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CAMPO TEATRALE DI MILANO FESTEGGIA I 50 ANNI DI CARRIERA DI CÉSAR BRIE

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CAMPO TEATRALE DI MILANO FESTEGGIA I 50 ANNI DI CARRIERA DI CÉSAR BRIE
Campo Teatrale, centro culturale e teatro convenzionato del Comune di Milano (zona Lambrate), importante realtà di riferimento nel panorama nazionale per la formazione attorale, ha deciso di festeggiare i 50 anni di carriera di César Brie, mettendo in cartellone cinque spettacoli dell’ attore, regista e drammaturgo argentino che più ne rappresentano l’immenso percorso artistico. Noi siamo andati a vedere Re Lear è morto a Mosca, spettacolo interamente ideato, nato e cresciuto all’ Isola del Teatro, luogo magico a Casa Follini, frazione di Nibbiano in Alta Val Tidone, in cui César Brie vive da alcuni anni e dove ha creato uno spazio immerso nel verde e nella pace delle colline per consentire a giovani artisti di poter provare e dedicarsi a produzioni proprie, in modo indipendente, come in passato aveva già fatto in Bolivia. Re Lear è morto a Mosca è frutto del lavoro del maestro con un gruppo di otto giovanissimi attori, la maggior parte provenienti dalla Scuola Galante Garrone di Bologna, che hanno condiviso con lui la passione per il teatro e il desiderio di portare alla luce una storia sconosciuta alla maggior parte delle persone: quella dei protagonisti del Goset, il Teatro Ebraico di Mosca, uno dei più grandi teatri del Novecento, fondato dal regista Aleksandr Granovskij e Marc Chagall, pittore e scenografo.

Servizio di Marzia Forni
Intro di Diego Bianchi
Editing di Emanuele Bottiroli

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Italpress Economy – 24 Aprile 2026

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MILANO (ITALPRESS) – L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centosettantaduesima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino con Giuliano Zoppis affronta i principali temi economici del momento, partendo dal nuovo Documento di Finanza Pubblica.

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Negli Stati Uniti, a partire dalla guerra con l’Iran, le decisioni della leadership appaiono ormai sempre più istintive, improvvisate e quindi senza né capo né coda: così la politica estera, la politica economica, il rapporto con le istituzioni e perfino il processo elettorale restano nel caos. Il conflitto con l’Iran continua senza una strategia da parte del Commander in Chief. I negoziati vanno avanti, ma vengono spesso contraddetti dai messaggi sui social di Donald Trump che, arrivando in piena notte, avrebbero complicato momenti delicati del dialogo, distruggendo il lavoro dei negoziatori. Il risultato è un paradosso: una guerra che nessuno vuole più continuare, ma senza che da Washington emerga una linea negoziale stabile che gli iraniani possano accettare. Intanto si allarga la frattura nella base, che si allontana sempre più da Trump, diventato presidente di guerra. Tucker Carlson, uno dei più popolari ex sostenitori mediatici di Trump, dopo averne preso le distanze è arrivato a chiedere scusa, pentendosi e recitando un mea culpa anche morale nei confronti dei suoi milioni di ascoltatori per averlo sostenuto e aiutato a far rieleggere Trump.

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