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Economia

Da Banca del Fucino focus su Germania “Locomotiva o Sick Man of Europe?”

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ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino ha elaborato tramite il suo ufficio studi un’analisi di focus sulle prospettive dell’economia tedesca, dal titolo “Locomotiva d’Europa o Sick Man of Europe?”.
La ricerca, muovendo dalla performance modesta dell’economia tedesca nel contesto dell’Europa post-pandemica, si interroga sulla natura congiunturale o meno di tale debolezza. Per rispondere a questo interrogativo lo studio si sofferma sulla centralità del settore manifatturiero per l’economia tedesca e sulla sua forte dipendenza dal commercio estero. In questo contesto spicca il rilievo dell’interscambio con la Cina, che è al tempo stesso un importante mercato di sbocco per i prodotti tedeschi, un fornitore di beni intermedi essenziali per l’economia tedesca, e – in misura crescente – un competitor diretto in svariati settori (quali automotive e prodotti elettronici). In tal modo la Germania risulta direttamente esposta sia all’andamento della domanda cinese, sia all’evoluzione dei rapporti commerciali UE-Cina, che appaiono oggi caratterizzati da un crescente ricorso a misure protezionistiche.
Sotto il profilo della competitività dell’economia tedesca, in termini congiunturali ha avuto un forte rilievo nell’ultimo biennio l’impatto negativo dei costi dell’energia legati in particolare al conflitto russo-ucraino; allo stato attuale i prezzi sono lontani dai massimi registrati nel 2022, ma permangono elevati nel confronto storico.
Ulteriori fattori critici per la competitività tedesca di medio periodo sono rappresentati dallo sfavorevole andamento demografico, dal recupero di competitività di costo dei paesi “periferici” dell’eurozona avvenuto negli ultimi anni e tuttora in corso, nonchè dall’andamento insoddisfacente degli investimenti pubblici in Germania nell’ultimo ventennio.
Alla luce di questi elementi è lecito ritenere che la debolezza relativa dell’economia tedesca negli ultimi anni (nel primo trimestre del 2024 il Pil tedesco risultava superiore solo dello 0,3% rispetto ai livelli del 2019, contro una media dei paesi dell’area euro di circa il 3,2%) non rappresenti un fenomeno puramente congiunturale. Al contrario, pur dovendosi escludere scenari di recessione prolungata, è probabile che l’economia della Germania continuerà a registrare anche nel prossimo futuro tassi di crescita modesti sia con riferimento alla media degli ultimi due decenni che in un confronto storico di più lungo periodo.
Questa ricerca sull’economia tedesca inaugura una serie di analisi di focus e trend macroeconomici che la Banca del Fucino realizzerà con cadenza periodica.

– Foto Banca del Fucino –

(ITALPRESS).

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Economia

Intesa Sanpaolo lancia una Opas su Mps. Via all’acquisto del 3,01% di Generali

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TORINO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Banca Monte dei Paschi di Siena. L’operazione prevede un corrispettivo di 16 azioni ordinarie Intesa ogni 10 azioni MPS (rapporto di concambio a 1,6) più un euro in contanti per ciascun titolo, con un premio del 12,5% sulla chiusura del 5 giugno.

L’offerta ha come obiettivo strategico l’ulteriore rafforzamento della leadership europea di Intesa Sanpaolo, la banca guidata da Carlo Messina, nel Wealth Management, Protection & Advisory e della sostenibilità della creazione di valore per tutti gli stakeholder, senza alcun rischio di integrazione anche in considerazione della comprovata capacità di Intesa Sanpaolo di realizzare integrazioni di successo con attenzione alle persone.

In un’ottica di gestione proattiva di temi di natura antitrust, l’operazione include un accordo vincolante sottoscritto in data odierna da Intesa Sanpaolo con Unipol Assicurazioni, che prevede la cessione di una entità giuridica bancaria comprendente il brand MPS, circa 635 filiali di MPS (con relative attività e passività) e la maggior parte delle strutture/attività centrali di MPS (con relative attività e passività) necessarie per operare come banca in modo indipendente, per un corrispettivo per cassa pari a circa 3 miliardi – 3,5 miliardi di euro.

L’accordo prevede che Intesa Sanpaolo mantenga Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di MPS e una componente limitata di strutture centrali (con relative attività e passività di MPS, complessivamente rappresentanti circa l’ 80% dell’utile netto 2025 di MPS + Mediobanca.

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A seguito dell’intervenuta decisione di promuovere l’offerta, il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato l’acquisto di una partecipazione pari al 3,01% del capitale
sociale di Assicurazioni Generali e la sottoscrizione con una primaria controparte finanziaria di un contratto derivato di copertura avente quale sottostante la stessa partecipazione.

L’operazione ha natura meramente finanziaria, ha durata temporanea e comunque è funzionale ad assicurare che l’offerente possa mantenere, successivamente al buon esito dell’offerta, il trattamento contabile attualmente riservato alla partecipazione di Mediobanca in Assicurazioni Generali secondo il metodo del patrimonio netto.

ASSEMBLEA STRAORDINARIA IL 10 SETTEMBRE

Intesa Sanpaolo, la banca guidata da Carlo Messina, ha annunciato la convocazione dell’Assemblea Straordinaria degli azionisti per il prossimo 10 settembre 2026, alle ore 10:00, presso il Nuovo Centro Direzionale di Torino in Corso Inghilterra. L’appuntamento si terrà in un’unica convocazione. Al centro dell’ordine del giorno, si legge nella nota ufficiale del gruppo, figura la proposta di attribuzione al Consiglio di Amministrazione della facoltà di aumentare il capitale sociale, in una o più volte e in via scindibile, entro il 10 settembre 2027. La delega prevede l’emissione di un numero massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni ordinarie, prive di valore nominale espresso e con godimento regolare, le cui caratteristiche ricalcheranno quelle dei titoli già in circolazione. L’aumento di capitale avverrà con esclusione del diritto di opzione e sarà interamente liberato mediante conferimento in natura. La massiccia emissione di nuove azioni è infatti esplicitamente predisposta “a servizio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (OPAS) avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.”, operazione annunciata formalmente dall’istituto in data odierna ai sensi del Testo Unico della Finanza.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Banco Bpm propone a Mps una fusione per creare un nuovo polo bancario

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MILANO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha deliberato all’unanimità di inviare a Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. una comunicazione nella quale Banco BPM ha rappresentato il proprio interesse ad avviare un dialogo volto a discutere e concordare una potenziale operazione di aggregazione concordata tra i due istituti. L’operazione, strutturata secondo le modalità tipiche di un merger of equals, consentirebbe la creazione di un nuovo Gruppo bancario e finanziario, capace di competere, per dimensioni, eccellenza di prodotti e potenziali economie di scala, con i principali operatori bancari e finanziari nazionali ed europei, preservando al contempo i punti di forza e le specificità delle due realtà.

In tale contesto, l’operazione si innesterebbe nel processo di integrazione di Mediobanca attualmente in corso in maniera efficiente e complementare, consentendo uno sviluppo coordinato e contestuale delle fabbriche prodotto coinvolte e rafforzandone il contributo industriale all’interno del nuovo Gruppo. In linea con tale approccio, l’aggregazione sarebbe improntata a un assetto di governance basato su criteri di equilibrio e rappresentatività, volto a riflettere il contributo e le specificità delle due banche e a garantire un adeguato coinvolgimento nei principali processi decisionali, nonché a salvaguardare le sedi storiche e il legame con i territori di riferimento.

L’operazione si fonderebbe su un chiaro razionale strategico, basato su una serie di elementi chiave che, nel loro insieme, esprimono i principali driver di creazione di valore del Gruppo risultante dall’aggregazione: creazione di un nuovo campione nazionale, secondo operatore bancario domestico per dimensioni, in grado di far fronte alle nuove sfide dettate dall’evoluzione del mercato bancario e di sostenere la crescita del Paese; integrazione geografica con una copertura completa su tutto il territorio nazionale, con una radicata presenza nelle regioni italiane a maggiore potenziale (in particolare, primo operatore per numero di filiali in Lombardia, Toscana e Veneto) e un rafforzamento del posizionamento competitivo anche in diverse regioni del Centro e del Sud Italia; complementarità industriale delle fabbriche prodotto ed elevato upside derivante dalla loro possibile ottimizzazione, con riferimento sia alle attività storicamente esternalizzate da MPS e recentemente internalizzate da Banco BPM, sia alle fabbriche prodotto complementari apportate dal polo MPS-Mediobanca; ulteriori benefici derivanti dalla partecipazione in Assicurazioni Generali S.p.A., la cui decisiva rilevanza consentirebbe di ampliare il perimetro delle opzioni strategiche a disposizione del Gruppo, nell’interesse degli azionisti di tutte le entità e dei rispettivi stakeholders; significativo potenziale sinergico a regime superiore a Euro 1,1 miliardi al lordo delle imposte, di cui oltre Euro 650 milioni di sinergie di costo e oltre Euro 450 milioni di sinergie di ricavo, a loro volta generate per circa Euro 250 milioni da maggiori ricavi sulle reti e circa 200 milioni di euro dall’ottimizzazione delle fabbriche prodotto; raggiungimento di una scala operativa adeguata a sostenere gli investimenti tecnologici e il posizionamento competitivo, consentendo di competere con i principali operatori internazionali e i nuovi player digitali. capitalizzazione di Borsa stimata potenzialmente superiore a Euro 50 miliardi, con conseguente rafforzamento del posizionamento nel mercato dei capitali e ampliamento della base investitori

L’operazione presenterebbe altresì una significativa attrattività dal punto di vista finanziario per tutti gli azionisti, che beneficerebbero di: una posizione patrimoniale ai vertici del settore, con un CET1 ratio fully loaded pro-forma pari a circa il 15%, senza considerare gli ulteriori benefici potenziali derivanti – a valle delle verifiche normative e regolamentari del caso – dall’eventuale estensione del Danish Compromise alla partecipazione in Generali; una creazione di valore pari ad almeno 5,5 miliardi di euro, valorizzando le sinergie sopra indicate al netto dei costi di integrazione, stimati in circa 1,1 miliardi di euro al lordo delle imposte; una potenziale generazione di utile netto a regime pari a circa Euro 6 miliardi, con una crescita degli utili per azione a doppia cifra, a sostegno di una significativa capacità distributiva, superiore a quella oggi prevista nei due piani stand-alone, e di una forte generazione organica di capitale. Banco BPM auspica di poter avviare in tempi rapidi un confronto con MPS e il suo management, al fine di esplorare l’opportunità e, in presenza di un reciproco interesse, definire i principali elementi di una possibile aggregazione attraverso un percorso strutturato e collaborativo. L’operazione consentirebbe la creazione di un nuovo leader di mercato, preservando al contempo i punti di forza e le specificità delle due realtà e il loro forte legame con i territori di riferimento. In quanto operazione concordata e sviluppata secondo un approccio di merger of equals, il percorso di integrazione favorirebbe una realizzazione più efficace dell’aggregazione, una minimizzazione del rischio di esecuzione e una piena valorizzazione delle complementarità industriali, a beneficio degli azionisti e di tutti gli stakeholder, contribuendo al contempo al rafforzamento del sistema bancario italiano.

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– Foto IPA Agency –

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Economia

Folgiero “Mini nucleare sulle navi, l’Italia è già partita”

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MILANO (ITALPRESS) – “Studiamo il nucleare a mare da tempo. Non siamo gli unici: è in atto una corsa globale al nucleare di quarta generazione che rivoluzionerà il trasporto marittimo”. Lo rivela Pierroberto Folgiero, Ceo di Fincantieri in una intervista a “Il Corriere della Sera”.

“Una nave alimentata a energia nucleare può navigare per 20-25 anni senza bisogno di carburante e abbattendo di molto l’impatto ambientale. Per l’Italia e l’Europa una grande opportunità” afferma. “Con il nucleare di quarta generazione e l’automazione nella quale siamo leader potremo scrivere un nuovo capitolo anche in tema di crescita, filiere industriali, autonomia energetica. Nel mondo navale la miniaturizzazione dei reattori non è una novità. Esistono già applicazioni militari da molti decenni. La quarta generazione, però, ha caratteristiche di sicurezza diverse e utilizza sistemi di raffreddamento alternativi all’acqua pressurizzata. Noi studiamo quelli di raffreddamento a piombo”.

Sull’alimentazione dei mini reattori Folgiero spiega “Possono essere alimentati a plutonio, cioè con lo scarto prodotto dal reattore tradizionale che a sua volta parte dall’uranio. Questo plutonio ha ancora una grandissima carica energetica ed è ‘geopoliticamentè più disponibile. Non lo devi ottenere da chi estrae uranio: è combustibile esausto dei reattori tradizionali”.

Su questo progetto Fincantieri sta lavorando “con diversi partner. Collaboriamo con la Marina Militare nell’ambito del progetto Minerva e con attori come Ansaldo Nucleare e Newcleo”. L’Italia è in grado di giocare questa partita, perchè “quello che non si sa è che disponiamo di competenze significative. Non siamo un Paese nucleare, ma molte aziende ed esperti italiani continuano a lavorare nei principali programmi nucleari internazionali”. Folgiero, infine, sui primi test in mare, conclude: “Detto che è sempre difficile indicare i tempi dell’innovazione tecnologica, gli esperti concordano per ora sull’inizio del prossimo decennio”.

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foto: IPA Agency

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