ed economico, non solo sui pazienti ma anche sul loro nucleo familiare. Il paziente deve essere assistito nel corso della propria quotidianità, guidato nel percorso terapeutico assistenziale e preso in carico da una struttura adeguata con un team multidisciplinare che lo segua in tutte le fasi della malattia incluse, se necessario, l’avvio al trapianto o alle cure palliative – ha detto Ivan Gardini, Presidente EPAC Onlus, Associazione che ha dato il patrocinio al Roadshow organizzato a Napoli -. Da una recente indagine condotta da EpaC Associazione Onlus, abbiamo constatato che uno dei problemi principali lamentati dai pazienti è la mancanza di informazione: più di un paziente su due ha la necessità di avere indicazioni più chiare, precise e facilmente reperibili sulle strutture ospedaliere adeguate a cui rivolgersi. Più della metà vorrebbe accedere ad informazioni relative alla disponibilità di terapie anche sperimentali, di partecipazione a trial clinici, alle quali nella maggior parte dei casi non riesce ad accedere perchè ne ignora l’esistenza o non trova informazioni a riguardo. Per questi motivi, è quanto mai fondamentale che esista un lavoro sinergico tra tutte le parti coinvolte”.
‘All’ospedale Cardarelli siamo attrezzati a 360 gradi per fronteggiare questa malattia con un padiglione, dedicato alle malattie epatiche e ai trapianti di fegato, dotato di un reparto di chirurgia epatobiliare e dei trapianti, epatologia, gastroenterologia, radiologia generale ed interventistica, medicina nucleare e terapia intensiva – ha sottolineato
Giovanni Vennarecci, Direttore della UO di Chirurgia Epatobiliare e Trapianti di Fegato Ospedale Cardarelli, Napoli -. Una delle criticità emerse a livello regionale è la scarsa attività di screening che si traduce in diagnosi tardive e in un ‘referral’ tardivo al trapianto o alla resezione epatica o ad altri trattamenti efficaci come la ablazione o la radioembolizzazione. Per l’epatocarcinoma è molto importante condividere con il centro trapianti di fegato le decisioni terapeutiche iniziali altrimenti il paziente potrebbe seguire percorsi non idonei. Fino ad ora la mancanza di un efficace coordinamento sul territorio non ci permette di conoscere esattamente quanti malati epatici cronici potenziali esistono in Campania. Bisognerebbe lavorare affinchè medici di medicina generale, il territorio e l’ospedale formino sempre di più una rete a beneficio dei pazienti. Con i Gruppi Oncologici Multidisciplinari, la Campania è avanti rispetto ad altre regioni d’Italia – ha aggiunto -. Il team multidisciplinare svolge un servizio condiviso perchè la decisione su quale sia il trattamento più efficace per l’epatocarcinoma dipende dallo stadio in cui viene identificato, precoce o tardivo, se sono presenti metastasi o se sono interessati i vasi sanguigni. La chirurgia, per esempio, deve essere meno invasiva possibile, laparoscopica o robotica, affinchè il trapianto di fegato risulti meno complicatò.
Alla Tavola Rotonda che si è svolta a Napoli, la prima di un ciclo di appuntamenti, hanno partecipato Sandro Pignata, Responsabile Scientifico della Rete Oncologica Campana; Direttore UOC Oncologia Medica Uro-Ginecologica, Istituto Nazionale Tumori G.Pascale; Giovanni Vennarecci, Direttore della UO di Chirurgia Epatobiliare e Trapianti di Fegato, l’AORN Cardarelli; Roberto Troisi, Direttore UOC di Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica, Mininvasiva e Robotica, AOU Federico II; Ernesto Claar, Responsabile UOSD Epatologia, Ospedale Evangelico Betania; Carmine Coppola, Direttore di Medicina Interna, Epatologia ed Ecografia Interventistica ASL Napoli 3 Sud, Gragnano (Na); Erika Martinelli, Professore Associato di Oncologia Medica, U.O.C. Oncologia Medica ed Ematologia, Dipartimento di Medicina di Precisione, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”; Filomena Morisco, Professore Ordinario di Gastroenterologia, Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia, AOU Federico II; Sabino De Placido, Direttore UOC Oncologia Medica, AOU Federico II; Antonio Avallone, Direttore Oncologia Clinica Sperimentale Addome, Istituto Nazionale Tumori G. Pascale; Francesco Fiore, Direttore della SC di Radiologia Interventistica. l’Istituto Nazionale Tumori G. Pascale; Maria Rosaria Romano, Dirigente UOD 04 Assistenza Ospedaliera della Direzione Generale per la Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario, Regionale Campania.
Roche è impegnata a combattere i disordini del fegato in tutto il percorso della malattia, dalle prime fasi fino alla malattia avanzata, con l’obiettivo finale di fermare un giorno le patologie croniche del fegato. Un impegno che vede coinvolta non solo Roche Pharma sin dagli anni 90 con farmaci per le epatiti e oggi lo sviluppo di nuovi farmaci come atezolizumab, ma anche Roche Diagnostics con test immunometrici volti a migliorare la diagnosi precoce di epatocarcinoma e Roche Diabetes Care che da anni promuove, attraverso i propri portali rivolti ai pazienti diabetici, informazioni su corretti stili di vita e alimentazione, al fine di prevenire lo sviluppo di patologie epatiche quali cirrosi e fibrosi, che ledono la funzionalità d’organo e possono provocare gravi conseguenze, fino allo sviluppo di carcinomi epatici.
– foto xc9/Italpress –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Lombardia Live 24 Breaking News – 4/8/2026
Pubblicato
17 minuti fa-
4 Agosto 2026di
Redazione
MILANO – In questa edizione: Baresi, migliaia di tifosi ai funerali in Sant’Ambrogio – Regione Lombardia approva il piano per ridurre le liste d’attesa – Pavia, grave caso di meningo-encefalite da virus West Nile – Frascarolo, auto si ribalta nei campi: ferita una donna di 45 anni – Sannazzaro, cade in casa e viene salvata grazie all’allarme della vicina – Motociclista muore nello scontro con una bicicletta – Milano, una stanza singola costa in media 704 euro al mese – Pronto Meteo Lombardia per il 5 Agosto.
BARESI, MIGLIAIA DI TIFOSI AI FUNERALI IN SANT’AMBROGIO
Migliaia di tifosi hanno accompagnato questa mattina l’ultimo saluto a Franco Baresi nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, trasformando la piazza in un mare rossonero tra maglie storiche, bandiere con il numero 6 e cori incessanti per lo storico capitano. Durante l’omelia, l’abate monsignor Carlo Faccendini ha ricordato la figura del “Piscinin”, sottolineando come abbia insegnato a tutti che si può diventare grandi restando piccoli. Ai funerali hanno partecipato tantissimi campioni del presente e del passato, tra cui Paolo Maldini, Marco Van Basten, Roberto Baggio, Demetrio Albertini e il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, che ha definito Baresi un’icona e un esempio unico di senso di appartenenza. Momenti di tensione all’esterno della basilica, dove si sono registrati fischi e contestazioni al passaggio della dirigenza rossonera con Gerry Cardinale e Paolo Scaroni, e del sindaco Beppe Sala. Al termine della funzione, il feretro del Capitano è stato portato a spalla sul sagrato dagli ex compagni di squadra tra gli applausi commossi di tutta la città.
REGIONE LOMBARDIA APPROVA IL PIANO PER RIDURRE LE LISTE D’ATTESA Nuove misure per tagliare i tempi d’attesa e potenziare la sanità territoriale in Lombardia con l’aggiornamento della programmazione 2026 approvato dalla Giunta regionale. Il piano rafforza il ruolo dei medici nelle Case di Comunità tramite telemedicina e diagnostica leggera, estendendo dal primo ottobre le cure dedicate ai pazienti affetti da Sla. Sul fronte delle prenotazioni, dal 15 settembre scattano indicazioni vincolanti per le strutture: le ricette urgenti con priorità U andranno fissate entro 10 giorni e quelle con priorità B entro 30 giorni.
PAVIA, GRAVE CASO DI MENINGO-ENCEFALITE DA VIRUS WEST NILE
Una donna anziana è ricoverata al Policlinico San Matteo di Pavia per una grave forma di meningo-encefalite provocata dal virus West Nile. Secondo quanto ricostruito, sarebbe stata punta da una zanzara in un’area verde di Pavia Ovest. La diagnosi è stata confermata dal laboratorio di virologia del Policlinico ed è il secondo caso neuroinvasivo registrato nel mese di luglio nel Pavese. Nella maggior parte dei casi il virus provoca sintomi lievi o nessun disturbo, ma nelle persone anziane e fragili può causare conseguenze neurologiche severe.
FRASCAROLO, AUTO SI RIBALTA NEI CAMPI: FERITA UNA DONNA DI 45 ANNI
Una donna di 45 anni è rimasta seriamente ferita in un incidente avvenuto lungo la strada provinciale 4, nel territorio di Frascarolo. Secondo le prime informazioni, avrebbe perso autonomamente il controllo dell’automobile, che si è ribaltata nei campi adiacenti alla carreggiata. Non risultano altri veicoli coinvolti. La centrale operativa del 118 ha disposto l’intervento in codice rosso di un’ambulanza, un’automedica e dell’elisoccorso. Sul posto anche i vigili del fuoco e la polizia stradale, impegnata nei rilievi per ricostruire la dinamica.
SANNAZZARO, CADE IN CASA E VIENE SALVATA DALLA VICINA
Una donna è stata soccorsa a Sannazzaro dopo essere caduta nella propria abitazione al primo piano e non essere più riuscita a rialzarsi. Le sue grida sono state sentite da una vicina, che ha immediatamente lanciato l’allarme. Poiché le chiavi erano rimaste all’interno dell’appartamento, i vigili del fuoco sono entrati da una portafinestra aperta sul balcone e hanno consentito ai sanitari di raggiungere la residente. La donna, ferita alla schiena e a una spalla, è stata trasportata al Policlinico San Matteo di Pavia.
MOTOCICLISTA MUORE NELLO SCONTRO CON UNA BICICLETTA
Un motociclista di 35 anni è morto questa mattina in un incidente stradale avvenuto in via Roma, a Paderno Dugnano. Per cause ancora in corso di accertamento, la moto si è scontrata con una bicicletta. L’allarme è scattato intorno alle 7.30 e sul posto sono intervenuti due ambulanze, un’automedica e dell’elisoccorso, ma per il motociclista non c’è stato nulla da fare. Il ciclista, un uomo di 34 anni, è stato trasportato in ospedale in codice giallo. La Polizia locale sta effettuando i rilievi per chiarire la dinamica.
MILANO, UNA STANZA SINGOLA COSTA IN MEDIA 704 EURO AL MESE
Milano resta la città più cara d’Italia per l’affitto di una stanza singola. Il prezzo medio è di 704 euro al mese, in calo del 3,8 per cento rispetto allo scorso anno. Nelle zone centrali si arriva però a una media di 823 euro. Porta Romana registra canoni medi di 812 euro, mentre Garibaldi-Moscova si attesta a 807. Tra le aree più economiche figurano Ponte Lambro e Santa Giulia, con 571 euro mensili, seguite da Crescenzago, Cimiano e Adriano. La domanda complessiva di stanze singole è cresciuta dell’1,5 per cento in un anno.
PRONTO METEO LOMBARDIA PER IL 5 AGOSTO
Per la giornata di domani, mercoledì 5 agosto, i meteorologi di 3B Meteo prevedono il persistere dell’anticiclone africano con tempo in prevalenza soleggiato e clima molto caldo e afoso su tutta la regione. Nel corso del pomeriggio si confermano possibili isolati addensamenti sui rilievi alpini e prealpini, con il rischio di brevi temporali di calore in locale sconfinamento verso le alte pianure. Le temperature massime toccheranno picchi elevati in pianura, compresi tra 35 e 38 gradi.
Per tutti i dettagli aggiornati consultare il sito 3bmeteo.com o su prontometeo.it.
L’articolo Lombardia Live 24 Breaking News – 4/8/2026 proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
Sfida al Chelsea, Spalletti “Con i nuovi acquisti ora la Juve è più forte”
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1 ora fa-
4 Agosto 2026di
Redazione
TORINO (ITALPRESS) – Ripartire da capo, per cancellare il prima possibile la mancata qualificazione alla Champions League. La Juventus domani alle ore 13.30 sfiderà il Chelsea ad Hong Kong per iniziare a testare il gruppo e per inserire gradualmente i nuovi arrivati. In conferenza stampa è intervenuto il tecnico dei bianconeri Luciano Spalletti: “Mi aspetto di giocare contro una squadra fortissima che ha un allenatore bravo, capace. Xabi Alonso è stato un calciatore e conosce benissimo il nostro sport, ho potuto vedere qualche spezzone delle amichevoli che hanno giocato, si vede già la qualità della squadra. Sarà una partita impegnativa per noi, ma da queste partite si vedrà se siamo già dentro al campionato e alla stagione. Bisogna subito partire forte ed essere al livello di squadre forti come il Chelsea”.
In conferenza spazio anche per Randal Kolo Muani e Kerim Alajbegovic, gli ultimi arrivati sul mercato: “Chiaro che avere calciatori con entusiasmo nuovo è un vantaggio per la squadra, li conosciamo, li avevamo seguiti, ne sono arrivati altri due come Celik ed Ekhator, sulla carta i direttori sono andati a creare una squadra più forte, ora bisogna iniziare a lavorare. Sono soddisfatto dell’impegno della società e di aver aggiunto questi calciatori di qualità. Alajbegovic era un vecchio pallino del direttore, lo aveva seguito lo scorso anno. Kolo Muani? I ragazzi nello spogliatoio mi avevano parlato di un ragazzo speciale, come calciatore lo conosciamo tutti, piaceva anche a club importantissimi”.
Per quanto riguarda invece gli ultimi tasselli, Spalletti è stato chiaro: “Novità sul mercato? So qual è la qualità dei direttori, li conosco da molto tempo, fino a questo momento ci hanno fatto vedere la bontà del loro lavoro, per cui ho piena fiducia, sanno e sappiamo che ci sono un paio di situazioni da completare, sono rimasti a casa proprio per sfruttare al meglio le opportunità del mercato”.
L’allenatore della Juventus è poi tornato sulla scorsa stagione, con i bianconeri che hanno fallito la qualificazione alla Champions League nelle ultime giornate di campionato: “Lo scorso anno la squadra ha giocato un calcio bellissimo e produttivo dal punto di vista dei risultati, il mio progetto è poter continuare su quel periodo in cui abbiamo fatto molto bene e di metterci ancora qualcosa sopra, senza quelle pause che poi ci sono costate la qualificazione alla Champions League”.
In conferenza stampa è intervenuto anche il centrocampista bianconero Manuel Locatelli: “La scorsa stagione ci deve motivare, quando siamo tornati ci siamo detti che quanto fatto lo scorso anno non è bastato: non abbiamo raggiunto l’obiettivo, quest’anno bisogna fare di più. Bisogna andare avanti, parlare il meno possibile e pedalare. Il fatto che affrontiamo l’Europa League deve essere un obiettivo, dobbiamo lavorare con calma e concentrarci su ogni partita”, ha concluso il capitano della Juve.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS)
Cronaca
Immigrazione, Brunner “Da Ceuta nessun ingresso in area Schengen”
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1 ora fa-
4 Agosto 2026di
Redazione
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – A Ceuta “la situazione è sotto controllo, nessuno è stato trasferito nella Spagna continentale e che l’area Schengen non è stata interessata”. Così il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni sulla crisi di Ceuta. “Fin dal primo momento, la Commissione ha offerto sostegno alla Spagna, sia sul piano finanziario sia su quello operativo” offrendo “assistenza finanziaria d’emergenza per rafforzare la protezione della frontiera esterna a Ceuta, il sostegno ai rimpatri e misure per impedire ulteriori movimenti verso l’Unione europea”, spiega. “Per quanto riguarda il supporto delle nostre agenzie, Frontex è già presente a Ceuta con oltre 30 operatori ed è pronta a rafforzare ulteriormente il proprio intervento. Anche altre agenzie europee, come Europol e l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo, sono pronte ad assistere la Spagna”.
A Ceuta “oltre 70.000 persone hanno attraversato il confine nel giro di poche ore, alimentate dalle reti criminali di trafficanti di migranti e dalla disinformazione diffusa attraverso i social media. L’integrità della nostra frontiera esterna è stata messa a dura prova. Il secondo dato è ancora più tragico: 75 persone hanno perso la vita, è semplicemente inaccettabile”, ribadisce Brunner. “Ciò che ha funzionato è stata la risposta: la Spagna ha confermato che praticamente tutte le persone entrate a Ceuta sono ormai rientrate. Nessuno è passato da Ceuta alla Spagna continentale o al resto dell’Europa, l’integrità dell’area Schengen è stata preservata. Questo risultato è frutto della stretta e costante cooperazione tra Spagna, Marocco e Commissione europea negli ultimi giorni”, spiega. “Le nuove norme europee in materia di frontiere e migrazione ci consentono di disporre di un sistema solido per tutelare la sicurezza dell’Europa: questo comprende procedure più rapide alle frontiere, soprattutto per i cittadini provenienti da Paesi inseriti nell’elenco europeo dei Paesi di origine sicuri, come il Marocco, che figura in questo elenco. Accolgo inoltre con favore le ulteriori misure di deterrenza adottate dalla Spagna e dal Marocco per prevenire nuovi arrivi irregolari, compreso il rafforzamento della sorveglianza delle frontiere marittime”. “L’Unione europea continui ad agire in modo unitario e tragga le giuste conclusioni da questi eventi. E’ fondamentale applicare integralmente il Patto sulla migrazione e l’asilo: procedure più rapide, screening alle frontiere e rimpatri più efficienti sono elementi essenziali sia per la sicurezza, sia per la gestione della migrazione. Gli Stati membri devono inoltre utilizzare meglio strumenti come il nuovo concetto di ‘Paese terzo sicurò, che consente di svolgere procedure di asilo al di fuori dell’Unione europea secondo regole precise. Anche questo contribuirà a scoraggiare ulteriormente l’immigrazione irregolare”. Nel Consiglio informale dei ministri dell’Interno dell’Ue “vi è stato un consenso generale sulla necessità di portare avanti” i cinque punti del piano annunciato ieri dalla presidente Ursula von der Leyen nella lettera indirizzata al primo ministro spagnolo Pedro Sànchez, “in vista del Consiglio Giustizia e Affari Interni di ottobre e successivamente del Consiglio europeo”. Così il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni in videoconferenza sulla crisi di Ceuta. “Il primo punto consiste nel prevenire ulteriormente l’immigrazione irregolare attraverso una cooperazione rafforzata con i nostri partner e i Paesi vicini: parliamo di una vera e propria “diplomazia migratoria”, che va oltre la semplice gestione dei flussi. Dobbiamo utilizzare in modo più efficace tutti gli strumenti di cui disponiamo: commercio, politica dei visti e cooperazione allo sviluppo. Proprio in questo contesto stiamo negoziando con il Marocco un partenariato strategico globale, nel quale la migrazione rappresenta uno degli elementi centrali”, ricorda Brunner. “Il secondo punto riguarda l’accelerazione dei rimpatri attraverso l’applicazione del nuovo regolamento europeo. Il terzo consiste nel rafforzare ulteriormente la protezione delle frontiere esterne, mediante un maggiore sostegno di Frontex sia sul territorio dell’Unione, sia nei Paesi terzi”, spiega. “Stiamo inoltre preparando un nuovo mandato per Frontex, che sarà adottato dopo la pausa estiva” che comprende anche un monitoraggio costante e, ove necessario, infrastrutture fisiche nei punti più sensibili. Il quarto punto riguarda lo sviluppo di sistemi di allerta precoce per individuare tempestivamente le campagne di disinformazione, soprattutto sui social media, lavorando a stretto contatto con Europol e con le altre agenzie europee”. Infine “il quinto punto consiste nello smantellamento delle reti di trafficanti di migranti: è urgente adottare il regime globale di sanzioni nei confronti dei trafficanti, proposto dalla Commissione già all’inizio di luglio, per dotarci di strumenti più efficaci. E’ anche per questo che tre anni fa abbiamo lanciato l’Alleanza globale contro il traffico di migranti”, ricorda.
“L’Unione europea continui ad agire in modo unitario e tragga le giuste conclusioni da questi eventi. E’ fondamentale applicare integralmente il Patto sulla migrazione e l’asilo: procedure più rapide, screening alle frontiere e rimpatri più efficienti sono elementi essenziali sia per la sicurezza, sia per la gestione della migrazione. Gli Stati membri devono inoltre utilizzare meglio strumenti come il nuovo concetto di ‘Paese terzo sicurò, che consente di svolgere procedure di asilo al di fuori dell’Unione europea secondo regole precise. Anche questo contribuirà a scoraggiare ulteriormente l’immigrazione irregolare”, prosegue Brunner.
“Questa settimana ha messo alla prova la nostra capacità di reagire rapidamente, la nostra solidarietà e la nostra resilienza di fronte alla disinformazione. Ma ha dimostrato anche che quando è stato necessario intervenire, la situazione è stata riportata sotto controllo. Non è accaduto per caso. E’ stato possibile perchè abbiamo agito insieme”. Così il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale Interni in videoconferenza sulla crisi di Ceuta. “La solidarietà è il cuore del progetto europeo. La Spagna e i suoi cittadini possono contare sul sostegno costante della Commissione e sulla forza della nostra Unione per affrontare questa sfida”, sottolinea. “Non dobbiamo però commettere errori. Impareremo da quanto è accaduto, colmeremo le lacune emerse e continueremo a proteggere insieme le nostre frontiere esterne”, conclude Brunner.
(ITALPRESS)
– Foto: Ipa Agency –


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