Economia
Assemblea generale Fieg, gli editori chiedono una nuova legge
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2 anni fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – L’assemblea generale della Federazione italiana editori giornali, riunitasi oggi, esprime in una nota “soddisfazione per l’autorizzazione da parte della Commissione europea del contributo per le copie cartacee vendute nel 2022 e del contributo per gli investimenti in tecnologie innovative effettuati nel corso del 2023”. Gli editori “invitano il Governo ad una rapida emanazione dei provvedimenti attuativi in modo da erogare in tempi brevi le risorse stanziate a favore delle imprese del settore nel corso della precedente legislatura”.
Inoltre, per gli editori della Fieg è poi necessario superare la logica degli interventi frammentati ed emanare al più presto una legge per l’editoria che: promuova l’informazione di qualità sostenendo le imprese editrici con contributi, almeno per cinque anni, in rapporto ai lettori e agli utenti unici e con il credito sull’acquisto della carta per il triennio 2024-2026; finanzi i necessari strumenti di risoluzione delle crisi occupazionali; preveda interventi efficaci nella distribuzione e vendita della stampa (agevolazioni fiscali per chi attiva nuovi punti vendita, contributi alle edicole per l’installazione e la gestione di distributori automatici di pubblicazioni editoriali nonchè per la consegna a domicilio e l’attività di fornitura delle pubblicazioni ad altri esercizi commerciali, incentivi ai punti vendita dei piccoli comuni e delle aree periferiche, contributi alla rete di distribuzione per la consegna in zone decentrate);
finanzi campagne istituzionali per assicurare la trasparenza delle amministrazioni pubbliche.
L’assemblea generale della Fieg ha, infine, espresso soddisfazione per le nomine di Carlo Perrone e di Pierpaolo Camadini, rispettivamente a Presidente onorario e a Vicepresidente dell’ENPA, l’associazione europea degli editori di giornali, formulando loro i migliori auguri di buon lavoro, e per l’adesione alla Federazione di tre nuove imprese: Sprea S.p.A., Open Impresa Sociale S.r.l. e G.O.L. Impresa Sociale S.r.l..
– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
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Economia
Media “Lagarde lascerà la guida della BCE prima della fine del mandato”
Pubblicato
2 ore fa-
18 Febbraio 2026di
Redazione
LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Christine Lagarde potrebbe lasciare la guida della Banca Centrale Europea prima della fine del suo mandato presidenziale, in scadenza nell’ottobre del 2027. Lo scrive il “Financial Times”. Lagarde intenderebbe dimettersi “prima delle elezioni presidenziali francesi” dell’aprile del prossimo anno. Secondo una fonte vicina a Lagarde, citata da “FT”, Lagarde vorrebbe dare al presidente francese uscente Emmanuel Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz la possibilità di scegliere il suo successore.
“La presidente Lagarde è totalmente concentrata sulla sua missione e non ha preso alcuna decisione in merito alla fine del suo mandato”, ha però smentito un portavoce della BCE.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Corte dei Conti, nel 2024 larga parte delle amministrazioni centrali ha seguito le osservazioni
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24 ore fa-
17 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nell’ambito delle analisi sulla gestione condotte nel 2024, le amministrazioni centrali hanno in larga parte condiviso le osservazioni della magistratura contabile, dando conto – sebbene, talora, oltre i termini di legge – degli interventi intrapresi per la rimozione delle disfunzioni rilevate. È quanto emerge dalla relazione annuale “Gli esiti dell’attività di controllo svolta nell’anno 2024 e le misure conseguenziali adottate dalle amministrazioni”, approvata con Delibera n. 3/2026/G dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti. Il documento, che esamina le azioni comunicate ai sensi della legge 20/1994, offre al Parlamento – in linea con le migliori pratiche internazionali – un quadro delle analisi concluse, mettendo a confronto, per ciascuna di esse, le raccomandazioni formulate dalla magistratura contabile e le iniziative realizzate.
L’obiettivo non è solo ricognitivo, ma di monitoraggio e verifica dell’idoneità dei provvedimenti assunti dalle amministrazioni ai fini del superamento delle irregolarità riscontrate. In alcuni casi – si legge – le criticità sono derivate da interventi di natura programmatica che hanno richiesto tempi più lunghi per produrre effetti. La complessità delle gestioni ha talvolta, infatti, comportato l’attuazione e il successivo esame di misure organizzative con tempistiche estese oltre il termine previsto per la trasmissione delle risposte. In altri casi, le autocorrezioni sono risultate solo formali, non sufficienti a superare i profili problematici individuati oppure hanno rappresentato un primo passo verso standard gestionali più adeguati. In ulteriori ipotesi, la Corte ha raccomandato specifiche disposizioni legislative di semplificazione, accelerazione e, ove necessario, di adeguamento progressivo alla normativa europea. La relazione intende fornire elementi utili per la programmazione dei controlli futuri e costituire uno strumento di supporto per la Presidenza del Consiglio e la Ragioneria Generale dello Stato, nel loro ruolo di coordinamento delle amministrazioni, sempre più orientate alla logica del risultato. La sinergia tra gli esiti delle verifiche e le iniziative autocorrettive – conclude il documento – è volta all’eliminazione dei fattori di inefficacia gestionale e al conseguimento degli obiettivi prefissati, nel rispetto del principio di continuità dell’azione amministrativa.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Commercio estero, a dicembre 2025 export +0,3% su mese e +4,9% su base annua
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24 ore fa-
17 Febbraio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A dicembre 2025 si stima una crescita congiunturale modesta sia delle esportazioni (+0,3%) sia delle importazioni (+0,1%). Il lieve aumento su base mensile dell’export è sintesi di un incremento per l’area extra-Ue (+1,9%) e di una contrazione per l’area Ue (-1,1%). Lo rileva l’Istat. Nel quarto trimestre 2025, rispetto al precedente, l’export si riduce dell’1,4%, l’import dello 0,2%. A dicembre 2025, l’export cresce su base annua del 4,9% in termini monetari e del 3,6% in volume. La crescita tendenziale dell’export in valore riguarda entrambe le aree, Ue (+4,7%) ed extra Ue (+5,1%). L’import registra una crescita tendenziale del 3,4% in valore – determinata dall’aumento delle importazioni dai paesi Ue (+7,1%) mentre si riducono quelle dai paesi extra Ue (-1,1%) – e del 7,7% in volume. Su base annua, tra i settori che più contribuiscono alla crescita dell’export nazionale si segnalano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+27,8%) e mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+25,2%). All’opposto, coke e prodotti petroliferi raffinati (-31,0%) fornisce il contributo negativo più ampio.
Su base annua, la Svizzera (+41,7%) è il paese che fornisce il contributo positivo maggiore all’export nazionale; seguono paesi ASEAN (+48,0%), Polonia (+18,9%), Francia (+5,4%) e Spagna (+8,4%). Flettono le esportazioni verso Turchia (-17,0%), Regno Unito (-8,7%), Paesi Bassi (-9,7%) e Belgio (-8,9%). Nel complesso del 2025, rispetto al 2024, l’export in valore cresce del 3,3%: a contribuire sono principalmente le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%). Il saldo commerciale a dicembre 2025 è pari a +6.037 milioni di euro (+5.147 milioni a dicembre 2024). Il deficit energetico (-3.755 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-5.184 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende da +10.330 milioni di dicembre 2024 a +9.792 milioni di dicembre 2025. Nell’anno 2025 il surplus commerciale è pari a +50.746 milioni (+48.287 milioni nel 2024). Il deficit energetico si riduce a -46.939 milioni, da -54.290 milioni dell’anno prima. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (+97.685 milioni) è elevato ma meno ampio rispetto al 2024 (+102.577 milioni). A dicembre 2025 i prezzi all’import diminuiscono dello 0,1% su base mensile e del 3,1% su base annua (da -2,8% di novembre); nella media 2025 i prezzi flettono dell’1,7% (era -1,5% nel 2024).
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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