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3 anni fa-
di
Redazione
LA VOCE PAVESE – DAI SOCIAL ALLA VIOLENZA SESSUALE, IL CASO A PAVIA
Fa discutere e terrorizza il caso della 15enne brianzola che ha conosciuto un ragazzo di 25 anni sui social. Si sono incontrati nel pomeriggio di martedì 26 dicembre alla stazione di Milano Porta Garibaldi. Lui ha convinto la ragazza a seguirlo in treno sino a Pavia, la città dove abita. L’ha portata nell’area Vul, parco fluviale in riva al Ticino, e l’ha violentata.
La ragazzina poi, in preda alla disperazione, si è gettata nelle gelide acque del Ticino con l’intenzione di suicidarsi. Prima ha chiamato il 112, lasciando agli operatori il numero di telefono della madre. Una volante della polizia è arrivata immediatamente: gli agenti hanno individuato la ragazza già in acqua e si sono lanciati nel fiume, riuscendo a salvarla. La 15enne è stata trasportata al Policlinico San Matteo di Pavia, dove è stata curata dai medici e dimessa con una prognosi di due giorni. La polizia ha subito avviato le indagini per risalire all’autore della violenza. Ma il caso deve far riflettere tutti: ragazzi, genitori, educatori, mondo della scuola e istituzioni. Emanuele Bottiroli parte dall’esempio fornito dalla professoressa Concetta Falanga, esperta di didattica innovativa. La sua missione dovrebbe essere presa ad esempio a livello nazionale. Istituiamo a scuola l’ora di social media e di uso consapevole e sicuro di Internet. Facciamolo subito.
