Cronaca
Berlusconi, Delpini “E’ stato un uomo, desiderio di vita, amore e gioia”
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3 anni fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Quando un uomo è un uomo d’affari, allora cerca di fare affari. Ha quindi clienti e concorrenti. Ha momenti di successo e momenti di insuccesso. Si arrischia in imprese spericolate. Guarda ai numeri a non ai criteri. Deve fare affari. Non può fidarsi troppo degli altri e sa che gli altri non si fidano troppo di lui. E’ un uomo d’affari e deve fare affari.
Quando un uomo è un uomo politico, allora cerca di vincere. Ha sostenitori e oppositori. C’è chi lo esalta e chi non può sopportarlo. Un uomo politico è sempre un uomo di parte”. Lo ha detto l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, nel corso della cerimonia funebre per Silvio Berlusconi in Duomo.
“Quando un uomo è un personaggio, allora è sempre in scena. Ha ammiratori e detrattori. Ha chi lo applaude e chi lo detesta – ha aggiunto -. Silvio Berlusconi è stato certo un uomo politico, è stato certo un uomo d’affari, è stato certo un personaggio alla ribalta della notorietà. Ma in questo momento di congedo e di preghiera, che cosa possiamo dire di Silvio Berlusconi? E’ stato un uomo: un desiderio di vita, un desiderio di amore, un desiderio di gioia. E ora celebriamo il mistero del compimento. Ecco che cosa posso dire di Silvio Berlusconi. E’ un uomo e ora incontra Dio”.
“Vivere. Vivere e amare la vita. Vivere e desiderare una vita piena. Vivere e desiderare che la vita sia buona, bella per sè e per le persone care. Vivere e intendere la vita come una occasione per mettere a frutto i talenti ricevuti. Vivere e accettare le sfide della vita – ha sottolineato l’arcivescovo -. Vivere e attraversare i momenti difficili della vita. Vivere e resistere e non lasciarsi abbattere dalle sconfitte e credere che c’è sempre una speranza di vittoria, di riscatto, di vita. Vivere e desiderare una vita che non finisce e avere coraggio e avere fiducia e credere che ci sia sempre una via d’uscita anche dalla valle più oscura. Vivere e non sottrarsi alle sfide, ai contrasti, agli insulti, alle critiche, e continuare a sorridere, a sfidare, a contrastare, a ridere degli insulti. Vivere e sentire le forze esaurirsi, vivere e soffrire il declino e continuare a sorridere, a provare, a tentare una via per vivere ancora. Ecco che cosa si può dire di un uomo: un desiderio di vita, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento”.
“Amare e desiderare di essere amato. Amare e cercare l’amore, come una promessa di vita, come una storia complicata, come una fedeltà compromessa. Desiderare di essere amato e temere che l’amore possa essere solo una concessione, una accondiscendenza, una passione tempestosa e precaria – ha proseguito -. Amare e desiderare di essere amato per sempre e provare le delusioni dell’amore e sperare che ci possa essere una via per un amore più alto, più forte, più grande. Amare e percorrere le vie della dedizione. Amare e sperare. Amare e affidarsi. Amare ed arrendersi. Ecco che cosa si può dire dell’uomo: un desiderio di amore, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento”.
“Essere contento e amare le feste. Godere il bello della vita. Essere contento senza troppi pensieri e senza troppe inquietudini. Essere contento degli amici di una vita. Essere contento delle imprese che danno soddisfazione. Essere contento e desiderare che siano contenti anche gli altri. Essere contento di sè e stupirsi che gli altri non siano contenti. Essere contento delle cose buone, dei momenti belli, degli applausi della gente, degli elogi dei sostenitori. Godere della compagnia – ha proseguito l’arcivescovo di Milano -. Essere contento delle cose minime che fanno sorridere, del gesto simpatico, del risultato gratificante. Essere contento e sperimentare che la gioia è precaria. Essere contento e sentire l’insinuarsi di una minaccia oscura che ricopre di grigiore le cose che rendono contenti. Essere contento e sentirsi smarriti di fronte all’irrimediabile esaurirsi della gioia. Ecco che cosa si può dire dell’uomo: un desiderio di gioia, che trova in Dio il suo giudizio e il suo compimento”.
– foto Agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Aquileia e Guizhou, affinità nella tutela del patrimonio culturale
Pubblicato
24 minuti fa-
23 Ottobre 2026di
Redazione
GUIYANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – “Il futuro deve avere radici antiche”. Lo ha dichiarato Emanuele Zorino, sindaco di Aquileia, nell’Italia nord-orientale, riflettendo sul rapporto tra patrimonio culturale e sviluppo durante una recente visita nella regione del fiume Chishui, nella provincia sud-occidentale cinese del Guizhou.
Nonostante siano separate da migliaia di chilometri, l’antica città romana di Aquileia e la rinomata regione cinese produttrice di baijiu hanno più punti in comune di quanto si potrebbe immaginare, secondo il sindaco.
Il paesaggio naturale lungo il fiume Chishui è stato una delle prime cose ad attirare la sua attenzione.
“L’ambiente è davvero bellissimo”, ha dichiarato Zorino a Xinhua, osservando che il fiume ha plasmato non soltanto il paesaggio locale, ma anche l’economia e la cultura della regione.
Ciò che lo ha colpito ancora di più, tuttavia, è stata un’esperienza vissuta a Maotai, una cittadina famosa per la produzione di baijiu, un distillato tradizionale cinese a base di cereali.
Mentre passeggiava per la cittadina, si è imbattuto in un evento dedicato alla cultura locale del liquore. L’entusiasmo degli abitanti del posto gli ha lasciato un’impressione indelebile.
“Il baijiu è, in un certo senso, il fondamento dell’economia locale”, ha affermato. “Ma ciò che mi ha colpito di più è stata la profonda conoscenza che le persone hanno di questo prodotto e la passione con cui ne tramandano il sapere”.
La scena gli ha ricordato le comunità rurali italiane, in particolare quelle lontane dalle grandi città, dove le persone condividono un attaccamento simile ai prodotti e alle tradizioni locali.
“E’ certamente una delle esperienze che porterò con me in Italia”, ha dichiarato.
Aquileia, la città di cui Zorino è sindaco, era un tempo un importante snodo commerciale dell’Impero romano. La sua area archeologica e la Basilica Patriarcale sono state inserite nella Lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1998.
Oggi, la città storica sta esplorando nuovi modi per rendere il proprio patrimonio antico parte viva e integrante della vita moderna.
“Il patrimonio culturale è il fondamento dello sviluppo futuro”, ha dichiarato Zorino.
Il sindaco ha spiegato che Aquileia sta lavorando per sviluppare quello che ha definito un “parco archeologico vivente”, nel quale il patrimonio culturale sia integrato nella città e nella vita quotidiana dei suoi residenti.
L’obiettivo, ha affermato, è consentire alla popolazione locale di beneficiare del proprio patrimonio culturale, promuovendo al contempo un’economia radicata nella comunità ma collegata al resto del mondo.
Zorino vede inoltre dei parallelismi tra Aquileia e Maotai. Entrambe sono comunità relativamente piccole, strettamente legate ai fiumi, ed entrambe vantano tradizioni culturali che possono contribuire al loro sviluppo futuro.
Ricordando un commento ascoltato durante la visita, Zorino ha dichiarato: “Il baijiu non è semplicemente qualcosa da bere. E’ qualcosa da comprendere e assaporare con il cuore”.
Per lui, il vino in Italia e il baijiu in Cina rappresentano molto più di semplici bevande. In quanto prodotti della terra plasmati dalle conoscenze e dalle capacità artigianali dell’uomo, sono a loro volta espressioni del patrimonio culturale.
Il sindaco ha affermato di aver già preso in considerazione le prospettive di cooperazione prima di intraprendere il viaggio e che, al suo ritorno, condividerà le esperienze vissute in Cina con la propria comunità e con le istituzioni competenti di Aquileia.
Zorino spera di creare legami duraturi attraverso una valorizzazione e una tutela condivise del patrimonio culturale, esplorando al contempo opportunità di scambio di prodotti, esperienze pratiche, competenze professionali e know-how.
“Credo che Italia e Cina abbiano davanti a sè un periodo molto proficuo di cooperazione e amicizia”, ha dichiarato Zorino.
– Foto Xinhua –
(ITALPRESS).
Cronaca
Al Forum Arcom record di presenze, imprese chiedono Ue più forte e regole semplici
Pubblicato
25 minuti fa-
23 Ottobre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Oltre duecento presenze e un record di partecipazione, anche attraverso la diretta streaming, per la quarta edizione del Forum del Commercio Internazionale, organizzato da Arcom Formazione all’Hotel Excelsior Gallia di Milano, sotto la direzione scientifica di Sara Armella. Al centro dell’incontro, dal titolo “Nuove rotte del commercio globale. Come le imprese si adattano al cambiamento e anticipano le sfide”, dazi, tensioni geopolitiche, accordi internazionali e riforma delle dogane europee. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, imprenditori, professionisti e mondo accademico, riservando quest’anno, per la prima volta, uno spazio specifico alla voce delle imprese, alle loro esperienze e alle difficoltà quotidiane sui mercati esteri.
“E’ stata un’edizione eccezionale, con un record di partecipazioni in presenza e online e un’importante rappresentanza delle istituzioni europee, nazionali e della Regione Lombardia”, ha dichiarato Sara Armella, direttrice scientifica del Forum. “Vogliamo che questo appuntamento sia sempre più un momento di sintesi e di confronto tra istituzioni, imprese, professionisti e mondo accademico, per non limitarci a riflettere sulle problematiche, ma formulare proposte utili al mondo imprenditoriale”.
“Le nuove rotte del commercio globale chiedono alle imprese capacità di adattamento e alle istituzioni risposte all’altezza”, ha dichiarato nel suo videomessaggio il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, indicando tra le priorità il rafforzamento delle filiere, gli investimenti, l’innovazione e la semplificazione delle procedure.
Il commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica Maros Sefcovic ha ribadito la determinazione dell’Unione europea: «Il nostro impegno a favore di un commercio libero ed equo resta più saldo che mai. E questo impegno deve produrre risultati”. Ricordando che l’Ue rappresenta il 16% degli scambi globali di beni e servizi, ha richiamato il valore degli accordi commerciali, della diversificazione dei mercati e della riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio. Ha inoltre annunciato gli esiti della missione in Cina per affrontare gli squilibri nei rapporti commerciali e ristabilire condizioni di concorrenza eque.
Dalla Commissione europea è arrivato anche l’allarme sulla crescita dell’e-commerce. Matthias Petschke, direttore della direzione dogane della DG Taxud, ha illustrato le dimensioni del fenomeno: quasi sei miliardi di pacchi nell’ultimo anno, oltre 16 milioni al giorno. “E’ un problema di sicurezza per i consumatori, ma anche di parità di condizioni per le nostre industrie”, ha sottolineato. Tra i prodotti controllati nel 2025, risultano non conformi agli standard europei il 65% dei cosmetici, il 60% dei dispositivi di protezione individuale, il 63% degli integratori alimentari e il 65% dei giocattoli e dei piccoli dispositivi elettronici.
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha sottolineato la capacità delle imprese di adattarsi ai cambiamenti dei mercati, richiamando la crescita dell’export lombardo: dopo il +4,5% del primo trimestre 2026, il secondo ha registrato un +6,9%. Un risultato sostenuto dalla qualità di imprenditori e lavoratori e dalla flessibilità delle piccole e micro imprese. Fontana ha quindi chiesto all’Europa “una vera politica industriale”, indicando nella riduzione della burocrazia e dei costi dell’energia due priorità per rafforzare la competitività del sistema produttivo.
A fotografare le conseguenze delle tensioni commerciali è stata l’indagine di Noto Sondaggi, condotta su 200 imprese esportatrici italiane. Il 61% delle aziende che esportano negli Stati Uniti dichiara di aver subito danni dai dazi; il 54% segnala una riduzione dei margini, il 45% un calo degli ordini e il 21% la perdita di clienti. Per reagire, il 43% ha rinegoziato i prezzi con i partner americani e il 38% punta sulla diversificazione dei mercati.
Dalle aziende emerge una richiesta netta: il 65% considera il rafforzamento dell’Unione europea la risposta più efficace alle crisi geopolitiche, mentre il 71% valuta positivamente la futura Autorità doganale europea. La semplificazione delle procedure è una priorità per il 57% degli intervistati, seguita dalla disponibilità di informazioni tempestive sulle novità normative, indicata dal 46%.
“Le imprese hanno bisogno di regole comprensibili e procedure più snelle”, ha sottolineato Armella, richiamando la necessità di tradurre il confronto in risposte concrete alle esigenze di chi opera sui mercati internazionali.
La sindaca di Genova Silvia Salis ha richiamato il legame tra commercio, diplomazia e identità europea: “Solo presentandoci come continente potremo avere un peso nelle grandi rotte commerciali internazionali”. Nel ringraziare Sara Armella, ha ricordato che Genova ospiterà nel 2028 il World Customs Law Meeting: “Un grande orgoglio per Genova e un riconoscimento prestigioso”.
Spazio infine alle nuove generazioni con il Premio Alfiere del Commercio Internazionale YITS, dedicato agli under 35 e ai migliori lavori di ricerca sul commercio internazionale. La premiazione è stata accompagnata dal videomessaggio del ministro plenipotenziario Alfredo Conte, componente del comitato scientifico che ha valutato le candidature, e dalla consegna delle pergamene da parte di Giorgio Sacerdoti, presidente del Comitato scientifico del Forum.
Il primo posto è andato a Gloria Iannetti, con “La crisi del multilateralismo e le sorti del commercio internazionale”; secondo Simone Pio Falzone, con “L’obbligazione prima della frontiera. Il marketplace come debitore doganale nelle vendite a distanza”; terza Ludovica Scarselli, con “Completare il multilateralismo? L’incorporazione di Marrakesh negli accordi commerciali europei”.
– Foto ufficio stampa Forum del Commercio Internazionale –
(ITALPRESS).
Cronaca
Il primo simulatore di guida entra in classe, da Monza il progetto pilota
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1 ora fa-
23 Ottobre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Si è tenuta oggi, al Collegio Villoresi di Monza, la presentazione del progetto “Sim Racing at School”, l’iniziativa didattica che porta, per la prima volta, un simulatore di guida professionale all’interno delle lezioni di Matematica e Fisica della Scuola Secondaria di Secondo Grado. L’evento ha visto la partecipazione di studenti, docenti e rappresentanti delle istituzioni del motorsport e del territorio e ha segnato l’avvio ufficiale della sperimentazione didattica che ACI ha scelto di patrocinare. “Rendere concreta la teoria, creare competenze per il lavoro, promuovere educazione stradale, inclusione sociale e sostenibilità sono gli obiettivi del progetto e le ragioni fondamentali per le quali crediamo fermamente in un’iniziativa come il Sim Racing at School”, ha dichiarato il Presidente dell’ACI, Geronimo La Russa. “È molto più di un’aula con un simulatore. È un modo nuovo di fare scuola, che l’ACI intende mettere a disposizione di tutti gli istituti interessati”. “Parlare la lingua dei ragazzi – ha sottolineato La Russa – significa coinvolgerli, interessarli e appassionarli a temi fondamentali per il loro futuro e per il futuro di una mobilità sempre più responsabile, sicura, inclusiva e sostenibile”.
Ideato da Danilo Piazza, Preside della Secondaria di Primo Grado del Collegio Villoresi e membro della Commissione ACI Esport, il progetto è patrocinato da ACI (Automobile Club d’Italia), che ha scelto proprio il Villoresi come prima scuola sperimentatrice di un modello che sarà poi messo a disposizione di tutti gli istituti italiani interessati ad adottarlo. Una decisione non casuale visto che l’Istituto è situato a pochi minuti di auto dall’Autodromo di Monza. Sul piano didattico, come illustrato dal Preside Piazza: “Il progetto dimostra che è realmente possibile rendere concreti concetti di cinematica, dinamica, energia, funzioni, derivate e statistica; su quello metodologico, sviluppare pensiero critico e lavoro di squadra; sul piano motivazionale, sfruttare la passione dei ragazzi per il motorsport e le dinamiche della gamification, valorizzando il patrimonio motoristico di Monza, sede del Tempio della Velocità. Siamo convinti che questo sia solo l’inizio di un lungo e proficuo percorso”.
– foto ufficio stampa Aci –
(ITALPRESS).


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