Cronaca
Per Federacma necessario svecchiare il parco macchine italiano
Pubblicato
3 anni fa-
di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “In questi giorni siamo tutti in ascolto di quello che sta succedendo. Una mobilitazione di agricoltori la si auspicava da tempo, proprio per la lontananza e la divergenza tra le decisioni comunitarie in genere e le esigenze degli agricoltori. Faccio un caso semplice: il Pnrr agricolo prevede soltanto l’acquisto di trattori elettrici o a biometano. Dato che questi trattori sostanzialmente non ce ne sono in circolazione, non c’è la possibilità reale di poterli comprare e soddisfare tutto il monte dotazioni che è stato dato dal ministero. Noi avevamo parlato anche prima con il ministro Lollobrigida che ci risulta sia andato a discutere questa cosa a Bruxelles senza ottenere risposte dalla Comunità europea. Alla fine per poter garantire l’utilizzo dei 400 milioni e non rimandarli in Europa, si è deciso di aggiungere tutte le attrezzature moderne. Se in questi anni se ne riusciranno a vendere 100-150 sarebbe tanto, ma ci sarebbe bisogno di svecchiare tutto il parco macchine”.
Così Gianni Di Nardo, segretario generale di Federacma, la federazione operante in Confcommercio Mobilità, in un’intervista alla Italpress. E proprio di innovazione c’è bisogno nell’agricoltura italiana. “Le macchine agricole italiane sono le più obsolete in Europa. Abbiamo trattori di 50 anni che girano per le campagne. Su 2 milioni di trattori esistenti oggi in Italia, circa 1,3 milioni non hanno le dotazioni di sicurezza previste da una legge di 15 anni fa. Siamo il primo settore in Italia per morti bianche, superando l’edilizia. E’ vero che l’Inail conteggia circa 120 morti l’anno, ma vengono segnalati soltanto quelli che sono registrati, quindi quelli relativi ad aziende che hanno dipendenti. Invece il privato 70-80enne che si ribalta sul trattore perchè non ha le dotazioni di sicurezza, muore e nessuno lo mette nelle statistiche. Ci sarebbe bisogno, come successo in altre Nazioni, di una legge seria sulla revisione che prevede anche la messa a norma. In Italia oggi c’è questa esigenza di non mandare in mezzo ai campi e per le strade circa il 70% delle macchine agricole che circolano e non hanno le dotazioni di sicurezza. Un numero mostruoso”.
Sull’obbligo di una polizza Rc per veicoli e macchinari anche nelle aree private, Di Nardo osserva che questo “comporta che nel mondo delle macchine agricole, tutti i mezzi che hanno motore e ruote per una legge del 23 dicembre 2023 devono avere un’assicurazione come la Rc auto. Ma primo, le assicurazioni non sono pronte: continuano a dire che possono assicurare solo le macchine targate che possono andare su strada. Secondo, significa costi inenarrabili se non si trovano soluzioni per fare polizze cumulative in maniera che il contoterzista che ha 100 trattori che operano solo in campagna, non vanno per strada e non hanno obbligo di RC, deve in qualche modo organizzarsi. Le compagnie devono riflettere ancora su cosa proporre al mercato. Noi non diciamo no. L’Europa ce lo impone, va benissimo e siamo tutti d’accordo. Ma dobbiamo trovare soluzioni: non è possibile fare una legge il 23 dicembre dicendo che per la fine di gennaio tutti quanti devono essere assicurati. Il ministero deve trovare una soluzione per dire di rimandare di un anno. Noi abbiamo chiesto un emendamento, siamo fiduciosi perchè è impossibile portare avanti la cosa”.
(ITALPRESS).
– Foto: Italpress –
Potrebbero interessarti
-
Dalla Cina a Milano, le unghie finte entrano nel mondo della moda
-
L’IA entra nelle PMI, nasce l’Osservatorio per governare il cambiamento
-
Acqua, 64 aziende siglano il “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia
-
Cina, la capacità di perforazione in acque profonde raggiunge i 5.000 metri
-
CyberShield AI Italia, a Roma confronto sulle nuove sfide della sicurezza digitale
-
Cina, inaugurate 4 linee ferroviarie ad alta velocità
Cronaca
Dalla Cina a Milano, le unghie finte entrano nel mondo della moda
Pubblicato
28 minuti fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
NANCHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Piccole opere d’arte da indossare sulla punta delle dita viaggiano dalla Cina orientale fino a Milano, una delle capitali mondiali della moda.
Per la designer italiana Chiara Silvestri, tutto è cominciato con un pacco arrivato dalla contea di Donghai, nella provincia orientale cinese dello Jiangsu. Appassionata di unghie finte adesive, Silvestri ne aveva ordinato online un set. I disegni elaborati e l’estetica marcatamente orientale hanno subito attirato la sua attenzione.
“Sono come abiti per la punta delle mie dita. Posso abbinarle ogni giorno al mio umore e al mio stile”, ha detto Silvestri.
Da quell’esperienza è nata un’idea: combinare le tendenze della moda contemporanea con elementi delle culture orientale e occidentale, unendo la fluidità dell’arte tradizionale cinese alle linee essenziali della geometria occidentale per creare un modello originale.
Silvestri ha inviato il progetto a Lu Jing, modellista di unghie finte a Donghai, a oltre 8.000 chilometri di distanza. Le due hanno presto iniziato a collaborare.
“Lavoro in questo settore da cinque anni e ogni giorno mi occupo di più di una dozzina di set di unghie finte”, ha raccontato Lu. “Ma che una ragazza di Milano mi contattasse per propormi di creare insieme un modello era una novità assoluta”.
Lu ha impiegato diversi giorni per trasformare gli schizzi di Silvestri in un set completo. Donghai, nota come la “capitale mondiale del cristallo”, ha sviluppato intorno a questa pietra un’importante attività produttiva. Secondo Lu, il tocco finale delle unghie finte è spesso l’applicazione di cristalli naturali provenienti proprio da Donghai.
Quando ha ricevuto il set personalizzato, Silvestri ne è rimasta entusiasta. “Erano ancora più belle di quanto immaginassi”, ha detto. “Ho intenzione di ordinarne altre da regalare ad amici e familiari”.
La collaborazione riflette la rapida crescita del settore delle unghie finte a Donghai, sviluppatosi insieme alla filiera locale del cristallo.
Tra gennaio e agosto di quest’anno, le transazioni relative ai cristalli a Donghai hanno raggiunto i 48,3 miliardi di yuan, circa 7,2 miliardi di dollari, in aumento del 23,85% su base annua. Le transazioni del commercio elettronico sono ammontate a 32,2 miliardi di yuan, con una crescita del 12,98%, mentre quelle delle unghie finte sono salite del 37,1%, a 13,3 miliardi di yuan. Il commercio elettronico transfrontaliero ha rappresentato circa il 40% di quest’ultimo valore.
Donghai ha ora una capacità produttiva annua di circa 300 milioni di set di unghie finte. Il settore dà lavoro a oltre 50.000 persone e la sua rete commerciale raggiunge più di 30 Paesi e regioni.
Dietro questi prodotti c’è una rete logistica sempre più sviluppata, pensata per far arrivare le produzioni locali ai consumatori esteri in modo rapido e affidabile.
Donghai ha realizzato un parco logistico per il commercio elettronico in grado di gestire oltre tre milioni di pacchi al giorno. Ha inoltre costruito 44.000 metri quadrati di magazzini doganali e logistici per il commercio elettronico transfrontaliero e ha aperto un collegamento per il trasferimento doganale delle merci esportate per via aerea. I prodotti possono raggiungere i consumatori esteri in appena sette-nove giorni.
In occasione della Milano Fashion Week, il 23 e 24 settembre Donghai ha presentato in Italia le proprie attività nei settori del cristallo e delle unghie finte durante un evento dedicato alla cooperazione internazionale.
All’evento, organizzato a Milano, sono stati esposti diversi modelli di unghie finte nati dalla collaborazione tra produttori cinesi e designer italiani: un esempio di come artigianato, moda e influenze culturali dei due Paesi possano incontrarsi su una superficie molto piccola.
“Lo scambio culturale non è mai a senso unico. E’ sempre un percorso a due vie”, ha dichiarato Ivan Cardillo, presidente dell’Associazione per lo sviluppo economico e imprenditoriale Italia-Cina.
“Le unghie finte realizzate a mano sono piccole, ma racchiudono un enorme valore culturale”, ha aggiunto Cardillo. “Credo che abbiano tutte le potenzialità per raccontare una nuova storia tra Cina ed Europa a Milano, capitale della moda”.
-foto Xinhua-
(ITALPRESS)
Cronaca
L’IA entra nelle PMI, nasce l’Osservatorio per governare il cambiamento
Pubblicato
28 minuti fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Negli stessi giorni in cui il dibattito sull’intelligenza artificiale e sulla sua regolamentazione si intensifica a livello internazionale, UniEticPmi lancia il suo Osservatorio AI per trasformare la complessità di questa tecnologia in conoscenza affidabile e, soprattutto, in uno strumento utile per le piccole e medie imprese. La sfida che si trovano davanti le aziende è infatti comprendere l’intelligenza artificiale, valutarne gli effetti e integrarla in modo responsabile nella propria organizzazione.
Di questi temi si è discusso in un pomeriggio di lavori tenutosi a Milano. Tanti interlocutori diversi hanno esposto le proprie considerazioni sull’IA e su come cambia il mondo delle imprese di fronte a questa tecnologia sempre più pervasiva. Aziende, istituzioni, accademici ed esperti si sono riuniti per approfondire proprio le principali sfide e opportunità dell’intelligenza artificiale, toccando argomenti che hanno spaziato dalla compliance alla finanza, dalla governance al futuro della comunicazione.
Roberto Marseglia, Direttore dell’Osservatorio AI UniEtic Pmi, ha sottolineato quanto l’IA sia una tecnologia capace di trasformare le abitudini delle persone e delle imprese. “Per le piccole e medie aziende l’adozione dell’intelligenza artificiale è un pò più lenta rispetto alle grandi, che hanno più disponibilità di investire”, ha spiegato, “ma questo è il momento giusto per fare degli investimenti e cominciare ad adottare questa tecnologia. Per farlo, però, bisogna adeguare la compliance, i processi e anche le competenze delle persone. In questo senso, l’Osservatorio vuole essere un punto di incontro per cercare di crescere insieme”.
“Molte imprese rischiano di restare fuori dall’opportunità che l’IA costituisce e non possiamo permettercelo”, ha rimarcato Andrea Cafà, Presidente CIFA Italia e FonARCom, “perchè oggi le micro, piccole e medie imprese nel nostro Paese sono oltre il 98,5% del tessuto produttivo e offrono occupazione a più della metà dei lavoratori nel settore privato. Poichè la nostra economia è così condizionata da queste micro e piccole imprese, le aziende vanno accompagnate. Dobbiamo far capire che introdurre l’IA in azienda vuol dire innanzitutto domandarsi quali sono i vantaggi che essa porterà all’interno della struttura, come si inizia a riprogettare determinate attività e, di conseguenza, quale intelligenza è meglio applicare; non vanno poi dimenticate compliance e regolamentazione per mantenere una buona governance. Per arrivare a questo è indispensabile la formazione continua, che credo sia importante affinchè i lavoratori possano adottare l’IA in maniera responsabile e consapevole”.
L’intelligenza artificiale può essere davvero utile e soprattutto non spaventosa solo se è l’essere umano a regolamentarla e a guidarla nella giusta direzione. Angelo Maria Petroni, Presidente dell’Osservatorio nato in collaborazione con FonArCom, Centro Studi “Il Lavoro Continua” e Università telematica degli Studi, ha invitato a non essere catastrofisti, sottolineando che tutte tecnologie che si sono susseguite nel corso della storia hanno avuto lati positivi e negativi. “Con l’energia elettrica qualcuno è rimasto fulminato, ma questo non vuol dire che vi abbiamo rinunciato”, ha affermato con un sorriso. “Nel caso dell’IA, l’importante è che il pensiero rimanga in mano agli esseri umani. Inoltre, stiamo parlando di una tecnologia che fa parte delle nostre vite da più di 20 anni, la si trova anche nei primi cellulari. Certo, ora è più forte ed estesa e per questo va controllata di più. Non dimentichiamo che il termine intelligenza artificiale è stato inventato nel 1955”. Il presidente Petroni, quindi, ha condiviso l’idea del presidente Cafà: l’obiettivo dell’Osservatorio è formare i dipendenti delle aziende, così che possano padroneggiare la tecnologia di un futuro che, di fatto, è già qui.
Oltre all’applicazione in azienda, l’IA fa interrogare anche sulla tutela dei diritti dei lavoratori. Secondo Giuseppe Tango, Magistrato della Sezione Lavoro del Tribunale di Palermo e Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, “Il diritto del lavoro è destinato a inseguire il cambiamento organizzativo scatenato dal progresso tecnologico. L’intelligenza artificiale è riuscita in un brevissimo lasso di tempo a imporsi come strumento utilizzato trasversalmente non soltanto nelle piattaforme digitali, ma anche nelle lavorazioni più classiche. Una legislazione adeguata potrebbe essere la soluzione: servono nuove regole che però devono avere alle spalle una visione e quella visione deve avere la persona al centro dell’attenzione”.
Ecco allora che il discorso si allarga più in generale alla tutela della dignità dei singoli individui, un tema su cui si è concentrata Tiziana Orrù, Sostituta procuratrice generale della Corte di Cassazione. Nel suo intervento, la dottoressa Orrù ha fatto riferimento ai principali testi che ad oggi proteggono gli utenti sul Web e non solo: dal regolamento Ue AI Act alla Carta fondamentale dei diritti dell’uomo, passando per il GDPR a tutela della privacy. “Questi testi contengono delle regole che, se violate, producono delle conseguenze. Nel caso delle imprese si può parlare per esempio di concorrenza sleale, mentre se si pensa al singolo individuo si può entrare nel campo della discriminazione. A livello giurisprudenziale, si interviene con il risarcimento del danno, sia esso fisico e/o morale, o anche con l’inibitoria, cioè con l’obbligo di far cessare un’attività dannosa nei confronti di una persona o di un’impresa”.
L’intelligenza artificiale sta avendo un forte impatto pure sulla comunicazione, anche se, come ha ricordato il professor Carlo Nardello, docente di Digital Marketing all’Università “La Sapienza” di Roma e Presidente di Comtel, il mondo del cinema e della letteratura ci raccontano dell’IA già da decenni, spesso ipotizzando futuri distopici in cui l’umanità è messa in pericolo da macchine sempre più intelligenti. “La comunicazione è stata molto attenta a tutte queste tematiche. Si tratta di tecnologie che cambiano il nostro modo di vivere, specialmente ora che gli strumenti sono più accessibili a tutti, a partire dai cellulari. Utilizziamo ChatGPT o Cloud, ma fino a poco tempo fa neanche potevamo pensarci. L’IA è diventata qualcosa di fruibile e la si usa anche per scrivere. La cosa importante, però, è che dobbiamo riconoscere la nostra responsabilità di qualsiasi cosa noi scriviamo. Questo è quello che ci dice anche l’Europa: si può usare tutti gli strumenti che si vogliono, ma l’importante è assumersene la responsabilità”.
-foto f12/Italpress –
(ITALPRESS).
Cronaca
Acqua, 64 aziende siglano il “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia
Pubblicato
28 minuti fa-
28 Settembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La Water Resilience Strategy europea traccia il percorso per affrontare la gestione della risorsa idrica alla luce di un clima sempre più estremo. Da questo punto di partenza Utilitalia individua sei linee d’azione e un pacchetto di proposte rivolte alle istituzioni e al regolatore per rendere il servizio idrico sempre più efficiente e capace di reggere l’urto dei cambiamenti climatici. Questo è l’obiettivo del “Patto per la Resilienza idrica”, attraverso il quale le imprese associate a Utilitalia rilanciano il proprio impegno per passare dalla gestione dell’emergenza a un orientamento sempre più basato sulla prevenzione. Oggi, in occasione dell’evento di apertura del Festival dell’Acqua organizzato dalla Federazione, 64 aziende dislocate su tutto il territorio nazionale che gestiscono il servizio idrico per quasi 42 milioni di abitanti (il 71% della popolazione nazionale) hanno sottoscritto il Patto. Si tratta di A2A, Abbanoa, ABC Napoli, ACDA, ACEA, AcegasApsAmga, Acinque, Acqua Novara VCO, Acque Bresciane, Acque del Chiampo, Acque del Sud, Acque, Acque Veronesi, Acquedotto del Fiora, Acquedotto Lucano, Acquedotto Pugliese, Acquevenete, Alfa Varese, Alto Trevigiano Servizi, AMAP Palermo, Andria Multiservice, ASA Livorno, Aset, Asmea, Astea, BrianzAcque, Caltaqua, CIIP, Cogesi, Consorzio Azienda Multiservizi Intercomunale, Etra, Gestione Acqua, GRIM, Gruppo CAP, Gruppo CIDIU, Gruppo Nepta, Hera, Iren, Marche Multiservizi, Medio Chiampo, MM, Nuove Acque, Padania Acque, Pavia Acque, Piave Servizi, Publiacqua, Rete Sud, S.E.V., Sal, SMAT, Sogeri, Sorgeaqua, Sorical, Suez, TEA Mantova, Tennacola, Umbra Acque, Uniacque, Veneto Acque, Veolia, Veritas, Viacqua, Viva Servizi e Viveracqua.
“Garantire la resilienza della risorsa idrica – spiega il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro – significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese. E’ una sfida che riguarda non solo il settore idrico, ma l’interesse nazionale nel suo complesso. Per questo le imprese del servizio idrico integrato intendono accelerare ulteriormente sul fronte dell’efficienza e degli investimenti, per rendere il sistema sempre più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Un impegno che deve essere accompagnato da politiche e strumenti adeguati, in grado di sostenere un percorso virtuoso e omogeneo in tutti i territori, soprattutto in quelli che presentano le maggiori fragilità”.
Come emerge dai dati del Blue Book, se la media degli investimenti si è attestata sui 90 euro annui per abitante nel periodo 2021-2029, risultano ancora molto bassi (22 euro per abitante nel 2024) i dati relativi gli investimenti delle gestioni “in economia”, ovvero dove gli enti locali si occupano direttamente del servizio idrico; un quadro che interessa ancora 1.310 comuni per circa 6,9 milioni di abitanti (il 12% della popolazione italiana) soprattutto al Sud, ostacolando investimenti ed economie di scala. Al contempo, le imprese del settore sono alle prese con una sfida idrica globale che non è più emergenziale ma strutturale. L’estate 2026 ha confermato la crescente pressione sulla risorsa idrica: secondo i dati di Copernicus è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale, con un’anomalia di +2,5°C rispetto alla media 1991-2020, superando perfino il record del 2003. In Italia, agosto 2026 ha chiuso con temperature fino a +3,5°C sopra la norma climatica, risultando il più caldo della serie storica recente. Le elevate temperature sono state accompagnate da una siccità diffusa, con aridità dei suoli e portate eccezionalmente basse nei principali fiumi europei, dal Reno al Danubio fino al Po. Questo impone un’accelerazione significativa delle politiche di adattamento, modernizzazione infrastrutturale e finanza dedicata, se si pensa che il 15% del PIL dell’Area Mediterranea (1.902 mld $) e il 20% di quello italiano (384 mld ) non potrebbero essere generati senza la risorsa idrica.
In questo quadro, il “Patto per la Resilienza idrica” si articola in sei linee d’azione strategiche, studiate per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e modernizzare la gestione del servizio idrico nazionale.
Governare la resilienza idrica attraverso una solida gestione industriale nella piena applicazione della regolazione di settore sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo è consolidare modelli gestionali stabili e di lungo periodo, garantendo la piena applicazione della regolazione su tutto il territorio nazionale. Ciò richiede un rafforzato sostegno istituzionale ai gestori – adeguando le concessioni ai reali fabbisogni di investimento – e la garanzia di criteri di valutazione uniformi, con l’intervento diretto di ARERA laddove la disciplina regolatoria non sia ancora pienamente applicata.
Sviluppare un sistema idrico water-smart. Per ridurre gli sprechi e incrementare l’efficienza, occorre puntare con decisione su competenze, capacità operative, innovazione e digitalizzazione. Il Patto propone l’introduzione di meccanismi regolatori premianti per gli operatori più virtuosi, favorendo la diffusione delle best practice, oltre alla standardizzazione e all’interoperabilità dei dati.
Favorire aggregazioni e cooperazione. Il superamento della frammentazione gestionale è un passaggio chiave per rafforzare la solidità economica del settore e la sua capacità di investimento. Si mira a promuovere la nascita di reti d’impresa, un dialogo continuo con l’Autorità di regolazione per indirizzare le risorse e l’adozione di strumenti già consolidati a livello europeo, agevolando al contempo l’accesso al credito e la condivisione delle strategie di innovazione.
Integrare infrastrutture, risorsa ed ecosistemi nel ciclo dell’acqua. La tutela del ciclo idrico richiede un approccio sistemico e inclusivo. In quest’ottica, si prevede il confronto con gli stakeholder sulla responsabilità estesa del produttore – utile anche a finanziare il contrasto ai contaminanti emergenti – e la valorizzazione di soluzioni basate sulla natura, il riuso, la protezione delle falde e l’accumulo, per garantire la resilienza dei territori e il ripristino degli ecosistemi.
5.Promuovere una cultura dell’acqua. La diffusione della consapevolezza sul valore strategico della risorsa idrica passa attraverso un’azione educativa capillare. Il piano punta a coordinare campagne di sensibilizzazione multilivello e ad avviare una collaborazione strutturata con il mondo scolastico.
Sostenere il ruolo dei gestori come “sentinelle territoriali”. Gli operatori idrici devono essere riconosciuti come attori centrali nell’affrontare sui singoli territori gli impatti del cambiamento climatico. Per farlo, il Patto individua due leve fondamentali: la semplificazione dei procedimenti autorizzativi e un adeguato riconoscimento tariffario per gli investimenti innovativi orientati alla prevenzione e alla resilienza dei territori.
– foto ufficio stampa Utilitalia –
(ITALPRESS).


Dalla Cina a Milano, le unghie finte entrano nel mondo della moda
L’IA entra nelle PMI, nasce l’Osservatorio per governare il cambiamento
Acqua, 64 aziende siglano il “Patto per la Resilienza idrica” di Utilitalia
Pronto Meteo Lombardia – 28 Settembre 2026
Cina, la capacità di perforazione in acque profonde raggiunge i 5.000 metri
CyberShield AI Italia, a Roma confronto sulle nuove sfide della sicurezza digitale
Cina, inaugurate 4 linee ferroviarie ad alta velocità
Tg News 28/9/2026
Giuseppe De Bellis nuovo direttore responsabile de Il Sole 24 Ore a partire dal 7 dicembre
Tg News 28/09/2026
Radio Pavia Breakfast News – 3 agosto 2026
Marcinelle, Mattarella “Gestione flussi migratori rispetti dignità delle persone”
La Voce Pavese – Renato Faller, la crescita di Futuro Nazionale
Radio Pavia Breakfast News – 26 agosto 2026
Messi saluta il padre con una lettera: “Non ci credo ancora, non so quanto giocherò”
Tg delle Politiche giovanili – 5 Agosto
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 2 agosto 2026
Lombardia Live 24 Breaking News – 5/8/2026
F1 GP Olanda, Vasseur “Ci aspettiamo una competizione molto serrata”
Mercato immobiliare, Bankitalia: nel secondo semestre compravendite e prezzi in frenata
Pronto Meteo Lombardia – 28 Settembre 2026
Tg News 28/09/2026
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 28 settembre 2026
Realpolitik – 27 Settembre 2026
S. MESSA DI DOMENICA 27 SETTEMBRE 2026 – XXVI DEL TEMPO ORDINARIO / A
In alto i calici – Il Salone del Gusto, Carlin Petrini e una fine vendemmia anticipata
VISTI DA ROMA (CON GIAN MARCO CENTINAIO) – 27 SETTEMBRE 2026
Crescere insieme – 26 Settembre
Crescere Insieme – 20 Settembre 2026
Tg News Weekend – 26 Settembre
Primo piano
-
Politica10 ore faMattarella “Rimuovere ostacoli e barriere che impediscono il pieno svolgimento della vita a tanti nostri cittadini”
-
Cronaca8 ore faPapa “No all’illusione del riarmo, servono sforzi creativi per la pace”
-
Economia11 ore faCaro carburanti, scatta il tetto ai prezzi sulla rete Eni: 2,19 euro/litro per il diesel, 1,99 per la benzina
-
Politica10 ore faDl scuola atteso oggi al Colle, Valditara “Nessun problema, interlocuzione con il Quirinale positiva”
-
Cronaca14 ore fa
Radio Pavia Breakfast News – 28 settembre 2026
-
Politica14 ore faCarburanti, Urso “Pronti a interventi mirati, puntiamo ad aumentare la produzione nelle raffinerie”
-
Cronaca12 ore fa‘Ndrangheta, sequestrati oltre 4,7 milioni a due soggetti vicini a clan Mancuso
-
Altre notizie13 ore fa
Informazione 3BMeteo Lombardia – Previsioni 28 settembre 2026

