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Cronaca

Giusy Versace festeggia a Milano i 10 anni di Wall of dolls!

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MILANO (ITALPRESS) – C’era anche Giusy Versace ai festeggiamenti per i 10 anni di attività di ‘Wall of Dolls’, l’installazione che nacque nel giugno 2014 a Milano, in via De Amicis 2, in occasione della settimana della moda uomo, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica maschile su un problema sociale di estrema gravità, attraverso anche la partecipazione di numerosi artisti.
Negli anni, ‘Wall of Dolls’ oltre ad essere diventato la più grande installazione permanente al mondo contro la violenza di genere, è divenuto simbolo contro i femminicidi e la violenza sulle donne non solo a Milano ma in molte altre importanti città come Genova, Trieste, Venezia, Roma e Messina.
Per festeggiare questo importante anniversario, il muro esterno di via De Amicis è diventato un giardino verticale coperto di nuove bambole, mentre al suo interno, la sede ha ospitato opere di famosi artisti, stilisti e designer.
Ideatrice e fondatrice di questo importante progetto è l’artista Jo Squillo, mentre la giornalista Francesca Carollo è la presidente dell’associazione ‘Wall Of Dolls’ nata nel 2019. Anche Giusy Versace, sin dalla nascita di questo progetto, ha sempre svolto un ruolo significativo nella promozione e diffusione dell’iniziativa. “Quando dieci anni fa Jo Squillo mi chiamò per chiedermi di portare una bambola in via De Amicis, pensai che fosse una follia e invece oggi è diventato un importante simbolo contro il femminicidio, anche fotografato da turisti e attenzionato dai teen-ager. Pochi sanno che si ispira ad una tradizione indiana che vede appendere una bambola fuori dalla porta in segno di rispetto e di vita per ogni donna violata e uccisa. Oggi WallOfDolls è diventata un’importante associazione, che nel tempo è riuscita ad avvicinare e unire anche molte altre associazioni, ad aiutare tante donne e continua a farlo con l’aiuto di professionisti grazie a progetti mirati a sostenerle durante e dopo la denuncia. Dobbiamo dire basta alla violenza e, ringrazio tutte le donne coraggiose che non hanno mai mollato, tutti gli amici e le amiche che si sono unite a noi negli anni e che non hanno mai fatto mancare il loro supporto, ringrazio Jo che ci ha sempre creduto. Insieme a Francesca e a tanti amici e amiche continueremo a far quanto possibile per non farle mai sentire sole. La vita è un dono e nessuno è autorizzato a toglierla. Sogno un mondo più gentile e rispettoso e ognuno di noi ha il dovere di fare la propria parte per costruirlo” le parole di Giusy Versace.

– Foto: ufficio stampa Giusy Versace
(ITALPRESS).

Cronaca

Elezioni Ungheria, vince Magyar “Orban si è congratulato per la nostra vittoria”

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ROMA (ITALPRESS) – Con lo spoglio delle elezioni politiche ungheresi al 45,7%, il partito Tisza di Pèter Magyar avrebbe la maggioranza dei due terzi al parlamento di Budapest che gli consentirebbe di apportare modifiche alla costituzione. A Tisza andrebbero 135 seggi, mentre il partito Fidesz del premier uscente Viktor Orban si fermerebbe a 57. All’estrema destra di Mi Hazànk andrebbero 7 seggi. “Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, mi ha telefonato per congratularsi per la nostra vittoria alle elezioni”, scrive su X Magyar.
Alle 19 di oggi si sono chiusi i seggi. Alla consultazione è stata registrata un’affluenza vicina ai livelli record: alle 18.30 aveva votato il 77,8% degli aventi diritto.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Omicidio nel Varesotto, un uomo di 30 anni ucciso per un debito di poche centinaia di euro

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OLONA (VARESE) (ITALPRESS)- Un uomo di 30 anni è stato ucciso nella notte a Induno Olona, nel Varesotto, al termine di una violenta rissa scoppiata in strada tra due nuclei familiari. Il giovane è stato colpito al fianco con un’arma bianca durante lo scontro ed è deceduto a causa delle ferite riportate.

Al termine di serrati accertamenti investigativi, i Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Varese hanno sottoposto a fermo un 50enne, ritenuto responsabile di aver inferto il colpo mortale. L’uomo, che ha riportato a sua volta una ferita da taglio, è stato fermato nella tarda serata dopo la ricostruzione dell’accaduto.

Secondo quanto emerso dalle indagini, all’origine della rissa vi sarebbe una questione economica legata a un debito di poche centinaia di euro, che nei giorni precedenti aveva già provocato tensioni e discussioni tra le persone coinvolte.

L’incontro tra i familiari, avvenuto in via Porro, sarebbe degenerato rapidamente in uno scontro fisico con esito mortale. Nel corso del sopralluogo i militari hanno rinvenuto e sequestrato due coltelli, una mazza ferrata e altri oggetti atti a offendere, alcuni dei quali con tracce ematiche.

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Tutti i soggetti identificati sono stati denunciati in stato di libertà, a vario titolo, per rissa e porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere.

-Foto di repertorio IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Cronaca

La Voce Pavese – Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità

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Oggi parliamo di innovazione o meglio di come spesso la raccontiamo, perché tra eventi, passerelle e storytelling il rischio è sempre lo stesso: fare tanto rumore e lasciare poco. Prendiamo la Pavia Innovation Week, una settimana di incontri, ospiti, talk e nomi importanti, una manifestazione che sulla carta prometteva molto: contaminazione, visione e futuro. Ma la domanda resta una, semplice e inevitabile: cosa resta davvero al territorio? La sensazione, osservando il programma e gli appuntamenti svolti, è quella di un evento da “tutto e niente”. “Tutto” perché dentro c’è stato di tutto: tecnologia, cultura, impresa, università, startup, comunicazione. “Niente” perché è mancato un filo rosso chiaro, una direzione precisa, una ricaduta concreta. È il classico rischio del calderone: mettere insieme tanti contenuti senza costruire un’identità, senza scegliere davvero cosa si vuole essere. Perché l’innovazione non è una parola da usare nei titoli ma un processo che richiede selezione, visione e anche la capacità di dire “no”: non si può parlare di tutto nello stesso modo nello stesso spazio aspettandosi che il risultato sia incisivo. Poi c’è il tema del glamour: ospiti nazionali, nomi forti, visibilità mediatica, tutto utile e legittimo ma attenzione, perché il rischio è che un evento diventi una vetrina più che un motore, un racconto più che una trasformazione. E allora la domanda vera diventa un’altra: quale eredità lascia la Pavia Innovation Week, un progetto concreto, una rete stabile tra imprese, un’opportunità reale per i giovani, un investimento che resta oppure contenuti che si esauriscono nel tempo di un post? Non è una critica sterile ma una riflessione necessaria, perché eventi così hanno un potenziale enorme ma devono scegliere, essere contenitori o strumenti, perché innovazione non è riempire un programma ma lasciare un segno e oggi più che mai i territori hanno bisogno di segni concreti, non solo di riflettori.

Per interagire e/o chiedere diritto di replica scrivete a emanuele@bottiroli.it.

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L’articolo La Voce Pavese – Pavia Innovation Week, tanto rumore poca eredità proviene da Pavia Uno TV.

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