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Martin vince gara Motogp in Indonesia e allunga su Bagnaia
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1 anno fa-
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Redazione
LOMBOK (INDONESIA) (ITALPRESS) – Jorge Martin, in sella alla Ducati Prima Pramac, vince la gara del Gran Premio d’Indonesia, riscattando l’errore nella Sprint. Sul circuito di Mandalika, lo spagnolo, partito dalla pole, ha mantenuto la leadership della corsa sin dalle prime curve. Nulla da fare, dunque, per Pedro Acosta (Ktm GasGas), costretto ad accontentarsi della seconda pizza. Il podio di giornata viene completato da Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo), in rimonta dopo una prima parte di gara sottotono. Franco Morbidelli (Ducati Prima Pramac) e Marco Bezzecchi (Ducati Pertamina) sono rispettivamente quarto e quinto. Nell’ordine, completano la top ten Vinales, Quartararo, Binder, Zarco, Raul Fernandez. Nella classifica mondiale Martin porta a 21 punti il proprio vantaggio su Bagnaia. Rimangono, invece, cristallizzate la terza e la quarta posizione del campionato. Marc Marquez (Ducati Gresini) è stato costretto al ritiro, in seguito ad un guasto al motore; Enea Bastianini (Ducati Lenovo), invece, è scivolato a sette giri dal termine, nel disperato tentativo di recupero sul duo di testa. In avvio di gara la caduta di Miller ha innescato una carambola collettiva che ha coinvolto anche Espargaro, Alex Marquez e Marini. Out anche Mir e Di Giannantonio.
– Foto: Ipa Ageny –
(ITALPRESS)
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Sport
La Coppa d’Africa al Marocco, il Senegal ricorre al Tas: “Decisione ingiusta e inaccettabile”
Pubblicato
2 ore fa-
18 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Sul campo era finita ai supplementari con la vittoria del Senegal. Nei tribunali sportivi ha vinto il Marocco che si è visto assegnare la Coppa d’Africa dalla commissione d’appello della Caf, la Confederazione del calcio africano. La partita, la finale più lunga della storia, però non è ancora finita. Si andrà…ai rigori dal momento che la Fsf, la Federcalcio senegalese, ha annunciato che presenterà ricorso al Tas di Losanna “contro una decisione ingiusta, inaccettabile e senza precedenti che scredita il calcio africano. Per difendere i propri diritti e gli interessi del calcio senegalese, la Federazione presenterà ricorso al più presto al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna”.
E il Marocco? La Frmf ha diramato un comunicato, sottolineando che la Commissione d’Appello non ha fatto altro che applicare gli articoli 82 e 84 del regolamento della competizione. Inoltre filtra la posizione della Federazione, ovvero che le azioni legali non sono state intraprese con l’intenzione di “mettere in discussione le prestazioni sportive delle squadre partecipanti al torneo, ma solo per richiedere l’applicazione del regolamento. La Federazione ribadisce il suo impegno nel rispetto delle regole, la chiarezza del quadro competitivo e la stabilità delle competizioni africane”.
Una decisione che, ovviamente, ha innescato polemiche e reazioni notevoli. Una fonte della Federazione calcistica senegalese ha dichiarato a ‘L’Équipe’: “Siamo indignati. Il 29 marzo ci sarà una riunione del Comitato Esecutivo della Caf (Confederazione Africana di Calcio); sarà la Terza Guerra Mondiale”.
Claude Le Roy, ct della nazionale senegalese tra il 1990 e il 1992, ha espresso la sua indignazione per la decisione della Caf. “Non avrei mai immaginato, nemmeno per un secondo, che la Caf potesse spingersi così in là nella strada dell’assurdità”, le sue parole riportate da L’Equipe con attacchi anche al presidente del calcio africano, Patrice Motseppe, definito “un vassallo di Gianni Infantino che voleva dare questa Coppa al Marocco fin dall’inizio”.
Altri duri attacchi al numero 1 della Fifa e una sensazione: “Credo che non sia ancora finita, penso che il Senegal riceverà ciò che si merita alla fine di questa storia. Ma tutto è questo è patetico, distrugge l’immagine del calcio africano”.
Tante le reazioni anche da parte dei giocatori senegalesi (“Date altri tre gol a quei piagnucoloni”, il post di Pathé Ciss che si riferisce al successo per 3-0 a tavolino dei marocchini) per una decisione che assegna il titolo al Marocco, ma c’è ancora un’altra pagina di questa brutta storia da scrivere e a farlo sarà il Tas di Losanna.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Sport
Moggi “Serie A campionato di passaggio, Marotta miglior dirigente per distacco”
Pubblicato
2 ore fa-
18 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Tutti dicono che il calcio di oggi sia cambiato, ma la realtà è che sono cambiati i piedi dei giocatori: in Italia prima avevamo stranieri top, adesso vengono solo quelli che vogliono imparare a giocare a calcio e appena hanno imparato se ne vanno in Premier League”: a dirlo l’ex dirigente di Juventus, Roma, Napoli, Lazio e Torino, Luciano Moggi, oggi opinionista sportivo, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress. L’attenzione di Moggi si sposta dal campo alla scrivania, delineando le figure dirigenziali che allo stato attuale si stanno comportando meglio: “La struttura fisica è essenziale, ma non basta: bisognerebbe parlare anche dei dirigenti. Oggi è l’Inter ad avere quelli migliori, Marotta e Ausilio possono dare lezioni a tutti: l’Inter è nei primi posti della classifica tutti gli anni e lotta per qualcosa, compresa la Champions League; è difficile arrivare là, ma ogni anno è proprio l’Inter a rappresentare l’Italia. In termini di programmazione la Juventus compra Openda per 40 milioni di euro, l’Inter compra Bonny per 24: questo ci dice qualcosa sulla differenza tra i dirigenti perché Bonny è giovane e bravo, Openda è praticamente a fine carriera. Penso che Marotta sia il miglior dirigente per distacco: l’aspetto difficile in un’azienda di calcio è avere un uomo che sappia coniugare lo sport con l’economia, cosa che Marotta sa fare; inoltre si circonda di gente capace, con cui è bravo a fare squadra”.
L’ex dirigente si sofferma poi sul rapporto mantenuto con i medici nel corso della sua carriera: “Ho sempre avuto una stretta collaborazione con loro: quando c’era qualche infortunio muscolare mandavo spesso uno o due medici a vedere gli allenamenti della squadra per vedere come correvano i giocatori. Per me la prevenzione era fondamentale: non tutti sono capaci di curare, perché gli infortuni muscolari sono qualcosa di abbastanza brutto e possono esserci recidive, però nella mia attività di dirigente ho sempre cercato di prevenire e sono riuscito a superare determinati drammi”. Parlando di campioni del passato e del presente, il preferito di Moggi è “sicuramente Maradona: oggi si parla di Messi e Ronaldo, ma lui faceva parte di un’altra categoria. Ci sono i fuoriclasse e i campioni: Maradona era un fuoriclasse, gli altri erano campioni. Napoli ha messo Maradona in condizione di fare una certa vita: di giorno non poteva girare per la città, perché a ogni piè sospinto erano fotografie e autografi, quindi doveva muoversi necessariamente di notte. Sul suo modo di comportarsi ci sono state anche delle cose che ho scoperto e poi eliminato: lui andava negli alberghi dalle 2 in poi, dopodiché la mattina rientrava a casa e dormiva, quindi non poteva allenarsi. Se avesse fatto la vita dell’atleta poteva giocare ancora per cinquant’anni, non avendola fatta ha dovuto smettere per ovvi motivi: la sostanza però è che lui è stato un giocatore in grado di vincere le partite da solo e il simbolo della squadra, uno a cui tutti volevano bene”.
Moggi traccia la sua ricetta nella scelta di un giocatore da acquistare: tutto dipende “dalle caratteristiche della squadra: se mancasse un attaccante sceglierei Lautaro Martinez, se mancasse un centrocampista sceglierei Zidane. Lui l’avevo preso a 5 miliardi dopo un Milan-Bordeaux di Champions League, in cui era stato capace di ribaltare la partita da solo, mentre Dugarry andò al Milan per 18 miliardi: su questo Berlusconi prendeva sempre in giro Galliani”. Moggi conclude raccontando come la sua carriera da calciatore sia stata breve: “Non ero uno che poteva arrivare, così ho deciso di smettere: ho fatto un concorso per le Ferrovie dello Stato da capogestione e ho vinto, quindi ho chiesto alla Juventus, con cui avevo fatto un provino da ragazzino, di fargli sia da opinionista che da osservatore; hanno risposto di sì e da lì è cominciato tutto. Finivo di lavorare alla stazione di Civitavecchia alle 6 di mattina, dopo aver lavorato tutta la notte, e alle 8 prendevo il treno per Torino: ho fatto questa vita per vent’anni, ma ci vuole un certo carattere per andare avanti quando ti accorgi che le circostanze non sono adatte a te“.
– foto tratta da video Medicina Top –
(ITALPRESS).
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Oklahoma vince con i 40 punti di Shai Gilgeous-Alexander, bene Spurs e Nuggets: il resoconto Nba
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4 ore fa-
18 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Si allunga a 129 il record di partite Nba di Shai Gilgeous-Alexander con almeno 20 punti segnati. Sono 40 quelli realizzati stanotte dall’Mvp 2025 nella vittoria – la decima consecutiva – degli Oklahoma City Thunder sul campo degli Orlando Magic per 108-113. Gilgeous-Alexander ha realizzato 14 tiri su 27 dal campo e 9 su 11 ai liberi, mettendo inoltre a segno 3 triple su 5. Chet Holmgren ha aggiunto 20 punti e 12 rimbalzi, mentre sull’altro fronte non sono bastati i 32+10 di Paolo Banchero.
Vince anche la seconda forza a Ovest. I San Antonio Spurs battono 104-132 il fanalino di coda Sacramento Kings con 18 punti e 8 rimbalzi di Victor Wembanyama, mentre il grande ex di turno, De’Aaron Fox ne aggiunge 15. Nonostante la sconfitta resta una notte da album dei ricordi per Russell Westbrook che supera Mark Jackson e Steve Nash al quinto posto nella classifica di assistman di tutti i tempi dell’Nba (davanti a lui solo John Stockton, primo della speciale classifica, Chris Paul, Jason Kidd e LeBron James).
Serata in doppia cifra di assist anche per Nikola Jokic che ne realizza 14 nella vittoria per 124-96 dei Denver Nuggets contro i rimaneggiati (tra infortuni e squalifiche) Philadelphia 76ers.
Più forti di un’assenza di lusso sono invece i Minnesota Timberwolves che sopperiscono al forfait di Anthony Edwards (out per altre due settimane per un’infiammazione al ginocchio) e battono 116-104 i Phoenix Suns con i 32 punti di Julius Randle e i 22 in uscita dalla panchina di Bones Hyland.
Non bastano i 34 punti (con una sola tripla a segno su sette tentate) di Devin Booker ai Suns per evitare la terza sconfitta consecutiva. A Est, dopo la sconfitta con i Toronto Raptors, torna a vincere la capolista Detroit Pistons che batte i Washington Wizards per 117-130. Jalen Duren realizza 36 punti e 12 rimbalzi, mentre la nota stonata è rappresentata da un problema alla schiena di Cade Cunningham.
Successo ancora più agevole quello dei New York Knicks che superano per 136-110 gli Indiana Pacers con la super prestazione di Josh Hart, autore di 33 punti, il suo massimo stagionale, con 12 canestri su 13 tentati, inclusi 5 triple su 5 a segno.
Due assenze di lusso complicano invece i piani di Miami e Milwaukee. Senza Bam Adebayo, alle prese con un fastidio al polpaccio, agli Heat non bastano i 10 punti di Simone Fontecchio e affondano (136-106) contro gli Charlotte Hornets. Con Giannis Antetokounmpo ai box per un problema al ginocchio (32esima partita saltata in stagione, record negativo), i Bucks cadono in casa (116-123) contro i Cleveland Cavaliers. Senza il fuoriclasse greco, i Bucks hanno un bilancio di 11 vittorie e 21 sconfitte. Troppo poco per sognare.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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