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Cronaca

IL 17 SETTEMBRE TORNA LA GARA CICLISTICA DI UPOL PEDALE LUNGAVILLA

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Domenica 17 Settembre dalle 15 torna la gara ciclistica per Giovanissimi di Upol Pedale Lungavilla, valida per il Campionato Provinciale, 21° Trofeo Algeria e 13° Memorial Sergio Paesotto.
E’ un evento sempre molto atteso, un bel pomeriggio di festa dello sport e di divertimento, che valorizza questa società ciclistica oltrepadana, che continua un percorso fatto di sport e sani valori, per tutti i bambini dai 6 agli 11 anni nella categoria Giovanissimi e per gli 11 e 12enni nella categoria Esordienti. Il ritrovo per le iscrizioni è fissato per le 13,30 presso il Bar Roma in via Umberto I, la partenza è alle ore 15 accanto al Comune, in via Martiri della Libertà, dove c’è la piazza del mercato. I giovani ciclisti dovranno percorrere un circuito di 1 km da ripetersi più volte secondo la categoria. La manifestazione, che lo scorso anno ha avuto come protagonista la squadra dell’Ossona, sarà avviata con un giro del circuito, a solo titolo dimostrativo, dai piccoli della categoria G0. Il circuito ciclamino sarà invece inaugurato dalle mamme dei piccoli atleti alle ore 14,45. Sono previsti premi per i primi 5 classificati delle categorie maschili e per le prime 3 classificate delle categorie femminili, oltre a trofei per le prime 3 squadre classificate. Al termine della gara sarà organizzato un Nutella Party per tutti i partecipanti. “Quest’anno abbiamo 15 giovanissimi 1 minibiker. 3 esordienti e 2 allievi. Abbiamo ottenuto buoni piazzamenti nelle varie gare disputate sia su strada che si MTB – spiegano Angelo Bianchi e Don Cesare De Paoli, rispettivamente Presidente e Vice di Upol Pedale Lungavilla, con Andrea Milanesi alla segreteria -. Gli atleti sono seguiti oltre che dagli allenatori Riccardo e Melissa Terziani anche dai genitori che li seguono ed assistono costantemente. Usufruiamo del motodromo di Castelletto di Branduzzo che mette a disposizione dei piccoli atleti la struttura in modo che possano girare in sicurezza, acquisire abilità senza correre pericoli. Abbiamo a disposizione il parco palustre per gli allenamenti in MTB. Durante l’anno è stata organizzata una gita in notturna sulla ciclabile Voghera Varzi. Un ringraziamento particolare agli sponsor che garantiscono tutto l’anno il loro sostegno alla società”.
Assistenza sanitaria curata da C.R.I. Casteggio, scorta tecnica Extra Giro curata da Claudio Guggeri e Maurizio Chiesa (motostaffetta del Team Ducale di Parma) e la preziosa collaborazione della Protezione Civile di Lungavilla per limitare gli accessi al percorso. Comunicazione ed Immagine curata da Associazione Porana Eventi e Agenzia CreativaMente editore, con foto e riprese su Pavia Uno Tv, Lombardia Live 24, Itinerari News (siti, social, canali You Tube).
Per informazioni e iscrizioni chiamare la segreteria di Upol Pedale Lungavilla (Andrea Milanesi) al 339.4557100 o scrivere a upolpedalelungavilla@libero.it. Sulla pagina Facebook di Upol troverete tutti gli aggiornamenti.

Cronaca

Al Tour pokerissimo di Pogacar, sui Campi Elisi vince Van Der Poel

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar è ufficialmente il re incontrastato del Tour de France 2026. Il ciclista sloveno della UAE Team Emirates XRG corona tre settimane di dominio assoluto lungo le strade transalpine, cucendosi sulla pelle una maglia gialla mai messa in discussione e conquistando il suo quinto storico trionfo nella Grande Boucle. Dopo il ritiro di Jonas Vingegaard, un pur ottimo Remco Evenepoel (Red Bull Bora Hansgrohe) non ha potuto nulla nel duello con Pogacar e ha chiuso il Tour secondo in classifica generale. Terza piazza per il messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates), che centra anche la maglia bianca.
Nella ventunesima e ultima tappa, la Thoiry – Parigi (Champs-Elysees), di 89 km, a spuntarla è Mathieu Van Der Poel (Alpecin Premier-Tech), autore di un’azione personale strepitosa. Alle spalle dell’olandese si piazzano il compagno di squadra Jasper Philipsen, secondo, e la maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek), terzo.
Per quanto riguarda la classifica scalatori, Richard Carapaz (EF Education Easy-Post) si prende la maglia a pois.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Russa “Sulle violenze ci sono coperture palesi e sotterranee”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non siamo tornati indietro negli anni, è un meccanismo diverso. In comune però ha le coperture. Io non sono così allarmato, tornare indietro vuol dire che il passo successivo è il terrorismo. Non credo questo, il terrorismo l’abbiamo sconfitto, ma la violenza no”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervistato da Augusto Minzolini a Viareggio nell’ambito della rassegna “L’Estate del Principe”, rispondendo a una domanda sugli scontri di ieri al cantiere della Tav e quelli dei giorni precedenti a Bologna.
“Se frange estremiste pensano di non essere isolate, ma pensano di poter mettere in difficoltà il governo, le forze dell’ordine, creare insoddisfazione generale, lo fanno. Dico di stare attenti alle coperture palesi e a quelle sotterranee”, ha aggiunto La Russa. “Il sindaco di Bologna – ha sottolineato il presidente del Senato – è stato fortemente imprudente, doveva sapere che indire la manifestazione pacifica poteva diventare la copertura per le violenze. E in questo caso inoltre non capisco nemmeno come potesse essere lecita la manifestazione pacifica, mancava il presupposto, non c’è ancora una ricostruzione chiara e definitiva su quello che è successo” a Fakir.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella

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C’è una differenza sottile, ma decisiva, tra organizzare un evento per celebrare davvero un territorio e costruire una manifestazione per celebrare chi la organizza. Da fuori, le due cose possono sembrare identiche: un palco, qualche ospite, fotografie, discorsi, autorità invitate e comunicati pieni di parole come identità, tradizione e valorizzazione. Ma basta guardare un po’ più da vicino per capire quando il territorio è protagonista e quando viene usato soltanto come scenografia.

Gli eventi autenticamente territoriali partono dalla conoscenza. Dalla storia dei luoghi, dalle persone che li hanno vissuti, dalle associazioni che vi operano da anni, dagli archivi, dalle tradizioni, dalle attività economiche e culturali che hanno costruito una comunità facendo impresa. Non basta scegliere una piazza suggestiva o inserire il nome di una città nel titolo. Per raccontare un territorio bisogna studiarlo, ascoltarlo e rispettarlo.

Poi ci sono le manifestazioni confezionate da piccoli circoli di privati, spesso molto abili nel promuovere se stessi, meno nel conoscere ciò che dicono di rappresentare. Eventi nei quali il nome degli organizzatori compare più volte di quello del luogo, dove il racconto storico è approssimativo, le realtà locali vengono ignorate e gli inviti sembrano rispondere più alle relazioni personali che al reale valore culturale dell’iniziativa.

In questi casi il territorio non viene celebrato: viene preso in prestito. Diventa un marchio da applicare su una locandina, una cornice utile per ottenere fotografie, visibilità, relazioni e magari anche qualche contributo. La comunità resta sullo sfondo, mentre in primo piano finiscono sempre gli stessi volti, gli stessi nomi e gli stessi gruppi autoreferenziali.

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La qualità di una manifestazione non si misura dal numero degli ospiti importanti o dai post pubblicati sui social. Si misura da ciò che lascia. Una conoscenza in più, una memoria recuperata, un luogo riscoperto, un’associazione coinvolta, un’attività valorizzata, una storia restituita correttamente ai cittadini.

Chi ama davvero un territorio non ha bisogno di mettersi continuamente al centro. Lavora perché siano il paese, la città, la sua storia e la sua gente a emergere. Chi invece usa il territorio per promuovere se stesso può anche organizzare eventi eleganti e affollati, ma difficilmente riuscirà a nascondere il vuoto che rimane quando si spengono le luci e vengono riposti i manifesti.

Celebrare una comunità richiede umiltà, competenza e memoria. Tutto il resto è pubbliche relazioni e pubblicità travestito da cultura.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

Iscrivetevi al canale La Voce Pavese su Telegram (https://t.me/vocepavese) e riceverete gratis il commento del giorno sul vostro smartphone ogni giorno.

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L’articolo La Voce Pavese – Quando il territorio diventa solo una passerella proviene da Pavia Uno TV.

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