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LA VOCE PAVESE – ADOLESCERE, LA CITTADELLA DELLE RELAZIONI E DELLA TUTELA MINORI

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LA VOCE PAVESE – ADOLESCERE, LA CITTADELLA DELLE RELAZIONI E DELLA TUTELA MINORI
Fondazione Adolescere di Voghera ha chiamato a raccolta ieri il mondo istituzionale e gli esperti dell’educazione per fare il punto su una missione quotidiana cui lo storico ente adempie ogni giorno, nel silenzio, per rafforzare educazione e relazioni ma anche per soccorrere famiglie in difficoltà. Presenti all’appuntamento la sindaca di Voghera, Paola Garlaschelli, l’assessore ai Servizi Sociali, Federico Taverna, insieme ad alcuni colleghi assessori e consiglieri comunali ma anche l’assessore regionale alla Famiglia, Elena Lucchini, e il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Pavia, Giovanni Palli, che per statuto nel suo ruolo istituzionale è anche Presidente di Fondazione Adolescere. L’occasione è servita per fare il punto su alcune emergenze territoriali e per riflettere sul bisogno che gli enti locali hanno dei livelli istituzionali più alti per fare fronte a spese sociali che pesano notevolmente sui bilanci. La parola d’ordine era e resta però solo una: "prevenzione". L’assessore Taverna ha ricordato: "Il sociale non è una spesa ma un investimento, per evitare l’insorgere di danni e difficoltà che diventa poi difficile sanare". Al tavolo dei relatori, ieri, anche la direttrice di Fondazione Adolescere, Silvia Armandola, la coordinatrice area promozione, Fabienne Guiducci, la coordinatrice area prevenzione, Benedetta Lombardini, gli educatori del centro per le famiglie Alessia Martinotti e Paolo Camozzi insieme alla coordinatrice del servizio tutela minori, Daniela Guarneri. Adolescere ha sede a Voghera ma ha strutture importanti in tutto l’Oltrepò Pavese (Setteborghi, Penicina e Pietragavina) nonché una forte e consolidata rete di collaborazioni con le maggiori università italiane nell’ambito delle tematiche educative.

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BREAKING NEWS LOMBARDIA 7/4/2026

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BREAKING NEWS LOMBARDIA 7/4/2026
I fatti del giorno: Omicidio dopo lite tra giovani a Crema, muore 20enne – Liceo Golgi di Broni chiuso per amianto, esposto in Procura – A Voghera 40 enne condannato per molestie online – A Pavia truffa sventata con spoofing – Milano, prezzi hotel alle stelle per la Design Week – Milano, housing sociale contro le discriminazioni – Confcommercio Lombardia, con Olimpiadi aumentato turismo – Pronto Meteo Lombardia 8 Aprile.

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Tg News 07/04/2026

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Tg News 07/04/2026
ROMA (ITALPRESS) – Trump “Un’intera civiltà può finire stanotte” – Sparatoria al consolato israeliano di Istanbul – Crosetto “Rispettare accordi non significa essere in guerra” – Maltempo in Molise, si risveglia frana storica a Petacciato – Tennis, Atp Montecarlo, Sinner supera Humbert e vola agli ottavi – Da oggi al via nuove regole sullo smart working – Giornata Salute: sovrappeso il 19% dei bambini italiani – Istat, Italia tra i Paesi più longevi con 83,4 anni – Previsioni 3B Meteo 8 Aprile.

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Cade la linea, si salva dai truffatori

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La Voce Pavese – Cade la linea, si salva dai truffatori

Quattordici mila euro a un passo dal conto dei truffatori. A fermare tutto, per pura casualità, una linea telefonica caduta al momento giusto. È la storia di Erica Grandi, pavese, che ha rischiato di vedersi svuotato il conto corrente con una truffa sofisticata: il cosiddetto spoofing telefonico.

Tutto comincia con un SMS apparentemente inviato dalla sua banca — numero verificato, autentico — che la avverte di un pagamento sospetto da 900 euro tramite PagoPa. Grandi chiama il numero indicato nel messaggio. Risponde subito una voce umana, nessun risponditore automatico. Il segnale d’allarme c’era, ma sul momento passa inosservato. L’interlocutore le chiede dati generici, niente PIN o password, e la informa che la sua filiale è sotto indagine.

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Pochi minuti e arriva la chiamata dei «carabinieri». Grandi controlla: il numero corrisponde davvero alla stazione di Pavia. Le viene persino fornito il nome di un militare — reale, in servizio. Tutto quadra. O almeno così sembra.

Le istruzioni sono precise: recarsi in banca, compilare un bonifico da 14mila euro, causale «acquisto auto», e non dire nulla agli operatori. «Poi i soldi li recuperereste», le assicurano. Grandi esce dal lavoro, va allo sportello, compila il modulo. Manca solo la firma.

È in quel momento che la linea cade. Grandi richiama il numero della caserma. Ma questa volta rispondono i carabinieri di Pavia, quelli veri. Il bonifico non parte. La truffa fallisce per una questione di secondi — e di segnale.

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