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Economia

Fisco, il Cdm vara la revisione Irpef e Ires

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge delega sulla riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), opera la complessiva revisione del regime impositivo dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) e delle società e degli enti (IRES).

Redditi dei terreni
Si modifica la disciplina relativa alla determinazione del reddito agrario: attualmente tale reddito è correlato esclusivamente alle attività agricole che vengono svolte sul terreno. La nuova disciplina comprende anche le attività non incentrate sullo sfruttamento diretto del terreno agricolo, quali le cosiddette ‘colture fuori suolò (es. attività idroponica), anche svolte in immobili, rientranti in specifiche categorie catastali ed entro determinati limiti (la parte eccedente del reddito concorrerà alla formazione del reddito d’impresa), e le attività dirette alla produzione di beni anche immateriali mediante coltivazione, allevamento, silvicoltura che concorrono alla tutela dell’ambiente, nei limiti dei corrispettivi delle cessioni di beni registrate o soggette a registrazione a fini IVA. Di conseguenza, si qualifica reddito dominicale quello correlato agli immobili utilizzati per le colture fuori suolo, che quindi non sono produttivi di reddito di fabbricati, se non sono oggetto di locazione.

Redditi da lavoro dipendente
Si ampliano le componenti escluse dalla formazione del reddito di lavoro dipendente. In particolare, sono esclusi i contributi e premi versati dal datore di lavoro per i familiari a carico dei dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie.
Inoltre, nelle more dell’introduzione di un regime fiscale sostitutivo per la tredicesima mensilità, si prevede l’erogazione, nel mese di gennaio 2025, di un’indennità di 100 euro ai lavoratori dipendenti per i quali, nell’anno 2024, ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:
– reddito complessivo non superiore a 28.000 euro;
– coniuge non separato e almeno un figlio, entrambi a carico, oppure almeno un figlio a carico, ove l’altro genitore manchi o non abbia riconosciuto il figlio e il contribuente non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato, o se vi siano figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato;
– imposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente (con esclusione di pensioni e di assegni a esse equiparati), percepiti dal lavoratore, d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti.

Redditi da lavoro autonomo
Si introduce, quale criterio generale di determinazione del reddito da lavoro autonomo, il principio di onnicomprensività (in analogia ai lavoratori dipendenti): il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni sarà costituito dalla differenza tra tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta in relazione all’attività artistica o professionale e l’ammontare delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività. Inoltre, si prevede che siano escluse dalla formazione del reddito, oltre ai contributi assistenziali e previdenziali, anche: le somme percepite a titolo di rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate al committente e il riaddebito ad altri soggetti delle spese sostenute per l’uso comune degli immobili utilizzati, anche promiscuamente, per l’esercizio di tali attività e per i servizi ad essi connessi.
Si conferma il principio di cassa quale criterio di imputazione temporale dei componenti di reddito al periodo di imposta (pertanto i compensi rilevano al momento della percezione e i costi sono deducibili nell’esercizio di effettivo sostenimento della spesa), sono salve le deroghe previste (es. per ammortamenti, canoni di leasing e quote di TFR).
Si estende il regime della tassazione separata alle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in associazioni, società ed enti, comunque riferibili all’attività artistica professionale.

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Si prevede un’apposita disciplina relativa alla deducibilità delle spese relative a beni ed elementi immateriali sostenute nell’esercizio di arti e professioni.
Si introduce il principio di neutralità fiscale (non realizzando quindi plusvalenze o minusvalenze) con riferimento a: operazioni straordinarie concernenti i conferimenti, trasformazioni, fusioni e scissioni relativi a società tra professionisti; apporti in associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni o in società semplici; apporti delle posizioni partecipative nelle associazioni professionali o società semplici in altre associazioni o società costituite per l’esercizio in forma associata di arti e professioni o in società tra professionisti.
In merito al regime temporale di applicazione delle nuove misure:
– in materia di redditi da lavoro autonomo, l’applicazione è prevista a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
– in relazione alle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente, si istituisce un regime transitorio in base al quale fino al 31 dicembre 2024 continuano ad applicarsi le disposizioni in vigore anteriormente alle modifiche apportate dal decreto, riguardanti la deducibilità delle spese e la concorrenza alla formazione del reddito delle relative somme percepite a titolo di rimborso delle medesime;
– in materia d’imputazione temporale dei compensi assoggettati a ritenuta, le nuove disposizione hanno effetto anche per i periodi di imposta antecedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, se le relative dichiarazioni, validamente presentate, risultano conformi alla nuova disciplina. Restano comunque fermi gli accertamenti e le liquidazioni di imposta divenuti definitivi.

Redditi diversi
Si stabilisce che per i terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria acquistati per effetto di donazione, si assume come prezzo di acquisto quello sostenuto dal donante, aumentato dell’imposta sulle donazioni nonchè di ogni altro costo successivo inerente. Inoltre, con riferimento alle cessioni degli immobili acquisiti per donazione da non più di cinque anni, si prevede la concorrenza alla formazione del costo di acquisto anche dell’imposta sulle donazioni nonchè di ogni altro costo successivo inerente, in analogia con quanto attualmente previsto con riguardo ai terreni acquistati per effetto di successione.
– Disposizioni in materia di redditi d’impresa
Si realizza una prima fase di attuazione della delega in materia di razionalizzazione e semplificazione dei regimi di riallineamento dei valori fiscali a quelli contabili e di modifica dei criteri di determinazione dei redditi di impresa.
In materia di determinazione della base imponibile delle società e degli enti commerciali residenti, al fine di avvicinare valori contabili e valori fiscali, si modifica il trattamento tributario:
– delle sopravvenienze attive derivanti da proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità, che potranno concorrere a formare il reddito esclusivamente nell’esercizio in cui sono incassati;
– della valutazione delle rimanenze finali di opere, forniture e servizi;
– delle differenze sui cambi.

Inoltre, si introduce una disciplina in materia di riallineamenti dei disallineamenti tra valori fiscali e valori contabili volta ad assicurare l’omogeneizzazione delle regole proprie dei diversi regimi di riallineamento attualmente esistenti.
Si interviene in materia di conferimenti di azienda effettuati tra soggetti residenti e nell’esercizio di imprese commerciali, introducendo la possibilità, per la società conferitaria, di optare, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale avvenga il conferimento, per l’applicazione di un’imposta sostitutiva (da versare in un’unica soluzione ed entro uno specifico termine) sui maggiori valori attribuiti in bilancio a immobilizzazioni materiali e immateriali relativi all’azienda ricevuta e si introduce una disciplina inerente all’entrata in vigore e al regime transitorio connesso alle nuove disposizioni in materia di riallineamento.

Disposizioni ulteriori
Si modifica il regime di riporto delle perdite da parte delle società residenti, ai fini della determinazione della base imponibile IRES, intervenendo, in particolare, in materia di fusione, di scissione, di scissione per scorporo, di conferimenti di partecipazioni in società e di liquidazione.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Economia

L’Opas di Poste su Tim prosegue fino al 25 settembre

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ROMA (ITALPRESS) – Il periodo di adesione all’opas di Poste su Tim sarà riaperto per cinque giorni di Borsa aperta e, precisamente, per le sedute del 21, 22, 23, 24 e 25 settembre 2026. Lo comunica Poste Italiane, aggiunegndo che per l’effetto, gli azionisti dell’emittente che non abbiano aderito all’offerta durante il periodo di adesione potranno aderire alla stessa durante la riapertura dei termini.

L’offerente corrisponderà a ciascun azionista TIM che abbia aderito all’offerta durante la riapertura dei termini il medesimo corrispettivo unitario incrementato alla data di pagamento della riapertura dei termini e, quindi, il 2 ottobre. Sulla base dei risultati provvisori comunicati dagli intermediari incaricati del coordinamento della raccolta delle adesioni, alla data odierna, risultano portate in adesione all’offerta 993.608.722 azioni TIM, pari a circa il 46,523% del capitale sociale dell’emittente e al 58,230% delle azioni oggetto dell’offerta.

L’offerente non ha acquistato azioni TIM al di fuori dell’offerta nel periodo intercorrente tra la data del documento di offerta e la data odierna. Tenuto conto delle 993.608.722 azioni TIM portate in adesione all’offerta durante il periodo di adesione secondo i risultati provvisori sopra indicati (pari a circa il 46,523% del capitale sociale di TIM) e delle 429.363.990 azioni TIM già detenute dall’offerente (pari a circa il 20,104% del capitale sociale di TIM) e costituenti la partecipazione Poste, ove i risultati provvisori dell’pfferta venissero confermati, l’offerente verrà a detenere complessivamente 1.422.972.712 azioni TIM, pari a circa il 66,627% del capitale sociale di TIM.

– Foto Ipa Agency –

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Economia

Ex Ilva, martedì riprende il confronto tra Governo e sindacati a Palazzo Chigi

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ROMA (ITALPRESS) – Riprenderà martedì a Palazzo Chigi il confronto tra il Governo e le organizzazioni sindacali sulla vertenza ex Ilva. Lo fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS)

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Economia

FNM, nel primo semestre ricavi +4% a 340,1 milioni di euro

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MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di FNM S.p.A., sotto la Presidenza di Andrea Angelo Gibelli, ha esaminato e approvato il Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo al 30 giugno 2026.
I ricavi sono aumentati di 13 milioni di euro, trainati dai maggiori canoni di noleggio sui rotabili principalmente attribuibili ai convogli TSR e Coradia, dai canoni per le attività di revamping e manutenzione ciclica eseguite, oltre che dalle consegne progressive dal mese di aprile di cinque nuovi rotabili noleggiati a Trenord e dalle plusvalenze realizzate sulla vendita di beni immobili e materiale rotabile per 1,8 milioni di euro. L’andamento ha beneficiato inoltre della crescita dei pedaggi autostradali per il maggior traffico, dell’adeguamento delle tariffe autostradali riconosciuto dal 1° gennaio 2026 e della vendita di energia grazie all´attivazione di nuovi impianti. La dinamica è stata parzialmente controbilanciata dalla contrazione dei ricavi connessi alla gestione dell’infrastruttura ferroviaria e del trasporto su gomma che nel primo semestre del 2025 erano supportati rispettivamente da indennizzi assicurativi per 2,6 milioni di euro e ristori Covid-19 per 4,5 milioni di euro.
I costi operativi presentano un aumento netto di 6,5 milioni di euro riconducibile principalmente ai maggiori oneri sostenuti nell’ambito dell’infrastruttura autostradale, per effetto dell’aumento delle spese di manutenzione della pavimentazione nonchè dei maggiori costi per canoni di concessione legati all’andamento del traffico e per consumi energetici. Hanno inoltre contribuito all’incremento i maggiori costi connessi agli impianti di generazione di energia rinnovabile, in relazione all’espansione della capacità installata, oltre che l’aumento delle spese per subaffidamenti nel TPL su gomma e in ambito informatico. Tali effetti sono stati parzialmente compensati dalla riduzione dei costi di manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria, che nel periodo comparativo includeva interventi straordinari.
I costi per il personale hanno registrato un aumento di 4,7 milioni di euro, in prevalenza per effetto dell’incremento dell’organico medio (+47 FTE), nonchè degli aumenti contrattuali previsti dal rinnovo dei CCNL di categoria, parzialmente compensati da minori importi erogati a fronte di incentivi all’esodo e dall’assenza di accantonamenti ai fondi rischi per vacanze contrattuali dei CCNL.
L’EBITDA è pari a 116,1 milioni di euro, in aumento di 1,8 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025, con un rapporto EBITDA rettificato/ricavi peri a 34,1% (34,9% nel primo semestre 2025). Non si registrano componenti di reddito operativi non ordinari.
Gli ammortamenti e le svalutazioni aumentano di 0,7 milioni di Euro prevalentemente a seguito della manutenzione ciclica sul materiale rotabile, dell’immissione in servizio di nuovi autobus e degli investimenti in attrezzature per la manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria.
Il risultato operativo aumenta dunque di 1,1 milioni di euro.
Il risultato della gestione finanziaria peggiora di 0,2 milioni di euro per l’effetto combinato dei minori oneri finanziari, conseguenti alla chiusura progressiva dei finanziamenti bancari di MISE e del Bridge Loan di FNM nel corso del 2025, nonchè all’estinzione della linea RCF di FNM a marzo 2026, parzialmente compensati dai maggiori oneri finanziari relativi al finanziamento sottoscritto nel luglio 2025, e dei minori proventi finanziari. Tale riduzione è riconducibile all’assenza, nel periodo in esame, della rivalutazione per 1,5 milioni di euro della partecipazione in Tangenziale Esterna S.p.A., iscritta al fair value nel primo semestre 2025 a seguito degli esiti delle operazioni di aumento del capitale sociale avvenute nel periodo, nonchè al minor rendimento della liquidità.
Le imposte sul reddito crescono di 3,1 milioni di euro in relazione al maggior imponibile fiscale, al minor stanziamento di imposte anticipate e al fatto che il semestre comparativo 2025 includeva il beneficio derivante da alcuni rimborsi IRAP per 1,8 milioni di euro.
Il risultato delle società collegate e joint ventures peggiora di 8,9 milioni di euro, a causa principalmente del minor risultato della valutazione della partecipata Tangenziale Esterna S.p.A. inclusa nel risultato di Tangenziali Esterne di Milano S.p.A., positivo per 6,8 milioni di euro nel primo semestre 2025, a seguito delle transazioni intervenute sulla partecipazione. Il risultato è inoltre influenzato dai minori risultati delle partecipate Omnibus e Trenord.
L’utile netto attribuibile agli azionisti della controllante è pari a 32,8 milioni di euro, in diminuzione di 9,1 milioni di euro rispetto al primo semestre 2025 in ragione dell’assenza, nel periodo, di alcune componenti positive di reddito di natura straordinaria che avevano contribuito ai risultati della prima metà del 2025.

– Foto Italpress

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