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Economia

Automotive, Urso “Dal Piano Italia Stellantis primi risultati, ora si muova l’UE”

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ROMA (ITALPRESS) – Le prospettive del comparto dell’auto in Italia, il Piano Italia di Stellantis, le misure di politica industriale in campo da qui ai prossimi anni e il ruolo del nostro Paese nella battaglia in Europa per la riforma delle norme UE sul settore, dalla revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 all’attuazione dell’Industrial Accelerator Act. Questi i temi al centro dell’incontro che si è svolto al Mimit tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e i rappresentanti delle Regioni in cui hanno sede i principali poli produttivi della filiera.

Il ministro ha ripercorso l’impegno del Governo a sostegno del settore, che ha portato fin dall’inizio della legislatura all’attivazione di un tavolo automotive permanente con istituzioni, sindacati e imprese, rappresentate da Anfia, cui si è affiancato il tavolo dedicato a Stellantis, concluso nel dicembre 2024 con la definizione del Piano Italia che, ha rilevato Urso, “ha portato a un piano industriale più coerente con gli interessi nazionali, fondato sull’impegno a non chiudere stabilimenti né procedere a licenziamenti, in controtendenza rispetto a quanto avviene oggi nel resto d’Europa”.

“Un percorso – ha aggiunto – che ha consentito nel 2025 il lancio di nuovi modelli e 7 miliardi di acquisti nella componentistica italiana, favorendo una significativa inversione di tendenza già dalla fine dello scorso anno, rafforzata nei primi mesi del 2026″. Il ministro ha quindi ripercorso l’impegno dell’Italia in Europa, apripista nella revisione delle politiche per l’automotive fin dal non-paper dell’ottobre 2024, che ha contribuito ad anticipare la revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 e al rinvio delle cosiddette ‘supermulte’ che avrebbero messo a dura prova il comparto.

Un impegno che prosegue ora nel confronto con la Commissione europea, la cui proposta di revisione del pacchetto CO2 del 16 dicembre, ha osservato Urso, “va nella giusta direzione, ma resta ancora insufficiente. Il 2026 dovrà essere l’anno delle riforme e della svolta. Servono subito decisioni coraggiose e pragmatiche della Commissione per difendere e rilanciare la produzione europea dell’auto: piena neutralità tecnologica, sostegno concreto alla filiera e accelerazione immediata dell’Industrial Accelerator Act. Non possiamo più permetterci ulteriori rinvii”.

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Il ministro ha quindi annunciato la convocazione di un nuovo Tavolo automotive prima della pausa estiva, per fare il punto sull’attuazione del Piano Italia da parte di Stellantis e definire, insieme alle Regioni, eventuali ulteriori iniziative a sostegno della transizione e dello sviluppo del settore. Nel corso dell’incontro sono state infine illustrate le misure di politica industriale per i prossimi anni, a partire dal nuovo Dpcm che programma fino al 2030 circa 1,6 miliardi del fondo automotive, destinando il 75% delle risorse al sostegno dell’offerta, con focus su innovazione, investimenti produttivi e filiera. Su queste misure il ministro ha aperto un confronto con le Regioni per definirne l’attuazione sui territori, valorizzando sinergie su investimenti, filiere e competenze.

– Foto ufficio stampa Mimit –

(ITALPRESS).

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Economia

Bozzetti “Candidatura Unesco dell’arte della Calzatura tutela un sapere autentico del Made in Italy”

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MILANO (ITALPRESS) – “La candidatura dell’Arte Italiana della Calzatura a Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO rappresenta un progetto nazionale per tutelare e valorizzare uno dei saperi più autentici del Made in Italy. Non candidiamo una scarpa, ma le persone, le competenze e le tecniche che da generazioni trasformano il saper fare italiano in cultura. La sfida è far vivere questo patrimonio nel futuro, trasmettendolo alle nuove generazioni e coniugando tradizione e innovazione”. Lo afferma il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, in relazione alla sua nomina come presidente del Comitato Sostenitori per la Candidatura UNESCO dell’Arte Italiana della Calzatura promossa da Assocalzaturifici e dalla sua presidente Giovanna Ceolini, che guida anche MICAM Milano.

– foto ufficio stampa MICAM Milano –

(ITALPRESS).

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Economia

MPS, Paparella “Intesa Sanpaolo crea valore per gli azionisti”

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MILANO (ITALPRESS) – Due operazioni che possono sembrare simili perché entrambe puntano a valorizzare gli azionisti, ma che, a guardarle più da vicino, hanno una natura profondamente diversa. È questa la tesi di Franco Paparella, professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, nel quale il confronto tra l’OPAS di Intesa Sanpaolo su MPS e la manovra difensiva proposta da Luigi Lovaglio amministratore delegato della banca senese diventa soprattutto un confronto tra nuovo valore e semplice riallocazione del valore esistente.

Secondo Paparella, l’operazione di Intesa Sanpaolo porta agli azionisti di MPS un beneficio aggiuntivo perché interviene un soggetto terzo disposto a riconoscere un premio. L’OPAS, infatti, incorpora un premio del 12,5% rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio. È valore, sotto forma di contante e titoli, che arriva dall’esterno della banca e che si aggiunge a quello già incorporato nelle azioni.

Diverso, invece, il meccanismo scelto da MPS come risposta alla pressione dell’operazione Intesa. La distribuzione straordinaria, pari complessivamente a 1,208 euro per azione tra componente cash e azioni Generali, secondo l’analisi non crea nuova ricchezza per i soci. La banca, in sostanza, restituisce agli azionisti una parte del patrimonio che già apparteneva loro. Cambia la forma del valore, ma non la sua origine.

Ed è proprio qui che, nella lettura di Paparella, si trova la differenza decisiva. Nel caso dell’OPAS di Intesa c’è un compratore esterno che paga un premio per ottenere il controllo e costruire un’operazione industriale. Nel caso di MPS, invece, le risorse distribuite provengono dal patrimonio della stessa banca. Per il piccolo azionista, dunque, il risultato può apparire generoso sul piano nominale, ma economicamente non equivale a un premio vero e proprio.

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A complicare ulteriormente il quadro c’è poi il fisco. La distribuzione straordinaria viene infatti trattata fiscalmente come nuova ricchezza, nonostante, nella ricostruzione dell’autore, si tratti di patrimonio già esistente. Per un azionista persona fisica residente in Italia l’onere può arrivare al 26% delle somme ricevute. Una tassa che finisce così per incidere su una ricchezza che, prima della distribuzione, apparteneva già agli azionisti attraverso il valore patrimoniale della banca.

La conclusione è quindi netta: le due operazioni non sono assimilabili. L’OPAS di Intesa Sanpaolo trasferisce agli azionisti di MPS un valore aggiuntivo attraverso il premio riconosciuto dall’offerente. La manovra di MPS, invece, redistribuisce una parte di un patrimonio già esistente, con in più una penalizzazione fiscale per i soci. Il punto, insomma, non è quanto viene distribuito, ma da dove arriva quel valore. E, nel confronto tra MPS e Intesa, è proprio questa origine a cambiare radicalmente il significato delle due operazioni.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Manovra, Giorgetti “Lavoriamo a un fisco agevolato per i giovani”

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ROMA (ITALPRESS) – Con il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce è ancora più importante tenere sotto controllo il debito pubblico. Così, in collegamento con la festa nazionale dell’Udc in corso a Roma, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ricordando che l’aumento si traduce in “maggiori oneri per famiglie, imprese e Stato”. “Occorre avere la fiducia dei mercati e dei risparmiatori”, afferma Giorgetti, aggiungendo che si intende proseguire con interventi “equi e selettivi” per ridurre la pressione fiscale. “Il governo in questi 4 anni ha raggiunto dei risultati in termini di standing internazionale relativamente alla gestione della finanza pubblica, senza fare interventi che vengono chiamati di austerità. Abbiamo ridotto il cuneo fiscale e contributivo, abbiamo promosso gli incentivi alle imprese, però e’ chiaro che oggi, se devo dire, facciamo il punto al 13 settembre, inevitabilmente non posso non considerare le situazioni che si stanno manifestando a livello globale”.

“Penso che gli aumenti stipendiali che potrebbero essere riconosciuti dai datori di lavoro per i giovani sotto una determinata età, potrebbero avere un trattamento fiscale agevolato, io ricordo il grande successo che ha avuto l’iniziativa del Governo di riconoscere sostanzialmente una tassazione flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali dell’anno scorso”, ha detto Giorgetti.“Penso che questo successo possa essere in qualche modo trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche sugli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende, ci vuole la collaborazione, chiaramente, dei datori di lavoro e la disponibilità da parte dello Stato dell’Amministrazione finanziaria di riconoscere questo tipo agevolazione, ma credo che su questo si possa lavorare. E’ uno dei tanti temi che affronteremo nelle prossime settimane”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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