Cronaca
OLTREPÒ TERRA DI PINOT NERO: UNA NUOVA SINERGIA TRA CONSORZIO, PRODUTTORI E REGIONE RILANCIA IL TERRITORIO E I SUOI VINI. FILIERA, QUALITÀ E TRASPARENZA I TRE PILASTRI ALLA BASE DEL NUOVO PERCORSO DI RINNOVAMENTO
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2 anni fa-
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Redazione
Si è chiusa con grande successo la quarta edizione dell’evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, “Oltrepò – Terra di Pinot Nero, un territorio, un vitigno, due eccellenze” presso l’Antica Tenuta Pegazzera di Casteggio, in provincia di Pavia.
L’appuntamento di quest’anno, patrocinato dalla Regione Lombardia e dal Comune di Casteggio, è stato anche l’esordio del neo direttore Riccardo Binda e della presidente Francesca Seralvo, che hanno sottolineato con entusiasmo il percorso di rinnovamento intrapreso dal Consorzio, fondato su filiera, qualità e trasparenza.
“Oggi è il giorno del rinnovamento, della rinascita” commenta Francesca Seralvo, presidente del Consorzio, “l’evento che abbiamo creato per dare finalmente visibilità alla qualità del Pinot Nero in Oltrepò Pavese è anche il punto di inizio per il superamento di un nome, di una varietà, e per iniziare a dare valore a vini, uve, vigne. Un percorso e un cambiamento che non riguardano solo la qualità, già presente, ma la consapevolezza delle potenzialità inespresse. L’obiettivo è quello di superare la centralità del singolo vitigno per promuovere l’intero territorio e le sue denominazioni, con un nuovo approccio strategico e operativo. Siamo fiduciosi che finalmente l’Oltrepò Pavese del vino troverà la sua strada”.
Il direttore Riccardo Binda ha espresso grande emozione per il ritorno nella sua terra, sottolineando come il suo ruolo sarà quello di catalizzatore per aiutare i produttori locali a valorizzare le eccellenze esistenti e riportare la provincia ai vertici del settore agricolo.
L’INTERVENTO DEL DIRETTORE, RICCARDO BINDA
“Non posso che essere molto emozionato di essere qui, nella mia terra, dopo che per undici anni ho lavorato in Toscana, a Bolgheri. Non posso che esprimere i più vivi ringraziamenti alla Presidente, al Consiglio di Amministrazione, ma anche a tutti i produttori che, non solo negli ultimi mesi, ma anche negli anni mi hanno detto a mezza voce o con battute, di ritornare prima o poi. Io ci ho sempre pensato: poteva essere tra anni, tra pochi mesi, ma è avvenuto adesso per un motivo. Perché questo è il kairòs, il momento opportuno in cui l’Oltrepò davvero può trovare la sua svolta.
Lo è perché i tre presupposti su cui il nuovo lavoro del Consorzio si basa — filiera, qualità e trasparenza — hanno proprio ora trovato maniera di sbocciare.
Iniziamo dalla filiera, che non può non passare da una realtà fondamentale per il territorio, che la è e la è sempre stata: la realtà cooperativa. L’Oltrepò è un territorio di aziende, ma è soprattutto un territorio di agricoltori e di vignaioli. Il ruolo di Terre d’Oltrepò è stato fondamentale per dare la svolta di cui questo territorio aveva bisogno verso la filiera, che è il primo mattone, la pietra angolare su cui noi costruiremo tutti i nostri progetti futuri.
Il lavoro di tutte le cooperative, poi, deve andare di pari passo con tutto quello dei produttori di filiera, quelli di qualità, che ci sono sempre stati, ma che hanno bisogno del tessuto produttivo e del territorio per emergere tutti insieme.
Infine la trasparenza, quella che ci deve consentire di scrollarci di dosso le ombre e la “sporcizia” di un passato che non ha fatto onore a questo territorio. Anche su questo noi non avremo nessun margine di cedimento, non faremo alcun passo indietro. Faremo di tutto per andare in questo senso e mi fa anche piacere dire che — spero si concretizzi il prima possibile — ci stiamo confrontando già adesso in maniera molto serena con la Repressione Frodi, che noi vogliamo sul territorio. Speriamo di averli qui, perché il loro è un apporto fondamentale per noi: il loro, quello di Valoritalia, delle istituzioni e degli organismi di controllo che devono essere garanti del lavoro di qualità di tutti i produttori, che non deve più essere rovinato dal mal operato di pochissimi.
Di me si è parlato molto in questi giorni, forse anche eccessivamente. Il mio ruolo, in realtà, è semplicemente quello del catalizzatore, io sono qui per aiutare i produttori e tutti i valori che sono già sul territorio, che già esistono. Non porto nessun valore aggiunto, non sono un grande manager: sono semplicemente un gestore di Consorzio. Un Consorzio, per definizione, è un’unione di destini (con sorte): destini dei produttori, destini degli abitanti dell’Oltrepò, per cui la viticoltura deve essere un asset fondamentale, ma anche della nostra regione, della Lombardia, dove oggi la nostra provincia è quinta per il fatturato del comparto agricolo. Sicuramente, se pensiamo alla storia di questa provincia — non solo la viticoltura, anche la risicoltura e le numerose eccellenze che ci sono —, la nostra provincia deve ambire se non ad essere la prima, quantomeno a tornare sul podio il prima possibile ed è lì che noi speriamo di portarla il prima possibile.
A intervenire durante la conferenza stampa è stato inoltre l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, che ha voluto sottolineare come la Regione Lombardia sostenga con forza il nuovo corso del Consorzio per riacquisire credibilità e far emergere l’eccellenza vitivinicola del territorio.
Qui l’intervento dell’assessore Beduschi.
“È un onore essere qui a questa manifestazione, perché come assessore all’agricoltura ci tenevo particolarmente ad essere vicino ad un territorio prossimo alle mie origini, quelle aree interne di cui capisco bene le difficoltà, ma anche la ricchezza dei sistemi produttivi. Come il sistema produttivo dell’Oltrepò Pavese — sino ad oggi è un incompiuto, soprattutto nel settore vitivinicolo — che rappresenta la nostra eccellenza, non solo della Lombardia, ma di tutto il nostro Paese.
È un classico esempio di come si può — per una congiuntura complessa — dissipare una grande fortuna con delle scelte che guardano agli egoismi personali, ai singoli potentati e non a una visione alta e bella del territorio, che avrebbe tutte le carte per andare incontro a ciò che chiede oggi il mercato.
Si beve meno, questo è il trend, ma si beve sicuramente meglio e quindi una scelta che asseconda la qualità del lavoro, la valorizzazione di tutto quello che hanno detto benissimo la Presidente e il Direttore, ossia la scelta di valorizzare la filiera nella sua interezza è vincente e consente di puntare ad una qualità produttiva che la fortuna ha voluto essere potenzialmente altissima in questo territorio.
Rincorrere quantità, rincorrere produzioni massive e non caratterizzanti è un falso obiettivo, che porta a ridursi al rango di contoterzisti “da poco”: un’immagine forte che rende l’idea dell’occasione che questo territorio non deve più perdere.
Regione Lombardia vuole assecondare la scelta che il nuovo corso del Consorzio ha intrapreso, perché riteniamo che sia la più etica, la più giusta e la più prospettica. Questo territorio ha bisogno di recuperare reputazione e dobbiamo tutti investire per fare capire al mondo che Oltrepò Pavese è un’eccellenza e, quando se ne parla, si parla di un prodotto che può puntare al vertice.
Tutto il nostro sforzo politico, amministrativo e decisionale verrà ad affiancare queste scelte: avete toccato argomenti forti come la repressione delle frodi, la strategia dal punto di vista della gestione del territorio e di questo potenziale vitivinicolo enorme: bisogna identificare un’architettura consona che metta a sistema i nuovi indirizzi e li conduca a incontrare il giusto mercato.
Il mio impegno è quello di condividere una sfida: la necessità e la voglia di far ritrovare all’Oltrepò Pavese la grandeur di un tempo, perché è assolutamente meritata e persone meravigliose come questi produttori meritano davvero di poter incontrare il gradimento di un mercato che guarda a loro con interesse. Abbiamo un’occasione, quella olimpica, per raccontare questa evoluzione e per dire che il territorio è maturo per questa sfida appassionante.
L’evento ha registrato numeri importanti: più di trecento tra operatori selezionati e una numerosa presenza di stampa nazionale che hanno affollato i banchi d’assaggio con 32 aziende virtuose del territorio.
Un successo di numeri e di notorietà per questo lembo di terra di eccellenza del vino lombardo, unico nel panorama italiano per la valorizzazione di un vitigno come il pinot nero, declxinato in Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG e Pinot nero dell’Oltrepò Pavese DOC.
Operatori, sommelier e giornalisti hanno potuto degustare 121 etichette ai banchi di degustazione, mentre le due degustazioni hanno visto un approfondimento di otto vini ciascuna.
Gli esperti Valentina Vercelli e Filippo Bartolotta hanno guidato le due masterclass alla cieca dedicate al Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc e all’Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG. Valentina Vercelli commenta “I Metodo Classico che abbiamo assaggiato hanno profili molto diversi, ma sono tutti legati da un filo conduttore dato dall’alta qualità ed eleganza che sono in grado di esprimere. Sono prodotti che hanno un rapporto qualità prezzo incredibile, perfetti per la ristorazione grazie alla grande abbinabilità.” Filippo Bartolotta sottolinea invece la grande rivoluzione in corso nel Pinot nero dell’Oltrepò Pavese DOC. “C’è molta sensibilità, un’interpretazione sempre più autentica delle caratteristiche identificative del Pinot Nero in Oltrepò. I vini risultano più eleganti, con al centro il frutto, senza essere troppo marcati con i legni. Sono curioso di scoprire cosa succederà nei prossimi anni.”
L’evento ha messo in evidenza il forte legame tra il territorio dell’Oltrepò Pavese e la sua capacità di esprimere l’eccellenza del Pinot Nero in tutte le sue sfaccettature, confermando l’alto potenziale del vitigno.
Il Consorzio si pone ora l’obiettivo di capitalizzare questa attenzione e proseguire con una strategia di valorizzazione a lungo termine, che possa consolidare ulteriormente il posizionamento dell’Oltrepò Pavese come territorio di riferimento per il Pinot Nero di qualità. La partecipazione di un pubblico qualificato e il coinvolgimento attivo della stampa rappresentano un importante trampolino di lancio per le future iniziative del Consorzio, che mira a continuare il percorso di crescita e innovazione.
Le cantine partecipanti alla quarta edizione di Oltrepò Terra di Pinot Nero sono state: Alessio Brandolini, Bertè & Cordini, Bosco Longhino, Bruno Verdi, Cà del Gè, Calatroni, Castello di Cigognola, Cavallotti, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Ersaf Riccagioia, Fiamberti, Finigeto, Frecciarossa, Giorgi, La Genisia – Torrevilla, La Piotta, La Travaglina, Le Fiole, Le Fracce, Manuelina, Montelio, Monsupello, Oltrenero, Azienda Agricola Pietro Torti, Prime Alture, Quaquarini Francesco, Tenuta Mazzolino, Terre Bentivoglio, Terre d’Oltrepò – La Versa, Torre degli Alberi, Travaglino.







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Cronaca
Torino, alle Gallerie d’Italia la mostra “Diana Markosian. Replaced”
Pubblicato
1 ora fa-
9 Aprile 2026di
Redazione
TORINO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo presenta alle Gallerie d’Italia – Torino dal 10 aprile al 6 settembre 2026, nell’ambito della terza edizione di Exposed – Torino Photo Festival, la mostra “Diana Markosian. Replaced”, a cura di Brandei Estes. Attraverso un’esposizione fotografica e un film, adattato per la sala immersiva del museo, l’artista ricostruisce le dinamiche delle relazioni, interrogando la fragilità del mito romantico e il disorientamento che segue alla loro fine.
La mostra realizzata da Intesa Sanpaolo su committenza originale e in anteprima assoluta alle Gallerie d’Italia – Torino prende avvio da alcune domande intime e universali: cosa accade quando una storia d’amore finisce? Cosa significa osservare sè stessi mentre si viene silenziosamente sostituiti, non solo nella vita di qualcuno, ma anche negli stessi luoghi che un tempo sembravano sacri? Queste sono solo alcune delle domande che hanno spinto Markosian a realizzare Replaced.
L’opera nasce dalla consapevolezza che l’amore può continuare anche in nostra assenza e che gesti, luoghi e ricordi un tempo ritenuti esclusivi possono essere condivisi con un’altra persona. Come una forma di dislocazione emotiva e psicologica, il dolore persistente esplorato in questo progetto non risiede soltanto nella fine della relazione, ma anche nella consapevolezza che l’intimità può essere rapidamente condivisa e che nuovi ricordi possono essere costruiti con qualcun altro.
L’artista ingaggia un attore per rivivere momenti del passato e ricostruire scene di tenerezza accanto a momenti di rottura. Le rievocazioni abitano il terreno instabile della memoria, dove il desiderio modifica, abbellisce e cancella. Rivivendo quei frammenti, Markosian prolunga e insieme interroga l’intimità che li attraversava, trattenendo la sensazione dell’innamoramento ancora per un istante.
L’atto del rivisitare diventa così un atto di autorialità: un modo per esercitare padronanza sul ricordo, mentre gradualmente se ne allenta la presa.
Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia dichiara: “Le Gallerie d’Italia prendono parte alla nuova edizione di Exposed con un contributo speciale, l’anteprima mondiale della mostra Replaced dedicata a una delle più interessanti fotografe contemporanee, Diana Markosian. L’iniziativa ribadisce l’attenzione di Intesa Sanpaolo per la promozione della cultura dell’immagine come strumento per raccontare il presente, attraverso progetti di forte qualità artistica. Rinnoviamo così la nostra partecipazione al Festival, confermando il convinto sostegno all’organizzatore, la Fondazione Camera, e al lavoro del neodirettore Walter Guadagnini”.
Per approfondire ulteriormente l’effetto del tempo e della memoria, Markosian ha realizzato un nuovo film che verrà proiettato nella sala immersiva del museo. Alternando immagini singole e giustapposizioni a schermo diviso, il film intensifica l’effetto drammatico delle fotografie, rianimando al contempo le stesse scene attraverso una dimensione narrativa estesa nel tempo.
Riflettendo infine sulla “vita emotiva” dell’amore dopo la sua fine, Replaced mostra come attraversiamo cicli di attaccamento, separazione e memoria, con immagini che abitano il fragile spazio tra presenza e assenza, tra il desiderio di lasciar andare e quello di restare.
La mostra è accompagnata da un libro d’artista co-pubblicato da Allemandi e Atelier EXB dall’omonimo titolo della mostra.
Diana Markosian (Mosca, 1989) è un’artista americana di origine armena che lavora tra fotografia, cinema e installazione. La sua pratica affronta i temi della memoria, dello spostamento e della costruzione di storie personali e collettive, spesso radicate nella sua biografia. Markosian ha presentato il suo lavoro presso importanti istituzioni internazionali, tra cui il San Francisco Museum of Modern Art, la National Portrait Gallery di Londra, l’International Center of Photography e Foam Fotografiemuseum Amsterdam. Nel 2025, ha ricevuto il Madame Figaro Prize ai Rencontres d’Arles per la sua mostra Father. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, ed è ampiamente riconosciuta per aver promosso un dialogo sfumato tra la pratica documentaristica e la narrazione sceneggiata nell’arte contemporanea.
La mostra sarà accompagnata da una serie di eventi ed incontri gratuiti, parte del public program #INSIDE. L’artista sarà ospite del primo appuntamento del 10 aprile alle ore 18.30, in dialogo con la curatrice Brandei Estes per approfondire il suo progetto e il processo creativo che lo ha generato. A seguire si terrà il firmacopie del catalogo della mostra.
Il museo di Torino, insieme a quelli di Milano, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola – Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca e Direttore Generale delle Gallerie d’Italia.
-foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
(ITALPRESS).
Cronaca
Riparte il Tour della Salute, presentata a Roma l’ottava edizione
Pubblicato
1 ora fa-
9 Aprile 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Con oltre 70mila consulti medici all’attivo, eseguiti gratuitamente, a partire dal 2018, in più di 80 piazze italiane, è pronta a partire l’ottava edizione del Tour della Salute, il primo evento itinerante, con approccio multidisciplinare, dedicato alla prevenzione e alla promozione di corretti stili di vita. Un’iniziativa di questi tempi ancora più preziosa e destinata a svolgere un’importante funzione di supplenza, alla luce delle molteplici difficoltà sperimentate dai cittadini nell’accesso alle cure. I consulti medici effettuati in questi anni hanno infatti consentito di rilevare numerose patologie e problematiche, scongiurando conseguenze potenzialmente gravi per migliaia di persone ignare. La prevenzione, oggi più che mai, si conferma dunque fondamentale.
In linea con tale mission ASC Attività Sportive Confederate, con i patrocini del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e con il contributo non condizionato di EG STADA Group, promuove la nuova edizione del Tour della Salute, i cui contenuti sono stati illustrati in mattinata a Roma, nell’auditorium del Ministero della Salute, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il presidente del comitato tecnico scientifico del Tour della Salute, Giuliano Lombardi; la presidente nazionale di ASC, Cecilia Morandini; il presidente emerito di SIMG, Claudio Cricelli; il general manager & managing director EG STADA Group, Salvatore Butti; la vice segretaria di ADI, Maria Grazia Carbonelli; il componente del consiglio direttivo di SIPREC, Claudio Ferri; il tesoriere di FNOVI, Pierluigi Ugolini; la Past President di CReI, Daniela Marotto.
Durante l’incontro con la stampa sono state svelate le 15 tappe del Tour della Salute 2026, che quest’anno inizierà il suo lungo viaggio l’11 aprile a Gorizia, per concluderlo il 25 ottobre a Reggio Calabria. Nel mezzo Chioggia, Imperia, Imola, Torino, Latina, Perugia, Grosseto, Fano, Pescara, Aversa, Sondrio, Bari e Palermo. Nel corso di ogni tappa, che durerà due giorni, dal sabato mattina alla domenica sera, sarà allestito un vero e proprio villaggio della salute e dello sport, attrezzato con 6 ambulatori, nei quali sarà possibile sottoporsi gratuitamente e in piena sicurezza, sotto il controllo di qualificati esponenti delle principali società scientifiche, a consulti di tipo cardiologico, reumatologico, dermatologico, nutrizionale e psicologico. Completa il quadro lo spazio riservato ai colloqui con un medico veterinario sulle problematiche degli animali da affezione. Sarà inoltre distribuito materiale informativo, curato da Federfarma, sui servizi di prevenzione e screening disponibili nelle farmacie. Potranno essere previste ulteriori iniziative in accordo con le Associazioni provinciali di Federfarma.
“Lo sport è un potente strumento di prevenzione, benessere e qualità della vita – ha detto Maria Cecili Morandini, presidente nazionale ASC -. Come A.S.C., crediamo fermamente che praticare attività fisica con regolarità sia uno dei pilastri fondamentali per una vita sana ed equilibrata, capace di ridurre i rischi legati alle principali patologie e di migliorare il benessere psicofisico a tutte le età. Il Tour della Salute rappresenta per noi un’occasione preziosa per ribadire questo messaggio e avvicinare sempre più persone a uno stile di vita attivo e consapevole”.
Per Marco Cossolo, presidente Federfarma nazionale, “i servizi di prevenzione e screening sono parte integrante della Farmacia di comunità, riconosciuta come presidio sanitario di prossimità che porta la salute vicino al cittadino. Iniziative come questa sono importanti per far conoscere le attività svolte dalle farmacie in sinergia con gli altri operatori sanitari per soddisfare in maniera efficace le esigenze di salute dei cittadini”.
Secondo Claudio Cricelli, presidente emerito SIMG, “il Tour della Salute dimostra che la prevenzione efficace è quella che va incontro ai cittadini. Portare screening e informazione nelle piazze significa intercettare precocemente i bisogni di salute e ridurre le disuguaglianze di accesso. In questo percorso la medicina generale è centrale: è il primo presidio di prossimità e il perno della presa in carico nel territorio”.
“In linea con la nostra purpose, Caring for peoplès health, siamo orgogliosi di essere anche per il 2026 trusted partner del Tour della Salute – le parole di Salvatore Butti, General Manager & Managing Director EG STADA Group -. Questo tour itinerante, che sensibilizza la cittadinanza sull’importanza della prevenzione e dell’aderenza alle terapie, rappresenta un progetto multidisciplinare concreto e utile, in grado di rispondere a bisogni di salute reali e in continua evoluzione”.
– foto ufficio stampa Tour della Salute –
(ITALPRESS).
Cronaca
Sinner concede un set a Machac ma è ai quarti a Montecarlo
Pubblicato
1 ora fa-
9 Aprile 2026di
Redazione
MONTECARLO (MONACO) (ITALPRESS) – Avanti anche se a fatica. Nonostante qualche passaggio a vuoto che lo costringe a interrompere la lunga striscia di set vinti, complice anche un calo di energie che rende necessario l’intervento del medico nel terzo set, Jannik Sinner per la quarta volta in carriera è fra i migliori otto tennisti del “Rolex Monte-Carlo Masters”, terzo “1000” stagionale, dotato di un montepremi di 6.309.095 euro, che si sta disputando sulla terra rossa del Country Club di Monte-Carlo, nel Principato di Monaco. Dopo aver lasciato appena tre giochi al francese Humbert nel match d’esordio, il 24enne altoatesino si impone sul ceco Tomas Machac, numero 53 del mondo, per 6-1 6-7(3) 6-3. Dominato il primo set, l’azzurro cede per due volte il servizio nel secondo dove va sotto 2-5, poi rimonta ma si arrende al tie-break. Nel terzo parziale, però, ritrova colpi e ritmo anche se si rende necessario l’intervento del medico per lui e del fisioterapista per Machac. Alla fine però è l’altoatesino a spuntarla, chiudendo i conti in due ore e un minuto di gioco. “E’ stata una partita difficile, sono partito bene, ma poi nel secondo set ho avuto un pò un calo, forse energetico, ma posso essere contento: la cosa più importante era vincere in qualche modo questa partita. Tutti i giorni possono essere diversi, ora conta recuperare al massimo per cercare di fare domani una bella prestazione”, minimizza. Sinner, numero 2 del mondo e del tabellone e che nel Principato potrebbe superare Carlos Alcaraz al comando della classifica Atp, si porta così sul 4-0 nei confronti di Machac e centra la 20esima vittoria di fila in un Masters 1000 anche se vede interrompersi a 37 la striscia dei set conquistati consecutivamente (l’ultima defaillance a Shanghai il 5 ottobre 2025 contro Griekspoor). “Nel secondo set ho fatto un pò di fatica, ho avvertito un pò di stanchezza – ribadisce – Cerco di fare del mio meglio in ogni match, tutto può cambiare e domani si può tornare a giocare di nuovo un grande tennis. Cercherò di tirare fuori il meglio ma quella di oggi la considero comunque una giornata positiva. Prima del match mi sentivo benissimo, poi ho fatto un pò di fatica a trovare la giusta energia. Può succedere, era importante trovare il modo di uscirne”. Sulla strada dell’altoatesino, per un posto in semifinale, ci sarà Felix Auger-Aliassime: il canadese, sesto favorito del tabellone, era avanti 7-5 2-2 quando Casper Ruud, nona testa di serie, è stato costretto al ritiro. Sinner è in vantaggio 4-2 nei precedenti e si è aggiudicato gli ultimi quattro confronti, tutti nel 2025 anche se sempre sul veloce. Nell’unico match disputato sulla terra, gli ottavi di Madrid nel 2022, ad avere la meglio era stato Auger-Aliassime.
Fuori Matteo Berrettini, sconfitto in due set da Joao Fonseca (6-3, 6-2 per lui): l’enfant prodige brasiliano sfiderà nei quarti Alexander Zverev, terza testa di serie, che ha superato Zizou Bergs per 6-2 7-5.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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