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Cronaca

Webuild, a Perth collegamento ferroviario tra aeroporto e centro città

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PERTH (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Apre a Perth con il primo ministro dell’Australia, il premier dello Stato Western Australia e il suo ministro dei Trasporti la nuova linea ferroviaria, una metropolitana di superficie che collega la periferia con il centro, passando per l’aeroporto internazionale. Il Forrestfield-Airport Link (questo il nome della linea, ribattezzata Airport Line), realizzato da Webuild, è una delle più grandi opere di mobilità sostenibile della regione. Per il ministro dei Trasporti del Western Australia, Rita Saffioti, si tratta di “uno dei progetti infrastrutturali di trasporto pubblico più grandi e complessi che il nostro stato abbia mai intrapreso. Orgogliosa di vedere in funzione la nuova linea”. La nuova linea cittadina accorcia le distanze all’interno della metropoli, permettendo ai viaggiatori di compiere il viaggio dalla periferia al centro in soli 20 minuti, rispetto ai 45 minuti prima necessari viaggiando in auto. L’opera, che è stata realizzata con un investimento di 1,86 miliardi di dollari australiani (1,21 miliardi di euro), è costituita da 8,5 km di linea ferroviaria che collega la periferia est con il Central Business District di Perth, passando dall’aeroporto internazionale della città. Proprio grazie alla sua capacità di trasporto, la nuova infrastruttura potrà togliere dalle strade 15 mila veicoli al giorno, contribuendo a ridurre il traffico e garantendo fino a 2 mila tonnellate in meno di emissioni di CO2 all’anno. Commissionato dalla Public Transport Authority e finanziato congiuntamente dai governi di Australia e Western Australia, il progetto ha visto Webuild e il suo partner locale NRW realizzare due tunnel paralleli, tre stazioni – Redcliffe, Airport Central (Perth Airport) e High Wycombe – 12 sottopassi, e altre infrastrutture collegate. Webuild ha guidato la realizzazione dell’opera con una partecipazione pari all’80% alla joint venture realizzatrice. Le attività di scavo delle gallerie, effettuate mediante l’impiego di due TBM, sono state molto sfidanti per le condizioni idro-geologiche dei terreni, ma anche perchè il tracciato della nuova linea scorre al di sotto di linee ferroviarie già in esercizio e delle piste dell’aeroporto di Perth e raggiunge una profondità di oltre 26 metri nel punto in cui sotto-attraversa il fiume Swan. Le caratteristiche di sostenibilità dell’opera segnano un importante passo in avanti verso il futuro delle infrastrutture. Sul tetto della stazione High Wycombe, ad esempio, Webuild ha previsto il più grande sistema di pannelli solari installato per un ente pubblico governativo in Australia occidentale, in grado di soddisfare il fabbisogno medio diurno estivo di energia di tutte e tre le stazioni della linea. E proprio le stazioni, a dimostrazione della capacità delle grandi opere di integrarsi con l’ambiente circostante, sono state progettate per celebrare l’arte della cultura aborigena e decorate con dipinti in stile contemporaneo e figure astratte, con l’obiettivo di enfatizzare lo spirito di accoglienza della città.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Webuild-

Cronaca

Musumeci “Fuori posto non è l’Etna, ma l’aeroporto di Catania”

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ROMA (ITALPRESS) – “Quanto sta accadendo in questi giorni negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo. Non lo ricordo per rivendicare primogeniture nè per alimentare polemiche, ma solo per un invito alla riflessione di tutti”. Lo afferma in una nota il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, che aggiunge: “Già nel 1999, da presidente della Provincia di Catania, avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna. Non ci limitammo a sollevare il problema: inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo; facemmo inoltre elaborare uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato al servizio di sette province su nove. Quella mia idea non trovò sostegno. Da allora sono trascorsi quasi trent’anni, il traffico aereo e i flussi turistici sono cresciuti enormemente, mentre le conseguenze delle eruzioni dell’Etna continuano periodicamente a condizionare l’operatività degli aeroporti orientali e a renderli, sul piano reputazionale, poco attrattivi in termini di mobilità e accessibilità. Tornai sul tema da presidente della Regione, incontrando la ostilità della società di gestione e l’indifferenza degli enti locali interessati. Non si tratta oggi di sostenere che quella mia iniziativa debba essere necessariamente ripresa così come era stata concepita allora. Ma è difficile negare che i fatti di questi giorni dimostrano una sola cosa: ad essere fuori posto non è il vulcano ma l’aeroporto. Credo che il problema esista e meriti una riflessione seria e lungimirante nella programmazione delle grandi infrastrutture, con una visione a lungo termine. Si tratta solo di decidere quale ruolo debba avere la Sicilia nel futuro della crescente mobilità aerea”, conclude Musumeci.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Stazzema, Conte “Ci fu volontà di sottrarre la memoria all’esame della verità”

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ROMA (ITALPRESS) – “Oggi Sant’Anna di Stazzema è una geografia della memoria ritrovata, una memoria viva che si rinnova di continuo e parla tutti”. Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, parlando da Sant’Anna di Stazzema per le celebrazioni dell’eccidio. “Ancora oggi ci lascia senza fiato: furono uccise 560 persone, corpi accatastati uno sull’altro e dati alle fiamme, quel giorno. A Sant’Anna, non sopravvisse neppure un barlume del senso di umanità, imperversò solo il furore cieco della barbarie. Con i soldati tedeschi c’erano anche uomini e donne con il volto semi coperto, parlavano italiano, erano i collaborazionisti con i complici fascisti di questa strage. Non fu una rappresaglia militare, fu un’azione terroristica premeditata, un massacro pianificato e attuato nei minimi dettagli”, ha aggiunto.
L’ex premier ha ricordato che “per 50 anni la voce dei superstiti fui ignorata, rimase rinchiusa in un dolore incompreso. Le indagini e i processi furono possibile grazie a un ritrovamento, casuale, della documentazione sul massacro. Questo massacro fu scoperto in un armadio abbandonato nello scantinato della Procura militare di Roma, divenuto tristemente noto come l’armadio della vergogna ed è stato un terribile schiaffo posto dato alle vittime delle stragi nazifasciste, il simbolo tangibile della volontà di sottrarre la memoria all’esame della verità, il tentativo codardo di scegliere il silenzio. Qualcuno si è trincerato dietro una presunta ragione di Stato, pur di non misurarsi con le colpe e con le responsabilità del passato”, ha concluso Conte.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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Cronaca

Tajani “Difendere la pace nel mondo, le guerre devono cessare”

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ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo difendere la pace nel mondo. Dai confini dell’Europa fino alle guerre dimenticate in Africa e al Medio Oriente, dove devono cessare le carneficine delle popolazioni civili, che nulla hanno a che fare con le guerre, e proprio perchè la nostra libertà e la nostra democrazia si fondano sul sangue delle vittime di Sant’Anna, di Marzabotto, delle tante località italiane legate dal filo di un triste pellegrinaggio della memoria”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando da Sant’Anna di Stazzema. “Si tratta di una libertà sacra, di una democrazia sacra, che devono essere tutelate perchè sono un grande patrimonio comune della nostra Nazione. Tanto sangue innocente è stato versato proprio in queste terre toscane”, ha aggiunto.
“Non ci rassegniamo, non ci vogliamo rassegnare perchè alla fine le guerre devono cessare. Non possiamo, certamente, cambiare la natura umana ma possiamo lavorare tutti insieme, al di là delle divisioni politiche, per costruire realtà dove ci sia, sempre e comunque, rispetto per la dignità della persona, rispetto e difesa di un principio che è la base della nostra convivenza civile, la libertà perchè ogni uomo è nato libero e ha il diritto di vivere libero” ha concluso Tajani.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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